Gundam

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Foglio di francobolli dedicato dalle poste giapponesi a Gundam.

Gundam (ガンダム Gandamu?) è il comune denominatore di diversi anime realizzati dalla casa di produzione giapponese Sunrise caratterizzati dalla presenza nella trama di robot da combattimento antropomorfi giganti, altrimenti denominati Mobile Suit, dei quali lo stesso Gundam costituisce un particolare modello.[1] La prima di queste opere, la serie TV Mobile Suit Gundam (Kidō Senshi Gandamu, "Gundam il guerriero mobile") del 1979, è probabilmente la più famosa in Italia ed è ambientata nel cosiddetto Universal Century (Secolo Universale).

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

Origini e concetto[modifica | modifica wikitesto]

Mobile Suit Gundam fu ideata da Yoshiyuki Tomino insieme al gruppo creativo della Sunrise che utilizzava lo pseudonimo Hajime Yatate con l'intenzione di presentare una serie robotica molto realistica, incentrata su un tema specifico introdotto da un interrogativo di fondo: perché gli uomini continuano a farsi la guerra?[2] Tra le diverse fonti di ispirazione è indicata anche l'opera dello scrittore di fantascienza americano Robert A. Heinlein Starship Troopers, del 1959: in particolare, l'idea di base del mobile suit deve le sue origini alla powered suit (tuta potenziata nella traduzione italiana del romanzo) immaginata da Heinlein.[3][4] La serie doveva intitolarsi inizialmente Freedom Fighter Gunboy (自由戦士 ガンボイ, Jiyū Senshi Gunboy?) o più semplicemente Gunboy (in inglese, gun = pistola, boy = ragazzo), perché il robot del titolo era armato con un fucile ed il target di riferimento del programma erano i ragazzi. Nei primi stadi della produzione c'erano, quindi, numerosi richiami alla parola inglese freedom (libertà): per esempio la nave madre White Base (Base Bianca) si chiamava in origine Freedom's Fortress (Fortezza della Libertà), il Core Fighter era il Freedom Wing (Ala della Libertà) ed il Gunperry (l'aereo da trasporto per mobile suit) si chiamava Freedom Cruiser (Incrociatore della Libertà). Il nome tuttavia non fu ritenuto efficace, ed il gruppo Yatate provò allora a combinare la parola "gun" con l'ultima sillaba di "freedom", per formare la parola "Gun-dom" (ガンドム?), ma a Tomino non piaceva l'effetto della sua trascrizione in katakana e così lo cambiò ancora nel definitivo "Gun-dam" (ガンダム?), spinto anche dal significato che in questo modo il nome acquisiva: un'arma potente abbastanza da trattenere i nemici, come una diga (in inglese "dam") trattiene le inondazioni.[5] Il gruppo di produzione continuò quindi a sviluppare la trama e l'aspetto dei mezzi e dei personaggi fino al Gundam che conosciamo oggi.[6]

Innovazione[modifica | modifica wikitesto]

Proprio la prima serie televisiva rappresenta un punto di svolta nella storia degli anime robotici, in quanto capostipite del sottogenere dei cosiddetti real robot. Esso differisce da quello precedentemente in voga dei super robot per diversi aspetti stilistici e tematici, quali la verosimiglianza tecnologica e la complessità della trama sotto il profilo morale, che pure si riscontrano in embrione già in una precedente opera di Tomino, la serie Muteki Chojin Zanbot 3 (Zambot 3), prodotta sempre dalla Sunrise.[7] Sotto il primo profilo, almeno nelle prime opere ambientate nell'Universal Century, tutti i mezzi sono trattati come macchine "vere", che necessitano di energia, munizioni e riparazioni in caso di danni o malfunzionamento. La tecnologia è verosimile ed implica nozioni scientifiche, come i punti di Lagrange, i cilindri di O'Neill come ambiente di vita nello spazio, e la produzione di energia basata sul ciclo di fusione nucleare dell'elio 3. I Mobile Suit ("armature mobili", generalmente abbreviati in MS) sono macchine antropomorfe multiuso ai comandi in genere di un singolo pilota. Ogni mezzo è realistico, si può sporcare, danneggiare, rompere od esplodere, ed è provvisto di una sigla di identificazione o numero di serie come un qualunque mezzo militare (per esempio il Gundam della prima serie è contrassegnato dalla sigla RX-78-02).

Ma, al di là del realismo tecnologico ampiamente sottolineato, l'innovazione forse più importante, introdotta anche questa soprattutto con le serie ambientate nell'Universal Century ed in parte ripresa da quelle della Cosmic Era, sta invece proprio nello spostamento dell'attenzione dalle macchine ai personaggi, cosa che segna maggiormente la differenza con le serie dei "super robot" come quelle di Go Nagai, dove un eroe "buono", spesso e volentieri identificato nel robot salvatore, deus ex machina per antonomasia, si contrappone il più delle volte ad un nemico incarnazione del Male assoluto.[8] Proprio questo tratto morale un po' manicheo e semplicistico lascia il posto, in Gundam, ad una complessità drammaturgica in cui la stereotipata contrapposizione tra Bene e Male viene scardinata con il riferimento, pure questo assolutamente realistico, alla tragica avventura umana della guerra in quanto tale, che non è mai fatta da buoni contro cattivi, ma da esseri umani che, per ragioni spesso a loro estranee, sono costretti in ogni caso ad affrontare morte, distruzione ed alienazione. E di questi personaggi gli autori approfondiscono le emozioni, i sentimenti, le ambizioni e la psicologia, inquadrando il tutto in una cornice di verosimiglianza storica che tiene il passo con architetture fantapolitiche di lignaggio letterario.[9] Conseguenza di tale impostazione è, tra l'altro, l'articolazione delle serie in puntate concatenate l'una all'altra in modo non autoconclusivo, secondo un meccanismo narrativo molto più avvincente che non quello delle precedenti serie, in cui il canovaccio di ciascun episodio si ripeteva sempre simile finché ad un certo punto il nemico veniva sconfitto e la serie terminava.[10]

Linee temporali di Gundam[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle prime opere di Gundam si svolge nella già indicata linea temporale dell'Universal Century, che è quella originale creata da Yoshiyuki Tomino ed è sicuramente la più sviluppata. Altri lavori successivi sono ambientati invece in linee temporali alternative, completamente scollegate da quella, e che sono:

  • After Colony (Anni Post Coloniali nel doppiaggio italiano): la linea temporale degli anime e dei manga di Gundam Wing; gli Anni Post Coloniali sono riferiti agli anni che seguono la fondazione della prima colonia spaziale.
  • After War (Dopo Guerra): la linea temporale di After War Gundam X; il Dopo Guerra si riferisce alla conclusione della VII Guerra Spaziale nella quale la Terra è devastata dalla caduta di satelliti orbitali.
  • CC Seireki: la linea temporale di Turn A Gundam, unica opera extra UC creata da Tomino, è l'ideale continuum temporale che riunifica in sé tutte le varie linee temporali delle serie di Gundam. Considerato che "Seireki" è un gioco di parole sull'omonimia con il termine giapponese equivalente di "Anno Domini", i fan americani hanno interpretato "CC" come la sigla di Correct Century (Secolo Esatto), ma la Sunrise non ha stabilito una traduzione ufficiale per "Seireki", né il significato della sigla "CC".
  • Cosmic Era (Era Cosmica): la linea temporale degli anime Mobile Suit Gundam SEED e Mobile Suit Gundam SEED Destiny, oltre che dei manga ad essi collegati; l’Era Cosmica si riferisce agli anni che seguono la fondazione delle prime colonie spaziali.
  • Future Century (Secolo Futuro): la linea temporale di Mobile Fighter G Gundam.
  • Anno Domini: la nostra linea temporale, nel cui XXIV secolo è ambientata la serie Mobile Suit Gundam 00.
  • Advanced Generation: la linea temporale della serie Mobile Suit Gundam AGE.
Altra emissione filatelica dedicata a Gundam.

Super Deformed Gundam è, invece, una metaserie aniparo super deformed delle varie serie di Gundam.

Caratteristiche distintive[modifica | modifica wikitesto]

All'interno delle varie serie, Gundam è, in particolare, il nome o soprannome di diverse unità mobile suit, sebbene, peraltro, in opere come G-Saviour non compaiano affatto unità chiamate così.

Anche in Mobile Suit Gundam SEED e Mobile Suit Gundam SEED Destiny tutte le unità hanno designazioni ufficiali senza la parola Gundam, che viene usata raramente ed è l'acronimo del sistema operativo delle unità stesse. Il nome viene invece usato largamente al di fuori delle serie animate per il merchandising dei giocattoli, modellini e gadgets ad esse legati.

Ogni serie mantiene la tradizione in modo differente, e la principale caratteristica comune di tutti i Gundam è come detto il nome. Le seguenti sono ulteriori caratteristiche comuni (ma non le uniche) a molti Gundam:[11]

  • forma antropomorfa (eccezione: l'MSA-0011 S Gundam Booster Unit Type, GF13-044NNP Mandala Gundam);
  • faccia con due "occhi";
  • prese d'aria o di raffreddamento situate nel busto del mobile suit;
  • antenne di ricetrasmissione radio e Radar a V sulla fronte (eccezione: LM312V06 Victory Gundam Hexa, RX-79[G]Ez-8 Gundam Ez8, il Gundam Turn A invece di avere le classiche antenne ha dei curiosi "baffi", i modelli GPB-X80 Beginning Gundam e GPB-X80-30F Beginning 30 Gundam hanno raggi usati anche come piccoli beam vulcan infine l'antenna dell'RX-0 Unicorn Gundam è mascherata come un vero e proprio corno);
  • capacità di combattimento superiori in confronto ad altre unità (eccezione: numerosi Gundam in Mobile Fighter G Gundam);
  • cannoni di tipo Vulcan incorporati nella testa;
  • coppia di beam saber (spade a raggi) di solito posizionate dietro alle spalle;
  • beam rifle (fucile a raggi);
  • scudo protettivo;
  • Propulsori Vernier (cioè motori di manovra a razzo), situati sulla schiena del mobile suit.

Il marchio Gundam[modifica | modifica wikitesto]

Opere ufficiali di animazione, dal vivo e in CG[modifica | modifica wikitesto]

L.T. Titolo italiano Titolo giapponese Anni Tipologia Ep. Note
AC Gundam Wing Shin Kidō Senki Gandamu Uingu 1995 Serie TV 49
AC Gundam Wing: Operation Meteor Shin Kidō Senki Gandamu Uingu: Operation Meteor 1996 OAV 4
AC Gundam Wing - Endless Waltz Shin Kidō Senki Gandamu Uingu: Endoresu Warutsu 1997 OAV 3 1 lungometraggio riassuntivo: 1998
AD Mobile Suit Gundam 00 Kidō Senshi Gandamu 00 20072009 Serie TV 50
AG Mobile Suit Gundam AGE Kidō senshi Gandamu Eiji 20112012 Serie TV 49
AW After War Gundam X Kidō Shin Seiki Gandamu X 1996 Serie TV 39
CC Turn A Gundam Tān Ei Gandamu 1999 Serie TV 50 2 lungometraggi riassuntivi: 2002
CE Mobile Suit Gundam SEED Kidō Senshi Gandamu Shīdo 2002 Serie TV 50
CE Mobile Suit Gundam SEED Destiny Kidō Senshi Gandamu Shīdo Desutinī 2004 Serie TV 50
CE Mobile Suit Gundam SEED C.E. 73: Stargazer Kidō Senshi Gandamu Shiido C.E. 73: Sutāgeizā 2006 ONA 3
FC Mobile Fighter G Gundam Kidō Butoden Jī Gandamu 1994 Serie TV 49
UC Mobile Suit Gundam Kidō Senshi Gandamu 1979 Serie TV 43 Conosciuto anche come
Gundam 0079 o First Gundam
3 lungometraggi riassuntivi: 19811982
UC Mobile Suit Z Gundam Kidō Senshi Z Gandamu 1985 Serie TV 50 3 lungometraggi riassuntivi: 20042006
UC Mobile Suit Gundam ZZ Kidō Senshi Gandamu ZZ 1986 Serie TV 47
UC Mobile Suit Gundam: Il contrattacco di Char Kidō Senshi Gandamu: Gyakushū no Char 1988 Lungometraggio
UC Mobile Suit Gundam 0080: War in the Pocket Kidō Senshi Gandamu 0080: Pocket no naka no sensō 1989 OAV 6
UC Mobile Suit Gundam F91 Kidō Senshi Gandamu F91 1991 Lungometraggio
UC Mobile Suit Gundam 0083: Stardust Memory Kidō Senshi Gandamu 0083: Sutādasuto Memorī 1991 OAV 13 1 lungometraggio riassuntivo: 1992
UC Mobile Suit Victory Gundam Kidō Senshi V Gandamu 1993 Serie TV 51
UC Mobile Suit Gundam: The 08th MS Team Kidō Senshi Gandamu: dai 08 MS Shotai 19961998 OAV 12
UC Mobile Suit Gundam: The 08th MS Team - Miller's report Kidō Senshi Gandamu: dai 08 MS Shotai - Mirāzu repōto 1998 Mediometraggio
UC G-Saviour Jīseibā 1999 Film TV dal vivo
UC Gundam Neo Experience 0087: Green Divers Gandamu Shin Taiken 0087: Gurīn daibāzu 2001 Cortom. IMAX (CG)
UC Mobile Suit Gundam MS IGLOO: The hidden One Year War Kidō Senshi Gandamu MS IGLOO: Ichinen Sensō hiwa 2005 OAV (CG) 3
UC Mobile Suit Gundam MS IGLOO: Apocalypse 0079 Kidō Senshi Gandamu MS IGLOO: Mokushiroku 0079 2006 OAV (CG) 3
UC Mobile Suit Gundam MS IGLOO: Gravity Front Kidō Senshi Gandamu MS IGLOO 2: Jūryoku sensen 20082009 OAV (CG) 3
UC Mobile Suit Gundam Unicorn Kidō Senshi Gandamu Yunikōn 20102014 OAV 7
Varie Gundam Evolve Gandamu iborubu 20012006 OAV (CG) 15
- Gundam Build Fighters Gandamu Birudo Faitāzu 20132014 Serie TV 25
- Mobile Suit Gundam-san Kidō Senshi Gandamu-san 2014 Serie TV 13
UC Gundam Reconguista in G Gandamu G no Rekongisuta 2014-2015 Serie TV 25
- Gundam Build Fighters Try Gandamu Birudo Faitāzu Torai 2014-2015 Serie TV 25

Per l'elenco delle serie secondo la cronologia degli eventi narrati, vedi le pagine dedicate alle singole linee temporali.

Manga, romanzi e artbook[modifica | modifica wikitesto]

I manga del mondo di Gundam sono molti ed ambientati nelle varie linee temporali descritte. Tuttavia, anche qui quelli di maggior successo appartengono alla saga dell'Universal Century e, tra questi, uno dei più importanti è probabilmente Kidō Senshi Gundam: The Origin di Yoshikazu Yasuhiko, da questi scritto basandosi sulla storia originale di Hajime Yatate e Yoshiyuki Tomino e con i disegni tecnici del padre del mecha design, Kunio Okawara, ideatore tra l'altro di tutti i mobile suit della prima serie. Grande è il successo che i tankōbon di questa opera hanno riscosso in Giappone, grazie anche all'eccellente segno pittorico leggibile nei volumi della serie, tuttora in corso di pubblicazione anche in Italia con il titolo Gundam Origini. La trama consiste in una riscrittura, con l'aggiunta di nuovi elementi e modifiche anche sostanziali, di quella dell'anime Mobile Suit Gundam del 1979. Degno di nota è anche Kidō Senshi Gundam C.D.A.: Wakaki suisei no shōzō (pubblicato in Italia con il titolo Gundam C.D.A.), scritto e disegnato da Hiroyuki Kitazume a partire dal 2001, anch'esso ambientato nell'Universal Century ed incentrato sui numerosi retroscena della vita di Char Aznable lungo l'arco temporale delle diverse opere animate che lo vedono tra i protagonisti.

Per molte delle serie di Gundam ambientate nell’Universal Century esiste anche la versione romanzata dallo stesso Yoshiyuki Tomino, che nei suoi nove romanzi ha in pratica creato una sorta di storyline parallela parzialmente difforme da quella delineata negli anime. Per la serie Mobile Suit Gundam del 1979, ad esempio, Tomino curò la trasposizione nella trilogia Awakening, Escalation e Confrontation, dove è possibile riscontrare sostanziali modifiche nella trama (prima tra tutte la morte di Amuro Ray nella battaglia di A Baoa Qu).

Sul mondo di Gundam esiste poi una quantità di artbook di ottima qualità pubblicati dalle più importanti case editrici giapponesi, quali Kadokawa Shoten, Movic, Hobby Japan, MediaWorks e, ovviamente, Sunrise. Tali volumi illustrati raccolgono disegni originali, cel, wallpaper e tavole pittoriche realizzate dai migliori character e mecha designer, quali, tra gli altri, Shoji Kawamori, Hirotoshi Sano, Mamoru Nagano, Yutaka Izubuchi, Haruhiko Mikimoto, Kazuhisa Kondo, Hideaki Ito, Hajime Katoki, oltre ai già citati Hiroyuki Kitazume, Kunio Okawara e Yoshikazu Yasuhiko.

Side stories[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alle opere anime e manga ufficiali prodotte esiste anche un discreto numero di cosiddette side stories,[12] consistenti in appendici collaterali alla storia principale in quelle raccontata, spesso create da fan e appassionati, ovvero tratte da videogiochi e serie di modellini su commissione del produttore, ovvero ancora narrate in romanzi originali. La maggior parte di queste si colloca nella linea temporale dell'Universal Century ed è stata realizzata sotto forma di novelle o manga; le più rilevanti dell'UC sono:

  • Gundam The Blue Destiny, manga tratto dall'omonimo videogioco per Sega Saturn e realizzato da Mizuho Takayama, ambientato contemporaneamente alle serie della cd. Guerra di un anno (Mobile Suit Gundam, Gundam The 08th MS Team e Gundam 0080);
  • Gundam Lost War Chronicles, manga tratto dall'omonimo videogioco per Playstation 2 della Bandai, scritto da Tomohiro Chiba e disegnato da Masato Natsumoto, anch'esso ambientato contemporaneamente alle serie della Guerra di un anno;
  • Mobile Suit Gundam: Senki U.C. 0081, manga realizzato da Masato Natsumoto per promuovere un nuovo videogioco della Bandai, ambientato subito dopo la Guerra di un anno;
  • Advance of Zeta: The Flag of Titans: manga prequel della serie TV Mobile Suit Z Gundam, scritto da Bin Konno e disegnato da Takuya Saito per alimentare il merchandising di nuovi modellini, edito dalla MediaWorks;
  • Gundam Sentinel, light novel ambientato a cavallo tra le serie Mobile Suit Z Gundam e Mobile Suit Gundam ZZ, scritto e illustrato dallo scrittore appassionato di Gundam Takahashi Masayaka, ed illustrato con foto di diorami di garage kits (modellini artigianali) e disegni realizzati appositamente dal mecha designer Hajime Katoki;
  • Double-fake: under the Gundam, manga originale di Tetsuya Asagiri e Yuji Ushida commissionato e pubblicato dalla Bandai, il licenziatario principale del marchio Gundam, per promuovere una nuova serie di model kits, ed ambientato tra la serie Mobile Suit Gundam ZZ ed il film Char's Counterattack;
  • Mobile Suit Gundam: Moon Crisis in U.C. 0099, manga di Masafumi Matsūra pubblicato dalla Bandai;
  • Mobile Suit Gundam: Hathaway's flash, consistente in tre romanzi di Yoshiyuki Tomino ambientati anch'essi dopo il film Char's Counterattack, illustrati dal mecha design di Yasuhiro Moriki;
  • Mobile Suit Gundam: F90, manga scritto e illustrato da Rei Nakahara e Hiroshi Yamaguchi sull'onda del successo dell'ennesima linea di model kits Bandai, e sorta di prologo al film Mobile Suit Gundam F91;
  • Mobile Suit Gundam: Silhouette Formula 91, altro model kit manga scritto e illustrato da Hiroshi Yasuda, anch'esso ambientato poco prima delle vicende di Gundam F91;
  • Mobile Suit Crossbone Gundam, seguito del film Gundam F91 scritto da Yoshiyuki Tomino e trasposto in manga da Yuichi Hasegawa.

Original Design Series/Variations[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla grande popolarità del marchio Gundam, e specialmente dei vari modelli di mobile suit, sono state pubblicate diverse Original Design Series (Serie di progetti originali): queste sono disegni e specifiche tecniche per ulteriori mobile suit che non hanno trovato posto nel materiale animato originale.

  • Mobile Suit Variations (1983) - detto anche MSV, le variazioni dei mobile suit della Guerra di un anno di Kunio Okawara (autore del mecha design di molte serie di Gundam), considerate ufficiali e parte del canone.
  • Mobile Suit X (1984) - detto anche MSX, nuovi modelli per una serie animata proposta, ma mai realizzata. Considerate ufficiali e parte del canone.
  • Z-MSV - varianti dalla serie Z Gundam.
  • ZZ-MSV - varianti dalla serie ZZ Gundam.
  • CCA-MSV - varianti dal film Char's Counterattack.
  • Kunio Okawara's MS Collection (M-MSV) - altra personale reinterpretazione di Kunio Okawara.
  • Gundam FIX - le versioni personalizzate di Hajime Katoki utilizzate da Bandai per i model kit "Ver.Ka".
  • F91-MSV - varianti dal film Mobile Suit Gundam F-91.
  • V-MSV - varianti dalla serie Mobile Suit Victory Gundam.
  • SEED-MSV - varianti dalla serie Mobile Suit Gundam SEED.
  • SEED Destiny-MSV - varianti dalla serie Mobile Suit Gundam SEED.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla popolarità di Gundam sono stati creati diversi videogiochi che vedono protagonisti anche personaggi originali che non compaiono nelle serie animate. Alcuni videogiochi sono stati anche trasposti, come detto, in manga e romanzi. La produzione di videogiochi offerta dal licenziatario Bandai, soprattutto per piattaforme PlayStation e Nintendo, è molto vasta ed in continua espansione. Gundam appare anche in videogiochi della serie Super robot taisen e A.C.E. Di seguito sono elencati quasi tutti i videogiochi di Gundam esistenti.[13]

Gundam P.O.D. Kizuna.

Per il mercato dei videogiochi da sala, in Giappone è uscito Gundam P.O.D. (panoramic optical display), un cabinato con schermo a 180° che permette di giocare in modo realistico, come se si fosse alla guida di un mobile suit (i comandi sono molto simili alla serie).

Merchandise[modifica | modifica wikitesto]

Bandai produce una grande varietà di articoli per i fan di Gundam, cui si aggiungono innumerevoli prodotti non ufficiali di altre compagnie. Le categorie di prodotti includono diverse serie di action figure e model kits di Gundam in diverse scale e livelli di complessità. Generalmente ogni serie ha il proprio insieme di prodotti, sebbene alcune linee presentino modelli appartenenti a più serie, come quella Master Grade in scala 1/100. Spesso, per promuovere questi modellini, le case produttrici hanno commissionato la realizzazione di apposite serie manga, come è stato il caso dei citati Gundam F90 e Silhouette Formula 91. Il ricchissimo merchandise di Gundam include, oltre alla vasta gamma di videogiochi e modellini, anche riviste (Gundam Ace, Newtype) ed altri prodotti. Per esempio, in Giappone esistono delle cards con sopra illustrati i personaggi ed i mobile suit, incluse in alcune confezioni di succhi di frutta, oppure portachiavi, ovetti con sorpresa e vari altri strani gadgets, per non parlare dei vari giochi di ruolo.[14]

Home video[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone sono disponibili praticamente tutte le opere prodotte, tanto in edizione VHS, quanto su laser disc, DVD e ora anche bd. Lo stesso vale per il mercato home video USA, dove Bandai Entertainment ha pubblicato quasi tutto ad eccezione di Gundam ZZ, Victory Gundam, Turn A Gundam e Gundam X,[15] mentre in quello europeo sono state pubblicate su DVD diverse opere ambientate nelle varie timeline, ad opera della francese Beez Entertainment.

In Italia, in particolare, finora sono state pubblicate le seguenti opere di Gundam in DVD, tutte edite dalla Dynit, ad eccezione della serie TV Gundam Wing, parzialmente edita dalla Shin Vision:

  • Mobile Suit Gundam, serie TV.
  • Mobile Suit Gundam - The Movie, trilogia cinematografica.
  • Mobile Suit Gundam 0083, serie OAV.
  • Mobilie Suit Z Gundam - A new translation, trilogia cinematografica.
  • Mobile Suit Gundam - Il contrattacco di Char, film.
  • Mobile suit Gundam F91, film.
  • Mobile Suit Gundam 0083 - L'ultima scintilla di Zeon, film.
  • Gundam Wing, serie TV (non completa).
  • Mobile Suit Gundam Wing - The Movie: Endless Waltz, film.
  • Mobile Suit Gundam Unicorn, serie OAV.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jonathan Clements; Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia - A guide to japanese animation since 1917, Berkeley, Stone Bridge Press, 2006, p. 256, ISBN 978-1-933330-10-5.
  2. ^ MOBILE SUIT Illustrated, Eiji Yamaura, intro
  3. ^ G20, Tatsuhiko Mizutani, intervista a Masao Iizuka, p. 47
  4. ^ Mobile Suit Gundam DVD Box 1 Enciclopedia, Carlo Cavazzoni, intervista a Yoshiyuki Tomino, p. 35
  5. ^ G20, Tatsuhiko Mizutani, intervista a Masao Iizuka, p. 48
  6. ^ Per tutti gli schizzi preparatori, gli studi dei personaggi e lo sviluppo del mecha design della prima serie Mobile Suit Gundam, cfr. GUNDAM ARCHIVE, MediaWorks, 1999, pp. 391, ISBN 4-8402-1211-2.
  7. ^ Tavassi, pp. 126-129
  8. ^ Tavassi, p. 128
  9. ^ Tavassi, p. 128
  10. ^ Mognatoibidem
  11. ^ MOBILE SUIT Illustratedpassim
  12. ^ Gundam Official Guide, pp. 101 e segg.
  13. ^ Per un elenco completo aggiornato al 2002 cfr. Gundam Official Guide, p. 125
  14. ^ Gundam Official Guide, pp. 114 e segg.
  15. ^ (EN) Sito ufficiale USA, gundamofficial.com. URL consultato il 21 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 1999).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Mobile Suit Gundam Illustration World, Sunrise, 1991, pp. 143, ISBN non esistente.
  • (JA) AA.VV., G20 - Mobile Suit Gundam 20th Anniversary Tribute Magazine, n. 1, ASCII Corporation, 1998, pp. 72, ISBN 4-7561-1860-7.
  • Arianna Mognato, Super Robot Anime, Yamato Video, 1999, pp. 128, ISBN non esistente.
  • (EN) AA.VV, Gundam Official Guide, Animerica, 2002, pp. 128, ISBN 1-56931-739-9.
  • (JA) MediaWorks, MOBILE SUIT Illustrated 2006, 2006, pp. 360, ISBN 4-8402-3411-6.
  • Mobile Suit Gundam DVD Box 1 Enciclopedia, Dynit, 2007, pp. 99, ISBN non esistente.
  • Claudio Cordella, Guerre di power e mobile suit. I fanti di Robert A. Heinlein contro i Gundam di Yoshiyuki Tomino in Living Force magazine, vol. 4, nº 14, marzo 2007, ISBN non esistente.
  • Guido Tavassi, Storia dell'animazione giapponese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Tunué, 2012, pp. 605, ISBN 978-88-97165-51-4.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]