Pozzuoli

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Pozzuoli
comune
Pozzuoli – Stemma Pozzuoli – Bandiera
Pozzuoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Figliolia (PD) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°49′23″N 14°07′20″E / 40.823056°N 14.122222°E40.823056; 14.122222 (Pozzuoli)Coordinate: 40°49′23″N 14°07′20″E / 40.823056°N 14.122222°E40.823056; 14.122222 (Pozzuoli)
Altitudine 28 m s.l.m.
Superficie 43,21 km²
Abitanti 80 661[1] (31-08-2013)
Densità 1 866,72 ab./km²
Frazioni Arco Felice, Campana Annunziata, Cuma, Licola Centro, Licola Lido, Lucrino, Montenuovo, Monterusciello, Pisciarelli, Toiano
Comuni confinanti Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto
Altre informazioni
Cod. postale 80078
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063060
Cod. catastale G964
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti puteolani
Patrono san Procolo
Giorno festivo 16 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pozzuoli
Posizione del comune di Pozzuoli nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Pozzuoli nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Pozzuoli (Pëzzulë[2] - Pozzuoli in napoletano[3]) è un comune italiano di 80 661 abitanti[1] della provincia di Napoli in Campania.

È il quinto[4] comune della regione per popolazione, e il quarto non capoluogo di provincia più popoloso d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il golfo di Pozzuoli visto dal satellite.

Situata sull'omonimo golfo, Pozzuoli si trova in un'area vulcanica, i Campi Flegrei (cioè campi ardenti), che comprende un vulcano ancora in attività, la solfatara. Fenomeno geosismico tipico di questa città e dell'intera area dei Campi Flegrei è il bradisismo, ossia il sollevamento e l'abbassamento della crosta terrestre a seguito dell'aumento della pressione sotterranea. Il rapido innalzamento del livello del mare coinvolse negli anni ottanta il porto, che fu riposizionato circa 50 metri più avanti rispetto alla collocazione precedente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pozzuoli in pubblicazione del 1864

Dicearchia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 531 a.C. approdarono presso le coste puteolane alcuni profughi di Samo, sfuggiti alla tirannide di Policrate e fondarono, con il consenso di Cuma, la città di Dicearchia cioè del giusto governo.

Non sappiamo, però, se lo sbarco dei Sami avvenne per caso o secondo un piano prestabilito. Charles Dubois, uno dei più illustri studiosi della storia antica di Pozzuoli, avanza un'ipotesi che , per la sua fondatezza, merita di essere presa in considerazione. I contatti tra i Sami ed i Cumani che erano originari di Calcide, furono verosimilmente facilitati dal ricordo delle vecchie tradizioni di amicizia che esistevano tra Samo e Calcide. Quest'amicizia che il Pais rileva a tal proposito, s'era manifestata durante la lotta che mise alle prese le città euboiche di Eretria e di Calcide nella seconda metà del VII secolo, lotta provocata dalla rivalità delle due città in relazione ai loro rapporti commerciali in Oriente ed in Occidente. In questa guerra che ebbe carattere internazionale o interellenico, i Sami si posero accanto a Calcide. L'amicizia dei Sami , dei Calcidesi e delle colonie euboiche dell'Italia e della Sicilia , ebbe certamente peso sulla fusione che si operò tra le genti di Cuma ed i fuggiaschi di Samo.

Dicearchia visse alle dipendenze di Cuma e, pertanto, difese con essa l'ellenismo della Campania , prima contro gli Etruschi e poi contro i Sanniti che l'occuparono nel 421 in seguito alla conquista sannitica di Cuma e del suo territorio.

Fistelia[modifica | modifica wikitesto]

Con i Sanniti Dicearchia, che secondo alcuni studiosi avrebbe mutato il nome in quello di Fistelia[senza fonte], godette di una notevole autonomia politica e commerciale, favorita, quest'ultima, dalla ottima posizione del suo porto e dai contatti che essa ebbe con il retroterra campano.

Puteoli[modifica | modifica wikitesto]

L'occupazione romana della Campania, avvenuta nel 338 a.C. , segnò la romanizzazione della città greco-sannitica. Il suo nuovo nome latino di Puteoli che significa piccoli pozzi, forse a causa delle numerose sorgenti di acque termo-minerali che vi si trovano, ne è la prova. Roma, che durante la seconda guerra punica (218-201 a.C.) aveva sperimentato l'importanza strategica del porto di Puteoli, vi dedusse, nel 195 a.C. una colonia marittima.

La conquista romana dell'Oriente e l'esigenza di avere uno scalo aperto ai traffici con esso , fecero di Puteoli il porto mediterraneo di Roma . Le possibilità che offriva il retroterra campano di scambio di prodotti agricoli e industriali con le mercanzie d'oltremare e speciali tariffe doganali scrive Amedeo Maiuri assicurarono al porto puteolano un regime di preferenza rispetto a quello di Napoli e di concorrenza al porto di Delo. Una moltitudine varia e poliglotta, vi affollava il quartiere del suo emporio marittimo, vi stabiliva aziende(stationes) di commercio e di trasporto; vi formava corporazioni professionali di arti e mestieri e associazioni religiose professanti i culti della loro patria d'origine e della loro fede; Greci delle isole e della costa d'Asia, Tiri ed Eliopolitani, Ebrei e Cristiani con la loro prima comunità, legata al ricordo dello sbarco dell'Apostolo Paolo nel febbraio dell'anno 61.

Nabatei ed Etiopi le dettero presto il carattere, il colore, il costume di un porto greco-orientale, sicché Lucilio poteva chiamarla fin dal 126 a.C. Delus minor e Stazio all'età di Domiziano, litora mundi hospita.

Dopo un lungo e non sempre tranquillo periodo di vita municipale diede a Puteoli il carattere ed il titolo di colonia; altrettanto fece Vespasiano (69-79 d.C.) che le assegnò anche una parte dell'agro capuano per premiarla di essere stata dalla sua parte nella lotta contro Vitellio.

Con la sistemazione del porto d'Ostia, iniziato da Claudio nel 42 d.C. , terminato da Nerone nel 54 d.C. ed ampliato da Traiano fra gli anni 100 e 106 d.C., la fortuna di Puteoli cominciò a declinare lentamente, sebbene il suo porto svolgesse ancora, al tempo di Antonino Pio (138-161 d.C.) che nel 139 d.C. ne riparò il molo dissestato da una mareggiata, il ruolo di scalo principale della Campania. Con il tempo anche questa funzione andò scemando sino a scomparire del tutto alla fine del IV secolo.

Il graduale sprofondamento del litorale puteolano, causato dal bradisismo, costrinse gli abitanti a lasciare, verso la fine del V secolo o agli inizi del VI secolo, la parte bassa e i quartieri portuali della città e a stabilirsi sull'altura che un tempo fu, quasi certamente l'acropoli di Dicearchia. Questa fu cinta di mura e diventò, così, il castro puteolano ossia il centro fortificato per difendere la popolazione dalle incursioni nemiche.

Il Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza a Pozzuoli di una comunità cristiana ben organizzata sin dal I secolo è testimoniata dal libro degli Atti degli Apostoli: in viaggio da Reggio a Roma, a causa di un forte vento di scirocco, la nave di Paolo sostò nella città campana e l'apostolo, accogliendo l'invito di alcuni fratelli, vi si trattenne una settimana (At. 28,13-14).

Puteoli ebbe anche i suoi martiri : Artema, Procolo, Acuzio ed Eutiche.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Pozzuoli è tra i comuni della Campania più popolati:

Comune Provincia Abitanti[5] Maschi  % Femmine  %
Napoli NA 958.139 454.331 47,4% 503.808 52,6%
Salerno SA 131.763 61.521 46,7% 70.242 53,3%
Giugliano in Campania NA 110.608 54.201 49% 56.407 51%
Torre del Greco NA 85.310 41.285 48,4% 44.025 51,6%
Pozzuoli NA 90.789 45.159 48,5% 41.630 51,5%

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

È una delle poche città al mondo a possedere due anfiteatri romani, alla pari di Roma, Budapest, Metz e Petronell-Carnuntum.

Tempio di Augusto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Pozzuoli.

Eretto da Lucio Calpurnio negli anni dal 27 a.C. al 14 d.C. sui resti di un podio di un tempio sannitico risalente al secolo V a.C. Lucio Cocceio Aucto fu l'architetto.

Il tempio fu trasformato in chiesa cristiana e dedicato al martire puteolano San Procolo , probabilmente alla fine del V o agli inizi del VI secolo .

Le strutture romane dell'edificio , occultate dal rifacimento barocco ( 1632-1647 ) semidistrutto da un incendio nella notte tra il 16 e 17 maggio del 1964 , sono state portate recentemente alla luce nel ripristinare la chiesa cristiana .

Cisterna[modifica | modifica wikitesto]

In via Vecchia San Gennaro , proprietà Luigi Sardo , nota come Piscina di Cardito . Doveva servire , con molta probabilità , per l'approvvigionamento idrico delle ville circostanti .

Necropoli romana[modifica | modifica wikitesto]

Pozzuoli , dopo Roma , è l'unica città d'Italia , e forse del mondo , che conserva un grandioso ed imponente complesso di mausolei , colombari e ipogei . La necropoli inizia dall'odierna via Celle e prosegue quasi fino a Quarto ai lati della via consolare Campana che da Puteoli conduceva a Capua .

Macellum di Pozzuoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Macellum di Pozzuoli.
Il Tempio di Serapide
visto dal suo ingresso originario

Per il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è il monumento più singolare di tutta la regione flegrea, ed uno dei più noti di tutto il mondo antico. Esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Risalente all'epoca romana (I - II secolo d.C.), l'edificio è stato denominato impropriamente "Tempio di Serapide" per il rinvenimento di una statua del dio egizio all'epoca dei primi scavi. Invece altro non è che il Macellum, cioè il mercato pubblico della città romana. Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Roma, Timgrad, Djémila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno, fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Anfiteatro Flavio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anfiteatro Flavio (Pozzuoli).

Sorge a pochi passi dalla fermata della Linea 2 della metropolitana di Napoli, l'anfiteatro Flavio è uno dei maggiori anfiteatri in Italia. Secondo alcuni, fu edificato sotto Nerone (dato a sapere perché l'opera era in opus reticulatum, anche se la tecnica muraria comprende anche i laterizi); poteva contenere fino a 40.000 spettatori. Nei sotterranei sono tuttora visibili parti del sistema per sollevare le gabbie che portavano nell'arena le belve feroci. Nel perimetro dell'arena si aprivano botole, anche lungo la "fossa scenica", da dove le belve (tigri, leoni e giraffe) facevano la loro entrata. Durante lo spettacolo le botole e la media via venivano chiuse con tavole di legno. Nel 305 d.C. i martiri: Gennaro, Festo, Desiderio e Sossio vennero condannati ad essere sbranati nell'Anfiteatro, ma per miracolo, le belve non li sbranarono. In seguito furono decapitati nei pressi della Solfatara insieme ai santi Procolo, Eutiche e Acuzio.

Anfiteatro minore[modifica | modifica wikitesto]

Prima della costruzione del grande anfiteatro di età flavia, Pozzuoli possedeva un Anfiteatro, di proporzioni minori, già vecchio e non più rispondente al maggiore sviluppo che avevano assunto i ludi gladiatori verso la metà del I secolo dell'Impero. Ne è testimonianza il vaso di vetro di Odemira, in cui, insieme con altri edifici puteolani, sono raffigurati due anfiteatri: l'uno inferiore contrassegnato dall'emblema del flagello, come se fosse destinato alle venationes; l'altro superiore contrassegnato da una palma, come se fosse più propriamente adatto a combattimenti fra gladiatori. Le rovine del minore e più antico anfiteatro puteolano, sono state riconosciute in seguito ai lavori dell'apertura del tronco della direttissima Roma - Napoli, che lo ha danneggiato, attraversandolo centralmente. Ad oggi si scorgono ancora dalla strada (ad altezza del cavalcavia della metropolitana) una decina di arcate in opera incerta che sostenevano la curva della cavea. Gli assi dell'ellisse misurerebbero rispettivamente 130 e 95 metri.

Lo stadio di Antonino Pio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio di Antonino Pio (Pozzuoli).

Nell'ottobre 2008 è stato aperto al pubblico il sito dove sono stati riportati alla luce i resti dello Stadio realizzato sotto Antonino Pio, in onore di suo padre adottivo Adriano, edificandolo nel luogo ove fu sepolto in primo luogo.

Villa Avellino de Gemmis di Castel Foce

Era una costruzione di forma ellittica, che fu demolita in parte dalla costruzione della nuova Via Domiziana. Lo Stadio è inoltre l'unico che possiamo trovare in Italia, perché lo stadio di Roma è diventato la Piazza Navona. Antonino Pio, inoltre, istituì gare ginniche quinquennali, dove gli atleti accedevano con un trionfo e dopo iniziavano ad esibirsi. La cavea era divisa in: Ima, quella d'onore, Media, quella non molto importante, e Summa, di poco conto.

Altri resti romani[modifica | modifica wikitesto]

Numerosissimi sono i resti del periodo romano, spesso situati all'interno delle aree abitate della città. In particolare, è da notare, il cosiddetto tempio di Apollo sul lago d'Averno.

Villa Avellino - de Gemmis[modifica | modifica wikitesto]

La sontuosa Villa Avellino - de Gemmis fu edificata nel 1540 da Marcantonio Colonna Principe di Stigliano e Viceré di Sicilia. Passò poi di proprietà all'archeologo Francesco Maria Avellino e in seguito al Barone de Gemmis di Terlizzi. La villa contiene marmi antichi e diverse piscine ed è oggi una struttura ricettiva di alto livello, l'ampio parco costituisce i giardini pubblici di Pozzuoli.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti diversi luoghi di culto di grande interesse artistico - religioso. Tra questi vanno menzionati: il Duomo di San Procolo, il santuario di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa dei SS. Francesco e Antonio e la Chiesa di Santa Maria della Consolazione.

Santuario di San Gennaro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di San Gennaro alla Solfatara.

Il santuario di San Gennaro è situato nei pressi del luogo dove il martire fu decapitato. Qui, come al duomo di Napoli, si liquefa, secondo la tradizione locale, il sangue che ancora è visibile sulla pietra del supplizio. Una prima basilica sorse nei pressi della Solfatara tra i secoli VI e VII, poi le eruzioni della Solfatara del 1198 e quella di Montenuovo del 1538 e i successivi terremoti cancellarono quasi completamente quella primitiva basilica, di cui rimane solo l'altare. il tempio fu ricostruito nel 1584 e ristrutturato su progetto del Sanfelice agli inizi del Settecento.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Pozzuoli).

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è la più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli edificata nel 1624. Anticamente aveva competenza su un vastissimo territorio, che comprendeva: Pozzuoli, Agnano, Bacoli, Bagnoli, Licola, Miseno e Monte di Procida. A seguito della creazione di altre parrocchie in queste zone, l'area di competenza di Santa Maria delle Grazie oggi si è ridotta solo ad una parte del centro della città.

Il monumento anarchico[modifica | modifica wikitesto]

Monumento anarchico.

Vicino il macellum, nei giardinetti prospicienti via Roma, si trova un singolare monumento anarchico. Si tratta di un blocco di marmo con incise le seguenti parole:

« Ciò che più importa è che il popolo, gli uomini tutti, perdano gli istinti e le abitudini pecorili che la millenaria schiavitù ha loro ispirato ed apprendano a pensare ed agire liberamente. Gli anarchici. »

L'opera, realizzata in marmo di Carrara, ricorda l'anarchico puteolano Emanuele Visone (Pozzuoli, 17-07-1897, 31-07-1986), ed è stata eretta l'anno successivo alla sua morte nel luogo che era sede di incontri di gruppi anarchici[7].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il lago d'Averno

Lago d'Averno[modifica | modifica wikitesto]

Il lago d'Averno, di origine vulcanica (dal greco "senza uccelli" perché il gas sulfureo uccideva gli uccelli), era molto famoso nell'antichità perché lo si credeva la porta degl'inferi (Ade). Lo specchio d'acqua colpisce per la plumbea, immota pesantezza delle sue acque, negre come acque infernali. Il carattere austero e solenne, quasi tenebroso del luogo, il colore delle acque scaturite dal fondo di un vecchio cratere, dense e limacciose, la presenza di una fonte termale lungo la riva del lago, considerata come acqua della Stige, e il ricordo di antiche esalazioni irrespirabili che ammorbavano l'aria e rendevano impossibile il volo degli uccelli, avevano circondato questo luogo di misteriose e paurose leggende e fatto sorgere sulle sue rive, la religione dell'oracolo. Gli antichi favoleggiavano che nel lago vivesse il popolo dei Cimmeri, condannati a vivere all'interno di grotte e cavità sotterranee, gli stessi Cimmeri, ai quali Omero fa giungere Ulisse per interrogare Tiresia, l'oracolo dei morti, prima del suo ingresso nell'Ade. Durante la lotta ingaggiata da Ottaviano per la conquista dell'Impero, il Lago d'Averno, sacro alla religione dell'oracolo e della morte, venne sconvolto dal tumulto bellico. La flotta di Sesto Pompeo, minacciava il litorale ed i ricchi porti della Campania; Agrippa, geniale stratega di Ottaviano, non esitò dinanzi a culti e superstizioni popolari. Vide nel Lago d'Averno un eccellente porto ed un sicuro e comodo cantiere di costruzione, e non esitò a fare quant'era necessario per trasformare il lago in un porto militare, il Portus Iulius (37 a.C.)

Veduta del Lago Lucrino

Il lago pur essendo pregno di storia e di reperti archeologici di notevole interesse, è stato di proprietà di una società legata al clan dei casalesi. Il 10 giugno 2009 nell'ambito di una operazione antimafia è stato posto sotto sequestro da parte della DIA[8].

Lago Lucrino[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Lucrino deve il nome al termine Lucrum e cioè lucrare: infatti il senatore Sergio Orata nella Roma antica lo aveva trasformato in un allevamento ittico, essendo lo stesso lago in comunicazione tramite un canale con il mare.

Nel 37 a.C., per opera di Marco Vipsanio Agrippa, il lago d'Averno ed il lago Lucrino furono collegati al mare attraverso un canale artificiale per la realizzazione di un colossale porto militare (Portus Iulius).

Sul cono del vulcano Monte Nuovo si trova l'Oasi naturalistica di Monte Nuovo.

Nei pressi del lago Lucrino si trovano i resti delle terme Stufe di Nerone.

Altre aree[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Lungomare
  • Arco Felice è un quartiere situato tra Lucrino e Pozzuoli borgo, al confine con il capoluogo si trova l'ex comprensorio Olivetti, divenuto oggi un importante centro direzionale. Prende il nome dai resti di un acquedotto romano in laterizio, di cui rimane in piedi un grande arco, detto arco felice vecchio, sito in località Cuma.
  • Lucrino,Di circo 1000 abitanti è il luogo dove si trova l'omonimo lago. Vi si trovano luoghi di ritrovo come pizzerie e ristoranti che attirano sempre molti giovani. Si trovano attività commerciali e hotel. La ferrovia Cumana la collega in circa 5 minuti con Pozzuoli e in circa 30 minuti con Napoli. La frazione è servita anche da linee di autobus urbane ed extraurbane. D' estate è molto frequentata data la presenza di lidi e spiagge pubbliche. Lucrino è importante perché si trovano: la parte occidentale dell'oasi naturalistica del Monte Nuovo e il lago D' Averno considerato la porta agli inferi e alle sue sponde c'è il famoso Tempio di Apollo. Il suo nome deriva dalla parola lucrum (guadagno). Nel I secolo a.C., infatti, un tal Sergio Orata, nelle acque del lago impiantò una coltivazione di ostriche, ricavandone grandi ricchezze. Prima dell'eruzione del Monte Nuovo del 1538 dove ora c'è Lucrino c'era Tripergole, un villaggio termale. L'eruzione lo distrusse completamente.
  • Pisciarelli è quella parte della località di Agnano Terme ricompresa nel territorio del comune di Pozzuoli. La restante parte di Agnano fa parte dell'ex frazione Bagnoli del comune di Napoli.
  • Toiano, è un popolare quartiere sorto per dare una risposta abitativa ai cittadini di Pozzuoli, sfrattati dal Rione Terra e dal centro storico dopo il bradisismo del 1970, è posto al centro tra l'antica Pozzuoli e il “contemporaneo” megaquartiere di Monterusciello, ed è il centro dell'attività amministrativa, dove si trova la casa comunale, ci sono alcune scuole ed alcune attività commerciali.
  • Monterusciello o Monteruscello[9] è un quartiere costruito a seguito del bradisismo avvenuto negli anni ottanta e oggi abitata da oltre 30.000 abitanti. La presenza di tanto spazio ha qui permesso uno sviluppo del tutto diverso rispetto a quello di molte altre zone della Campania. Se infatti queste si contraddistinguono per strade strette e per poco verde, Monterusciello può invece vantare ampi viali alberati, strade larghe e ben asfaltate, enormi parchi residenziali, diverse attività commerciali. Notevoli sono inoltre le infrastrutture presenti nel territorio, come la piscina olimpionica all'interno del moderno Palazzo dello Sport, che ha tra l'altro ospitato per alcune stagioni la squadra di basket di Napoli, la Scuola calcio Monterusciello con un campo regolamentare interamente costruito in erba sintetica ed una pista da jogging lunga 500 metri. Da non dimenticare infine i licei e gli istituti tecnici e professionali, con studenti provenienti sia dalle province di Napoli che da quelle di Caserta. Tuttavia sono presenti delle opere mai completate o realizzate anche a causa delle infiltrazioni camorristiche come il centro tennistico in Via De Curtis, ampi locali non utilizzati a ridosso dell'Ufficio Postale, l'ex scuola alberghiera e un Centro Commerciale in Via Modigliani mai messo in funzione ed ora distrutto dal tempo e dai vandalismi. Inoltre non vi sono luoghi di ritrovo, come cinema o teatro.[10]
  • Cuma, è una quartiere alla periferia ovest della città di Pozzuoli, conosciuta per possedere i famosi siti archeologici: tempio di Apollo, tempio di Iside, tempio di Giove, Arco Felice, strade romane, antro della Sibilla, anfiteatro cumano e necropoli.
  • Licola, è il quartieree a nord-ovest della città di Pozzuoli, confinante a sud con Cuma, ad est con Monterusciello.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Pozzuoli-Solfatara

Pozzuoli è collegata a Napoli con tre linee ferroviarie:

È collegata a Napoli con le linee extraurbane della SEPSA che raggiungono Bacoli e Torregaveta e della CTP che raggiungono Mondragone e Baia Domizia. È collegata anche ma con arrivo a Piazzale Tecchio, zona Fuorigrotta, con autolinee dell'EAV (ex SEPSA),con partenze di ogni mezz'ora circa dal capolinea nella frazione di Monteruscello nei pressi della stazione Grotta del Sole della Ferrovia Circumflegrea e con percorso in Tangenziale, ingresso Monteruscello Sud uscita Agnano e viceversa; dallo stesso capolinea e sempre con autolinee EAV ogni ora un collegamento con Nisida, Città della scienza, con passaggio nei pressi dell'Ospedale La Schiana e un percorso che attraversa Arco Felice e il centro cittadino per raggiungere il capolinea attraverso il lungomare. Trasporti all'interno del territorio di Pozzuoli sono gestiti dalla CTP, ma con cadenza non molto frequente[11].

Dalla stazione ferroviaria Pozzuoli-Solfatara, capolinea della linea 2, partono anche treni diretti verso Villa Literno, Formia, Salerno. I treni per Villa literno effettuano le fermate nelle stazioni di Quarto e Giugliano Qualiano; i treni per Formia effettuano le fermate nelle stazioni di: Quarto, Giugliano Qualiano, Villa Literno, Cancello Arnone, Falciano Mondragone Carinola, Sessa Aurunca Roccamonfina e Minturno Scauri.

Il porto di Pozzuoli ha collegamenti regolari con le isole di Capri, Ischia e Procida.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e feste[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai festeggiamenti nella importante ricorrenza di San Gennaro il 19 settembre, il 15 agosto viene festeggiata l'Assunta con la competizione del cosiddetto palo di sapone. Un pennone in legno viene tenuto in posizione quasi orizzontale su un molo del porto e cosparso di sapone. I concorrenti locali provano a turno a raccogliere delle bandierine poste all'estremità del palo, cadendo, nella maggior parte dei casi, in mare. Di sera la ricorrenza viene festeggiata con una processione ed uno spettacolo di fuochi d'artificio. Il Santo Patrono di Pozzuoli, San Procolo, co-martire insieme a San Gennaro, viene festeggiato il 16 novembre; i festeggiamenti in suo onore si svolgono la seconda domenica di maggio. Il 13 giugno, inoltre, dalla chiesa di Sant'Antonio parte la celebre processione del santo padovano, nata in ambito marinaro e ancora oggi molto sentita dai puteolani, che attraversa gran parte della città.

Parlata locale[modifica | modifica wikitesto]

La parlata locale di Pozzuoli è una variante della lingua napoletana con delle connotazioni proprie singolari riguardanti la fonetica, che risulta talvolta molto diversa dal napoletano e con analogie con quella di Torre Annunziata, situata specularmente sul mare rispetto a Napoli.

Raimondo Annecchino riportava, a proposito del dialetto puteolano[12].

« Spiccata è la sua tendenza al vocalismo, alla espansione delle vocali, all'iato. Abbonda nelle parole la pronunzia larga e prolungata di una vocale (maaa... : mamma; zuoi : zio) oppure di più vocali di seguito (nuoii : ninno, bambino) in una sola emissione di fiato, tenendo a lungo la bocca aperta senza contatto delle labbra. Viene così, con tono aspro e sgradevole, il suono confuso di varie inflessioni vocaliche, che stronca la sillaba finale; si tratta di cadenze difficilmente assimilabili da estranei. »

La parlata puteolana, comunque, nei modi riportati dall'Annecchino, è ormai raramente ancora riscontrabile nel territorio, e principalmente limitato al centro storico. Questo anche a seguito del trasferimento di molte famiglie dal Rione Terra ad altre località, principalmente Toiano e Monterusciello.

Le inflessioni puteolane sono talvolta utilizzate con connotazione comica da artisti campani, similmente alle inflessioni pugliesi di Lino Banfi. Tra le interpretazioni più note ed esilaranti, vi sono quella del personaggio di "Ciairo" Boccia, impersonato da Francesco Paolantoni, e l'uso del puteolano da parte del cantante comico-demenziale Tony Tammaro in alcune delle sue canzoni, come «'O Trerrote» e «'Puzzulan Rap». Il puteolano è stato anche utilizzato da Alessandro Siani per realizzare una parodia di Jeeg robot d'acciaio, chiamata "Giggig".

Assicuazioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra le associazioni culturali a Pozzuoli vanno menzionate:

  • Lux in Fabula, attiva dal 1981, interessata ai temi dell'arte e della multimedialità
  • Jazz and Conversation che promuove le attività musicali e organizza dal 2010 il Pozzuoli Jazz Festival

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012 è stato eletto sindaco Vincenzo Figliolia, rappresentante del PD, già sindaco in una precedente giunta sciolta per presunte infiltrazioni di camorra nel dicembre del 2005[13].

A seguito delle amministrative precedenti del 2011 l'amministrazione era in precedenza guidata dall'ingegnere Agostino Magliulo, sfiduciato il 22 novembre 2011 da 9 consiglieri di opposizione congiuntamente a 4 di maggioranza, per un totale di 13, facendo così cadere la giunta e consegnando la città ad un nuovo commissariamento straordinario.

In precedenza ancora fu eletto sindaco (2008) Pasquale Giacobbe a capo di una lista civica poi appoggiata da una coalizione di centrodestra. Giacobbe era già vicesindaco della precedente giunta di centrosinistra, capeggiata dall'attuale sindaco Figliolia. La giunta Giacobbe restò in carica appena 2 anni, in quanto, a maggio del 2010, 16 consiglieri comunali, tra cui sette della maggioranza di centrodestra (quattro del PdL e restanti appartenenti a liste civiche), si sono dimessi facendo così cadere il governo.

Prima dell'elezione di Giacobbe il comune era guidato dalla commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento della giunta Figliolia per presunte infiltrazioni camorristiche.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • A Corto di Donne: festival di cortometraggi che si tiene a Pozzuoli dal 2005. È organizzato dall'associazione culturale "Quicampiflegrei" e dal Coordinamento Donne Area Flegrea. La rassegna è dedicata alle filmmaker donne e ai loro cortometraggi, a tema libero, divisi in 4 sezioni: animazione, documentari, fiction e videoarte.
  • Pozzuoli Jazz Festival[14]: festival della musica jazz che si tiene annualmente a Pozzuoli dal 2010 organizzato dall'associazione culturale "Jazz and Conversation".
  • Malazè: evento archeoenogastronomico che si svolge dal 2005, di solito dalla seconda alla terza settimana di Settembre , dov'è possibile: visitare le cantine dei campi flegrei, le quali producono vini come piedirosso e falanghina doc dei campi flegrei cone relaitivo assaggio; visitare i vari siti archeologici con il supporto di visite guidate; assistere a spettacoli teatrali e manifestazioni etnoculinarie inerenti alla tradizione e alla storia dei campi flegrei;fare escursioni nelle aree naturalistiche sia marine che terrestri dei campi flegrei.

Fatalità legate a Pozzuoli[modifica | modifica wikitesto]

  • La sera del 28/07/2013 sul Viadotto Acqualonga a Monteforte Irpino (AV), un pullman con 48 persone a bordo precipita da 40 metri. Ci furono 40 vittime di cui 29 erano di Pozzuoli.

Persone legate a Pozzuoli[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pozzuoli è un rinomato centro gastronomico per la presenza di numerosi ristoranti che preparano specialità di mare. Nella città è anche presente un rilevante mercato ittico all'ingrosso, almeno fino al 2009 riportato come il terzo più grande d'Italia[15], e un'importante realtà industriale: gli stabilimenti meccanici.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Patti di amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Oggi a Pozzuoli esistono cinque squadre di calcio: la Società Sportiva Dilettantistica Puteolana 1902 Internapoli, la FC Puteolana 1909, il Rione Terra ed il Monteruscello Calcio. La prima squadra cittadina è la Puteolana 1902 Internapoli, che partecipa al campionato di Serie D. La Puteolana 1909 (fondata nel 1975) milita in Eccellenza, il Rione Terra (fondato nel 2002) milita in Promozione e il Monteruscello Calcio (fondato nel 1988), che milita nel campionato di Prima Categoria. Dal 2012 nasce una nuova società: l'A.S.D. Real Puteoli 2012, che attualmente la squadra milita in Terza Categoria.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi A.P.L. Puteoli.

A partire dalla metà degli anni novanta, Pozzuoli si è affacciata nel panorama della pallacanestro nazionale. Sotto la presidenza di Biagio Lubrano l'allora Serapide Pozzuoli, al termine della stagione 1995-1996, conquista la promozione nel campionato di serie A2 dopo aver battuto Ragusa nei play-off promozione della serie B d'Eccellenza. L'anno successivo la squadra gialloblu raggiunge i play-off promozione, chiudendo la regular season al settimo posto. La stagione 97-98 porta poche soddisfazioni, 7 vittorie e 23 sconfitte, tanto che al termine della stagione, la squadra retrocede in serie B. In soccorso della Serapide viene però la Lega, che ripesca la squadra in A2. L'anno successivo, non si ripetono gli errori della stagione precedente e la compagine flegrea conquista la salvezza. In estate però, il presidente Lubrano, decide di chiudere l'avventura a Pozzuoli e trasferire la squadra a Napoli (attualmente scomparsa), per allargarne il bacino d'utenza.

Nel 2011 la dirigenza della Nuova Dicearchia Basket Pozzuoli ha comunicato la non iscrizione ai campionati dilettantistici per problemi economici. Un'altra squadra locale, la Virtus Pozzuoli, disputa i campionati minori.

La squadra femminile di Pozzuoli, la Pallacanestro Napoli-Pozzuoli dopo vari anni in serie A2 ha ottenuto la promozione nell'anno 2006-07 e disputa tuttora il campionato di serie A1 femminile sponsorizzata dalla GMA srl. Nella stagione 2011-2012 si classifica nona. Disputa i play-out, vincendoli, contro il Basket Alcamo. L'allenatore è da svariati anni il puteolanissimo Fulvio Palumbo.

Taekwondo[modifica | modifica wikitesto]

Alle Olimpiadi di Seoul del 1988, in cui tale sport venne introdotto a scopo dimostrativo, Luigi D'Oriano, Maestro puteolano di quest'arte marziale, vince la medaglia d'argento, il più alto piazzamento mai ottenuto fino alle Olimpiadi di Londra 2012 dall'Italia in tale disciplina. Inoltre D'Oriano insegna a Pozzuoli dal 1980, presso la palestra da lui fondata, nel periferico e popoloso quartiere di Monterusciello.

Ginnastica artistica[modifica | modifica wikitesto]

La squadra femminile di Pozzuoli di ginnastica artistica è formata da atlete del Centro Sportivo Mariella di Pozzuoli sito in via Marotta Monteruscello, presso la scuola media Pergolesi 2. Vincitrice di coppe e trofei nazionali dispone di atlete allenate da laureati in scienze motorie, e docenti specializzati all'insegnamento dell'educazione fisica in ambito nazionale quali Laura Cancellara, Maria Longobardi e Anna Volpe; partecipanti agli allenamenti presso la struttura olimpica del foro Italico in Roma. Le atlete di maggior rilievo agonistico del 2009 sono Francesca Uccello, Anna Trovato, Rosa Viola, Mirabella Antonia, Valentina Simonelli, Bimbo Costanza e Carmela, Ponticelli Simona e Deborah Dapice, Alessandra Ventrella e Rita Castiello (fonti endas 2009). La squadra maschile è tuttora in carica per l'anno 2009 come campione nazionale[senza fonte] con l'atleta puteolano Marco Della Ragione FGI 2009 Mare di Ginnastica Italia; che si è classificato primo in nazionale Italia a Roma. Campioni nazionali della disciplina sono anche Francesco Della Ragione, Enzo Cavaliere e Luigi Avallone. Ricordiamo l'etoille, stella della danza puteolana e napoletana, Luca Giaccio che attualmente è impegnato nella compagnia Spagnola di Danza

Personalità sportive legate a Pozzuoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/08/2013
  2. ^ Antonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 516.
  4. ^ Comuni campani per popolazione
  5. ^ Bilancio demografico mensile - Dati Istat aggiornati al 31/1/2013
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Monumento degli Anarchici - PozzuoliCity
  8. ^ Articolo a cura di Irene De Arcangelis pubblicato su "La Repubblica" l'11 luglio 2010
  9. ^ Monterusciello o Monteruscello: origini del nome. Non è un equivoco né un errore chiamarlo Monteruscello o Monterusciello, il secondo non è altro che una pronuncia dialettale del primo, che a seguito è stato anche accettato dalla toponomastica. Inoltre, il toponimo Monterusciello deriva probabilmente dal tardo latino "Mons Rosellus", cioè "monte delle canne".
  10. ^ Articolo a cura di Francesca Pilla pubblicato su "Il Manifesto" il 18 aprile 2006
  11. ^ Ad esempio, il P9 che collega il porto con la Solfatara passa una volta l'ora. Vedi anche l'orario della CTP. URL consultato il 15-09-2008.
  12. ^ Annecchino, Raimondo, op. cit., p. 296
  13. ^ Pozzuoli, ingerenze mafiose Il governo scioglie il consiglio - Articolo del Corriere della Sera, 23 dicembre 2005
  14. ^ Pozzuoli Jazz Festival
  15. ^ Mercato Ittico all'ingrosso, un'occasione da non perdere, NotiziarioItaliano (21 dicembre 2009)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raimondo Annecchino, Storia di Pozzuoli e della zona flegrea, a cura di comune di Pozzuoli, Pozzuoli, Arti Grafiche D. Conte, 1960.
  • CARTOGRAFIA. - Alessandro GIULIANI - "CAMPI FLEGREI, ATLANTE DI CARTOGRAFIA STORICA" - Napoli, 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]