Casavatore

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Casavatore
comune
Casavatore – Stemma Casavatore – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Salvatore Sannino (PD - Nuovo Polo per l'Italia - FdS - Idv - SEL) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°54′00″N 14°16′00″E / 40.9°N 14.266667°E40.9; 14.266667 (Casavatore)Coordinate: 40°54′00″N 14°16′00″E / 40.9°N 14.266667°E40.9; 14.266667 (Casavatore)
Altitudine 80 m s.l.m.
Superficie 1,53[1] km²
Abitanti 18 732[2] (31-12-2013)
Densità 12 243,14 ab./km²
Comuni confinanti Arzano, Casoria, Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 80020
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063021
Cod. catastale B946
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casavatoresi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casavatore
Posizione del comune di Casavatore nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Casavatore nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Casavatore è un comune italiano di 18 732 abitanti[2] della provincia di Napoli in Campania.

È il primo comune italiano per densità di popolazione (seguito a breve distanza da Portici) con oltre 12.000 ab./km². [3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Casavatore è stato popolato sin dall'epoca romana e faceva parte del territorio dell'antica città di Atella. Prove della presenza romana nel territorio sono la centuriazione dei Gracchi (Ager Campanus I, circa 133 a.C.) e la centuriazione di epoca augustea (Acerrae-Atella I)[4]. A ulteriore conferma si indica il ritrovamento nel 1975 di un gruppo di tombe romane durante la costruzione di un plesso scolastico, e il recupero da parte della Guardia di Finanza nel 1963, di oggetti di epoca romana (dogli o dolii) durante un tentativo di trafugamento[5].

È durante il medioevo che il centro contadino di Casavatore acquisce il proprio nome e la propria identità; nel 1308 infatti è citato esplicitamente il nome "Casavatore" (Presbiter Angelus de Casavatore pro beneficiis suis tar. I.)[6]. Altre riferimenti che sembrano rimandare a Casavatore risalgono al 1190 (terre site in loco Casavito prope Neapolis) e al 1298 (sita ad Salvatorem); queste due fonti inoltre danno lo spunto anche per capire l'etimologia stessa di Casavatore; la prima, infatti, farebbe pensare a una derivazione etimologica da ‘Casa Vittore’.

La statua del Giovanni Battista, Giacomo Colombo

La seconda citazione spinge verso l'ipotesi filologicamente più corretta: la dedica della chiesa parrocchiale a S. Giovanni Battista, battezzatore e quindi salvatore di anime, avrebbe dato il nome al casale; Casa baptizatoris oppure, meglio, Casa ad Salvatorem da cui il nome attuale, dal quale sarebbe tratta la 'terra sita ad Salvatorem. Se ipotizziamo quindi che la dizione popolare originaria fosse Casa ad Salvatorem, da questa è facile ipotizzare il passaggio a 'Casa Salvatore' e infine a Casavatore' per la caduta della doppia sillaba sa, per eufonia, e della l[7]. C'è da notare, tuttavia, che Lorenzo Giustiniani, riferisce che l'antico nome di Casavatore, fosse Casabuttore[8].

Festa dei Gigli di Casavatore

Nel 1678 furono messi in vendita alcuni casali del contrado napoletano, tra cui Casavatore; i locali, tuttavia, pagarono un riscatto di 2000 ducati per non essere infeudati. Ventuno anni dopo, nel 1699, gli abitanti di Casavatore commissionarono a Giacomo Colombo, artista rinomato del Sud Italia, una statua lignea dedicata al loro santo protettore[9].

Durante le conquiste napoleoniche e il successivo regno di Gioacchino Murat, Casavatore fu unito al comune di Casoria, dove vi rimase come frazione fino alla fine della seconda guerra mondiale[10]. Il 30 luglio 1946, con decreto legislativo luogotenenziale 28 del 28 giugno 1946 del Presidente del Consiglio dei ministri dell'epoca, Alcide De Gasperi, il comune ricevette l'autonomia, affrancandosi da Casoria.

A metà degli anni '50 il comune era ancora prevalentemente a sussistenza agricola e composto da poderi, ma negli anni del Boom economico cambiò il suo aspetto diventando parte del famoso triangolo industriale del nord napoletano insieme a i comuni di Arzano e Casoria, favorendo nel contempo l'urbanizzazione del territorio, compreso il quartiere denominato informalmente Parco delle Acacie oggi conurbato totalmente al quartiere napoletano di Secondigliano.

Negli anni, a seguito del declino economico nel mezzogiorno, la presenza industriale si è ridimensionata in favore di un'economia terziaria, in particolare commerciale e il comune è diventato, anche grazie alle modeste dimensioni, una zona sostanzialmente residenziale.

Casavatore, ha visto crescere negli anni la presenza delle attività criminali camorristiche ed è stata anch'essa coinvolta nella triste e cruenta faida di Scampia.

Alcune scene della puntata "Ti fidi di me?" della serie TV Gomorra (2014) sono ambientate a Casavatore.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Casavatore 1963 che milita nel girone A campano di 1ª Categoria; il suo risultato più prestigioso è stato il campionato dell'Eccellenza. È nata nel 1963.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]


Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  2. ^ a b [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2013
  3. ^ Comuni italiani per densità
  4. ^ Casavatore
  5. ^ Comune di Casavatore Provincia di Napoli
  6. ^ Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, CAMPANIA, a cura di M. Inguanez, L. Mattei-Cerasoli e P. Sella, Città del Vaticano, 1942
  7. ^ Giovanni Bono, Casavatore, Casavatore, 1985
  8. ^ L. Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli, 1802
  9. ^ Giacomo Colombo e il Battista di Casavatore
  10. ^ Il territorio atellano nella sua evoluzione storica
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]