Uomini sulla Luna

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Uomini sulla Luna
Titolo originale Destination Moon
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1950
Durata 92 min
Colore Colore
Audio Sonoro
Rapporto 4:3
Genere Fantascienza
Regia Irving Pichel
Soggetto Robert A. Heinlein
Produttore George Pal
Musiche Leith Stevens
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

(ridoppiaggio CD 1975)

Premi

Uomini sulla Luna (Destination Moon) è un film del 1950 diretto da Irving Pichel e prodotto da George Pal, che commissionò la sceneggiatura a James O'Hanlon e Rip Van Ronkel. Il film è stato girato in Technicolor, e nel 1951 venne insignito del premio Oscar per i migliori effetti speciali, mentre fu candidato a quello alla regia.

Questo film di fantascienza fu il primo che descrisse seriamente le premesse finanziarie e organizzative e i problemi scientifici e tecnologici legati all'organizzazione di un viaggio dalla Terra alla Luna. Per la preparazione delle scene ambientate nello spazio e sulla Luna furono coinvolti anche il divulgatore scientifico Willy Ley e l'illustratore astronomico Chesley Bonestell.

Il soggetto si basa sul romanzo Razzo G.2 (Rocketship Galileo)[1] e sul racconto L'uomo che vendette la Luna (The Man Who Sold the Moon),[2] entrambi di Robert A. Heinlein, pubblicati rispettivamente nel 1947 e nel 1950. Lo stesso Heinlein collaborò alla sceneggiatura e nel 1951, dopo l’uscita del film, ne pubblicò una versione romanzata intitolata Destinazione Luna (Destination Moon, il titolo del film in originale).

Il film fu riedito nel 1975 con il titolo Destinazione Luna.

Indice

[modifica] Trama

Stati Uniti, epoca contemporanea. Il generale Thayer della USAF, dopo molti sforzi, convince il Congresso ed il Governo a finanziare la costruzione di un satellite artificiale. Poco dopo il lancio, però, il missile esce dalla traiettoria prestabilita e dev’essere distrutto.

Thayer e lo scienziato e tecnologo Charles Cargraves sono convinti che la causa del fallimento sia un sabotaggio e Thayer, ormai certo che il fallimento debba avere raffreddato l’interesse "del Governo", decide di rivolgersi al mondo industriale proponendo un progetto molto più ambizioso: un viaggio dalla Terra alla Luna. A tal fine, dopo avere convinto l’industriale aeronautico Jim Barnes della bontà del suo progetto, ottiene che questi lo sostenga davanti a un gruppo di alti dirigenti industriali sottolineando le possibili ricadute tecnologiche e di prestigio del buon esito dell’impresa.

Thayer, che partecipa alla riunione, richiamati i sospetti circa un sabotaggio aggiunge esplicitamente che «la nazione che per prima conquisterà la Luna dominerà la Terra: infatti è praticamente impossibile difendersi da un attacco portato dallo spazio esterno». Gli industriali sono ormai convinti e decidono di finanziare l’impresa. Barnes, Cargraves e Thayer ne assumono la direzione e, dopo studi e sperimentazioni condotti negli stabilimenti delle ditte coinvolte, costituiscono un’installazione nel deserto del Mojave dove il razzo, denominato "Luna", viene assemblato.

L'equipaggio è composto da Thayer, Barnes, Cargraves e dallo scanzonato tecnico Joe Sweeney che all'ultimo momento ha dovuto sostituire il quarto componente colpito da un'appendicite.

Dopo tentativi di sospensione del lancio compiuti dapprima da parte della per mandato di una Commissione per l’energia atomica (il razzo è a propulsione nucleare) e, "in extremis" del tribunale competente, che agisce a seguito di proteste popolari sobillate ad arte dal nemico esterno (l'URSS), il razzo può finalmente decollare.

Il viaggio, durante il quale devono essere affrontate situazioni impreviste (durante una passeggiata spaziale Cargraves va alla deriva e viene salvato fortunosamente da Barnes), si conclude con l'allunaggio nel cratere Harpalus. La Luna, conquistata "a vantaggio di tutto il genere umano", si rivela un luogo ideale per osservazioni scientifiche e il sito dell’atterraggio presenta indizi decisivi di vicinanza a un importante giacimento di uranio.

I guai cominciano al momento della partenza dalla Luna. Infatti Cargraves, che lo aveva ammesso fin dall’atterraggio, aveva usato troppo propellente per la discesa e ora i calcoli escludono la possibilità di raggiungere la velocità di fuga. Dopo concitati confronti anche con la Terra, gli astronauti decidono di alleggerire la nave lasciando sulla Luna tutto il possibile. Sulle prime sembra che ciò non basti e tanto essi quanto il controllo di missione sulla Terra sembrano propensi a sacrificare uno di loro per potere alleggerire ancora il razzo. Nonostante Sweeney riesca a distrarre gli altri e ad uscire, un riesame delle masse degli oggetti ancora eliminabili lo convince a risalire. Il razzo riesce a decollare e a intraprendere felicemente il viaggio di ritorno.

[modifica] Espedienti narrativi

Per descrivere la possibilità scientifica e tecnologica del viaggio Barnes, durante la riunione con gli altri industriali, fa proiettare un cortometraggio a disegni animati avente per protagonista Picchiarello (Woody Woodpecker in inglese), che riassume i principi dell'aerodinamica e della missilistica.

Nella sequenza dedicata al progetto del razzo è inserito un frammento di documentario a colori che mostra in funzione l'analizzatore differenziale di Vannevar Bush. Lo stesso frammento verrà inserito nel film Quando i mondi si scontrano[3].

Nel film si accenna velatamente in più punti alla Guerra fredda e al “potenziale nemico” posto a migliaia di chilometri di distanza, certamente l’Unione Sovietica. Anche l'accenno al giacimento d'uranio scoperto vicino il luogo dell'allunaggio sembra essere legato a possibili impieghi bellici del minerale. Viene inoltre citata la vera Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti.

Poco dopo l'uscita dall'atmosfera terrestre il controllo di missione da Terra, confermato il buon esito della prima parte della missione comunica l'intenzione di comunicare la posizione del razzo al "supertelescopio" dell'Osservatorio di Monte Palomar nella speranza che esso possa vederlo (fatto peraltro poco probabile nella realtà[4]). Si tratta di un accenno alla recente (1949) inaugurazione di quell'osservatorio.

La scelta del cratere Harpalus quale sito dell'allunaggio fu dovuta alla necessità di mostrare la Terra bassa sull'orizzonte.[5]

[modifica] Edizione italiana

Il film fu distribuito per la prima volta in Italia, dalla E.N.I.C., nel 1951 con doppiaggio a noi attualmente sconosciuto. Quando Luigi Cozzi ne curò la riedizione (e il ridoppiaggio, ad opera della C.D.) nel 1975, intitolata Destinazione Luna, v'inserì arbitrariamente una battuta impensabile nel 1951, una sorta di inside-joke riferito alla sua passione per la fantascienza tout-court. La battuta dice testualmente «...e gli Urania che ho comprato ma non ho letto». (la rivista Urania fu pubblicata solo un anno dopo il film). Nella riedizione a opera di Cozzi fu anche inserito un prologo dove si immaginava che tutta la vicenda fosse un racconto narrato in un futuro lontanissimo da un cantore cieco (sorta di Omero spaziale), doppiato da Romano Ghini. Questo spezzone è stato poi eliminato dalla versione in DVD, anche da quella recente da edicola delle Edizioni Master, nella collana "I miti della fantascienza".

[modifica] Note

  1. ^ Tradotto e pubblicato anche in Italia: Robert A. Heinlein, Razzo G.2, traduzione di Paola Franceschini, illustrazioni di A. Marcuzzi, Milano, La sorgente, 1957 (collana "2000")
  2. ^ http://www.fantascienza.com/catalogo/D0289.htm#2538-14
  3. ^ da science.uva.nl
  4. ^ [1]
  5. ^ Fabio Feminò, Arte spaziale 2: Chesley Bonestell.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Mongini, George Pal il conquistatore delle stelle (a cura di Luigi Cozzi, presentazione di Alessandro Blasetti), «Stella. Enciclopedia del cinema fantastico» n. 1, Nebula film edizioni, Roma 1979.
  • Jalufka, Dona A.; Koeberl, Christian (1999). Moonstruck: How Realistic Is The Moon Depicted In Classic Science Fiction Films?. Earth, Moon, and Planets 85-86: 179–200. DOI:10.1023/A:1017015931543.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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