Lauro (Italia)

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Lauro
comune
Lauro – Stemma
Lauro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Bossone Antonio (lista civica di centrodestra Ora si può) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°52′45″N 14°37′59″E / 40.879167°N 14.633056°E40.879167; 14.633056 (Lauro)Coordinate: 40°52′45″N 14°37′59″E / 40.879167°N 14.633056°E40.879167; 14.633056 (Lauro)
Altitudine 192 m s.l.m.
Superficie 11,29 km²
Abitanti 3 575[1] (31-12-2010)
Densità 316,65 ab./km²
Frazioni Fontenovella, Ima, Migliano, Pignano
Comuni confinanti Carbonara di Nola (NA), Domicella, Moschiano, Pago del Vallo di Lauro, Palma Campania (NA), Quindici, Sarno (SA), Taurano
Altre informazioni
Cod. postale 83023
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064043
Cod. catastale E487
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 351 GG[2]
Nome abitanti lauretani
Patrono san Rocco, san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lauro
Sito istituzionale

Lauro è un comune italiano di 3.575 abitanti della provincia di Avellino in Campania, facente parte dell'omonimo Vallo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lauro è situato nella bassa Irpinia, al centro di una boscosa valle, circondata da una catena di monti, aperta ad ovest verso il nolano. Mentre le cime della collana di monti superano i mille metri, con il Pizzo d'Alvano (1133 m) e il Monte Cresta (1108 m), Lauro si culla tra di essi ad altezze che variano tra un minimo di 138 e un massimo di 847 m sopra il livello del mare (mentre la zona abitata si trova fra i 150 e 250 m, con la sede comunale a 192 m).

Accanto alla strada principale, scorre il Regio Lagno, canale di scarico artificiale delle acque provenienti dai monti circostanti, soprattutto dal Pizzo d'Alvano

Lauro presenta tre tipi di vegetazione: noccioleti, uliveti e castagneti

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima in estate è caldo e in inverno mite, di tipo mediterraneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo "Lauro" deriva dal latino laurus, che significa proprio lauro, ovvero alloro, i cui boschi circondavano completamente la località in età romana. Prima, questa località faceva parte della "Terra di Fraconia", in riferimento ad un'antica civiltà della zona sorta all'incirca nel II millennio a.C.. [senza fonte]

Le più antiche testimonianze dell'agglomerato lauretane risalgono all'età romana. Dal Medioevo all'età napoleonica Lauro fu un importante feudo marchesale e la sua posizione strategico-militare nel vallo di Lauro fu lungamente oggetto di contesa nell'avvicendamento e consolidamento delle varie dinastie in Campania.

Lauro fu dominio del Principato di Benevento e poi di quello di Salerno e di Capua. I Normanni lo conquistarono nel 1057 con Riccardo I Dregngot, conte di Aversa; fu poi elevata a contea da Ruggero il Normanno per essere donata a Roberto da San Severino attorno al 1115. Rimase poi feudo dei Sanseverino fino al 1212, quando entrò in possesso di Federico II di Svevia, il quale lo donò prima a Pietro di Sangermano e poi a Giovanni di Lauro. Nel 1232 la contea tornò ai Sanseverino e appartenne in seguito a molti principi e conti locali, ed infine agli Orsini, conti di Nola, che la conservarono fino a quando ad Enrico Orsini furono confiscati i beni per aver preso parte alla congiura dei Baroni contro Ferdinando I di Napoli.

Nel 1541 Lauro fu venduta per circa 12.000 ducati a Scipione Pignatelli mentre nel 1632 venne acquisita dai marchesi Lancellotti che la tennero fino all'abolizione della feudalità (1806). Nel 1799, l'intero abitato uscì quasi indenne dall'incendio appiccato dalla truppe francesi, giunte nel Vallo per punire la posizione assunta dalla popolazione nei confronti della Repubblica Napoletana.

La storia di Lauro conserva anche il ricordo di Umberto Nobile, professore ordinario di Costruzioni Aeronautiche dell'Università di Napoli, generale dell'Aeronautica Italiana (Corpo Ingegneri) progettista nativo del comune ed autore, nel 1926 e nel 1928 di due straordinarie imprese aeronautiche al Polo Nord realizzate a bordo di dirigibili di sua creazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Ex chiesa delle Rocchettine di Gesù e Maria e Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Al Quattrocento e Cinquecento appartengono la chiesa e i tre piani del monastero, la cucine antistanti la sala e la cornice circolare della cupola. Al settecento risale gran parte del complesso nella sua attuale configurazione con gli stucchi. Al periodo ottocentesco si associa l'ex Monastero della Santissima Trinità; ultimamente la chiesa è stata restaurata e restituita alla cittadina. All'interno vi è conservata una tela di Angelo Mozzillo, raffigurante Sant'Agostino e Santa Scolastica

Chiesa di Santa Maria della Pietà[modifica | modifica wikitesto]

Già esistente nel XII secolo, fu ricostruita e restaurata più volete nel corso dei secoli. Incendiata dalle truppe repubblicane francesi nell'aprile del 1799, venne restaurata dalla confraternita, Santae Mariae Pietati. Conserva un interessante ciclo di affreschi commissionati dalla famiglia De Cappellano (sec. XV) che ripropongono episodi della vita di Cristo (la circoncisione, la presentazione al tempio, il battesimo di Gesù nel Giordano, il Redentore ed alcune figure di oranti). Singolare la figura del Cristo immerso nelle acque del Giordano, completamente nuda.

Collegiata di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

La collegiata sorgeva "prope… castum in locofellino", eretta in una zona bassa del paese, era soggetta a continui allagamenti, per cui nel corso del XVI secolo fu ricostruita in un luogo più elevato lungo la cinta muraria del castello. Incendiata durante il 1799 dai francesi, fu restaurata nel corso dell'Ottocento. Attualmente la collegiata, sconsacrata, è utilizzata come auditorium e sala convegni.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pignatelli[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, che ha subito grandi cambiamenti e trasformazioni attraverso i secoli è famoso per le sue grottesche di tipo vasariano. L'edificio è sede di due musei: quello dedicato all'esploratore Umberto Nobile e quello di arte naif. Il museo Nobile conserva strumenti ed indumenti serviti per entrambe le spedizioni polari, l'archivio dei grafici e dei progetti, onorificenze, decorazioni, targhe e diplomi e infine uno dei cimeli più significativi il famoso "brogliaccio", il libro di bordo del Norge che contiene la famosa pagina con l'annotazione dell'arrivo al Polo. L'altro sito, dedicato all'arte naif, è stato arricchito negli anni dalle opere del miniaturista Giovanni Galli, è stato chiuso, dopo che molte delle opere sono andate perse. Al momento anche il museo Nobile è chiuso per lavori di ristrutturazione.

Palazzo del Cappellano o Palazzo dei Tufi[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo si trova in località Preturo e fu commissionato da Giovanni Del Cappellano, vescovo di Bovino, e costruito tra il 1513 ed il 1529. Di grande semplicità, è questo l'esempio più integro di architettura rinascimentale in Campania. Molto interessante la facciata in bugnato di tufo grigio, a cuscino nella parte inferiore e a punta di diamante in quella superiore, al centro del quale apre un grosso androne, anch'esso in tufo.

Palazzo della Mastrodattia[modifica | modifica wikitesto]

Sulle sue remote origini non ci sono notizie. Qui veniva amministrata la giustizia e si redigevano gli atti ufficiali legali, da cui il nome di Mastrodatta, cioè dei maestri d'atti. L'edificio era inoltre corpo feudale dell'Università di Lauro e sede dell'archivio, che andò anch'esso distrutto il 30 aprile 1799 per mano dei francesi. La facciate presenta due piani con balconi, cui fanno da cornice lesene con capitelli e architrave, con la torretta dell'orologio al centro della sommità

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Lancellotti[modifica | modifica wikitesto]

Di origine longobarda-normanna, il castello è citato per la prima volta in un documento del 976. Fu incendiato dei francesi nel 1799. L'edificio, che appare oggi così come fu ricostruito nel 1872 dal principe Filippo Massimo Lancellotti, fu inaugurato in quello stesso anno nel giorno della festa dei santi patroni il 25 agosto, e si presenta in uno stile architettonico composito gotico, rinascimentale, neoclassico e barocco. Il castello si erge in un piccolo ed elegante giardino dell'Ottocento, con al centro una fontana circolare, che in precedenza faceva parte di un grande parco seicentesco poi distrutto durante gli eventi del 1799. Alla destra del portale ligneo rinascimentale, è la scuderia che conserva una notevole statua seicentesca. Sul fondo un piccolo portale introduce al giardino segreto, mentre alle spalle sono situati la cappella di famiglia e parte degli appartamenti privati. Di fronte al viale un breve ponte unisce la corte alla dimora.

Torre Civica[modifica | modifica wikitesto]

Risale al XIII secolo, ma fu completamente ricostruita durante la metà dell'Ottocento e dopo il sisma del 1980. Ha forma quadrangolare e nel Medioevo era una delle porte della cinta muraria che racchiudeva il borgo sottostante il castello.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Villa imperiale romana - terme[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un imponente complesso termale che risale al I secolo a.C., disposto su vari livelli, ancora oggi ben conservati, tra essi il frigidarium (stanza del bagno freddo) il calidarium (stanza del bagno caldo) ed un tepidarium (ambiente di attesa). Conserva anche preziosi mosaici di madreperla e conchiglie azzurre.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Via Terra[modifica | modifica wikitesto]

Via Terra è l'antica e suggestiva stradina che attraversa una parte del borgo medievale, tra la rocca del castello e l'antica cinta muraria. Lungo il percorso si possono ancora osservare elementi architettonici riferibili al XI e XII secolo, periodo della signoria dei Sanseverino.

Arco o porta di Fellino[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XVII secolo, fu restaurata e corredata di orologio nel 1789. Realizzato in pietra bianca, l'arco poggia su possenti pilastri a sezione quadrangolare, con cornici condonate, e sorregge al di sopra dell'architrave una struttura in cui si inquadra il grande orologio a due facce. L'arco consente l'accesso al centro storico di Lauro.

Murale Naif[modifica | modifica wikitesto]

Lauro è uno dei circa settanta paesi dipinti d'Italia, caratteristica questa che lo rende un itinerario turistico alternativo. Tra questi centri però, Lauro è l'unico a vocazione completamente naif. Dal 1976 durante il periodo estivo, arrivano artisti italiani e stranieri che vengono ospitati nella cittadina irpina per dipingere le loro opere. I murales che si susseguono da una parte all'altra del paese, sono una sessantina circa, e fanno di Lauro una meravigliosa tavolozza, un museo a cielo aperto. Negli ultimi anni, però, a causa dell'incuria delle amministrazioni e della mancanza di fondi l'iniziativa ha subito una battuta d'arresto e, anzi, molti murales sono privi di manutenzione e versano in uno stato di semiabbandono.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Lauro[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei maggiori eventi era rappresentato dal contenitore estivo Dafnee, che prevedeva spettacoli teatrali al castello, concerti mostre e cultura. Da qualche anno la rassegna è stata sospesa.

Altro evento è "Lumina in castro": con cadenza annuale dal 2006, nelle serate estive di fine agosto i visitatori sono guidati tra numerose sale del Castello dove gli attori e le guide mettono su una trama che ripercorre un preciso periodo storico riguardante il Castello, tra il medioevo e l'Ottocento. L'arredamento delle sale, i costumi degli interpreti e le musiche ripropongono fedelmente l'epoca rappresentata. Alla manifestazione, inoltre, si accompagnano giochi e spettacoli d'epoca in altti ambienti del Castello.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Moschiano, Castello Lancellotti, Lauro 2001
  • Pasquale Moschiano, Pietra per Pietra, Pro Lauro 2009
  • www.prolauro.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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