Arma del Genio

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"Ai soldati del Reggimento perché sappiano e ricordino."

L' Arma del Genio è l'Arma dell'Esercito Italiano specializzato nei compiti propri del Genio militare cioè in particolari impieghi di supporto al combattimento di ambito ingegneristico, insieme ad Artiglieria, Trasmissioni e Trasporti.

Indice

[modifica] Compiti

Il genio è un'Arma molto versatile. Si occupa prevalentemente di:

  • apertura varchi nelle opere difensive avversarie
  • realizzazione di ponti per il superamento di ostacoli (fossi, canali, fiumi, laghi)
  • ripristinare o interdire il passaggio lungo le principali vie di comunicazione
  • realizzare demolizioni
  • predisporre le strutture logistiche necessarie alle altre armi
  • realizzare opere difensive

Nell'Esercito Italiano, alcune unità del genio sono presenti, nelle unità a livello di Brigata, con reparti del livello di Battaglione o Reggimento.

Precedentemente alla riforma dell'Esercito, nelle Brigate erano presenti Compagnie Genio e solo per alcune grandi unità erano disponibili Battaglioni Genio, come nel caso del 4° Corpo d'Armata Alpino che poteva impiegare due Battaglioni Genio quali unità di supporto.

Le specialità presenti sono:

  • Ferrovieri
  • Guastatori
  • Pionieri (artieri sino al 1950)
  • Pontieri

Insuperabili nel predisporre nella zona delle operazioni passaggi di ogni genere su i fiumi e corsi d'acqua, furono efficacissimi coadiuvatori delle operazioni. Arditissimi nel traghettare truppe e munizioni sotto il fuoco nemico, costruirono ponti e passaggi, dando un notevole contributo di opere di valore in tutto il periodo della guerra. Per ultimo si onorarono per l'apertura di un passaggio, distrutto dai nemici, che li portarono alla vittoria..

In passato esistevano anche le specialità:

  • Aerostieri
  • Fotoelettricisti
  • Fotografi
  • Idrici
  • Lanciafiamme
  • Minatori

I Minatori svolgevano importantissimi lavori difensivi nelle zone più impervie e difficili di montagna. Essi svolgevano con serenità questo compito, coscienti della pericolosità a cui andavano incontro di essere seppelliti da scoppi improvvisi di mine nascoste nel terreno da parte del nemico. Agirono con eroismo ed impedirono l'avanzata del nemico nel novembre del 1917.

  • Specialisti
  • Teleferisti
  • Trasmettitori:
    • Foto-telegrafisti
    • Radio-telegrafisti

I Radiotelegrafisti erano degli infaticabili lavoratori di apprestamento della intricata rete delle trasmissioni, assicurando con abnegazione ed intelligente opera il perfetto funzionamento del servizio telegrafico, telefonico e radiotelegrafico. In campo di battaglia si mostrarono indispensabili nei collegamenti tra le forze militari, nel coordimnamento dei loro comandi ed operazioni militari. Sotto i bombardamenti, sotto l'azione dei gas nemici, i telegrafisti rimasero saldi al loro posto ed i guardiafili compirono eroicamente il loro dovere di ripristinare le linee interrotte, a prezzo di qualunque sacrificio.

  • Zappatori

La qualifica di Zappatori era la prima specialità dell'arma in quanto alla capacità tecnica accoppia la possibilità di svolgere azioni tattiche unito all'onore d'impugnare le armi. Agli inizi della guerra, quando i mezzi a disposizione erano impari ai bisogni, riuscivano ad aprire i varchi delle siepi di ferro con una tenacia da far stupire lo stesso nemico, a tal punto da far dire che il Genio tagliava i reticolati coi denti. Gli Zappatori erano dei veri pionieri del sacrificio e della grandezza della Patria.

L'Arma del Genio non è rimasta estranea ai fatti d'arme perché essa, inserendosi sempre più nel complessivo sviluppo dei criteri tattico-strategici, si trovò costantemente a fianco delle truppe combattenti prendendo parte viva e diretta alle operazioni. Basti ricordare le eroiche imprese dei Pontieri sul Piave e le leggendarie azioni dei Guastatori del Genio nella guerra d'Africa degli anni 1942-43 e nella campagna di Russia.

Anche l'Arma del Genio ha subito notevoli evoluzioni nei quadri e negli ordinamenti, seguendo lo straordinario sviluppo tecnico-scientifico di quest'epoca.

Attualmente la motorizzazione e la meccanizzazione richiedono lavori di viabilità sempre migliori e più efficienti; lo sviluppo delle unità corazzate incrementa l'uso delle mine.
Per fronteggiare tali esigenze l'Arma del Genio si arricchisce ogni giorno di nuovi materiali e di nuove attrezzature (escavatori cingolati e ruotati, moderni apripista, potenti autogrù, ponti di equipaggio in lega leggera,...).

I militari del Genio, combattenti e lavoratori ad un tempo, seguono perciò un duplice complesso addestramento tattico e tecnico che li rende idonei ad esplicare la loro preziosa ed indispensabile attività anche nelle condizioni più difficili.

[modifica] Il corpo del genio aeronautico

Anche l'Aeronautica Militare Italiana è dotata di un "Corpo del Genio Aeronautico", che vede le sue origini nel genio motoristi e aerostatieri dell'esercito; questi infatti dopo la nascita della Regia Aeronautica (1923) diventarono parte integrante dei questa, sotto la guida del cap. Giulio Douhet. al giorno d'oggi, il Corpo del Genio Aeronautico, è suddiviso nelle seguenti specialità: - INGEGNERI AEROSPAZIALI - INGEGNERI ELETTRONICI - INGEGNERI CIVILI - FISICI - CHIMICI - METEOROLOGI

Il Genio svolge un ruolo fondamentale nel contesto aeronautico, occupandosi di manutenzione e collaudo degli aeromobili; realizzazione di insediamenti nei territori stranieri, sviluppo, in collaborazione con aziende private, di nuove tecnologie.

[modifica] La storia

[modifica] Dal 1775 al 1900

L'Arma del Genio ha i suoi inizi con la compagnia minatori del regno Sabaudo che si distinse per l'episodio di Pietro Micca nell'assedio di Torino del 1706 da parte dei francesi. Il Corpo Reale degli Ingegneri, nell'Armata Sabauda, è stato formato l'11 giugno 1775. Il 9 dicembre 1798, a seguito dell'occupazione francese, il Corpo viene sciolto, con scioglimento dal giuramento di fedeltà al Re di Sardegna. Nel 1814 ha inizio la ricostruzione del Corpo, completata nel maggio 1816 con la costituzione del Corpo Reale del Genio Militare e Civile; Tale denominazione viene modificata nel 1823 in Corpo Reale del Genio.

Il 1° Reggimento del Genio fu costituito dal Re Carlo Alberto di Savoia nel 1848 e comprendeva due battaglioni con una compagnia minatori e 4 compagnie zappatori.

Già in occasione della spedizione in Crimea (1855-56) si aggiunsero alle Compagnie zappatori un drappello di Pontieri; nella campagna del 1860-61 nelle Marche, nell'Umbria e nell'Italia meridionale si distinse anche un reggimento Ferrovieri. Con l'ordinamento dell'Esercito del 1861 alcune specialità del Genio facevano parte dell'Arma di Artiglieria, ma presto se ne distaccarono in seguito all'aumento ed allo specificarsi delle loro attribuzioni. Queste consistevano essenzialmente nel supportare le truppe combattenti eseguendo tutti i lavori necessari al buon andamento della campagna. L'Arma del Genio nasce effettivamente solo il 24 gennaio 1861, raggruppando i due reggimenti all'epoca esistenti. Negli anni successivi i reggimenti aumentano di numero, ricomprendendo ulteriori specialità: zappatori, ferrovieri, telegrafisti, specialisti, minatori e pontieri.

Il 23 dicembre 1900, con Regio Decreto, viene concessa all'Arma la Bandiera di guerra.

[modifica] Il XX° secolo - Le due Guerre Mondiali

Il nuovo ordinamento dell'Esercito del 1910, porta il genio a disporre di 6 reggimenti: 2 di zappatori, 1 di telegrafisti, 1 di pontieri, 1 di minatori, 1 di ferrovieri ed 1 battaglione specialisti.

Durante la Prima guerra mondiale (1915-18), l'Arma mobilita numerosissimi reparti, creando nuove specialità: lagunari, fotoelettricisti, radiotelegrafisti, aerostieri, motoristi, lanciagas, elettricisti, idrici, pompieri, guide fluviali, manovratori, idraulici, colombaie fisse e mobili. Molte di queste specialità nascono a seguito delle nuove esigenze determinate dalla guerra di posizione e dall'introduzione di nuove e micidiali armi, nonché da specifiche esigenze dettate dall'ambito tattico di operatività delle unità.

Avvenuta la smobilitazione dopo la Vittoria, l'Arma si riorganizzò con una struttura più articolata di Uffici, Comandi e Reggimenti: 1 Ispettorato 2 Comandi del Genio di Corpo di Armata e Uffici Fortificazioni. 1 Comando del Genio della Sicilia e Ufficio Fortificazioni. 1 Comando del Genio della Sardegna e Ufficio Fortificazioni. 1 Comando del Genio della Tripolitania. 1 Comando del Genio della Cirenaica. 1 Comando del Genio dell'Eritrea. 12 Reggimenti (Zappatori-Minatori, Telegrafisti e Fotoelettricisti). 2 Reggimenti Pontieri. 1 Reggimento Ferrovieri. 2 Reggimenti Minatori. 1 Gruppo Aerostieri. 1 Officina di costruzione del genio. 1 Officina R.T ed E.T.

Solo nel 1923 viene assunto l'ordinamento di pace, che vede la permanenza di 10 raggruppamenti di corpo d'armata, trasformati in reggimenti genio con l'ordinamento del 1926, a cui si devono aggiungere i reggimenti radiotelegrafisti, pontieri, lagunari e ferrovieri. Queste non sono le ultime modifiche: prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, l'arma è destinata ad essere più volte modificata nella sua organizzazione.

Nel maggio 1940 l'Italia si appresta ad entrare nella Seconda guerra mondiale. L'arma del genio risulta organizzata in 18 reggimenti genio, 2 reggimenti minatori, 2 reggimenti pontieri, 1 reggimento ferrovieri.

Durante il conflitto vengono mobilitati vari altri raggruppamenti, un reggimento per l'Etiopia, battaglioni delle varie specialità, battaglioni misti a supporto delle divisioni e dei corpi d'armata oltre ad un numero imprecisato di reparti minori.

L'8 settembre 1943 vede l'inizio della guerra di liberazione. Con gli Alleati si schierano il LI battaglione misto genio con il I Raggruppamento Motorizzato, i battaglioni misti che operano con il Comitato Italiano di Liberazione, i Gruppi di Combattimento ed i battaglioni ferrovieri riuniti in raggruppamento.

[modifica] Il XX° secolo - Il dopoguerra

Nel dopoguerra vengono costituite le compagnie e i battaglioni artieri: dal 1950 la specialità assume il nome di genio pionieri. Vengono costituite anche compagnie e battaglioni collegamenti, che dal 1952 vengono trasferite alla neocostituita arma delle trasmissioni.

Vengono quindi ricostituiti altri 6 reggimenti: 3 pionieri, 1 pionieri d'arresto (successivamente denominati guastatori), 1 pontieri ed 1 ferrovieri. Queste unità sono affiancate ai battaglioni di corpo d'armata e divisionali ed alle compagnie di brigata.

L'Arma del genio è stata ridimensionata nell'ambito della ristrutturazione dell'Esercito operata nel 1975. Attualmente sono operativi 7 reggimenti guastatori (2° Rgt. a Trento, 3° Rgt. a Udine, 4° Rgt. a Palermo, 10° Rgt. a Cremona, 11° Rgt. a Foggia, 21° Rgt. a Caserta, 32° Rgt. a Torino), 1 reggimento pionieri (6° Rgt. a Roma), 1 reggimento guastatori paracadutisti (8° Rgt. a Legnago VR), 1 reggimento pontieri (2° Rgt. a Piacenza) ed 1 reggimento ferrovieri (a Castelmaggiore BO). Il 2° reggimento genio guastatori di stanza a Trento dipende direttamente dalla brigata alpina "Julia", mentre il 32° reggimento genio guastatori di stanza a Torino è inserito nella brigata alpina "Taurinense". Ambedue i reggimenti sono alpini: il particolare fregio del loro cappello alpino (con la granata verde fiammeggiante ed il gladio verticale) si può vedere alla voce "Alpini".


[modifica] Ricompense al valor militare all' Arma del Genio

Medaglia di bronzo al valor militare

Medaglia insignita al 2° Reggimento Genio per atti di valore compiuti durante la campagna del 1860-61. (Det. Min. 8 gennaio 1901)

Medaglia d'argento al valor militare

Per i distinti servizi resi dall'Arma nella campagna di guerra in Libia 1911-1912. (R.D. 19 gennaio 1913)

Medaglia d'Oro al valor militare

Per avere sfidato il nemico con infaticabile tenacia, scavando trincee, superando ponti, sotto la pioggia di bombe e fuoco. Conmbatterono valorosamente ed eroicamente per la grandezza della Patria (R.D. 6 giugno 1920)


[modifica] Ricompense al valor militare conferite a reparti del Genio per azioni collettive

6 Medaglie di bronzo al valor militare

1° Compagnia Pontieri: per essersi lodevolmente diportata all'assedio e presa di Peschiera (1848).

3° Compagnia Zappatori: per essersi distinta nella battaglia di Novara (23 marzo 1849).

1° Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio: per essersi lodevolmente diportata alla presa di Perugia (14 settembre 1860).

6° Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio: per essersi distinta nel combattimento del Macerone (20 ottobre 1860).

3° Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio: per essersi distinta all'assedio di Gaeta (13 febbraio 1861).

7° Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio: per essersi distinta all'assedio di Gaeta (13 febbraio 1861).


[modifica] Medaglia d'Oro conferita ad Ufficiali e Militari di truppa per azioni individuali

- Campagna di guerra 1848-49

Solaroli Barone Paolo, Colonnello del Genio

Egli fu il primo nelle fazioni di Rivoli, Santa Giustina, Sona e Volta, disimpegnado ovunque il proprio dovere con reale vantaggio del servizio. 22-25 luglio 1948.

- Campagna di guerra 1860-61

Ruggia Giovanni, Sergente I° Reggimento Genio

Per il coraggio e lo slancio dimostrati essendo penetrato in uno stretto foro della porta Santa Margherita a Perugia sotto il fuoco dei nemici, aprendo cosi un varco; e per essere poi stato il primo ad introdursi nella caserma San Domenico intimando la resa agli artiglieri pontifici, dove si erano nascosti. 14 settembre 1860.

Menabrea Marchese Luigi Federico, Ten. Generale Comandante Superiore del Genio

Per essersi distinto durante l'assedio e la presa di Capua per l'intelligenza con cui condusse le operazioni, e il coraggio e sangue freddo dimostrato in pericolose ricognizioni attorno alla piazza. 2 novembre 1860.

- Esplosione della polveriera di Vigna Pia a Roma

Spaccamela Pio angelo, Capitano del Genio

Il mattino del 13 aprile 1891 mentre si recava ad eseguire studi fuori Porta Portese, informato che la polveriera di Vigna Pia stava per scoppiare da uno dei bersaglieri inviato per avvertire dell'imminente pericolo, vi accorse per provvedere. Noncurante della propria vita, a costo di evitare un imminente esplosione, tentò di penetrare nella polveriera, ma non potà aprirla mancandogli le chiavi. Ma visto l'imminente pericolo, con sangue freddo, impartì ordini opportuni atti ad attenuarne gli effetti. Ultimo a ritirarsi, fu colpito dall'esplosione della polveriera da una distanza di 40 metri, rimanendo orribilmente ferito al capo. 13 aprile 1891.

- Campagna di guerra 1915-18

Rossi Giovanni, da Teramo, Sergente nel 1° Reggimento Genio

Per avere guidato per ben tre volte tre squadre di volontari di un battaglione sotto un reticolato nemico per collocare e farvi brillare tubi esplosivi. La terza volta veniva ferito a morte, dopo avere assolto il compito affidatogli. Alture di Polazzo, 2 luglio 1915.

Ferrario Paolo, da Vanzago (Milano), Sottotenente addetto Comando Genio 35° Divisione

Un Valente Ingegnere e soldato entusiasta, fra i disagi di un inverno di montagna, attendeva con competenza e coraggio eccezionali ad ardite ricognizioni e a lavori di rafforzamento delle nostre primissime linee. Per potere eseguire il rilievo topografico di una parete rocciosa, nella quale si sarebbero dovute creare dei fori dalle qualei fare sboccare le cannoniere, si faceva calare dall'alto con fune, sotto il tiro degli artiglieri nemici, in pieno giorno. Scatenatasi un'offensiva avversaria, e diventato uno dei fanti, partecipò volontariamente ad una battaglia durata quattro giorni, eseguendo ricognizioni fuori dalle nostre linee,assicurando i collegamenti ed il rifornimento delle munizioni, in un asprissimo terreno di battaglia. Al ripiegamento dell nostre forze, volle rimanere tra i pochi gregari all'estrema retroguardia per distruggere un forte per accertarsi volontariamente della efficacia delle mine, ma venne ucciso dall'ultima mina. Altipiano di tonezza, Forte Molon, 15 marzo-19 maggio 1916.

Bianchi Emilio, da Ancona, Soldato nel 1° Reggimento Genio

Sempre il primo dove era più grave il pericolo, raggiungeva, sotto il fuoco violento, la trincea nemica. Colpito da una granata avversaria che gli asportava la gamba sinistra, con eccezionale sangue freddo tagliava con un coltello gli ultimi lembi di carne sanguinante, alzava nella mano destra la gambia amputata, gridando parole d'incitamento ai propri compagni, e, rivoltosi al proprio Ufficiale, gridò "Viva L'Italia". Morì il giorno dopo. Hudi Log. 24 maggio 1917.

Bevilacqua Luigi,da Sant'Odorico (Udine), Sergente nel 3° Reggimento Genio

Partito volontariamente per la zona di operazioni allo scoppio delle ostilità, diede un costante esempio delle più alte virtù militari. Guastatore volontario del reticolato nemico a Monte Piana (luglio 1915); preziosissimo collaboratore alla costruzione dell'osservatorio avanzato del S. Michele (novembre 1915); minatore di eccezionale tenacia al cavernone di quota 219, dove, allo scoperto, sotto la pioggia dei proiettili, aprì con mazzetta e pistoletto lo sbocco stabilito,essendo il perforatore distrutto da una granata avversaria (19 agosto 1917); instancabile lavoratore all'occorrenza, tutta la sua opera fu di abilità e di ardimento. Ferito due volte, (il 16 agosto 1916 a Gorizia, il 6 settembre 1917 a quota 241), rinunciò per due volte di essere allontanato dal suo posto. Caposquadra dell'apprestamento di un'interruzione, sotto la pressione dell'avversario nemico, incitò i suoi uomini e condusse a termine il suo compito, dando prova di perizia e di coraggio (Isonzo 28 ottobre 1917). Nella sua sfida continua cadde valorosamente, mentre si apprestava a costruire nuove difese. Basso Piave 24 febbraio 1918.

Fiore Cav. Mario, da Napoli, Maggiore Comandante il 79° Battaglione Genio

Fulgida figura di soldato, ardente di patriottismo, fu costante esempio di abnegazione ai suoi dipendenti sui quali ebbe sempre sicuro ascendente. Comandante di un valoroso battaglione Zappatori del Genio, accorse in linea con le fanterie in momenti gravi della battaglia,per tre giorni di accaniti combattimenti conservò la calma, guidando il suo reparto all'attacco. Cadde colpito al cuore in un momento in cui tentava di infiltrarsi tra il fuoco delle mitragliatrici, ed incitando fino alla fine i suoi alla resistenza.S. Mauro Montello 15-17 giugno 1918.

Rossani Mario, da Cassano delle Murghe (Bari), Maggiore 5° Reggimento Genio

Grande esempio di fermezza, e dotato di forte coraggio, dirigeva lavori di rafforzamento sulla cima di un monte di recente conquistato, in una località molto battuta dall'avversario. Ferito alla testa da una pallottola di mitragliatrice nemico rimaneva sul posto nascondendo il suo stato mortale perché non venisse attenuata la operosità degli altri lavoratori. Nuovamente colpito precipitava in un sottostante burrone. Monte Corvo, 26-27 giugno 1918. Il maggiore Rossani Mario era già stato insignito di tre medaglie d'argento ed una di bronzo al valor militare e la promozione a Maggiore per merito di guerra.

Franchi Maggi Giuseppe, da Pavia, Tenente nel 1° Reggimento Genio

Rimasto mutilato nel coraggioso tentativo di tagliare un reticolato nemico, tornò volontariamente alle prime linee, dove nelle più difficili situazioni si dimostrò da esempio di patriottismo e di valore. Si offrì coraggiosamente ad affrontare il nemico in accese campagne di battaglia, sempre con animo sereno. Raggiunto al comando di pochi uomini, li condusse e li incitò dall'alto di un argine a proseguire con l'esempio che lo contraddistingueva. Investito improvvisamente da una scarica di mitragliatrici, svelò con glorioso sacrificio della vita la presenza del nemico, scongiurando per le nostre truppe il rischio di cadere, nell'avanzata allo scoperto, sotto l'improvvisa zione del nemico. Aisne (Francia) 29 settembre 1918.

Vitali Dario, Sottotenente 2° Reggimento Genio

Porta stendardo di un battaglione fiamme nere in un fierissimo combattimento fece sventolare alto il tricolore alla testa della prima ondata, infiammando e entusmiammando i soldati. Convinto dell'importanza morale del sacro simbolo di vittoria, lo tenne piegato nei punti più pericolosi e più minacciati, anche quando intorno a lui imperversava la distruzione e la morte. Ferito gravemente con la perdita di un occhio, rifiutò di lasciare il combattimento. Accerchiato con altri pochi compagni da forze superiori, con sublime slancio si scagliò in violenta ed impari lotta riuscendo col suo eroico ardimento a fare abbassare le armi al reparto nemico che gli aveva tagliato la ritirata. Solo a combattimento ultimato si sottopose alle cure mediche. Fulgido esempio di eroismo e di alte virtù militari. Monte Asolono 25 ottobre 1918.

Mazzucchelli Baldassarre, da Vercelli (Novara), Sottotenente 2° Reggimento Genio

- Azioni di guerra in Libia 1923

Tonini Goffredo, da Rimini (Forlì), Sottotenente Compagnia Mista del Genio

Imbarcato di passaggio sulla cannoniera Berenice, si recava a terra su di un battello per constatare quale era la situazione del presidio di Marsa Brega, dove si supponeva fossero rifugiati, come effettivamente risultò, i gloriosi superstiti del battaglione Melelli. Iniziava subito lo sgombero dei feriti e prendendo il comando dei superstiti, oraganizzava la difesa del Castello, contro le forze soverchianti dei ribelli, dando informazioni continue e precise al Comando della nave per eseguire il tiro e tenendo la posizione fino all'ultimo momento, dimostrando sprezzo del pericolo e brillante iniziativa, ritirandosi solamente quando lo sgombero era completo e dopo avere incendiato i materiali residui perché non cadessero nelle mani del'avversario. Marsa Brega 12 giugno 1923.

[modifica] Medaglia d'Oro al valor militare conferita a Ufficiali del Genio del servizio dell'Aeronautica

- Campagna di guerra 1915-18)

Ancillotto Giovanni, Sottotenente

Baracchini Flavio, Aspirante

Buttini Casimiro, Tenente

Castruccio Giuseppe, Tenente

Niutta Ugo, Sottotenente

Lisa Gino, Tenente

Locatelli Antonino, Tenente

[modifica] Ricompense agli Ufficiali e Militari di truppa

  • 69 Ricompense all'Ordine Militare di Savoia
  • 21 Medaglie d'oro al valor militare
  • 1498 Medaglie d'argento
  • 3565 Medaglie di bronzo
  • 872 Promozioni per merito di guerra

[modifica] Opere e benemerenze dell'Arma del Genio nella guerra 1915-1918

L'Arma del Genio durante la guerra 1915-1918 costruì 10.000 chilometri di strade, con circa 50 chilometri di ponti stabili.

Scavò 80.000 chilometri di trincee.

Costruì numerosissimi ridotti, fortini e baraccamenti.

Stese 100.000 chilometri di linee telefoniche.

Installò 1100 stazioni telegrafiche, telefoniche, ottiche e radiotelegrafiche.

Gittò 250 chilometri di ponti, quasi sempre in condizioni difficilissime.

Scavò nella roccia durissima 20 chilometri di galleria.

Costruì 147 chilometri di armamento e sede stradale per ferrovie, e 3000 metri di ponti ferroviari.

Costruì 918 teleferiche con 800 chilometri di sviluppo e 5.000 chilometri di fune metallica con un dislivello di 525.000 metri, pari a 110 volte l'altezza del Monte Bianco.

Le teleferiche trasportarono un peso complessivo di 32 milioni di quintali.

Dopo l'armistizio il Genio riattivò 5.000 chilometri di strade, ricostruì ponti stabili per una lunghezza complessiva di 13 chilometri, riparò 30.000 case, eresse 10.000 baracche.

[modifica] Caduti per la Patria

Caddero per la Patria:

424 Ufficiali

8780 militari di truppa

[modifica] Le date importanti

[modifica] Voci correlate

Forze Armate Italiane
Esercito Italiano   Marina Militare   Aeronautica Militare   Carabinieri
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