Planetes

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Planetes
manga
Copertina italiana del primo volume del manga.
Copertina italiana del primo volume del manga.
Titolo orig. プラネテス
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Makoto Yukimura
Editore Kodansha
1ª edizione 23 gennaio 2001 – 23 febbraio 2004
Collanaed. Weekly Morning
Tankōbon 4 (completa)
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
1ª edizione it. 22 maggio 2003 – marzo 2005
Target seinen
Genere fantascienza
Planetes
serie TV anime
Sigla d'apertura
Sigla d'apertura
Titolo orig. プラネテス
Autore Makoto Yukimura
Regia Gorō Taniguchi
Sceneggiatura Ichirō Ōkōchi
Character design Yuriko Chiba
Studio
Musiche Kotaro Nakagawa
Rete NHK
1ª TV 4 ottobre 2003 – 17 aprile 2004
Episodi 26 (completa)
Durata ep. 25 min
Distributore it. Beez Entertainment
Reti it. MTV Italia (nell'Anime Week 2006, solo primo episodio), AXN (Animax, 2008), Rai 4 (2012-2013)
1ª TV it. 29 settembre 2006 – 18 febbraio 2008
Episodi it. 26 (completa)

Planetes (プラネテス Puranetesu?, trascrizione dal greco antico di Πλανήτης, "pianeta" o "errante"[1]) è un manga di genere fantascientifico di Makoto Yukimura pubblicato per la prima volta in Giappone il 23 gennaio 2001 e conclusosi con 4 tankōbon il 23 febbraio 2004. È stato pubblicato in Italia da Planet Manga. In seguito ne è stato tratto un anime realizzato da Sunrise, prodotto da Yoshitaka Kawaguchi e composto da 26 episodi. È stato trasmesso dalla NHK dal 4 ottobre 2003 al 17 aprile 2004 e distribuito in Italia dalla francese Beez Entertainment in 6 DVD nel 2006. Il primo episodio è stato trasmesso da MTV Italia il 29 settembre 2006 durante l'Anime Week e l'intera serie è stata trasmessa da AXN nel contenitore Animax nel 2008. È stato trasmesso in chiaro su Rai 4 il giovedì in seconda serata dal 20 settembre 2012[2] al 18 aprile 2013[3] nell'Anime Thursday. Il manga e l'anime sono stati insigniti del prestigioso premio giapponese per la fantascienza Seiun rispettivamente nel 2002 e nel 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Planetes segue la storia di un gruppo di raccoglitori di detriti spaziali della Sezione Space Debris, una unità della multinazionale Technora Corporation, il cui compito consiste nel prevenire danni o distruzioni di satelliti, stazioni orbitanti e navi spaziali da parte di rottami e detriti liberi di vagare lungo l'orbita terrestre (quello che spesso viene anche definito inquinamento spaziale o anche in inglese space debris).

Per farlo si servono di una nave spaziale vecchia di trent'anni, la DS-12, ribattezzata dal proprio equipaggio Toy Box, e di attività extraveicolari cui sono stati precedentemente addestrati. La "Toy Box" in seguito verrà sostituita dalla "Toy Box 2"

La storia si svolge fra il 2075 e il 2080, e la colonizzazione dello spazio sembra essere diventata realtà. Sulla Luna è stata costruita una stazione permanente come punto di partenza per la colonizzazione di Marte e degli altri pianeti del Sistema Solare. Non tutti però sono favorevoli a questa scelta. Organizzazioni clandestine come il "Fronte per la Difesa Spaziale", attivo anche sul versante terroristico, sono decise a contestare le nazioni più potenti del pianeta per impedire all'uomo di sprecare tutte le proprie risorse per la soddisfazione di un desiderio meramente egoistico.

I raccoglitori di debris della Technora si ritroveranno dunque spesso coinvolti nei piani di sabotaggio e nelle azioni dimostrative del gruppo terroristico e saranno costretti a svolgere il proprio lavoro in condizioni altamente proibitive. Ma la storia più che parlare di faide tra organizzazioni o lotte intestine alla Terra, parla semplicemente di loro, dei loro problemi e della loro solitudine. Solo nell'anime la Sezione Debris è considerata la sezione meno importante dell'azienda (spesso viene chiamata in modo dispregiativo "Sezione Han" che in giapponese vuol dire "superficiale", "insignificante", concetto reso nella versione italiana dell'anime col nomignolo di "Mezza Sezione") e i suoi membri sono costretti a lavorare duramente per dimostrare il proprio valore e realizzare i propri sogni.

Gli episodi girano a volte attorno alla raccolta dei debris, ma più spesso questo pretesto viene utilizzato solo come metodo narrativo per poter sviluppare i personaggi e i loro rapporti affettivi. Lassù, nello spazio, ci si sente piccoli e soli e ci si interroga spesso sul perché della propria esistenza, sul perché della vita umana, e persino sull'esistenza di Dio.

La storia è strutturata in modo da non lasciare nulla al caso: tutte le situazioni descritte si basano su presupposti scientifici veri e delineano un mondo coerente e realistico degno dei migliori romanzi di fantascienza.

Altri elementi di spicco nella trama includono un'imminente missione esplorativa su Giove a bordo della nave sperimentale Von Braun, alimentata da motori tandem-mirror a fusione nucleare 3He, e i tentativi di Hachimaki di entrare a far parte della missione. Molti altri argomenti vengono sviluppati durante la serie contribuendo a svelare il carattere dei protagonisti e le motivazioni che li hanno spinti a raggiungere le stelle.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Planetes.

Mecha[modifica | modifica wikitesto]

Astronave DS-12[modifica | modifica wikitesto]

La DS-12 (nota anche come Toy box) è una nave spaziale destinata al recupero di spazzatura spaziale, che nel 2075 è in orbita già da più di trent'anni. In realtà esistono due versioni differenti della DS-12. La prima e più vecchia, va distrutta quando Fee la manda contro un satellite per cambiarne la rotta, già dirottata in precedenza dal "Fronte per la difesa stellare", un gruppo terroristico che mirava a provocare la sindrome di Kessler per impedire all'uomo di continuare ad espandersi nello spazio. La Toy box 2 è di dimensioni minori rispetto alla versione precedente ed è tecnologicamente più avanzata. Il contenitore per i rifiuti ha cambiato forma e i macchinari per la raccolta dei detriti si trovano nella parte anteriore.

Astronave Von Braun[modifica | modifica wikitesto]

La Von Braun è una nave spaziale sperimentale progettata da Werner Rocksmith per raggiungere Giove e deve il suo nome al pioniere dello spazio Wernher von Braun, progettista delle tristemente note V2 naziste e capostipite del programma spaziale americano. La Von Braun è alimentata da motori tandem-mirror a fusione nucleare 3HE e dovrebbe poter raggiungere Giove in appena sette anni di viaggio (allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non è però possibile la progettazione di una nave simile). Nelle zone abitative è presente un campo di gravità artificiale ricreato per mezzo della forza centrifuga. Sono presenti inoltre delle Bio-farm, serre automatiche dedicate alla coltivazione dei vegetali e alla vita animale necessari per il sostentamento nutritivo dell'equipaggio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Realismo[modifica | modifica wikitesto]

Diversamente da altri anime e manga ambientati nello spazio, o comunque basati su trame fantascientifiche, Planetes vanta di seguire una descrizione molto realistica dello spazio e del viaggio spaziale, collocandosi così nel genere chiamato fantascienza hard. La storia descrive navi che non emettono suoni nel vuoto e astronauti che soffrono continuamente di malattie dovute alla permanenza nello spazio, come ad esempio avvelenamento da radiazioni, cancro, osteoporosi e problemi psicologici dovuti alla lunga permanenza nel vuoto siderale oltre l'atmosfera terrestre.

Molte delle tecnologie descritte in questo anime sono ispirate a quelle utilizzate nella serie Gundam, ad esempio l'utilizzo della reazione tra Elio-3 e Deuterio per produrre energia o lo sfruttamento di reattori posti sugli arti e sul petto per muoversi in assenza di gravità.

Nono, la ragazza nata sulla Luna, è diventata anormalmente alta a causa della bassa gravità del satellite. Concetti come il movimento in presenza di bassa gravità o l'assenza totale di peso sono illustrati in continuazione e molto naturalmente. Anche la necessità di recuperare i detriti spaziali, tema centrale nella trama di Planetes, è basata su un problema reale e in continuo aumento per gli astronauti dei nostri tempi[4].

L'opera si ricollega inoltre alla storia della missilistica e del volo spaziale. La sigla di apertura dell'anime è costituita da una sequenza simile a quella della serie televisiva Star Trek: Enterprise ed è costituita da un montaggio di immagini della storia della conquista dello spazio dalla mitologia greca ed egizia sino alla "moderna" ambientazione della serie. Durante la sequenza si susseguono immagini animate di pietre miliari della conquista dello spazio, come i primi test missilistici di Robert Goddard, i missili V2, lo Sputnik 1, il cane Laika, il razzo Vostok, l'Apollo 11, lo Skylab, la Mir, la Stazione Spaziale Internazionale e lo Space Shuttle Endeavour. Un'altra citazione importante per quanto riguarda l'esplorazione dello spazio è riferita a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Riferimenti ai pionieri dello spazio come Konstantin Tsiolkovsky, Robert Goddard, Wernher von Braun e Hermann Oberth sono fatti regolarmente. Lo stesso personaggio di Yuri sembra in effetti essere stato ricalcato sul primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Yukimura cura in maniera particolareggiata la grafica del mecha design, delle basi e degli ospedali sparsi per la Terra e la Luna. Una cura per il dettaglio maniacale che sembra favorire le macchine a discapito degli stessi personaggi protagonisti, tanto la loro definizione è alta. Il disegno rimane comunque preciso e particolareggiato per tutta la storia.

Il disegno dell'anime si contraddistingue molto visibilmente dalla tecnica impiegata da Yukimura. Alcune delle navi spaziali e delle stazioni orbitanti sono realizzate in 3D servendosi della computer grafica e il disegno dei personaggi tende a rendere ognuno di loro più "adulto" della propria controparte cartacea.

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Titolo italiano Data di prima pubblicazione
Giappone Italia
1 Planetes 1 23 gennaio 2001[5]
ISBN 4-06-328735-1
22 maggio 2003[6]
Capitoli
  • Phase 1: Spazzatura spaziale (屑星の空 Kuzuboshi no sora?)
  • Phase 2: La ragazza extraterrestre (地球外少女 Chikyūgai shōjo?)
  • Phase 3: Una semplice fumatina (ささやかなる一服を星あかりのもとで Sasayaka naru - Ippuku o hoshi akari no moto de?)
  • Phase 4: Panorama con razzo (ロケットのある風景 Roketto no aru fūkei?)
  • Phase 5: Accensione (IGNITION-点火- IGNITION - tenka -?)
2 Planetes 2 23 ottobre 2001[7]
ISBN 4-06-328778-5
17 luglio 2003[8]
Capitoli
  • Phase 6: L'uomo in corsa (走る男 Hashiru otoko?)
  • Phase 7: Tanabe (タナベ Tanabe?)
  • Phase extra: Storia super collaterale a Planetes (或いはそれこそが幸せの日々 Arui wa sore koso ga shiawase no hibi?)
  • Phase 8: Il fiore nero dell'oltretomba, prima parte (サキノハカという黒い華〈前編〉 Saki no haka toiu kuroi hana (zenpen)?)
  • Phase 9: Il fiore nero dell'oltretomba, seconda parte (サキノハカという黒い華〈後編〉 Saki no haka toiu kuroi hana (kōhen)?)
  • Phase 10: Uomini smarriti (惑う人達 Madou hitotachi?)
  • Phase 11: СПАСИБО
3 Planetes 3 23 gennaio 2003[9]
ISBN 4-06-328863-3
22 gennaio 2004[10]
Capitoli
  • Phase 12: Il gatto notturno (夜の猫 Yoru no neko?)
  • Phase 13: La città dei mulini a vento (風車の町 Kazaguruma no machi?)
  • Phase 14: Ragazzi e ragazze (おとこのコとおんなのコ Otoko no ko to onna no ko?)
  • Phase 15: Il giorno dei ricordi (却来の日 Kyaku rai no hi?)
  • Phase 16: Hachimaki (ハチマキ Hachimaki?)
  • Phase extra: Pianeta rosso, palla bianca (赤い星、白いタマ Akai hoshi, shiroi tama?)
4 Planetes 4 23 febbraio 2004[11]
ISBN 4-06-328937-0
17 febbraio 2005[12]
Capitoli
  • Phase 17: È possibile avere cento amici? (友達100人できるかな Tomodachi hyaku-nin dekiru ka na?)
  • Phase 18: Come budori gusuko (グスコーブドリのように Gusukō Budori no yō ni?)
  • Phase 19: Giorni da cani (犬の日々 Inu no hibi?)
  • Phase 20: Cane domestico (飼犬 Kaiinu?)
  • Phase 21: La ragazza e il perdente (少女と負け犬 Shōjo to makeinu?)
  • Phase 22: Cane che piange (泣く犬 Naku inu?)
  • Phase 23: Cane veloce (疾る犬 Shitsuru inu?)
  • Phase 24: Cane che abbaia (咆える犬 Hoeru inu?)
  • Phase 25: 45 minuti alla velocità della luce (光の速さで45分 Hikari no hayasa de yonjū-fun?)
  • Phase 26: What a wonderful world

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Planetes.

Nel giugno 2002 Sunrise e Bandai Visual iniziarono a discutere di una possibile coproduzione animata di genere fantascientifico. La scelta ricadde su Planetes, attento al realismo scientifico così come alla psicologia e ai drammi umani dei suoi protagonisti. L'anime venne prodotto da Yoshitaka Kawaguchi e diretto dal regista Gorō Taniguchi, ed essendo composto da 26 episodi divenne necessario realizzare nuove puntate, mai apparse nell'opera cartacea. I produttori della serie TV decisero dunque di modificare in parte la vicenda, facendo apparire Tanabe come protagonista sin dal primo episodio della serie per poi plasmare i successivi episodi sulla sua esperienza nello spazio e sulla missione di Hachimaki a bordo della Von Braun; gli eventi conclusivi della serie hanno a loro volta uno svolgimento differente da quelli presenti nel manga.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora di Planetes, musica orchestrale e corale, è composta da Kotaro Nakagawa. Frequente è l'uso del theremin e di strumenti a fiato tradizionali (Shakuhachi).

Sigla di apertura
Dive in the Sky, di Mikio Sakai
Sigle di chiusura
Wonderful Life,di Mikio Sakai (epp. 1-25)
PLANETES, di Hitomi Kuroishi (ep. 26)
Altre canzoni
A secret of the moon, di Hitomi Kuroishi (epp. varii)
Thanks my friend, di Mikio Sakai (ep. 13)

Riferimenti, citazioni ed influenze[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti ad altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Parte dello staff di produzione dell'anime ha partecipato anche alla produzione di un'altra serie, che venne trasmessa nello stesso periodo dal network NHK, Twin Spica. Per questa ragione, si trovano alcuni velati riferimenti a quest'ultima serie all'interno di Planetes, come ad esempio:

  • Il nome dell'hotel sulla stazione spaziale ISPV-7 è Hotel Spica.
  • Nell'episodio 20 viene mostrato un test di isolamento che è molto simile al test di ingresso della National Space Academy in Twin Spica.
  • Le capsule di salvataggio sferiche, dette "palle di salvataggio", sono presenti in entrambe le serie.

Confronto tra anime e manga[modifica | modifica wikitesto]

Seppur differenti nello sviluppo della trama principale, delle sottotrame e in parte del cast di personaggi, l'anime e il manga presentano numerosi riferimenti reciproci, tra i quali:

  • "Nora", la mascotte della Technora Corporation nell'anime, è originariamente l'amico alieno di Hachimaki in un suo sogno ricorrente.[13]
  • Il gatto bianco che il Fronte di Liberazione Spaziale utilizza come avatar nell'anime per comunicare col Consiglio Supremo In.T.O nell'episodio 23, è la visione di Dio fatta da Hachimaki nel terzo volume del manga.
  • Nell'episodio 22, parte dello staff della Sezione Detriti dell'ISPV-7 visita gli uffici della Sezione Detriti sulla luna, e trova che il suo staff è molto simile a loro. È un riferimento al fatto che, nel manga, la Sezione Detriti di cui fanno parte i protagonisti ha base sulla Luna.
  • In una striscia comica non canonica, detta yonkoma, nel manga, Tanabe viene sconfitta a pallavolo da Claire (che appare soltanto nell'anime). Tuttavia, la faccia di Claire non viene mostrata, e lei afferma che il disegnatore "Non è sicuro di disegnarla come si deve".[14]

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anime non mancano i riferimenti alla tecnologia odierna, o ad oggi considerata futuribile ma realizzabile negli anni a venire, per esempio:

  • Nell'episodio 19 della serie animata Yuri accenna al formato digitale Ogg, realmente esistente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Woodhouse's English-Greek Dictionary: planet e wandering. È scritto spesso anche PlanetES in riferimento all'ES dell'inconscio freudiano.[senza fonte]
  2. ^ Da settembre su Rai 4: Mawaru Penguindrum, Dennou Coil, Noein, AnimeClick.it, 11 settembre 2012, aggiornato il 20 settembre 2012. URL consultato il 21 settembre 2012.
  3. ^ Commentiamo l'anime thursday di RAI 4 del 18/4/2013, AnimeClick.it, 19 aprile 2013. URL consultato il 22 aprile 2013.
  4. ^ (EN) Technical report on space debris (PDF), United Nations, 1999., ISBN 92-1-100813-1
  5. ^ (JA) Primo volume dell'edizione giapponese, Kodansha. URL consultato il 20 agosto 2013.
  6. ^ Primo volume dell'edizione italiana, Panini Comics. URL consultato il 20 agosto 2013.
  7. ^ (JA) Secondo volume dell'edizione giapponese, Kodansha. URL consultato il 20 agosto 2013.
  8. ^ Secondo volume dell'edizione italiana, Panini Comics. URL consultato il 20 agosto 2013.
  9. ^ (JA) Terzo volume dell'edizione giapponese, Kodansha. URL consultato il 20 agosto 2013.
  10. ^ Terzo volume dell'edizione italiana, Panini Comics. URL consultato il 20 agosto 2013.
  11. ^ (JA) Quarto volume dell'edizione giapponese, Kodansha. URL consultato il 20 agosto 2013.
  12. ^ Quarto volume dell'edizione italiana, Panini Comics. URL consultato il 20 agosto 2013.
  13. ^ (EN) Makoto Yukimura, PLANETES 3, Los Angeles, Tokyopop, 2004, p. 88, ISBN 1-59182-510-5.
  14. ^ (EN) Makoto Yukimura, PLANETES 4/2, Los Angeles, Tokyopop, 2005, p. 95, ISBN 1-59532-467-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]