Cimitile

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Cimitile
comune
Cimitile – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Nunzio Provvisiero (Democratici per Cimitile) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate 40°56′00″N 14°32′00″E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Cimitile)Coordinate: 40°56′00″N 14°32′00″E / 40.933333°N 14.533333°E40.933333; 14.533333 (Cimitile)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 2,74 km²
Abitanti 7 356[1] (31-12-2010)
Densità 2 684,67 ab./km²
Comuni confinanti Camposano, Casamarciano, Comiziano, Nola
Altre informazioni
Cod. postale 80030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063028
Cod. catastale C697
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cimitilesi
Patrono san Felice in Pincis
Giorno festivo 14 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cimitile
Posizione del comune di Cimitile nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Cimitile nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Cimitile è un comune italiano di 7.344 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Cimitile è nel nolano, area dell'entroterra a nord est di Napoli e dista dal capoluogo circa 26 km.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il luogo dove oggi sorge Cimitile ospitò anticamente un tempio di Ercole, forse identificabile con quello oggetto del trattato fra la stessa Nola e Avella riportato nel Cippus Abellanus, il più importante documento della lingua osca e sannita.

Il culto di san Felice[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana il territorio fu occupato da una necropoli, che fu luogo di sepoltura di un santo molto venerato, Felice, morto il 14 gennaio di un anno imprecisato verso la fine del terzo secolo. Sulla tomba di san Felice, fu realizzata una delle prime memorie cristiane con l'erezione in onore del santo di un mausoleo quadrato. Dalla funzione cimiteriale deriva quindi il nome di Cimitile. La primitiva basilica di San Felice era insufficiente per raccogliere l'immensa folla di fedeli che si recava a pregare sulla tomba del santo (tra cui forse anche papa Damaso), per cui nei primi anni del V secolo il nobile gallo-romano Ponzio Meropio Paolino (san Paolino di Nola) gettò le fondamenta della nuova basilica in onore di san Felice. La fabbrica, decorata con preziosi marmi e affreschi, aveva tre navate e terminava con un'abside tricora. Un atrio, che accoglieva un cantharus e alcune fontane, collegava la nuova basilica alla vecchia.

Dal Medioevo all'epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dopa aver fatto parte del Ducato di Napoli, Cimitile divenne un luogo di culto e di pellegrinaggio fra i più importanti della Tarda Antichità e del Medioevo, nonché uno dei casali della Contea di Nola in Terra di Lavoro, quindi, dal XVII secolo feudo della famiglia Albertini. Nel XVII secolo il cimitilese Cesare Riccardi divenne uno dei più temuti banditi del Viceregno di Napoli, venendo alla fine ucciso dalle truppe che gli davano la caccia. Pochi anni dopo il preposito Carlo Guadagni avviò un’opera di recupero del sito monumentale cimitilese, scrivendo anche un'importante opera di storia religiosa, “Nola Sacra”, fonte per la conoscenza della storia locale. Membro della congregazione dei Padri somaschi, dottore nell’una e nell’altra legge, professore di sacra teologia, protonotario apostolico e scrittore, Carlo Guadagni è un personaggio ben noto a quanti si occupano della storia di Nola e del santuario di Cimitile, di cui fu preposito dal 1675 al 1688

Durante la Repubblica Napoletana del 1799 Cimitile aderì agli ideali rivoluzionari, subendo successivamente la dura reazione sanfedista. Nel periodo napoleonico furono espropriati molti beni ecclesiastici e aboliti i diritti feudali. In tal modo nel 1808 Cimitile divenne comune autonomo, come risulta da una convenzione sottoscritta dal principe Fabio Albertini innanzi alla Commissione Feudale. Nel 1820 i moti di Nola segnarono l’inizio del Risorgimento italiano. Gli insorti passarono anche da Cimitile (località Galluccio) per raggiungere Avellino. Il principe Fabio Albertini di Cimitile svolse un importante ruolo durante il governo costituzionale in qualità di diplomatico, opponendosi alla Santa Alleanza. La repressione del governo costituzionale lo costrinse all’esilio in Inghilterra, dove conobbe il grande poeta Ugo Foscolo.

Post risorgimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1884 per volontà della marchesa di Rende, Angelica Caraccido, madre dell’arcivescovo di Benevento e nunzio a Parigi Camillo Siciliano, legata agli ambienti del tradizionalismo religioso e politico francese che, comunque, stimolarono gli studi di arte ed antichità cristiane, si intrapresero i lavori di pulizia, di rilevamento e restauro delle Basiliche paleocristiane di Cimitile, che fu visitata dallo studioso francese Rohault de Fleury e da altri studiosi stranieri, fra i quali Theodor Mommsen. Nel 1906 l'ennesima eruzione del Vesuvio costrinse ad evacuare l'abitato.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Con il fascismo l’amministrazione democratica di Cimitile fu sostituita da podestà di nomina governativa. Nel 1927 con la soppressione della Terra di Lavoro Cimitile e il distretto di Nola, entra con l’atto deliberativo ufficiale del 29 aprile dello stesso anno, in provincia di Napoli istituita nel 1806 durante il dominio francese. Negli anni trenta il Soprintendente Professor Gino Chierici iniziò gli scavi che portarono alla luce una parte dell’inestimabile patrimonio monumentale di Cimitile, privilegiando le opere antiche rispetto a quelle tardomedievali e di età moderna, che furono quasi interamente distrutte.

Nel 1943 il cavalcavia settecentesco in località Santa Maria in Cimitile fu minato dai tedeschi per rallentare il cammino delle truppe alleate provenienti da Napoli, ma cittadini cimitilesi si opposero impedendo la distruzione della struttura architettonica.

Nel dopoguerra (anno 1950 circa) il professor Gino Chierici, riprese e diresse i lavori di scavo archeologico e restauro nell’area del complesso basilicale di Cimitile. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1961, i lavori proseguirono saltuariamente e ai danni prodotti durante le precedenti operazioni di scavo si aggiunse la scomparsa di numerosi reperti. Successivamente fu la Sovrintendenza ai Monumenti della Campania ad occuparsi di ulteriori lavori di sistemazione, Il 23 maggio 1992 Giovanni Paolo II giunse in pellegrinaggio alla tomba di San Felice, rimanendovi in mistica concentrazione e preghiera. Molti studiosi italiani e stranieri si sono interessati a Cimitile, fornendo contributi fondamentali alla conoscenza del sito. Nel 2002 è stata lanciata la proposta di inserire Cimitile nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Vari cimitilesi sono stati deputati al Parlamento italiano: Michele Rossi nel secolo XIX, D'Antonio e Franco Manganelli.

La festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

Al santo patrono "Felice" vengono dedicati solenni festeggiamenti che richiamano una gran folla di persone.

Il 5 gennaio inizio del novenario predicato: è caratterizzato una breve processione per il centro storico del paese (“a’ sagliuta e san Felice”) che rievoca la salita della statua (situata nella basilica maggiore di San Felice in Pincis) in parrocchia. La sera del 13 gennaio i bambini di III^, IV^ e V^ elementare cantano durante la celebrazione eucaristica in chiesa. Dopo la Messa serale, anche agli adulti hanno la possibilità di cantare l'inno di San Felice nelle basiliche paleocristiane dove ha inizio una fiaccolata che si conclude in parrocchia per la veglia.

Ma i festeggiamenti da tutti più attesi avvengono il 14 gennaio di ogni anno. Fin dal primo mattino i rintocchi delle campane annunciano il giorno di festa con grande emozione nel cuore del popolo cimitilese, già desto dalle ore 4.00 per le note gioiose della banda musicale che percorre le vie del paese, accompagnata dagli spari di petardi nella tradizionale "DIANA" in gergo detta "a’ rian’" che rievoca l’arrivo dei pellegrini da ogni parte della campania e non solo. Alle 6.00 la prima messa annunciata dal suono dell’antica campana usata solo in questa occasione, alla messa delle 6.00 segue quella delle 7.00, delle 8.00 e quella delle 9.00 celebrata generalmente da un vescovo.

Verso le 10.00 tutto è pronto per processione che si avvia e si snoda per le strade del paese, tra la folla, mentre si innalzano le note di un inno cantato da bambini.

E la festa continua la prima domenica, dopo otto giorni dal 14, la cosiddetta "ottava". È un intero giorno che viene dedicato a San Felice portandolo in tutte le strade e vicoli dove hanno luogo spettacoli di fuochi pirotecnici che vengono sparati per salutare il Santo.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basiliche paleocristiane - È costituito da vari edifici di culto, dedicati ai santi Felice, Stefano, Tommaso, Calionio, Giovanni, ai Martiri e alla Madonna degli Angeli. Gli edifici più antichi risalgono al IV secolo, ma il periodo di massimo splendore è quello racchiuso tra la fine del IV secolo e l'inizio del V, allorché S. Paolino di Nola vi si ritirò come monaco, prima di diventare vescovo della città intorno al 409. Danneggiato da una disastrosa alluvione nella prima metà del VI secolo, si riprese ben presto e diventò celebre santuario. La basilica di S. Felice, retta da un preposito, dal 1599 rimase alle dipendenze del Capitolo Cattedrale nolano e solo nel 1675 riacquistò l'autonomia. Agli inizi del secolo XVIII la parte orientale della basilica di S. Felice fu distrutta per costruire la nuova chiesa parrocchiale. Nel XIX secolo il santuario conobbe un lungo periodo di abbandono; tra il 1933 ed il 1960, ad opera dell'architetto Gino Chierici, fu sottoposto a importanti lavori di scavo e di restauro, ripresi e continuati dopo il 1988 fino al presente. Tutto il complesso comprende i seguenti edifici:

  1. Basilica di S. Felice con orientamento est-ovest, costituita da due absidi contrapposte e da una edicola, che racchiude la tomba di S. Felice. Alla primitiva basilica a pianta quadrata fu sostituita una più ampia aula con abside a nord e ingresso a sud. Nella seconda metà del IV secolo vi fu aggiunto un edificio absidato a tre navate con asse est-ovest, indicato con il nome di 'basilica orientale'. Tra il 484 e il 523 intorno alla tomba dei santi Felice e Paolino fu costruita un'edicola decorata a mosaici su sfondo oro e azzurro. Il campanile, situato tra l'abside occidentale e l'ingresso della basilica, a pianta quadrata, fu costruito tra XII e XIII secolo.
  2. Basilica nova, costruita da S. Paolino tra il 401 ed il 403 sul lato settentrionale di quella già esistente, alla quale era collegata da un atrio e da un triplice ingresso.

Era articolata in tre navate, separate da undici colonne, con quattro cappelle laterali ed un'abside trichora, il cui catino era decorato da un mosaico, purtroppo perduto, ma descritto nella lettera 32 di Paolino a Sulpicio Severo. Dopo il crollo, seguito all'alluvione del VI secolo, fu adibita ad uso funerario, mentre, nel bassomedioevo, i resti della trichora e delle due arcate antistanti della navata centrale furono trasformate nella chiesa di S. Giovanni.

  1. Basilica di S. Stefano, con orientamento est-ovest, a navata unica con abside, costruita nel V secolo, anteriormente all'alluvione. Preceduta da un atrio, presenta un arco trionfale sorretto da due colonne scanalate con capitelli corinzi, due arcate nelle pareti laterali, di cui una è murata, e strutture in muratura al centro della navata di incerta funzione.
  2. Basilica di S. Tommaso, a navata unica absidata, orientata est-ovest costruita tra VI e VII secolo per uso funerario sullo strato alluvionale. Contiene ottantaquattro tombe, che conservano oggetti databili tra il VI e il VII secolo. Sulla parete meridionale sono visibili alcuni volti di santi dipinti nel XIV secolo. È affiancata da un campanile a pianta quadrata con copertura a bulbo, edificato alla fine dell'XIX secolo.
  3. Cappella dei SS. Martiri che rappresenta la trasformazione di un mausoleo funerario del III secolo. Comprende vari ambienti con pittura databili alla seconda metà del III secolo. All'inizio del X secolo il vescovo Leone III la trasformò in oratorio con abside, due altari a blocchi con nicchie e protiro, recante l'iscrizione: "Leo tertius episcopus fecit".
  4. Cappella di S. Calionio, piccolo edificio absidato con orientamento est-ovest, situato lungo la parete occidentale della navata destra della basilica di S. Felice. Costruito prima del V secolo, fu ristrutturato dal vescovo Leone III con un altare al centro e due nicchie laterali, recanti le figure dei santi Felice e Paolino.
  5. Cappella di S. Maria degli Angeli, edificata sul lato nord dell'abside occidentale di S. Felice; è un edificio a pianta quadrata, con volta a crociera, di età bassomedievale.

Il complesso è arricchito da numerosi reperti archeologici conservati nell'attiguo museo.

La Chiesa di San Raffaele - Sempre nello stesso paese è situata la chiesa di San Raffaele. Essa è posta appena fuori dal centro della città ed è molto piccola: può contenere al massimo 30-35 persone. Le messe vengono celebrate solo la domenica e la festa della chiesa ricorre il 24 ottobre, giorno in cui viene organizzata dal sacerdote e dai fedeli della chiesa una piccola cena in onore di San Raffaele.

Persone legate a Cimitile[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale, il A.S.D. Cimitile milita nel campionato di Promozione Campania.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 142 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Ucraina Ucraina 82 1,11%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]