Wernher von Braun
Wernher Magnus Maximilian Freiherr von Braun (pronuncia tedesca [ˈvɛrnhɛr fɔn ˈbraʊn];[1] pronuncia inglese [ˈvɛrnər fən ˈbraʊn]) (Wirsitz, 23 marzo 1912 – Alexandria, 16 giugno 1977) è stato uno scienziato e ingegnere tedesco, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica in Germania e negli Stati Uniti, dove è ritenuto il capostipite del programma spaziale americano. Prima e durante la seconda guerra mondiale ha lavorato allo sviluppo dei razzi in Germania, campo in cui ottenne successi senza precedenti.
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Gioventù [modifica]
Il Barone Wernher Von Braun nacque a Wirsitz in Prussia (oggi in Polonia). Dopo che la madre gli regalò un telescopio, iniziò ad appassionarsi di astronomia e di spazio, il che segnò tutta la sua vita. Dopo l'annessione di Wirsitz alla Polonia nel 1920 (secondo il trattato di Versailles), la sua famiglia, come molte altre di origine tedesca, migrò in Germania, trovando casa a Berlino. Wernher non andava bene né in fisica, né in matematica, finché non acquistò un libro dal titolo Die Rakete zu den Planetenräumen (Il missile nello spazio interplanetario) scritto dal pioniere della missilistica Hermann Oberth. Da quel momento in poi si applicò talmente tanto alla matematica, che arrivò ad eccellere in quel campo. All'età di dodici anni causò dei danni notevoli, a seguito dell'esplosione di un vagone giocattolo a cui aveva attaccato dei fuochi d'artificio. Il giovane von Braun venne preso in custodia dalla polizia finché non arrivò il padre.
Nel 1930 iniziò a frequentare l'istituto di Tecnologia di Berlino e successivamente entrò nel Verein für Raumschiffahrt (Società dei voli spaziali) dove assistette Hermann Oberth negli esperimenti sui razzi a motore con combustibile liquido. Dopo aver ricevuto il diploma entrò all'Università di Berlino.
La carriera in Germania [modifica]
Sotto il capitano Walter Dornberger, fu assicurata a von Braun una concessione di ricerca presso il reparto di artiglieria dove si stavano sviluppando le ricerche del razzo a combustibile solido di Dornberger, a Kummersdorf. Il trattato di Versailles aveva posto severe limitazioni a carico della Germania in relazione agli armamenti e in particolare alla dotazione di artiglieria pesante, ma nulla era stato disposto in relazione ai razzi. Da qui l'interesse della Reichswehr per gli studi sulla propulsione a razzo. Successivamente von Braun ricevette un dottorato in fisica. Alla fine del 1934 l'equipe di von Braun riuscì a lanciare due missili che percorsero 2,4 km.
A quel tempo, tuttavia, non esistevano più società missilistiche tedesche, a causa del fallimento del Verein für Raumschiffahrt e i test sui razzi erano stati proibiti dal nuovo regime nazista. I militari monopolizzarono lo sviluppo e la ricerca missilistica costruendo una grande industria nei pressi del villaggio di Peenemünde nel nord-est della Germania, sul Mar Baltico. Dornberger divenne comandante e von Braun nominato suo direttore tecnico. In collaborazione con la Luftwaffe, il gruppo di Peenemuende sviluppò i propulsori a combustibile liquido sia per i caccia che per i jet. Svilupparono anche il missile balistico a lungo raggio A-4, e il missile supersonico anti-aereo Wasserfall. A causa di forti pressioni, von Braun nel novembre 1937 entrò nel Partito Nazista e nel mese di maggio del 1940 diventò un ufficiale delle SS. Iniziò come Untersturmführer (sottotenente) ed Himmler lo promosse tre volte, l'ultima come Sturmbannführer (maggiore) nel giugno del 1943.
Nel novembre del 1942, Adolf Hitler approvò la produzione degli A-4 come arma di rappresaglia. Il gruppo di lavoro comprese che la si sviluppava per bombardare Londra con esplosivi. Ventidue mesi dopo venne messo a punto il primo A-4, ora denominato V2 (Vergeltungswaffe 2, od arma di rappresaglia 2), un nome inventato da Joseph Goebbels. Il missile venne lanciato verso l'Europa occidentale il 7 settembre 1944. Nasceva la missilistica, una delle armi segrete germaniche. Ciò che ancora mancava era la bomba atomica, che lo stato maggiore tedesco considerava irrealizzabile a breve e i missili V2 lanciati con esplosivi tradizionali non ebbero l'effetto distruttivo immaginato con carica atomica capace di decidere l'esito del conflitto. I razzi V2 furono per la maggior parte fabbricati in circostanze terribili: la produzione principale infatti, ha avuto luogo nei sotterranei di una fabbrica del campo di concentramento di Mittelbau-Dora, riducendo in schiavitù i prigionieri lavoratori. I sotterranei vennero scavati nella dura roccia della montagna di Harz. Lo scopo era nascondersi alla ricognizione alleata, per evitare un possibile bombardamento, avendo così la sicurezza che il V2 sarebbe stato costruito nella quantità sufficiente per arrivare alla cosiddetta Endsieg (la vittoria finale della Germania). La fabbrica era diretta dalle SS, e come operai venivano usati i cittadini stranieri detenuti nel campo, principalmente francesi ed europei dell'est. L'indebolimento della manodopera, causato dal massacrante lavoro nel campo di concentramento provocò, si stima, almeno 20.000 morti, tra coloro che lavorarono al progetto. Alcuni vennero uccisi mentre tentavano di sabotare i missili. Non ci sono prove che von Braun abbia protestato per tali uccisioni, anche se successivamente disse di provare vergogna per quanto successe a Dora.
Nel marzo 1944 la Gestapo arrestò von Braun per crimini contro lo stato a causa della sua continua pubblicità sulla possibile costruzione di missili capaci di andare nello spazio. Ma le accuse caddero dato che era in costante crescita il suo coinvolgimento nella costruzione di macchine da guerra. Infatti Dornberger e il Ministro degli Armamenti Albert Speer riuscirono a convincere Hitler che senza von Braun la produzione di V-2 era a rischio.
Nella primavera del 1945, con l'Armata Rossa giunta a 160 km da Peenemünde, von Braun riunì i suoi collaboratori e chiese loro a chi avrebbero voluto consegnarsi. Molti scienziati erano impauriti dai russi e temevano processi o rappresaglie da parte degli inglesi (le cui città avevano subito il maggior numero di attacchi con armi-razzo). Così, salendo su un treno con documenti falsi, von Braun condusse 500 persone attraverso la Germania distrutta dalla guerra per consegnarsi agli statunitensi. Le SS avevano avuto l'ordine di uccidere gli ingegneri tedeschi in fuga, nonostante questo von Braun e gli altri riuscirono a consegnarsi agli Stati Uniti.
Gli americani, appena capirono di avere di fronte degli ingegneri di primissimo piano, mandarono subito l'esercito a Peenemünde e Nordhausen per requisire tutto ciò che restava dei V2 e distruggere entrambe le fabbriche, riuscendo a stipare in 300 vagoni ferroviari le parti dei V2 rimaste, ma buona parte della produzione dell'équipe di von Braun venne requisita dai russi.
In Gran Bretagna i missili V-2 causarono 2.754 morti e 6.523 feriti, e da parte della popolazione von Braun fu considerato come criminale di guerra. Lo stesso numero di morti ci furono in Belgio, soprattutto nella città di Anversa. La missilistica sarebbe diventata l'arma usata nel XX secolo.
La carriera nell'esercito americano [modifica]
Anche nell'America dell'immediato dopoguerra l'odio verso i nazisti era palpabile. Infatti le condizioni offerte al gruppo di ingegneri e scienziati che ora collaboravano con gli americani furono molto dure.
Il 20 giugno 1945, il Segretario di Stato americano Cordell Hull approvò il trasferimento sul suolo americano degli specialisti tedeschi facenti capo a von Braun, nell'operazione segreta Paperclip, ideata da Allen Dulles, capo dello spionaggio (CIA). I primi sette arrivarono a Wilmington nel Delaware, il 20 settembre 1945.[2] In seguito, vennero trasferiti a Boston, e successivamente, ad eccezione di von Braun, nel Maryland per classificare i documenti di Peenemünde che avrebbero permesso agli scienziati di continuare gli esperimenti missilistici. Finalmente, von Braun e altri 126 suoi colleghi si stabilirono a Fort Bliss, nel Texas, in una grande installazione militare a nord di El Paso.
Furono loro imposte condizioni quasi penose: separati dalle famiglie, rimaste in Germania, si trovarono a vivere in baracche dissestate, prive di servizi e sotto costante sorveglianza. Non potevano infatti uscire da Fort Bliss liberamente, ma solo sotto scorta.
A Fort Bliss lo staff di von Braun addestrò il personale militare, industriale e universitario sulla complessità della missilistica, lanciando nel Nuovo Messico alcuni V-2 arrivati integri dalla Germania. Proseguirono inoltre gli studi sulle future applicazioni dei razzi militari.
In questo periodo, von Braun spedì una proposta di matrimonio alla sua prima cugina, la diciottenne Maria von Quistorp. Il 1º marzo 1947 si sposarono con rito luterano in una chiesa di Landshut, in Germania, dopo avere ottenuto il permesso di tornare nel suo paese natio e di rivedere i propri genitori. Nel dicembre del 1948, nacque la sua prima figlia all'ospedale militare di Fort Bliss.
Nel 1950 von Braun e il suo staff vennero trasferiti a Huntsville, in Alabama, dove si stabilirono per vent'anni. Nominato direttore della Divisione di Sviluppo dell'ABMA (Army Ballistic Missile Agency), condusse fino al 1956 la squadra di sviluppo dell'esercito alla creazione del razzo Redstone. Già nel 1954 il gruppo sarebbe stato in grado di lanciare un satellite in orbita nello spazio. Ma la Casa Bianca si oppose: nel settembre 1956 infatti von Braun fu costretto a zavorrare il razzo perché non entrasse in orbita. I politici preferivano infatti il progetto Vanguard, della Marina militare, che però contava su un missile meno potente e sicuro.
Il 4 ottobre 1957 gli Stati Uniti vennero colti di sorpresa dalla notizia del primo lancio di un satellite sovietico, lo Sputnik 1. Cercando di correre subito ai ripari, venne anticipato il lancio del Vanguard al dicembre 1957 (doveva essere pronto nel 1958). Ma il lancio fallì: il razzo che sosteneva il satellite ricadde a terra e si incendiò.
Così von Braun ebbe finalmente via libera e in soli tre mesi mise in orbita il primo satellite artificiale USA. Il suo team sviluppò lo Jupiter-C, un Redstone modificato. Il lancio riuscito dello Jupiter-C, che mise in orbita l'Explorer 1, segnò l'inizio del programma spaziale americano. Era il 31 gennaio 1958.
Nel 1962 von Braun presentò il primo progetto per l'esplorazione di Marte e un progetto per una stazione spaziale orbitante, entrambi pubblicati sulla rivista Collier's.[3] Nell'articolo dedicato alla stazione spaziale si leggeva che aveva un diametro di 75 m, la sua orbita era ad una altezza di 1700 Km e girava su se stessa per creare una gravità artificiale.
Dagli articoli di Collier's nacque anche una versione televisiva sull'esplorazione dello spazio, prodotta da Walt Disney, che andò in onda in tre puntate: L'uomo nello spazio, L'uomo e la Luna e Marte ed oltre. Von Braun fece da direttore tecnico; inoltre apparve sullo schermo in tutte e tre le puntate.[3] La collaborazione con Disney continuò negli anni seguenti: Disney aveva in mente di costruire un enorme parco di divertimenti, Disneyland. Von Braun aiutò la progettazione della sezione dedicata al futuro, Tomorrowland, la cui attrazione maggiore era il viaggio verso Marte.
La carriera alla NASA [modifica]
La NASA fu costituita con una legge del 29 luglio 1958. Il giorno dopo, il cinquantesimo razzo Redstone fu lanciato con successo da un'isola del Sud Pacifico. Due anni più tardi la NASA aprì un nuovo centro spaziale, il Marshall Space Flight Center, sempre nella città di Huntsville, in Alabama e trasferì von Braun e il suo staff dall'ABMA alla NASA. Von Braun fu il primo direttore del centro, dal 1960 al febbraio del 1970.
Il primo importante progetto al Marshall Center fu lo sviluppo del Saturn, un razzo in grado di portare astronauti sulla Luna. Il sogno di von Braun di vedere un uomo sulla Luna si concretizzò il 16 luglio 1969, quando il razzo Saturn V, sviluppato al Marshall, portò l'equipaggio dell'Apollo 11 sulla Luna. Durante il corso del Programma Apollo, sei team di astronauti esplorarono la superficie lunare.
Nel 1970, von Braun venne nominato delegato al NASA's Deputy Associate Administrator for Planning, trasferendosi con la sua famiglia a Washington. Con l'interruzione del programma Apollo, von Braun si accorse di avere una visione del futuro della corsa allo spazio profondamente diversa da quella della NASA, quindi nel giugno 1972 rassegnò le sue dimissioni.
La carriera dopo la NASA [modifica]
Dopo aver lasciato la NASA divenne vicepresidente delle industrie Fairchild a Germantown, nel Maryland, dove fu attivo nella promozione del National Space Institute. Conobbe Carol Rosin, responsabile corporativa delle industrie Fairchild, nel 1974. Von Braun la rese consapevole del pericolo della proliferazione delle armi spaziali e del perché dovessero essere bandite. La Rosin continuò l'azione di von Braun nella promozione del divieto delle armi spaziali e nella trasformazione del complesso militare-industriale in un'industria pacifica di esplorazione dello spazio, co-fondando l'Institute for Cooperation in Space (Istituto per la Cooperazione nello Spazio).
Nel 1976 divenne membro del consiglio di amministrazione della Daimler-Benz nonché consulente scientifico di Lutz Kayser, CEO della tedesca OTRAG (Orbital Transport und Raketen), la prima compagnia privata ad occuparsi della produzione di veicoli di lancio. All'apice della sua attività, von Braun scoprì di soffrire di cancro. Malgrado le cure, il tumore continuò a progredire, costringendolo a lasciare la Fairchild il 31 dicembre 1976. Il 16 giugno 1977, Wernher von Braun morì ad Alexandria (Virginia), all'età di 65 anni. Fu sepolto all'Ivy Hillside Cemetery.
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere al merito di guerra | |
Wernher von Braun nel cinema [modifica]
La biografia di Wernher von Braun fu il soggetto del film del 1960 diretto da J. Lee Thompson, I Aim at the Stars (in Italia Alla conquista dell'infinito), con Curd Jurgens nella parte di Wernher e Victoria Shaw in quella della moglie Maria von Quistorp.[4] La figura di Von Braun compare inoltre nel film Cielo d'ottobre, quale ispiratore del giovane protagonista.
Riferimenti nella cultura popolare [modifica]
- Si pensa che Stanley Kubrick abbia preso ispirazione da Wernher von Braun e altre persone dell'epoca, come John von Neumann, Edward Teller e Henry Kissinger, per il suo celebre film Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba[senza fonte].
- Nel videogioco System Shock 2, l'astronave su cui si svolge la trama si chiama von Braun, in omaggio allo scienziato.
- Nel manga ed anime Planetes, la Von Braun è la nave spaziale che per prima porterà l'uomo su Giove. Inoltre, in tutta la storia, si fanno diversi riferimenti alla figura di Von Braun quale pioniere della missilistica e del programma spaziale umano.
- Il personaggio di Doc Brown nella saga cinematografica Ritorno al futuro afferma che il suo cognome in origine era Von Braun, (cambiato in Brown dopo la guerra). Questo sembra essere un omaggio allo scienziato il cui apporto fu decisivo per lo sviluppo della scienza missilistica e per la conseguente corsa allo spazio[senza fonte].
- Nell'anime Mobile Suit Gundam, una città lunare è chiamata Von Braun City in suo onore.
- Il personaggio disneyano di Pico De Paperis tuttologo plurilaureato, in originale Ludwig von Drake con un marcato accento tedesco, è chiaramente ispirato alle popolari figure di Einstein e von Braun[senza fonte].
- Viene spesso citato nel film Cielo d'ottobre.
- Von Braun viene citato nel film Più forte ragazzi durante un dialogo via radio tra aeromobile e torre di controllo, quando il personaggio interpretato da Bud Spencer, Plata, chiama ironicamente il controllore di volo, appunto, von Braun.
Note [modifica]
- ^ Duden Aussprachewörterbuch, 6a edizione, Mannheim, Bibliographisches Institut & F.A. Brockhaus AG, 2006.
- ^ Secondo un rapporto riservato intitolato Striving for accountability in the aftermath of the Holocaust [1] del Dipartimento di Giustizia americano,(in inglese United States Department of Justice, abbreviato DOJ,[2]), redatto peraltro dall’Ufficio per le Indagini Speciali (The Office of special investigations) nel 1979.
- ^ a b Immagini da Collier's
- ^ Internet Movie Data Base I Aim at the Stars. URL consultato in data 1º luglio 2010.
Bibliografia [modifica]
- Bernd Ruland, Wernher von Braun. Una vita per lo spazio, Milano, Mondadori, 1970
- Bergaust, Erik (1976), Wernher von Braun: The authoritative and definitive biographical profile of the father of modern space flight (Hardcover), National Space Institute (1976), ISBN 0-917680-01-4
- Biddle, Wayne (2009), Dark Side of the Moon: Wernher von Braun, the Third Reich, and the Space Race (Hardcover), W.W. Norton (2009), ISBN 978-0-393-05910-6
- Bilstein, Roger E. (2003), Stages to Saturn: A Technological History of the Apollo/Saturn Launch Vehicles (Paperback), University Press of Florida (July 2003), ISBN 0-8130-2691-1
- Crouch, Tom D. (1999), Aiming for the Stars: The Dreamers and Doers of the Space Age (Hardcover), Smithsonian (September 17, 1999), ISBN 1-56098-386-8
- Dunar, Andrew J & Stephen P Waring (1999), written at Washington, DC, Power to Explore: a History of Marshall Space Flight Center, 1960–1990, United States Government Printing Office, ISBN 0-16-058992-4
- Eisfeld, Rainer (2000), written at Hamburg, Mondsüchtig, Rohwolt, ISBN 3-499-60943-6
- Erlebnisbericht Adam Cabala, in: Fiedermann, Heß, Jaeger: Das KZ Mittelbau Dora. Ein historischer Abriss. Berlin 1993, S.100
- Freeman, Marsha (1993), How we got to the Moon: The Story of the German Space Pioneers (Paperback), 31st Century Science Associates (October 1993), ISBN 0-9628134-1-9
- Lasby, Clarence G (1971), written at New York, NY, Project Paperclip: German Scientists and the Cold War, Atheneum, ISBN B0006CKBHY
- McGovern, James (1966), Operazione Crossbow e Overcast. La caccia alle armi segrete tedesche, Mursia, Milano
- Neufeld, Michael J (1994), written at New York, The Rocket and the Reich: Peenemünde and the Coming of the Ballistic Missile Era, Free Press, ISBN 0-02-922895-6
- Neufeld, Michael J (2007), written at New York, Von Braun: Dreamer of Space, Engineer of War, Alfred A. Knopf, ISBN 978-0-307-26292-9
- Ordway, Frederick I., III (2003), The Rocket Team: Apogee Books Space Series 36 (Apogee Books Space Series) (Hardcover), Collector's Guide Publishing Inc; Har/DVD edition (September 1, 2003), ISBN 1-894959-00-0
- Sellier, André (2003), written at Chicago, IL, A History of the Dora Camp: The Untold Story of the Nazi Slave Labor Camp That Secretly Manufactured V-2 Rockets, Ivan R Dee, ISBN 1-56663-511-X
- Stuhlinger, Ernst (1996), written at Malabar, FL, Wernher von Braun: Crusader for Space, Krieger Publishing Company, ISBN 0-89464-980-9
- Tompkins, Phillip K. (1993), Organizational Communication Imperatives: Lessons of the Space Program (Paperback), Roxbury Publishing Company (1993), ISBN 0-935732-40-3
- Ward, Bob (2005), written at Annapolis, MD, Dr. Space: The Life of Wernher von Braun, Naval Institute Press, ISBN 1-59114-926-6
Weisstein, Eric W., Robert Goddard at ScienceWorld.
- Willhite, Irene E. (Editor) (2007), The Voice of Dr. Wernher von Braun: An Anthology (Apogee Books Space Series) (Paperback), Collector's Guide Publishing, Inc. (May 1, 2007), ISBN 1-894959-64-7
- Winterstein, William E., Sr. (2005), Secrets Of The Space Age: The Sacrifices and Struggles To Get To The Moon; The Aftermath: What Happened After Lunar Mission, Intrigue and United States Space Heroes Betrayed (Hardcover), Robert D. Reed Publishers (June 30, 2005), ISBN 1-931741-49-2
Voci correlate [modifica]
- Aggregat
- NASA
- Programma Apollo
- Ingegneria aerospaziale
- Sergej Pavlovič Korolëv, capo progettista del programma spaziale sovietico
- Konstantin Tsiolkovsky, altro pioniere della missilistica
- Von Braun (Planetes), non mi pare che abbia direttamente a che fare con l'argomento in questione, a parte l'omonimia, più o meno casuale
Altri progetti [modifica]
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Wikiquote contiene citazioni di o su Wernher von Braun
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Istituto per la cooperazione nello Spazio
- (EN) Marshall Space Flight Center - Storia del Dott. Wernher Von Braun
- (EN) Redstone Arsenal - Storia del Dott. Wernher Von Braun
- (EN) Collaborazione tra Disney e Von Braun
- (EN) Wikiquote
- (IT) - Biografia di Wernher Von Braun
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