Brigata aeromobile "Friuli"

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Brigata aeromobile "Friuli"
CoA mil ITA b amb Friuli.jpg
Stemma della Brigata
Descrizione generale
Attiva dal 1 novembre 1884 al 18 dicembre 1926 e dal 1938 ad oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza NATO NATO
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Ruolo Fanteria Aeromobile
Dimensione Brigata
Guarnigione/QG Bologna, Forlì, Budrio, Casarsa della Delizia e Rimini
Motto FRIULI IMPERITURO ONORE
Battaglie/guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
Divisione "Friuli"
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante attuale Generale di brigata Antonio BETTELLI

[senza fonte]

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La Brigata aeromobile "Friuli" ha sede a Bologna, è una Grande Unità Elementare dell'Esercito Italiano concepita per esprimere un potenziale bivalente combinando elicotteri e reparti di Fanteria.

La combinazione di elicotteri da combattimento A129 Mangusta, elicotteri di supporto al combattimento, fanteria leggera e una componente di mezzi da combattimento ruotati e cingolati, rende questa unità unica nel suo genere. È in grado di svolgere compiti in cui sono fondamentali la rapidità d'azione, la sorpresa e la concentrazione di fuoco. Oltre alle peculiarità di combattimento, la Brigata è in grado di svolgere operazioni militari diverse dalla guerra (MOOTW) quali le operazioni di mantenimento od imposizione della pace ed evacuazione di non combattenti. L'aeromobilità non è da confondersi con l'aerotrasporto (o elitrasporto) che invece trattasi di mera attività logistica anche se effettuata in zona d'operazione. La Brigata, inoltre, è l'unica unità dell'Esercito italiano abilitata al rilascio delle certificazioni per l'elitrasporto tattico; queste abilitazioni sono nate per addestrare chiunque debba operare con elicotteri in zona d'operazione a seguito di un incidente avvenuto il 9 agosto 2001 in Kosovo in cui due soldati della Brigata alpina "Taurinense" persero la vita precipitando da un elicottero di altra Forza armata, probabilmente per fraintendimento di ordini.

Lo scudetto[modifica | modifica sorgente]

Scudo a sfondo celeste (color del cielo) con all'interno un castello dorato stilizzato sormontato da un rotore bianco che dà la connotazione di Aeromobile.

Il castello dorato è il simbolo della città di Udine, capoluogo della Regione Friuli che dà il nome alla Brigata.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla nascita alla guerra di liberazione[modifica | modifica sorgente]

Scudetto della 20ª Divisione Fanteria Friuli
Liberazione di Bologna.
Il Gruppo di Combattimento "Legnano" entra in Bologna liberata la mattina del 21 aprile 1945 dal Gruppo di Combattimento "Friuli". Sulla destra si nota anche un soldato americano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 20ª Divisione fanteria "Friuli" e Gruppo di Combattimento "Friuli".

In attuazione della legge 29 giugno 1882 si costituisce in Milano il 1º novembre 1884 la Brigata "Friuli", contemporaneamente alla formazione dei Reggimenti di Fanteria 87° e 88°, che ne fanno parte.

Partecipa alla prima guerra mondiale, operando nella zona del Carso di Monfalcone.

Il 28 dicembre 1926 il Comando di Brigata viene sciolto. Nel 1939 per trasformazione della 20ª Divisione di Fanteria "Curtatone e Montanara" si costituisce la 20ª Divisione fanteria "Friuli" la quale, all'inizio della seconda guerra mondiale, inquadra l'87° e 88° Fanteria e il 35º Reggimento artiglieria "Friuli".

Impegnata alla fronte occidentale alpina nel 1940 si batte in Jugoslavia nel 1941-1942 per poi essere rischierata di presidio in Corsica (Col di Teghime, Bastia). Superati i giorni dell'Armistizio di Cassibile, la divisione passa in Sardegna e quindi nel continente dove il 20 settembre 1944 assume la denominazione di Gruppo di Combattimento "Friuli" e prende parte alla Guerra di Liberazione.

Guidato dal generale Arturo Scattini, il 10 febbraio 1945 è in linea sulle posizioni difensive di Brisighella. Combattendo le resistenze nemiche a Cuffiano, supera il fiume Senio, giungendo per primo, il 14 aprile, ad Imola. Procede, quindi, lungo la via Emilia verso Bologna ove i suoi reparti avanzati entrano per primi il mattino del 21 aprile 1945, accolti con estrema gioia dai cittadini bolognesi.

Dal dopoguerra al 1º maggio 2000[modifica | modifica sorgente]

Il 15 ottobre 1945, il Gruppo di Combattimento "Friuli", riprende il nome di Divisione di Fanteria "Friuli" mantenendo inizialmente i Reggimenti 87° e 88° Fanteria e 35° Artiglieria da Campagna, il 120º Battaglione misto genio e reparti minori; la conformazione organica è però modificata nel tempo finché il 15 aprile 1960, ridotta a Brigata con sede a Firenze, perde i reggimenti tradizionali assumendo nei ranghi il 78º Reggimento fanteria "Lupi di Toscana" cui si aggiungono il Battaglione Corazzato "Friuli", il Gruppo Artiglieria da Campagna "Friuli", la Compagnia Genio pionieri e la Compagnia Trasmissioni. Con la ristrutturazione dell'Esercito, dal 23 settembre 1975 prende nome di Brigata Motorizzata "Friuli" ed assume alle dipendenze i Battaglioni di Fanteria 78° "Lupi di Toscana", 87° "Senio" e 225° "Arezzo", il 19º Battaglione Corazzato "M.O. Tumiati", il 35º Gruppo Artiglieria da Campagna "Riolo" ed il Battaglione Logistico "Friuli".

Il 1º gennaio 1986 la "Friuli", unitamente alla Brigata Paracadutisti "Folgore" ed a reparti di volo dell'Aviazione Leggera dell'Esercito, entra nella Forza d'intervento rapido (FIR), unità interforze costituita per intervenire con immediatezza contro minacce interessanti l'intero territorio nazionale. La FIR può inoltre fornire aliquote di forze per compiti connessi con la sicurezza internazionale, quali la formazione di un contingente di pace o di una forza di sicurezza.

Nel 1991, nel quadro del riordinamento della Forza Armata, muta la propria fisionomia organica e dal 1º giugno, inglobati gran parte dei reparti della disciolta Brigata meccanizzata "Trieste", di stanza a Bologna, diviene Brigata Meccanizzata "Friuli" su Comando, Reparto Comando e Trasmissioni, 66º Battaglione fanteria meccanizzata "Valtellina", 78º Battaglione fanteria meccanizzata "Lupi di Toscana", 225º Battaglione fanteria "Arezzo", 10º Battaglione bersaglieri "Bezzecca", 11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi", 21º Gruppo artiglieria da campagna semovente "Romagna", Battaglione Logistico, Reparto Sanità (quadro) e reparti minori.

Dal 18 settembre 1992 l'11° diviene 4º Reggimento Carri (inquadra l'11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi") e nello stesso periodo gran parte delle altre unità sono elevate a rango di reggimento per cui al 1º gennaio 1993 la Brigata comprende: Comando, Reparto Comando e Trasmissioni, 78º Reggimento fanteria "Lupi di Toscana", 6º Reggimento bersaglieri, 4º Reggimento carri, 225º Reggimento "Arezzo", 66º Battaglione Meccanizzato "Valtellina", 21º Gruppo Artiglieria Semovente "Romagna", Battaglione Logistico, Compagnia Genio Guastatori, Reparto Sanità (quadro).

Nel settembre 1993 il Reparto Comando ingloba la Compagnia Genio e diviene Reparto Comando e Supporti Tattici. A sua volta il 4º Reggimento Carri diviene 33º, il 66º Battaglione Fanteria diviene 66º Reggimento Fanteria "Trieste", il 21º Gruppo diviene 21º Reggimento Artiglieria da Campagna Semovente "Trieste", il 225º Reggimento "Arezzo" passa alle dipendenze del Comando Regione ed è sostituito dal 121º Reggimento fanteria "Macerata".

Perduti di forza il 33° carri, il 121° "Macerata" ed il 21° "Trieste", nel 1997 assume nei suoi ranghi il 3º Reggimento "Savoia Cavalleria" e dal 1º gennaio 1999 il 7º Reggimento AVES "Vega" con sede in Rimini.

Riconfigurazione[modifica | modifica sorgente]

Il 1º maggio 2000 inizia il processo di riconfigurazione che porterà la Brigata Meccanizzata "Friuli" ad assumere la denominazione di Brigata Aeromobile "Friuli", anche con l'ingresso nei suoi ranghi del 5º Reggimento AVES "Rigel" di Casarsa della Delizia.

Il 1º dicembre 2000 la Brigata passa alle dipendenze del 1º Comando Forze di Difesa di Vittorio Veneto.

Dal 1º gennaio 2005 perde il 6º Reggimento bersaglieri che viene sciolto.

Al termine della riconfigurazione, e sino a metà del 2013, la Brigata mantiene alle sue dipendenze un reparto comando e supporti tattici, a livello di battaglione, e 4 reggimenti:

  • 66º Reggimento fanteria aeromobile Trieste
  • 5º Reggimento Aviazione Esercito Rigel
  • 7º Reggimento Aviazione Esercito Vega
  • Reggimento Savoia" Cavalleria (3°)

Revisione e futuro della brigata[modifica | modifica sorgente]

In aderenza alla Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale (A.C. 5596), di prevista attuazione già a partire dall'anno 2013 e in previsione della contrazione dell'organico delle Forze armate, la Brigata viene riconfigurata e potenziata:

  • acquista alle dipendenze il 6º Reggimento Trasporti di Budrio (BO), riconfigurato in Reggimento Logistico della Brigata Friuli;
  • cede il Reggimento Savoia Cavalleria (3º) di Grosseto alla Brigata Paracadutisti Folgore;
  • passa alle dipendenze della Divisione Friuli ricostituita in Firenze, con contestuale chiusura del 1º Comando Forze di Difesa di Vittorio Veneto, e per ridenominazione della Divisione Mantova.

La ricostituzione della Divisione Friuli, che acquisisce anche le tradizioni della omonima Brigata aeromobile, presagiscono la futura ridenominazione della Brigata Friuli in Brigata Pozzuolo del Friuli, con conseguente scambio delle bandiere di guerra tra le unità interessate.

La riconfigurazione prevede che la Brigata Aeromobile acquisisca anche capacità anfibie articolandola su un reparto comando e supporti tattici, a livello di battaglione, e su 8 reggimenti di cui 4 provenienti dalla disciolta Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli:

  • reggimento Lagunari Serenissima di Mestre (Venezia);
  • reggimento Genova Cavalleria(4°) (Palmanova).
  • reggimento artiglieria a cavallo Voloire (Milano);
  • 3º reggimento Genio Guastatori (Udine);

Campagne di guerra e fatti d'arme[modifica | modifica sorgente]

Prima guerra mondiale (1915-18):

Seconda guerra mondiale (1940-43):

  • 1940: Piemonte
  • 1941: frontiera italo-jugoslava (7-18 aprile) – territorio nazionale
  • 1942: Corsica (novembre)
  • 1943: Corsica

Liberazione (1943-45):

Operazioni nazionali e fuori area[modifica | modifica sorgente]

Operazioni nazionali:

  • 1º agosto - 7 settembre 1992: Operazione "Vespri Siciliani", in concorso al controllo del territorio, nelle provincie di Agrigento e Caltanissetta.
  • 11 febbraio - 22 marzo 1993: Operazione "Vespri Siciliani", in concorso al controllo del territorio, nelle provincie di Agrigento e Caltanissetta.

Operazioni fuori area:

  • settembre 1993 - marzo 1994: Missione ONU "IBIS 2" in Somalia in cui partecipa con due reggimenti (78º rgt.f. “Lupi di Toscana” e 6º rgt. Bersaglieri)
  • aprile-luglio 1997: Operazione "ALBA" nell'area di Valona in Albania
  • marzo-ottobre 1998: Operazione "Constant Forge" in Bosnia ed Erzegovina quale "Brigata Multinazionale Nord" con sede a Sarajevo
  • 15 ottobre 1999 - 12 aprile 2000: Operazione "Joint Guardian" in Albania quale struttura portante e di comando NATO impegnata nella "Communication Zone West" di KFOR
  • 6 settembre 2004 - 20 dicembre 2004: Operazione "Antica Babilonia" a Nassiriya in Iraq nella quale la Brigata costituisce la base dell'Italian Joint Task Force Iraq. (In questa missione il 66º Rgt. Fanteria Aeromobile "Trieste" guadagna la medaglia d'argento al valor militare consegnata alla Bandiera di Guerra dal CSM Difesa nella cerimonia per il rientro dalla missione "ISAF" il 22 ottobre 2008)
  • 22 aprile 2008 - 19 ottobre 2008: Operazione "ISAF" ad Herat in Afghanistan nella quale la Brigata ha guidato il Regional Command West nell'ambito dell'operazione.
  • 10 novembre 2009 - 7 maggio 2010: Operazione "UNIFIL" a Tibnin in Libano nella quale la Brigata ha guidato il "Settore Ovest" nell'ambito della missione.

La Brigata inoltre fornisce assetti di elicotteri, da combattimento e multiruolo, in Libano, Kosovo e Afghanistan.

Organico attuale[modifica | modifica sorgente]

Stemma Brigata Aeromobile Friuli Brigata Aeromobile "Friuli"
Reparto Arma Sede
Stemma Brigata aeromobile Friuli Reparto comando e supporti tattici Friuli Pluriarma Bologna
Stemma 66º Reggimento Fanteria (aeromobile) Trieste 66º Reggimento fanteria aeromobile "Trieste" fanteria Forlì
Stemma 6º Reggimento Trasporti 6º Reggimento Trasporti Trasporti e Materiali Budrio (BO)
CoA mil ITA rgt aves 5.png 5º Reggimento Aviazione Esercito Rigel AVES Casarsa della Delizia (PN)
CoA mil ITA rgt aves 7.png 7º Reggimento Aviazione Esercito Vega AVES Rimini

I comandanti[modifica | modifica sorgente]

Brigata "FRIULI" (1884-1926)

  • Maggior Generale Ottone Tournon
  • Maggior Generale Federico Bosco di Ruffino
  • Maggior Generale Antonio Gandolfi
  • Maggior Generale Francesco Garra
  • Maggior Generale Antonio Boselli
  • Maggior Generale Ugo Brusati
  • Maggior Generale Giovanni Bertoldo
  • Maggior Generale Augusto Matarelli
  • Maggior Generale Giovanni Bertoldo
  • Maggior Generale Giuseppe Fadda
  • Maggior Generale Giovanni Turletti
  • Maggior Generale Gustavo Fara
  • Maggior Generale Vittorio Martinelli
  • Colonnello Giovanni Sirombo
  • Col. Brig. Costantino Bruno
  • Col. Brig. Carlo Gianinazzi
  • Col. Brig. Eugenio Barbarich
  • Colonnello Carlo Giordana
  • Generale di Brigata Ruggiero Santini
  • Generale di Brigata Ezio Zanetti

Divisione di Fanteria "FRIULI" (20a) (1939-44)

  • Generale di Divisione Vittorio Sogno
  • Generale di Divisione Vito Ferrari
  • Generale di Divisione Giacomo Carboni
  • Generale di Divisione Ettore Cotronei
  • Generale di Brigata Ugo De Lorenzis
  • Generale di Brigata Bartolomeo Pedrotti

Gruppo di Combattimento "FRIULI" (1944-45)

  • Generale di Brigata Bartolomeo Pedrotti
  • Generale di Divisione Arturo Scattini

Divisione di Fanteria "FRIULI" (1945-60)

  • Generale di Divisione Arturo Scattini
  • Generale di Divisione Tullio Bernardi
  • Generale di Divisione Ugo Fongoli
  • Generale di Divisione Raffaello Operti
  • Generale di Divisione Vittorio Palma
  • Generale di Divisione Carlo Cassini
  • Generale di Divisione Edmondo De Renzi
  • Generale di Divisione Fernando Mocch
  • Generale di Divisione Giovanni Gatta
  • Generale di Divisione Oscar Amatucci
  • Generale di Divisione Enrico Marucci
  • Generale di Divisione Aldo Beolchini
  • Generale di Divisione Delfino Trabucchi
  • Generale di Divisione Ildebrando Baglione

Brigata di Fanteria "FRIULI" (1960-75)

  • Generale di Brigata Ezio Pistotti
  • Generale di Brigata Enzo Terni
  • Generale di Brigata Renato Rebecchi
  • Generale di Brigata Nicolò Perniciaro
  • Generale di Brigata Silvio Di Silvio
  • Generale di Brigata Arturo Siracusa
  • Generale di Brigata Nicola De Nicolò
  • Generale di Brigata Vittorio Casassa
  • Generale di Brigata Mario Moschera
  • Generale di Brigata Vittorio Rastelli
  • Generale di Brigata Sante Giustino

Brigata Motorizzata "FRIULI" (1975-91)

  • Generale di Brigata Sante Giustino
  • Generale di Brigata Elio Cappelli
  • Generale di Brigata Roberto Coppola
  • Generale di Brigata Giuliano Giovannelli
  • Generale di Brigata Luigi Zanetti
  • Generale di Brigata Giorgio Malorgio
  • Generale di Brigata Mario Piccione
  • Generale di Brigata Giovanni Civita
  • Generale di Brigata Mario Ferrari
  • Generale di Brigata Gianfranco Baldini
  • Generale di Brigata Luigi Campagna
  • Generale di Brigata Francesco Punzo
  • Generale di Brigata Guido Bellini

Brigata Meccanizzata "FRIULI" (1991-2000)

  • Generale di Brigata Ezio Piperni
  • Colonnello Umberto Calamida (in sede vacante)
  • Generale di Brigata Antonio Catena
  • Generale di Brigata Matteo Facciorusso
  • Generale di Brigata Guido Caruso
  • Generale di Brigata Nicola Gallippi
  • Generale di Brigata Girolamo Giglio
  • Brigadier Generale Luigi Chiavarelli
  • Brigadier Generale Giacomo Guarnera

Brigata Aeromobile "FRIULI" (dal 2000 sino ad oggi)

  • Brigadier Generale Giacomo Guarnera
  • Brigadier Generale Enzo Stefanini
  • Generale di Brigata Giangiacomo Calligaris
  • Generale di Brigata Francesco Arena
  • Generale di Brigata Luigi Francavilla
  • Generale di Brigata Filippo Camporesi
  • Generale di Brigata Antonio Bettelli (attuale Comandante)

I caduti in servizio[modifica | modifica sorgente]

7 gennaio 1992

Caduti a seguito dell'abbattimento dell'elicottero sul quale volavano impegnati per conto dell'European Community Monitor Mission (ECMM)[1].
Abbattimento dell'elicottero AB-205 da parte di due MIG-25 iugoslavi, a Podrute.


6 febbraio 1994

Caduto a seguito di un agguato, sulla strada tra Balad e Mogadiscio, durante la missione UNOSOM II, "Ibis 2" in Somalia[2].


10 giugno 2002

Deceduto a seguito di un incidente avvenuto, durante la manovra di un camion militare, nella sede di Bologna[3]


31 maggio 2005

Precipitati a bordo di elicottero, a causa di condizioni meteorologiche avverse, nei pressi di Nassiriya, durante l'Operazione Antica Babilonia in Iraq[4]
I militari sono citati con il grado superiore conseguito ad onorem.


26 gennaio 2006

Deceduti a seguito di un tamponamento stradale[5]


16 dicembre 2008

Deceduto durante un'attività addestrativa, presso l'Aeroporto Militare "Vassura" di Rimini[6]


20 febbraio 2012

Deceduti a seguito di un incidente stradale, a 20 km circa da Shindand (Afghanistan)[8], nell'ambito dell'International Security Assistance Force
Muoiono annegati intrappolati all'interno di un veicolo Lince, ribaltatosi attraversando un fiume, mentre effettuavano una operazione di soccorso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Strage di Podrute, condanna in appello. Panorama. 10 febbraio 2012.
  2. ^ Somalia: ucciso tenente italiano. Corriere della Sera. Archivio Storico. 7 febbraio 1994.
  3. ^ Muore in caserma schiacciato dal camion. Repubblica. Archivio. 11 giugno 2002.
  4. ^ Le quattro vittime italiane dell'elicottero. Corriere della Sera. Cronache. 5 maggio 2005.
  5. ^ Incidente sulla A4 vicino a Mestre. Repubblica. Cronaca. 26 gennaio 2006.
  6. ^ Rimini, elicottero travolge veicolo, nell'incidente è morto un soldato. Mediaset. TGCOM24. Cronaca 16 dicembre 2008.
  7. ^ Onori militari al deceduto. Il Centro. Cronaca. 9 dicembre 2011.
  8. ^ Tre militari italiani morti in Afghanistan. Corriere della Sera. Esteri. 20 febbraio 2012.
  9. ^ Muore un militare salentino. Corriere del Mezzogiorno. Cronaca. 20 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Romano Rossi, Il Gruppo di Combattimento "Friuli" 1944 - 1945, Imola, Bacchilega Editore, 2009, ISBN 978-88-88775-85-2.
  • Ten. Col. Guido Vedovato, Ten. Mario Attilio Levi, S. Ten. Attilio Vassallo, Gruppo di Combattimento Friuli nella guerra di liberazione, Bergamo, Istituto Italiano Arti Grafiche, 1945.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]