Wernher von Braun

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Wernher von Braun, nel suo ufficio di direttore del centro di volo spaziale della NASA il 1º maggio 1964

Il barone Wernher Magnus Maximilian von Braun (pronuncia tedesca [ˈvɛrnhɛr fɔn ˈbraʊn];[1] pronuncia inglese [ˈvɛrnər fən ˈbraʊn]) (Wirsitz, 23 marzo 1912Alexandria, 16 giugno 1977) è stato uno scienziato e ingegnere tedesco naturalizzato statunitense, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano.

Prima e durante la seconda guerra mondiale lavorò allo sviluppo dei razzi in Germania, campo in cui ottenne successi senza precedenti. Fu l'ideatore del disegno e della realizzazione dei razzi V-2 che colpirono Londra nel corso del secondo conflitto mondiale. Dopo la guerra, assieme ad altri scienziati del suo gruppo, si consegnò alle forze statunitensi che, comprendendo il suo alto valore di uomo e di scienziato, lo impiegarono immediatamente nello sviluppo dell'Operazione Paperclip, di natura segreta. Von Braun lavorò con l'esercito statunitense per venire poi assimilato definitivamente nella NASA.

Negli anni di collaborazione con la NASA, fu direttore del nuovo Marshall Space Flight Center nonché progettista del veicolo di lancio Saturn V, il superpropulsore che portò la missione Apollo sulla luna nel 1969, il vero coronamento di tutta la sua opera scientifica.[2] Come definito dalla NASA, egli è "indubbiamente il più grande scienziato della tecnica missilistica ed aerospaziale della storia".[3] Nel 1975 ricevette la National Medal of Science.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Peenemünde, 1941: von Braun, in primo piano ed in borghese, fotografato assieme ad ufficiali tedeschi.

Il barone Wernher Magnus Maximilian von Braun nacque a Wirsitz in Prussia (oggi nella Polonia), secondo di tre figli. Suo padre, Magnus von Braun (1878–1972), apparteneva all'antica aristocrazia conservatrice tedesca e aveva prestato servizio come ministro dell'agricoltura nel Gabinetto federale durante la Repubblica di Weimar. Sua madre, Emmy von Quistorp (1886–1959), discendeva anch'ella da una nobile famiglia che vantava tra i suoi antenati molti membri delle famiglie reali d'Europa quali Filippo III di Francia, Valdemaro I di Danimarca, Roberto III di Scozia ed Edoardo III d'Inghilterra.[4][5] Von Braun aveva un fratello maggiore, Sigismund, e un fratello minore chiamato Magnus come il padre.[6] Dopo che Wernher von Braun ebbe ricevuto la cresima secondo il rito luterano, sua madre gli regalò un telescopio, iniziando così ad appassionarsi all'astronomia e allo spazio, il che segnò tutta la sua vita.

Dopo l'annessione di Wirsitz alla Polonia nel 1920 (secondo il trattato di Versailles), la sua famiglia, come molte altre di origine tedesca, migrò in Germania, trovando casa a Berlino.

Wernher von Braun fu anche un abile musicista amatoriale, suonando le opere di Beethoven e Bach a memoria. Von Braun imparò infatti a suonare il violoncello e il pianoforte, intenzionato com'era a divenire un compositore. Prese lezioni da Paul Hindemith e compose anche alcuni brani che risentono proprio dell'ispirazione musicale del maestro.[7]

All'inizio del 1925 iniziò a frequentare la scuola al Castello di Ettersburg presso Weimar dove comunque il suo rendimento, in particolare nelle materie scientifiche, continuarono ad essere pessimi. A scuola, Wernher non eccelleva né in fisica né in matematica, finché non acquistò un libro dal titolo Die Rakete zu den Planetenräumen ("Il missile nello spazio interplanetario") scritto dal pioniere della missilistica Hermann Oberth. Da quel momento in poi si applicò talmente tanto alla matematica da arrivare ad eccellere in quel campo. All'età di dodici anni causò dei danni notevoli, a seguito dell'esplosione di un vagone giocattolo a cui aveva attaccato dei fuochi d'artificio, ispirato in questo dagli studi sulle auto a propulsione pubblicati in quegli anni da Max Valier e Fritz von Opel. Il giovane von Braun venne tenuto in custodia dalla polizia finché non arrivò il padre. Nel 1928 la sua famiglia lo trasferì al collegio Hermann-Lietz-Internat nella Frisia orientale, presso l'isola di Spiekeroog, nel Mare del Nord e fu qui curiosamente che iniziò ad appassionarsi ai viaggi spaziali.

Nel 1930 iniziò a frequentare l'Università tecnica di Berlino, entrando successivamente nel Verein für Raumschiffahrt (Società per il volo spaziale) dove assistette Hermann Oberth negli esperimenti sui razzi a motore con combustibile liquido. Dopo avere conseguito il diploma entrò nella Humboldt-Universität zu Berlin.

La carriera in Germania[modifica | modifica sorgente]

Walter Dornberger, Herbert Axster, Wernher von Braun e Hans Lindenberg il 3 maggio 1945, dopo essersi consegnato alle truppe statunitensi
Un razzo V2 nella sua rampa presso il HVA Peenemünde nel marzo 1942

Von Braun stava lavorando al suo dottorato quando il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP o partito nazista) salì al potere in un governo di coalizione in Germania; la missilistica divenne quasi immediatamente parte dell'agenda nazionale.

Il capitano d'artiglieria Walter Dornberger assicurò a von Braun una borsa di studio di ricerca presso il reparto d'artiglieria dove si stavano sviluppando le ricerche del razzo a combustibile solido di Dornberger, a Kummersdorf. Il trattato di Versailles aveva posto severe limitazioni a carico della Germania relativamente agli armamenti e in particolare alla dotazione di artiglieria pesante, ma nulla era stato disposto in relazione ai razzi. Da qui l'interesse della Reichswehr per gli studi sulla propulsione a razzo. Successivamente von Braun ricevette un dottorato in fisica. Alla fine del 1934 l'equipe di von Braun riuscì a lanciare due missili che percorsero 2,4 km.

A quel tempo, tuttavia, non esistevano più società missilistiche tedesche a causa del fallimento del Verein für Raumschiffahrt e i test sui razzi erano stati proibiti dal nuovo regime nazista. I militari monopolizzarono lo sviluppo e la ricerca missilistica costruendo una grande industria nei pressi del villaggio di Peenemünde nel nord-est della Germania, sul Mar Baltico. Dornberger divenne comandante e von Braun nominato suo direttore tecnico. In collaborazione con la Luftwaffe, il gruppo di Peenemünde sviluppò i propulsori a combustibile liquido sia per i caccia sia per gli aerei a reazione. Svilupparono anche il missile balistico a lungo raggio A-4 e il missile antiaereo supersonico Wasserfall. A causa di forti pressioni, von Braun nel novembre 1937 entrò nel Partito nazista e nel mese di maggio del 1940 diventò un ufficiale delle SS. Iniziò come Untersturmführer (sottotenente) e Himmler lo promosse tre volte, l'ultima come Sturmbannführer (maggiore) nel giugno del 1943.

Wernher von Braun
Dati militari
Paese servito Germania Terzo Reich (1933-1945)
Forza armata Esercito
Arma Fanteria
Corpo SS
Anni di servizio 1933 - 1945
Grado Ss-sturmbannfuhrer.jpg
Sturmbannführer (maggiore)
Guerre Seconda guerra mondiale

[senza fonte]

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Nel novembre del 1942, Adolf Hitler approvò la produzione degli A-4 come "arma di rappresaglia". Il gruppo di lavoro comprese che la si sviluppava per bombardare Londra con esplosivi. Ventidue mesi dopo venne messo a punto il primo A-4, ora denominato V2 (Vergeltungswaffe 2, o arma di rappresaglia 2), un nome inventato da Joseph Goebbels. Il missile venne lanciato verso l'Europa occidentale il 7 settembre 1944.

Nasceva la missilistica, una delle armi segrete germaniche. Ciò che ancora mancava era la bomba atomica, che lo stato maggiore tedesco considerava irrealizzabile a breve, e i missili V2 lanciati con esplosivi tradizionali non ebbero l'effetto distruttivo immaginato con carica atomica capace di decidere l'esito del conflitto. I razzi V2 furono per la maggior parte fabbricati in circostanze terribili: la produzione principale infatti, ebbe luogo nei sotterranei di una fabbrica del campo di concentramento di Mittelbau-Dora, dove i lavoratori erano prigionieri ridotti in schiavitù. I sotterranei vennero scavati nella dura roccia della montagna di Harz. Lo scopo era nascondersi alla ricognizione alleata per evitare un possibile bombardamento, avendo così la sicurezza che il V2 sarebbe stato costruito nella quantità sufficiente per arrivare alla cosiddetta Endsieg (la vittoria finale della Germania).

La fabbrica era diretta dalle SS e come operai venivano usati i cittadini stranieri detenuti nel campo, principalmente francesi ed est-europei. L'indebolimento della manodopera causato dal massacrante lavoro nel campo di concentramento provocò, si stima, almeno 20.000 morti tra coloro che lavorarono al progetto. Alcuni vennero uccisi mentre tentavano di sabotare i missili. Non ci sono prove che von Braun abbia protestato per tali uccisioni, anche se successivamente dichiarò di provare vergogna per quanto era successo a Dora.

Nel marzo 1944 la Gestapo arrestò von Braun per crimini contro lo Stato a causa della sua continua pubblicità sulla possibile costruzione di missili capaci di andare nello spazio. Ma le accuse caddero dato che il suo ruolo nella costruzione di macchine da guerra era in costante crescita. Infatti Dornberger e il ministro agli armamenti Albert Speer riuscirono a convincere Hitler che senza von Braun la produzione di V-2 sarebbe stata a rischio.

Nella primavera del 1945, quando l'Armata Rossa era giunta a 160 km da Peenemünde, von Braun riunì i suoi collaboratori e chiese loro a chi avrebbero voluto consegnarsi. Molti scienziati erano impauriti dai sovietici e temevano processi o rappresaglie da parte dei britannici (le cui città avevano subito il maggior numero di attacchi con i missili). Così, salendo su un treno munito di documenti falsi, von Braun condusse 500 persone attraverso la Germania distrutta dalla guerra per consegnarsi agli statunitensi. Le SS avevano avuto l'ordine di uccidere gli ingegneri tedeschi in fuga, ma von Braun e gli altri riuscirono ugualmente a consegnarsi alle truppe statunitensi. Gli americani, appena capirono di avere di fronte degli ingegneri di primissimo piano, mandarono subito l'esercito a Peenemünde e Nordhausen per requisire tutto ciò che restava dei V2 e distruggere entrambe le fabbriche, riuscendo a stipare in 300 vagoni ferroviari le parti dei missili rimaste, ma buona parte della produzione dell'équipe di von Braun venne requisita dai sovietici.

In Gran Bretagna i missili V-2 avevano causato 2.754 morti e 6.523 feriti, e von Braun venne considerato un criminale di guerra da parte della popolazione. Un analogo numero di morti vi fu in Belgio, soprattutto nella città di Anversa. La missilistica sarebbe diventata l'arma usata nel XX secolo.

La carriera nell'esercito americano[modifica | modifica sorgente]

Anche nell'America dell'immediato dopoguerra l'odio verso i nazisti era palpabile. Infatti le condizioni offerte al gruppo di ingegneri e scienziati che ora collaboravano con gli americani furono molto dure.

Von Braun prima dell'inizio del Programma Pioneer 4 nel marzo 1959

Il 20 giugno 1945, il Segretario di Stato americano Cordell Hull approvò il trasferimento sul suolo americano degli specialisti tedeschi facenti capo a von Braun, nell'operazione segreta Paperclip dell'Office of Strategic Services. I primi sette scienziati giunsero a Wilmington nel Delaware il 20 settembre 1945.[8] In seguito vennero trasferiti a Boston e successivamente, ad eccezione di von Braun, nel Maryland per classificare i documenti di Peenemünde che avrebbero permesso agli scienziati di continuare gli esperimenti missilistici. Infine von Braun e altri 126 suoi colleghi si stabilirono a Fort Bliss, nel Texas, in una grande installazione militare a nord di El Paso.

La famiglia von Braun negli anni cinquanta

Furono loro imposte condizioni quasi penose: separati dalle famiglie, rimaste in Germania, si trovarono a vivere in baracche dissestate, prive di servizi e sotto costante sorveglianza. Non potevano infatti uscire da Fort Bliss liberamente, ma solo sotto scorta.

A Fort Bliss lo staff di von Braun addestrò il personale militare, industriale e universitario sulla complessità della missilistica, lanciando nel Nuovo Messico alcuni V-2 arrivati integri dalla Germania. Proseguirono inoltre gli studi sulle future applicazioni dei razzi militari.

In questo periodo, von Braun spedì una proposta di matrimonio alla sua prima cugina, la diciottenne Maria von Quistorp. Il 1º marzo 1947 si sposarono con rito luterano in una chiesa di Landshut, in Germania, dopo che von Braun aveva ottenuto il permesso di tornare nel suo paese natio e di rivedere i propri genitori. Nel dicembre del 1948 nacque la sua prima figlia all'ospedale militare di Fort Bliss.

Nel 1950 von Braun e il suo staff vennero trasferiti a Huntsville, in Alabama, dove si stabilirono per vent'anni. Nominato direttore della divisione di sviluppo dell'Army Ballistic Missile Agency (ABMA), condusse fino al 1956 la squadra di sviluppo dell'esercito alla creazione del razzo Redstone. Già nel 1954 il gruppo sarebbe stato in grado di lanciare un satellite in orbita nello spazio. Ma la Casa Bianca si oppose: nel settembre 1956 infatti von Braun fu costretto a zavorrare il razzo perché non entrasse in orbita. I politici preferivano infatti il progetto Vanguard della Marina militare, che però poteva contare su un missile meno potente e sicuro.

Il 4 ottobre 1957 gli Stati Uniti vennero colti di sorpresa dalla notizia del primo lancio di un satellite sovietico, lo Sputnik 1. Cercando di correre subito ai ripari, venne anticipato il lancio del Vanguard al dicembre 1957 (doveva essere pronto nel 1958). Ma il lancio fallì: il razzo che sosteneva il satellite ricadde a terra e si incendiò.

Così von Braun ebbe finalmente via libera e in soli tre mesi mise in orbita il primo satellite artificiale statunitense. Il suo gruppo sviluppò lo Jupiter-C, un lanciatore Redstone modificato. Il lancio riuscito dello Jupiter-C, che mise in orbita l'Explorer 1, segnò l'inizio del programma spaziale americano. Era il 31 gennaio 1958.

La missione di rendere popolare il concetto dell'uomo nello spazio[modifica | modifica sorgente]

Riprendendo gli schemi che già aveva elaborato agli inizi della sua carriera in Germania, von Braun se da un lato si dedicava alla progettazione di razzi e tecniche spaziali "per la realtà", continuava ad inseguire il suo sogno di ingegnere-scienziato di un mondo futuro nel quale i razzi potessero essere utilizzati in modo versatile per l'esplorazione dello spazio ancora sconosciuto. Se però un tempo temeva di essere osteggiato per queste sue idee, negli anni di collaborazione con gli americani si propose di divulgare il più possibile queste sue idee, riscuotendo un certo successo. Il 14 maggio 1950, come sottolineato dal The Huntsville Times nell'articolo "Il dottor von Braun ripete che i razzi potranno raggiungere la luna", fu l'inizio dei suoi sforzi in questo senso. Le discussioni che si originarono sul tema procurarono una grande pubblicità al concetto di viaggio spaziale e alla comparsa delle prime opere d'immaginazione a tema "lunare" come i film del 1950 Uomini sulla Luna (Destination Moon) e RX-M Destinazione Luna (Rocketship X-M).

Walt Disney e von Braun nel 1954 con un modello di astronave passeggeri. I due collaborarono a una serie di tre film educativi sul tema aerospaziale

Nel 1952 von Braun pubblicò per la prima volta il suo concetto di progettazione e gestione di una stazione spaziale orbitante nel settimanale Collier's Weekly nella serie "Man Will Conquer Space Soon!".[9] Questi articoli vennero illustrati dall'artista di fantascienza Chesley Bonestell ed ebbero un ruolo importante nella diffusione delle sue idee. Von Braun collaborò frequentemente con l'amico e scrittore Willy Ley per pubblicare le sue idee.

Il professor von Braun nel suo ufficio, 1 settembre 1960

Nell'articolo dedicato alla stazione spaziale si leggeva che essa avrebbe avuto un diametro di 75 m, la sua orbita sarebbe stata ad una altezza di 1700 Km e avrebbe ruotato su se stessa per creare una gravità artificiale come suggerito già nel 1929 da Herman Potočnik nel suo libro Das Problem der Befahrung des Weltraums - Der Raketenmotor ("Il problema del viaggio spaziale – il razzo motore"). Questi suoi concetti vennero ripresi, alcuni decenni dopo, nel film 2001: Odissea nello spazio.

Von Braun aveva immaginato delle spedizioni su larga scala, con un totale di 50 astronauti viaggianti in tre navicelle spaziali (due per la truppa e uno essenzialmente come cargo).[10] Al loro arrivo, questi astronauti avrebbero potuto creare una base lunare permanente nella regione lunare che a lui pareva più adatta allo scopo, quella di Sinus Roris, dalla quale avrebbe potuto svilupparsi quindi un insediamento permanente da cui condurre l'esplorazione delle aree circostanti come il cratere Harpalus ed il Mare Imbrium.

Nel medesimo periodo von Braun stava lavorando anche ad un primo progetto per una missione spaziale su Marte che egli intendeva utilizzare per installarvi una stazione. I suoi progetti, pubblicati nel libro divulgativo The Mars Project ("Il progetto Marte", 1952), prevedevano una flotta di dieci navicelle[11] di cui una per il cargo e nove per il trasporto di un totale di 70 astronauti. The Mars Project ispirò, tra le altre cose, il film La conquista dello spazio del 1955.

Prima di dedicarsi alle descrizioni scientifiche e agli approcci tecnici di un possibile viaggio su Marte, von Braun aveva scritto una novella fantascientifica, ambientata appunto nel 1980, anno che egli prevedeva essere di svolta per le missioni sul pianeta rosso. Secondo il suo biografo Erik Bergaust, il manoscritto era stato rifiutato da non meno di 18 editori e questo colpì molto negativamente von Braun, che si rivalse pubblicando parte di questa sua opera sulle riviste specializzate, di modo da poter facilmente illustrare il suo progetto. Il manoscritto completo, dal titolo Project MARS: A Technical Tale, è stato pubblicato postumo solo nel dicembre del 2006.[12]

Nella speranza che queste sue teorie potessero attrarre sempre più il pubblico internazionale sul tema dei viaggi spaziali e delle tecniche di navigazione nello spazio, von Braun iniziò a lavorare anche con Walt Disney e coi Disney Studios come direttore tecnico, iniziando con tre film per la televisione dedicati all'esplorazione dello spazio. La prima di queste opere fu Man in Space, che venne trasmesso per la prima volta il 9 marzo 1955, riuscendo catturare 42 milioni di spettatori in un inatteso successo.[13][14]

In seguito, nel 1959, von Braun pubblicò un piccolo libro[15] nel quale condensava alcuni episodi apparsi sul This Week Magazine.

La carriera alla NASA[modifica | modifica sorgente]

La Marina militare statunitense aveva cercato più volte di costruire un razzo per elevare i satelliti in orbita, ma il Vanguard progettato si era dimostrato inservibile. Nel 1957, col lancio dello Sputnik 1, vi era ormai la crescente convinzione che l'Unione Sovietica fosse decisamente avanzata nel suo programma spaziale rispetto agli Stati Uniti e questo mosse ancora più gli animi e i governi a emergere nella corsa allo spazio. Le autorità americane scelsero quindi di sfruttare von Braun e le sue conoscenze in campo missilistico per creare veicoli per il lancio orbitale, proposta che egli in un primo tempo rifiutò.[13]

Wernher von Braun con il presidente John Fitzgerald Kennedy, nel 1963

La NASA fu costituita con una legge del 29 luglio 1958. Il giorno dopo, il cinquantesimo razzo Redstone fu lanciato con successo da un'isola del Pacifico meridionale. Due anni più tardi la NASA aprì un nuovo centro spaziale, il Marshall Space Flight Center, sempre nella città di Huntsville, in Alabama e trasferì von Braun e il suo staff dall'ABMA alla NASA. In un incontro faccia a faccia con Herb York al Pentagono, von Braun mise in chiaro che egli sarebbe passato alla NASA solo se fosse stato permesso un ulteriore sviluppo del progetto Saturn.[16] Von Braun fu il primo direttore del centro, dal 1960 al febbraio del 1970.

Wenher von Braun davanti agli endoreattori F-1 del primo stadio del Saturn V

Questi primi anni di von Braun alla NASA non furono tranquilli e non mancarono le difficoltà. Una di queste fu l'"infame viaggio di dieci centimetri" come egli stesso ebbe a definirlo, uno dei primi lanci dei nuovi razzi che si sollevò solo appunto dieci centimetri circa dal suolo per poi ricadervi; un errore banale che fu presto risolto con qualche accorgimento allo strumento, ma che fu sufficiente a demoralizzare parte del gruppo che stava lavorando intensamente al progetto.

Il primo importante progetto al Marshall Center fu lo sviluppo del Saturn, un razzo in grado di portare astronauti sulla Luna. A tal proposito lo stesso von Braun applicandosi al progetto propose di seguire una tecnica ingegneristica che portasse ad un rendezvous sull'orbita terrestre, ma nel 1962 si convertì all'idea di un rendezvous nell'orbita lunare che successivamente mise in pratica. Il sogno di von Braun di vedere un uomo sulla Luna si concretizzò il 16 luglio 1969, quando il razzo Saturn V, sviluppato al Marshall, portò l'equipaggio dell'Apollo 11 sulla Luna. Nel corso del Programma Apollo sei equipaggi di astronauti esplorarono la superficie lunare e lo stesso von Braun collaborò attivamente con Kurt H. Debus, il primo direttore del Kennedy Space Center.

Durante l'estate locale del 1966–67, von Braun prese parte a un viaggio scientifico in Antartide organizzato per lui e altri membri della direzione della NASA.[17] L'obiettivo di questa missione era quello di determinare quanto l'esplorazione con metodi scientifici dell'Antartide avrebbe potuto allenare gli astronauti all'esplorazione della superficie lunare. L'interesse di von Braun per l'ambiente si focalizzò essenzialmente nello sfruttamento proficuo delle poche risorse d'acqua dolce disponibili in virtù della sua idea circa la possibile presenza di acqua (e quindi di vita) anche su altri pianeti e in particolare su Marte per il quale egli auspicava missioni di allunaggio attorno al 1980.[18]

Nel 1970, von Braun venne assegnato al ruolo di NASA's Deputy Associate Administrator for Planning al quartier generale della NASA, trasferendosi con la sua famiglia a Washington. Con l'interruzione del programma Apollo, von Braun comprese di possedere una visione del futuro della corsa allo spazio profondamente diversa da quella della NASA, quindi il 26 maggio 1972 rassegnò le dimissioni.

Nel contempo il professor von Braun sviluppò l'idea di un "campus spaziale" (US Space Camp), istituzione che avrebbe fornito ai giovani americani le conoscenze necessarie e l'apertura mentale per sviluppare al meglio il loro rapporto con le future tecnologie e con lo spazio.[19]

La carriera dopo la NASA[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver lasciato la NASA divenne vicepresidente delle industrie Fairchild a Germantown, nel Maryland, dove fu attivo nella promozione del National Space Institute. Conobbe Carol Rosin, responsabile corporativa delle industrie Fairchild, nel 1974. Von Braun la rese consapevole del pericolo della proliferazione delle armi spaziali e del perché dovessero essere bandite. La Rosin continuò l'azione di von Braun nella promozione del divieto delle armi spaziali e nella trasformazione del complesso militare-industriale in un'industria pacifica di esplorazione dello spazio, co-fondando l'Institute for Cooperation in Space (Istituto per la cooperazione nello spazio).

Tomba di Wernher von Braun nell'Ivy Hill Cemetery (Alexandria, Virginia)

Nel 1976 divenne membro del consiglio di amministrazione della Daimler-Benz nonché consulente scientifico di Lutz Kayser, CEO della tedesca OTRAG (Orbital Transport und Raketen), la prima compagnia privata ad occuparsi della produzione di veicoli di lancio. All'apice della sua attività, von Braun scoprì di soffrire di tumore al pancreas. Malgrado le cure, il tumore continuò a progredire, costringendolo a lasciare la Fairchild il 31 dicembre 1976. Il 16 giugno 1977, Wernher von Braun morì ad Alexandria (Virginia), all'età di 65 anni. Fu sepolto all'Ivy Hillside Cemetery.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze tedesche[modifica | modifica sorgente]

  • 8 luglio 1943: status di Professor, conferito da Hitler
Cavaliere al merito di guerra (Germania nazista) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere al merito di guerra (Germania nazista)
— 29 ottobre 1944
Medaglia di II classe per lungo servizio nelle SS (12 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di II classe per lungo servizio nelle SS (12 anni)
Gran croce al merito dell'Ordine al merito di Germania (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce al merito dell'Ordine al merito di Germania (Repubblica Federale Tedesca)
— 1960
Busto di Wernher von Braun al Marshall Space Flight Center

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica sorgente]

NASA Distinguished Service Medal (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria NASA Distinguished Service Medal (Stati Uniti)
— 1969

Altre onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Wernher von Braun nel cinema[modifica | modifica sorgente]

La biografia di Wernher von Braun fu il soggetto del film del 1960 diretto da J. Lee Thompson, I Aim at the Stars (in Italia Alla conquista dell'infinito), con Curd Jurgens nella parte di Wernher e Victoria Shaw in quella della moglie Maria von Quistorp.[22] La figura di Von Braun compare inoltre nel film Cielo d'ottobre, quale ispiratore del giovane protagonista.

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Duden Aussprachewörterbuch, 6a edizione, Mannheim, Bibliographisches Institut & F.A. Brockhaus AG, 2006.
  2. ^ Biography of Wernher Von Braun in MSFC History Office, NASA Marshall Space Flight Center.
  3. ^ Wernher von Braun: Feature Articles, Earthobservatory.nasa.gov. URL consultato il 15 agosto 2013.
  4. ^ "Von Braun, Wernher", Erratik Institut. Retrieved 4 febbraio 2011
  5. ^ "Dr. Wernher von Braun'i mälestuseks", Füüsikainstituut. Consultato il 4 febbraio 2011
  6. ^ Shelby G. Spires, Von Braun's brother dies; aided surrender in The Huntsville Times, 27 giugno 2003, pp. 1ª.
    «Magnus von Braun, the brother of rocket pioneer Wernher von Braun who worked in Huntsville from 1950–1955, died Saturday in Phoenix, Arizona. He was 84. Though not as famous as his older brother, who died in 1977, Magnus von Braun made the first contact with U.S. Army troops to arrange the German rocket team's surrender at the end of World War II.».
  7. ^ Ward, Bob. Dr. Space: The Life of Wernher von Braun, US Naval Institute Press, 2005, p. 11.
  8. ^ Secondo un rapporto riservato intitolato Striving for accountability in the aftermath of the Holocaust [1] del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, redatto peraltro dall'Ufficio per le Indagini Speciali (The Office of Special Investigations) nel 1979.
  9. ^ Immagini da Collier's
  10. ^ Jerry Woodfill, Gallery of Wernher von Braun Moonship Sketches in The Space Educator's Handbook, NASA Johnson Space Center. Archived
  11. ^ Jerry Woodfill, Gallery of Wernher von Braun Mars Exploration Sketches in The Space Educator's Handbook, NASA Johnson Space Center. Archived
  12. ^ Wernher von Braun, Project MARS: A Technical Tale, 2006. ISBN 0-9738203-3-0, ISBN 978-0-9738203-3-1
  13. ^ a b "Red Moon Rising: Sputnik and the Hidden Rivalries That Ignited the Space Age", Matthew Brzezinski. Macmillan, 2008. ISBN 0-8050-8858-X, 9780805088588. pp. 84, 85, 87, 91, 92
  14. ^ "How to Be Like Walt: Capturing the Disney Magic Every Day of Your Life", Pat Williams, Jim Denney. HCI, 2004. ISBN 0-7573-0231-9, ISBN 978-0-7573-0231-2. p. 237
  15. ^ "Wernher von Braun: First Men to the Moon". Reprint by Henry Holt & Co., Inc., gennaio 2000, ISBN 978-0-03-030295-4
  16. ^ Stages to Saturn – The Saturn Building Blocks – THE ABMA TRANSFER, NASA.
  17. ^ "Space Man's Look at Antarctica". Popular Science, Vol. 190, No. 5, maggio 1967, pp. 114–116.
  18. ^ Next, Mars and Beyond, Time (magazine), 25 luglio 1969. URL consultato il 21 giugno 2007.
    «Even as man prepared to take his first tentative extraterrestrial steps, other celestial adventures beckoned him. The shape and scope of the post-Apollo manned space program remained hazy, and a great deal depends on the safe and successful outcome of Apollo 11. But well before the moon flight was launched, NASA was casting eyes on targets far beyond the moon. The most inviting: the earth's close, and probably most hospitable, planetary neighbor. Given the same energy and dedication that took them to the moon, says Wernher von Braun, Americans could land on Mars as early as 1982.».
  19. ^ Michael Neufeld, Von Braun Dreamer of Space Engineer of War, New York, Alfred A. Knopf, 2007, pp. 354–355, ISBN 978-0-307-26292-9.
  20. ^ 3rd Wernher von Braun Memorial Symposium: 21st Century Approaches to the Use and Development of Space nasa.gov, abgerufen am 25. Oktober 2010
  21. ^ (DE) Erik Bergaust, Wernher von Braun, tradotto da Guy Montag e Ursula R. Zeitz, 1975, pp. 614 e seg.f.
  22. ^ Internet Movie Data Base I Aim at the Stars. URL consultato il 1º luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bernd Ruland, Wernher von Braun. Una vita per lo spazio, Milano, Mondadori, 1970
  • Bergaust, Erik (1976), Wernher von Braun: The authoritative and definitive biographical profile of the father of modern space flight (Hardcover), National Space Institute (1976), ISBN 0-917680-01-4
  • Biddle, Wayne (2009), Dark Side of the Moon: Wernher von Braun, the Third Reich, and the Space Race (Hardcover), W.W. Norton (2009), ISBN 978-0-393-05910-6
  • Bilstein, Roger E. (2003), Stages to Saturn: A Technological History of the Apollo/Saturn Launch Vehicles (Paperback), University Press of Florida (July 2003), ISBN 0-8130-2691-1
  • Crouch, Tom D. (1999), Aiming for the Stars: The Dreamers and Doers of the Space Age (Hardcover), Smithsonian (September 17, 1999), ISBN 1-56098-386-8
  • Dunar, Andrew J & Stephen P Waring (1999), written at Washington, DC, Power to Explore: a History of Marshall Space Flight Center, 1960–1990, United States Government Printing Office, ISBN 0-16-058992-4
  • Eisfeld, Rainer (2000), written at Hamburg, Mondsüchtig, Rohwolt, ISBN 3-499-60943-6
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