Umberto Nobile

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on. Umberto Nobile
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Umberto Nobile.jpg
Luogo nascita Lauro, bandiera Italia
Data nascita 21 gennaio 1885
Luogo morte Roma, Italia Italia
Data morte 30 luglio 1978
Titolo di studio Laurea in ingegneria
Professione generale dell'Aeronautica Militare,
docente universitario
Partito indipendente
Gruppo Partito Comunista Italiano
Collegio Collegio Unico Nazionale
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per la costituzione
  • Membro della Seconda sottocommissione
  • Membro della Prima commissione per l'esame dei disegni di legge
Pagina istituzionale
Umberto Nobile
21 gennaio 1885 - 30 luglio 1978
Nato a Lauro
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito Regno d'Italia
Forza armata Regia Aeronautica
Corpo Corpo del Genio Aeronautico
Grado Generale di divisione aerea

[senza fonte]

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Umberto Nobile (Lauro, 21 gennaio 1885Roma, 30 luglio 1978) è stato un ingegnere ed esploratore italiano.

Fu docente di Costruzioni Aeronautiche dell'Università di Napoli per oltre trent'anni, nonché direttore dello Stabilimento militare di Costruzioni Aeronautiche a Roma dal 1919 al 1928 e generale del Corpo del Genio Aeronautico ruolo Ingegneri dell'Aeronautica Militare. Nobile è stato uno dei pionieri e delle personalità più elevate della storia dell'aeronautica italiana; divenne famoso al grande pubblico per le sue due trasvolate in dirigibile del Polo Nord, compiute nel 1926 a bordo del dirigibile Norge e nel 1928 a bordo del dirigibile Italia, quest'ultima conclusasi in tragedia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio degli ebolitani Vincenzo e Maria La Torraca; il padre era nato Vincenzo Nicolò Francesco Nobile delle Piane, discendente di un ramo cadetto della nobile famiglia Delle Piane stabilitosi nell'Italia meridionale (con ramificazioni anche in Calabria e in Puglia, nel barese) che, fedele ai Borbone, rifiutarono i Savoia, e furono quindi privati del titolo nobiliare. Il cognome Nobile venne modificato per ricordare la storica appartenenza all'aristocrazia; suo nonno Roberto Carlo Ferdinando Nobile delle Piane dei marchesi di Valceronia era stato ciambellano alla corte di re Francesco II delle Due Sicilie.

Conseguita la maturità classica nel 1902 presso il liceo Giambattista Vico, si laurea all'Università di Napoli nel 1908 in ingegneria industriale meccanica, con il massimo dei voti. Lo stesso anno consegue un diploma in elettrotecnica. Nel 1911 vince un concorso ed è ammesso a frequentare, a Roma, un corso di costruzioni aeronautiche, presso il battaglione del genio militare, dal quale nascerà in seguito l'aeronautica militare italiana.

La progettazione militare[modifica | modifica wikitesto]

Nobile che si affaccia dal Norge alla partenza da Spitzbergen, 1926

Nel 1915, durante la Prima guerra mondiale viene assegnato, pur non avendo obblighi militari, allo stabilimento militare di costruzioni ed esperienze aeronautiche. In questi stabilimenti nel 1916 progetterà un nuovo dirigibile per l'esplorazione del mare, denominato O. Nel 1919 viene nominato direttore dello stabilimento in cui presta servizio; questa carica verrà conservata fino al 1927, periodo nel quale perfezionerà la progettazione dei dirigibili semirigidi per eliminarne i gravi difetti.

Nell'estate del 1922, Nobile si recherà negli Stati Uniti, chiamato a collaborare alla costruzione di un'aeronave militare. Tornato in Italia, nel 1923 realizzerà il dirigibile N1, modello impiegato anni dopo nella prima trasvolata al Polo Nord. Lo stesso anno viene nominato tenente colonnello del Genio aeronautico. Nel 1925 continua la consulenza all'estero per la costruzione di nuovi modelli di dirigibili. In quest'anno stabilisce i primi contatti con l'esploratore norvegese Roald Amundsen.

La trasvolata del Polo Nord[modifica | modifica wikitesto]

La prima spedizione[modifica | modifica wikitesto]

Umberto Nobile e la cagnetta Titina, 1926

Alle ore 9.30 del 10 aprile 1926 il Dirigibile NORGE, comandato da Umberto Nobile, iniziò il suo volo da Ciampino, facendo tappa a Pulham (Inghilterra), Oslo, Leningrado e Vadso (Norvegia), e giungendo il 7 maggio alle Isole Svalbard. Da qui , saliti a bordo anche l'esploratore norvegese Roald Amundsen e lo sponsor statunitense Lincoln Ellsworth, il NORGE riprese il volo il giorno 11 maggio e giunse sopro il Polo Nord il 12 maggio , alle 1.30, ora di Greenwich . Proseguirono come programmato verso l'Alaska e atterrarono due giorni dopo a Teller, invece che a Nome, per le avverse condizioni atmosferiche, compiendo una traversata di oltre 5300 km di volo ininterrotto.

Successivamente, questo viaggio sfociò in una controversia tra Nobile e Amundsen, su a chi andasse il merito e il credito per la spedizione.

Il Norge parte da Ciampino

Il crescente favore del partito fascista in Italia riteneva l'impresa di Nobile una buona pubblicità al movimento anche oltreoceano mentre i norvegesi reclamavano il merito maggiore visto che l'idea e l'acquisto del dirigibile lo avevano fatto loro: Amundsen era il grande personaggio della Norvegia, il suo eroe, ma per tutta la durata del viaggio non ebbe altro ruolo che quello di un malcontento passeggero. Una volta tornato in Italia Nobile fu promosso da Mussolini a maggior generale del Genio Aeronautico.

La seconda spedizione[modifica | modifica wikitesto]

Nobile ritornò al Polo Nord come comandante del dirigibile Italia. Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico, ebbe inizio il 15 aprile 1928, da Milano. Alla spedizione partecipò anche, con funzioni di supporto, un gruppo di alpini al comando del capitano Gennaro Sora, che avrebbe poi preso parte alle operazioni di soccorso conseguenti il disastro del dirigibile Italia.

Dopo aver attraversato le Alpi, l'Austria, la Cecoslovacchia, la Germania e la Svezia l'Italia raggiunse Kingsbay, base norvegese nelle isole Svalbard. Dopo aver effettuato un primo viaggio di esplorazione a oriente delle Svalbard l'Italia partì per il Polo Nord il 23 maggio 1928. L'ambito limite geografico fu raggiunto alle 00:24 del 24 maggio 1928; dalla verticale del punto furono lanciate una croce benedetta da Pio XI e una bandiera dell'Italia. Il dirigibile non poté effettuare un atterraggio come previsto a causa delle avverse condizioni climatiche e dopo due ore sopra il polo iniziò il viaggio di ritorno.

La Tenda Rossa[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Nobile affacciato al portello della cabina dell'Italia appena giunto a Stolp, in Pomerania, durante il viaggio verso il Polo Nord nell'aprile 1928. In basso a destra è visibile la cagnetta del generale, Titina.

A tragitto quasi del tutto completato, proprio mentre spiccavano all'orizzonte le montagne delle isole Svalbard, il dirigibile Italia si schiantò sui ghiacci a causa di una violenta tempesta. La cabina di comando rimase sul ghiaccio con dieci uomini (Nobile, Zappi, Mariano, Viglieri, Biagi, Behounek, Malmgren, Cecioni, Trojani, Pomella morto nell'impatto) e Titina, la cagnetta del Generale, i quali vennero sbalzati dall'urto sul ghiaccio, mentre il resto del dirigibile (l'involucro con l'idrogeno e la grande trave chiglia sottostante contenente gran parte del carico), reso più leggero riprendeva quota portando con sé altri membri dell'equipaggio destinati a scomparire per sempre (Pontremoli, Arduino, Ciocca, Lago, Alessandrini e Caratti). Nobile riportò gravi ferite a un braccio e a una gamba, al punto da dover essere sistemato in un sacco a pelo, dove rimase fino all'arrivo dei soccorsi.

I superstiti, fortunatamente, si trovarono circondati di materiali caduti con l'impatto o gettati eroicamente da Arduino dall'aeronave tra i quali cibo, una radio e la famosa Tenda Rossa (in realtà di color argento, colorata di rosso con dell'anilina, sostanza usata per le rilevazioni altimetriche[1]) entro la quale si adattarono a vivere per sette settimane.

Dall'incidente scaturì la prima spedizione internazionale di soccorso polare e un mese dopo Nobile venne portato in salvo con un piccolo aereo svedese comandato dal tenente svedese Lundborg. Nobile non voleva essere salvato per primo poiché Cecioni aveva una gamba fratturata, ma il pilota svedese aveva precise consegne e fu irremovibile nell'ordinare al generale di essere salvato per primo. Quando il pilota ritornò a prendere gli altri, precipitò egli stesso rimanendo a sua volta imprigionato tra i ghiacci. In totale perirono otto persone dell'equipaggio dell'Italia; lo stesso Amundsen morì, scomparendo per sempre, mentre volava su quelle gelide isole per prendere parte alle ricerche dei dispersi.

Mentre tutte le forze internazionali di soccorso si erano mobilitate per salvare i superstiti, la sola nazione che rimase inerte fu proprio l'Italia. La nave appoggio Città di Milano comandata dal capitano Romagna rimase alla fonda nella Baia del Re su precisi ordini di Roma. Una volta che Nobile vi salì a bordo vi rimase da prigioniero, impossibilitato a fornire utili indicazioni per il salvataggio mentre la stampa su pressione del movimento fascista lo tacciava di vigliaccheria (Nobile non aveva mai espresso il proprio entusiasmo politico verso il regime). Solo il 12 luglio 1928 il rompighiaccio russo Krasin raggiunse i superstiti e li trasse in salvo.

Le accuse[modifica | modifica wikitesto]

Nobile fu accusato di aver abbandonato i suoi uomini e fu costretto a dimettersi da tutte le cariche.

Invano, come lo stesso esploratore raccontò anni dopo in una intervista televisiva nell'ambito della trasmissione realizzata dal giornalista Gianni Bisiach, si rivolse direttamente a Benito Mussolini perché la verità storica fosse ristabilita. Nobile aveva in Italo Balbo, ministro della Regia Aeronautica e ardente fascista, un grande nemico che, si suppone, tramò al fine di imporre la propria visione di un'aeronautica priva degli obsoleti e costosi dirigibili. Di fatto, il governo fascista dell'epoca lo abbandonò al suo destino e solo dopo la fine della seconda guerra mondiale il giudizio della commissione d'inchiesta fu sovvertito e Nobile venne riabilitato e promosso al grado di generale.

Il sospetto che Nobile non fosse stato salvato per primo per coordinare meglio i soccorsi dei compagni, ma che il suo immediato salvataggio dipendesse più da una questione di soldi e di assicurazioni è corroborata dal telegramma (conservato all'Airship Museum di Longyearbyen nelle Isole Svalbard) che lo stesso Nobile mandò il giorno dopo essere stato salvato. Con esso Nobile chiede che le sue due assicurazioni vengano estese anche alle operazioni di salvataggio dei compagni - che però lui non compirà mai - e presenta denuncia dei suoi infortuni, alla quale seguirà «rapporto medico». Solo nell’ultima riga annuncia che invierà «appena possibile» un rapporto sull’incidente. L’assicurazione sembra quasi essere una ossessione per Nobile ed è ipotizzabile che l’ordine perentorio di metterlo rapidamente in salvo, prima che le sue condizioni peggiorassero, sia stato impartito dalla compagnia assicuratrice, che per lui aveva sottoscritto il premio più elevato. D'altronde, l’esigenza di coordinare meglio i soccorsi fu una invenzione subito smentita dai fatti: le operazioni di recupero restarono sempre affidate al comandante della nave appoggio Città di Milano, Romagna Manoja, che comunque fece il minimo indispensabile e fu solo grazie agli svedesi, ai norvegesi e ai russi se i sopravvissuti del dirigibile Italia si salvarono. Il comandante Nobile, dal canto suo, passò il resto della sua lunga vita a giustificarsi.[2]

Gli anni successivi alle esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Amareggiato dall'atteggiamento italiano nei suoi confronti, Nobile abbandonò l'Italia nel 1931 per trasferirsi in Unione Sovietica dove collaborò al progetto di dirigibile URSS W6 OSOAVIAKHIM. Successivamente si trasferì negli Stati Uniti dove le sue capacità di progettista vennero ampiamente utilizzate. Rientrò in Italia solo nel 1943. Dal 1946 al 1948 fu deputato all'Assemblea Costituente come indipendente nel gruppo del Partito Comunista Italiano[3][4][5], dove fu eletto con 33.373 preferenze, secondo solo al segretario generale Palmiro Togliatti[6].

Durante i lavori dell'assemblea costituente Nobile fu autore, assieme a Gustavo Colonnetti e a Giuseppe Firrao, dell'emendamento che porterà all'affermazione, nell'articolo 9 della Costituzione, che la Repubblica promuove la ricerca scientifica e tecnica[7]. Umberto Nobile si occupò, oltre che della progettazione di dirigibili, anche di numerose altre questioni aeronautiche. Benché al tempo interamente assorbito dai dirigibili, progettò nel 1918 tre diversi tipi di paracadute, tra cui uno di tipo collettivo, che consentiva il lancio dell'intero equipaggio di un pallone aerostatico[8], e nel 1922 promosse, con l'ingegnere Gianni Caproni, la costruzione del primo aeroplano metallico in Italia, il Ca 73.

Fu autore di numerosissimi scritti tecnici oltre che di diverse memorie storiche riguardo alle due trasvolate polari. Nel periodo in cui fu direttore dello Stabilimento militare di Costruzioni Aeronautiche di Roma sviluppò il progetto dello sfortunato dirigibile Roma destinato al servizio aereo dell'esercito degli Stati Uniti e andato distrutto in un incidente a pochi mesi dall'inizio dei voli.

La storia della tragica spedizione è raccontata in alcuni libri scritti dallo stesso Nobile. Al dramma della spedizione del dirigibile Italia si è ispirato nel 1969 il film La tenda rossa con Sean Connery nei panni di Amundsen e Peter Finch in quelli di Nobile.

Una nuova struttura scientifica italiana, la Amundsen-Nobile Climate Change Tower installata a Ny-Ålesund, porta il suo nome, affiancato a quello di Roald Amundsen.

Il portale web dell'Aeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata "I grandi aviatori", dove vengono citate le maggiori personalità storiche dell'aviazione italiana, ponendo Nobile tra di esse.[9]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il consumo di gas idrogeno nei palloni dirigibili in relazione alla forza ascensionale, Roma, Tip. Del Genio Civile, 1917.
  • L'elica aerea propulsiva, Roma, Tip. Del Genio Civile, 1917.
  • L'aviazione. Fondamenti sperimentali e teorici, Roma, Stab. tipo-litografico del Genio Civile, 1918.
  • Il volo transpolare, Roma, Stabilimento tipo-litografico del Genio civile, 1925.
  • In volo alla conquista del segreto polare. Da Roma a Teller attraverso il Polo Nord, Milano, A. Mondadori, 1928.
  • L'esplorazione polare dell'Italia, Milano, Il Rotary, 1928.
  • La tenda rossa, come Nemo, Parma-Milano, Studio editoriale della stamperia bodoniana, 1928.
  • L'«Italia» al Polo Nord, Milano, A. Mondadori, 1930.
  • La preparazione e i risultati scientifici della spedizione polare dell'«Italia», a cura di, Milano, A. Mondadori, 1938.
  • Corso di macchine
I, Macchine idrauliche, Padova, Cedam, 1938; 1941; 1944.
II, Elementi di termodinamica teorica e applicata. Caldaie a vapore, Padova, Cedam, 1940; 1945; 1949.
III, Motori a vapore, Padova, Cedam, 1942; 1944.
IV, Motori a combustione interna
I, Tipi fondamentali e loro Teoria. Cinematica e dinamica del motore, Padova, Cedam, 1948.
II, Parti costitutive dei motori a combustione interna, Padova, Cedam, 1951.
  • Posso dire la verità. Storia inedita della spedizione polare dell'«Italia», Milano, A. Mondadori, 1945.
  • Quello che ho visto nella Russia sovietica, Roma, Atlantica, 1945.
  • Perché sono a fianco dei comunisti, Roma, Latinia, 1946.
  • Lezioni di costruzioni aeronautiche. Costruzioni grafiche per la Ricerca degli elementi caratteristici di volo, Napoli, R. Pironti e Figli, 1947.
  • L'umanità al bivio, Milano, A. Mondadori, 1947.
  • Addio Malyghin! Con i russi, fra i ghiacci della terra Francesco Giuseppe. Seguìto da una nota storica sulla scoperta ed esplorazione di quella terra, Milano, A. Mondadori, 1948.
  • Il grado di sicurezza dei cavi portanti-traenti nei trasporti aerei monofuni, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1950.
  • Le resistenze passive nei trasporti aerei monofuni. Considerazioni ed esperienze preliminari, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1950.
  • Nuovi sistemi di trasporti aerei monofuni a moto continuo per persone. Il sistema Oehler con veicoli agganciabili automaticamente a pendoli di sospensione permanentemente fissati sulla fune, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1951.
  • Elementi di aerodinamica
I, Teoremi fondamentali del moto di un fluido perfetto; Correnti incompressibili; Effetti della compressibilità; Propulsione ad elica, con un'appendice sulla propulsione a reazione, Roma, Libreria dello Stato, 1954.
II, Correnti supersoniche; correnti superaerodinamiche o meccanica dei gas rarefatti, Roma, Libreria dello Stato, 1954.
  • Gli italiani al Polo Nord, Milano, A. Mondadori, 1959.
  • Storia aggiornata della spedizione polare dell'«Italia». L'epilogo del dramma, Roma, Tip. A. Staderini, 1962.
  • La tenda rossa. Memorie di neve e di fuoco, Milano, A. Mondadori, 1969.
  • Macchine a fluido per gli istituti tecnici industriali, con Francesco Nobile, 2 volumi, Padova, Cedam, 1973-1977.
  • Ali sul Polo. Storia della conquista aerea dell'Artide, Milano, Mursia, 1975.
  • La verità in fondo al pozzo, Milano, A. Mondadori, 1978.
  • L'Italia al Polo Nord. 1928: l'ultima epopea del dirigibile, Venezia, Marsilio, 1987. ISBN 88-317-5013-5.
  • Il destino di un uomo. Pagine autobiografiche, Milano, Mursia, 1988.
  • Sentieri azzurri. La conquista del Polo Nord. Una suggestiva pagina di storia inedita: la trascrizione integrale degli otto fogli sparsi annotati da Umberto Nobile durante il volo polare del Norge sul percorso Kingsbay (isole Svalbard)-Teller (Alaska), Garbagnate Milanese, Anthelios, 2000. ISBN 88-8394-096-2.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
«Conferita con Regio Decreto n. 147 del 1926[10]»
— 10 giugno 1926
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri[11].»
— 27 dicembre 1966

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Nibbio d'oro (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Nibbio d'oro (Giappone)
«[12]»
Medaglia d'oro del Congresso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Congresso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Tenda Rossa: 70º anniversario della spedizione del dirigibile Italia
  2. ^ Fonte: La Stampa, 25.05.2014, "Salvate Nobile: lo ordina l’assicurazione"
  3. ^ I CANDIDATI COMUNISTI RAPPRESENTANTI DI TUTTO IL POPOLO PER IL RINNOVAMENTO DEL PAESE, in "l'Unità", 18/4/1946, p. 1.
  4. ^ Togliatti a Nobile, in "l'Unità", 20/4/1946, p. 1.
  5. ^ La Suprema Corte ha concluso i suoi lavori, in "l'Unità", 18/6/1946, p. 1.
  6. ^ Archivio Storico delle Elezioni| Assemblea costituente del 02/06/1946 | Area ITALIA | Circoscrizione ROMA-VITERBO-LATINA-FROSINONE | PCI
  7. ^ La nascita della Costituzione - Articolo 9
  8. ^ Ovidio Ferrante, "Umberto Nobile", Claudio Tatangelo Editore, Roma 1985
  9. ^ I grandi aviatori in aeronautica.difesa.it. URL consultato il 31 maggio 2013.
  10. ^ Riferimento sul sito del Quirinale
  11. ^ Riferimento sul sito del Quirinale
  12. ^ Riferimento fotografico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Surdich, NOBILE, Umberto in Dizionario Biografico degli Italiani, LXXVIII volume, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013. URL consultato il 23 novembre 2013.
  • Giuseppe Ciampaglia, Quando Umberto Nobile andava in ufficio da Prati a Ciampino in dirigibile, in Strenna dei Romanisti. Natale di Roma MMDCCLVII. 21 aprile 2004, Roma, RomaAmor, 2004, pp. 155–161.
  • Wilbur Cross, Disastro al Polo. La tragica spedizione di Nobile al Polo Nord con il dirigibile Italia, Milano, Corbaccio, 2001. ISBN 88-7972-445-2.
  • Ovidio Ferrante, Umberto Nobile, 2 volumi, Roma, Tatangelo, 1985.
  • Davide Giudici, Col "Krasin" alla Tenda Rossa, Milano, Moneta, 1928.
  • Paolo Gori, Umberto Nobile. Dagli anni giovanili al successo nella prima spedizione polare dell'aeronave Norge (1908-1926). I rapporti con gli ambienti politico-militari, Fornacette, L'Ancora, 2000. ISBN 88-87748-14-4.
  • Antonio G. Quattrini, Col «Norge» sulla via del Polo, Firenze, A. Quattrini, 1926.
  • (EN) George Simmons, Target: Arctic. Men in the skies at the top of the world, Philadelphia, Chilton Books, 1965.
  • La tenda rossa. 70. anniversario della spedizione del dirigibile Italia, 1928-1998. L'organizzazione e l'uomo in imprese ad alto rischio: 1928 la spedizione polare di Umberto Nobile con il dirigibile Italia, con Cd-Rom, Milano, Syntagma, 1999. ISBN 88-87205-05-1.
  • Felice Trojani, La coda di Minosse. Vita di un uomo, storia di un'impresa, Milano, Mursia, 1964.
  • Silvio Zavatti, Nobile e il Polo attraverso la Romagna. Lettere fra il generale Nobile e Luciano De Nardis, Fermo, Istituto Geografico Polare "Silvio Zavatti"-Comune di Fermo, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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