Boscoreale

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Boscoreale
Boscoreale - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°46′30″N 14°28′30″E / 40.775, 14.475Coordinate: 40°46′30″N 14°28′30″E / 40.775, 14.475
Altitudine: 65 m s.l.m.
Superficie: 11.28 km²
Abitanti:
27.476 2004
Densità: 2444.70 ab./km²
Frazioni: Cangiani, Marchesa, Marra, Passanti, Pellegrini 
Comuni contigui: Boscotrecase, Poggiomarino, Pompei, Scafati (SA), Terzigno, Torre Annunziata
CAP: 80041
Pref. telefonico: 081
Codice ISTAT: 063008
Codice catasto: B076 
Nome abitanti: boschesi 
Santo patrono: Madonna del Carmine 
Giorno festivo: 16 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Boscoreale è un comune di circa 27mila abitanti della provincia di Napoli.

Indice

[modifica] Storia

Nel territorio di Boscoreale erano sorte già a partire dall'epoca sannitica numerose ville romane rustiche che sfruttavano la fertilità del suolo. Con il tempo molte di esse si trasformarono in residenze lussuose e in età augustea il sito, insieme all'attuale Boscotrecase era divenuto un sobborgo della vicina Pompei con il probabile nome di Pagus Augustus Felix Suburbanus. Le ville del territorio vennero distrutte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma in seguito il territorio venne probabilmente rioccupato, come sembra testimoniare il ritrovamento di lucerne con simboli cristiani del IV secolo.

In epoca moderna il comune è stato un importante centro agricolo, famoso per la sua frutta e soprattutto per vini tra cui il più celebre è senz'altro il Lacryma Christi del Vesuvio.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi di interesse

Scorcio di villa comunale

Nel centro storico si trovano la chiesa di Santa Maria Salòme, quella dell'Immacolata Concezione e il palazzo, con annessa cappella, dei baroni Zurlo.

[modifica] Ville romane

Circa una trentina di ville romane furono indagate archeologicamente tra il XIX e gli inizi del XX secolo[1].

Tra le ville più importanti situate a Boscoreale si citano:

  • Villa di Lucio Cecilio Giocondo (località Pisanella): scavata prima per una parte nel 1876 dal proprietario di un fondo, Luigi Giuseppino Pulzella. Lo scavo venne proseguito a partire dal 1894 dal proprietario del fondo contiguo, il deputato Vincenzo Giuseppe De Prisco, che vi rinvenne ambienti con suppellettili e i corpi di persone e animali sorpresi dall'eruzione. Nella villa venne rinvenuto nel 1895 il c.d. Tesoro di Boscoreale composto da oltre un centinaio pezzi e un sacco pieno di monete d'oro. Il Tesoro di Boscoreale venne esportato clandestinamente in Francia[2], venduto dal De prisco al barone Edmond de Rothschild ed è oggi conservato presso il Museo del Louvre di Parigi, a cui il barone filantropo lo aveva donato.
  • Villa di Publio Fannio Sinistore, scavata sempre da Vincenzo De Prisco negli stessi anni, dove furono rinvenuti numerosi affreschi, asportati ed oggi esposti al Metropolitan Museum di New York (dall'esedra, dal "cubicolo diurno" e dal "grande triclinio"), al Museo archeologico nazionale di Napoli (dal triclinio e dal "grande triclinio"), al Louvre di Parigi (dal triclinio) e al Musée royal de Mariemont a Morlanwelz, in Belgio (dal triclinio e da altri ambienti). La villa, costruita intorno al 40-30 a.C., venne venduta all'astra nel 12 d.C. e al momento dell'eruzione apparteneva a Lucio Erennio Floro. Alcuni affreschi, probabilmente relativi alla prima fase sono in primo stile pompeiano, con imitazioni di rivestimenti in marmi e pannelli figurati. Altri sono invece in secondo stile pompeiano con architetture fantastiche dipinte che espandono illusionisticamente gli spazi degli ambienti.
  • Villa nel fondo di Vito Antonio Cirillo, scavata nel 1897-1898, nella quale venne rinvenuto un torchio da vino e un larario con affreschi oggi conservati nel Field Museum di Chicago.
  • Caupona nel fondo Acunzo, parzialmente scavata agli inizi del XX secolo. Le statuette in bronzo rinvenute nel larario sono oggi conservate presso la Walters Art Gallery di Baltimora.
  • Villa di Numerio Popidio Floro, ancora in località Pisanella, scavata negli stessi anni e di cui è tuttora visibile la sezione relativa all'impianto termale. Vi vennero ritrovati affreschi di secondo e quarto stile pompeiano, oggi conservati presso l'Antiquarium di Boscoreale e presso il Paul Getty Museum di Malibu
  • Villa di Marco Livio Marcello, rinvenuta nel 1928 nel centro urbano (via Vittorio Emanuele)
  • Villa rustica in località Villa Regina, rinvenuta nel 1977 e integralmente riportata in luce dalla Soprintendenza archeologica di Pompei[3]. Sono conservati gli ambienti con il torchio per la spremitura dell'uva e la cantina con i dolii infossati nei quali veniva conservato il vino, il magazzino degli attrezzi e le stanze residenziali, con cubicola (camere da letto) e un salone affrescato in quarto stile pompeiano. Nella villa è ospitato l'Antiquarium "Uomo e ambiente nel territorio vesuviano", dedicato alle attività produttive del territorio vesuviano e alle ville rustiche del territorio.
  • Villa rustica in via Casone Grotta, rinvenuta nel 1986, di cui si sono riportati in luce ambienti su due piani pertinenti a diverse fasi costruttive.
  • Villa in località Cangiani, rinvenuta nel corso di lavori di drenaggio di un canale nel 1993.

A Boscotrecase si trovano altre ville del medesimo comprensorio:

  • Villa di Lucio Arellio Successo, scavata nel 1898-1899 con affreschi in primo stile pompeiano e ambienti rustici.
  • Villa di Agrippa Postumo, parzialmente scavata nel 1903 e 1905. Si erano rinvenuti un peristilio e ambienti decorati con affreschi in terzo stile pompeiano, staccati e oggi conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli e al Metropolitan Museum di New York. Gli scavi vennero nuovamente ricoperti dalla lava nel 1906.

Nella località Boccia al Mauro di Terzigno vennero rinvenuti nel 1981 i resti di diverse ville, sono parzialmente scavate per la loro parte rustica.

[modifica] Manifestazioni ed eventi

  • Festa di Santa Maria Salòme - Seconda domenica di luglio - La chiesetta di Santa Maria Salòme, ubicata nell'omonima piazzetta, dove si svolgono i festeggiamenti e le principali manifestazioni, è una delle più antiche chiese dell'area vesuviana, risalente al 1200.
  • Festa della Madonna del Carmine - 16 luglio - La chiesa, ubicata al centro della città, risale al 1765. I festeggiamenti si svolgono anche nella vicina piazza Pace.
  • Festa del vino - ottobre - Festa con degustazione di prodotti locali, visita di cantine e manifestazioni sul procedimento relativo all'imbottigliamento del vino negli ultimi anni di storia.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Gennaro Langella (centrodestra) dal 28/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: 081 8574219
Posta elettronica: [mailto:stampa@comune.boscoreale.na.it portale internet=http://www.comune.boscoreale.na.it stampa@comune.boscoreale.na.it portale internet=http://www.comune.boscoreale.na.it]

[modifica] Note

  1. ^ Un resoconto a partire dai primi rinvenimenti a Boscotrecase (nel 1758, presso la contrada Mortellari, nel 1760 presso la contrada Setari e nel 1774 presso la contrada Casavitelli) è presente nella pubblicazione di M. Ruggiero, Degli scavi di antichità nelle province di terraferma dell'antico Regno di Napoli, Napoli 1888. Altre notizie si trovano in una pubblicazione di A. Casale, Breve storia degli scavi archeologici nel Pagus Augustus, Il Gazzettino Vesuviano ed., 1979 (Centro studi archeologici di Boscoreale e Boscotrecase, nell'ambito delle celebrazioni per il XIX centenario dell'eruzione vesuviana del 79 d.C.).
  2. ^ Le vicende dello scandalo scoppiato all'epoca.
  3. ^ S. De Caro, La villa rustica in località Villa Regina a Boscoreale, Roma 1994.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Ville romane

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