Luigi Federico Menabrea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luigi Federico Menabrea
Luigi Federico Menabrea.gif

Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia
Durata mandato 27 ottobre 1867 –
14 dicembre 1869
Capo di Stato Vittorio Emanuele II
Predecessore Urbano Rattazzi
Successore Giovanni Lanza

Dati generali
Partito politico Destra storica
sen. Luigi Federico Menabrea
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Chambéry
Data nascita 4 settembre 1809
Luogo morte Chambéry
Data morte 25 maggio 1896
Titolo di studio Laurea in ingegneria idraulica
Laurea in architettura civile
Professione Militare di carriera (esercito)
Luigi Federico Menabrea
Perrin C. lith. - Ritratto del generale Menabrea - litografia - 1861.jpg
4 settembre 1809 - 25 maggio 1896
Nato a Chambéry
Morto a Saint-Cassin
Cause della morte Naturale
Luogo di sepoltura Saint-Cassin
Etnia Italiana
Religione Cattolicesimo
Dati militari
Paese servito Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1861-1946).svg Regio Esercito
Arma Esercito
Corpo Genio
Anni di servizio 1832 - 1892
Grado TenenteGeneraleREI-1870.jpg Tenente generale
Guerre Prima guerra di indipendenza italiana
Seconda guerra di indipendenza italiana
Terza guerra di indipendenza italiana
Battaglie Assedio di Gaeta
Comandante di Raffaele Cadorna
Decorazioni

Cavaliere dell' Ordine supremo della Santissima Annunziata Cavaliere di Gran Croce dell' Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Cavaliere di Gran Croce dell' Ordine della Corona d'Italia Cavaliere di Gran Croce dell' Ordine militare di Savoia Cavaliere dell' Ordine al merito civile di Savoia

Altre Onorificenze Straniere
Studi militari Accademia militare di Torino
Altro lavoro Politica
Politica istruzione Senatore Marchese Docente universitario

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia
Heraldic Crown of Spanish Marqueses (Variant 1).svg
Luigi Federico Menabrea
Luigi federico menabrea.PNG
Marchese di Valdora
In carica 1875 –
25 maggio 1896
Predecessore Titolo inesistente
Successore Carlo Luigi Menabrea
Trattamento Sua Eccellenza
Altri titoli Conte (9 novembre 1861)
Nobile (30 dicembre 1843)
Dinastia Menabrea
Padre Ottavio Antonio Menabrea
Madre Margherita Pillet
Consorte Carlotta Richetta di Valgoria
Figli Carlo Luigi
Ottavio
Religione cattolicesimo

Luigi Federico Menabrea (Chambéry, 4 settembre 1809Saint-Cassin, 25 maggio 1896) è stato un ingegnere, generale, politico e diplomatico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò a Torino, dove nel 1832 si laureò in ingegneria e matematica con i professori Plana e Bidone. Ingegnere e ufficiale del genio, sostituì Cavour alla fortezza di Bard e in seguito divenne professore di meccanica e costruzioni presso l'Accademia militare.

Il Secondo Congresso degli Scienziati Italiani a Torino e il primo articolo scientifico nella storia dell'Informatica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1840 si svolse a Torino, presso l'Accademia delle Scienze, il secondo Congresso degli Scienziati italiani, invitati dal re Carlo Alberto di Savoia. Al congresso partecipò anche Charles Babbage, invitato dall'astronomo Giovanni Plana a presentare il suo progetto di macchina analitica. A Torino Babbage presentò per la prima volta a un pubblico scientifico il suo progetto ed ebbe modo di mostrare vari disegni del suo ambizioso e complesso progetto. La presentazione appassionò gli scienziati italiani e proseguì in seminari ristretti. Particolarmente interessati a questi seminari, nei quali per la prima volta si discusse di concatenamento delle operazioni, potremmo dire di programmazione, furono il fisico Mossotti e Luigi Menabrea. Questi si dedicò successivamente a una descrizione del progetto di Babbage che pubblicò in francese nel 1842 presso la "Bibliothèque Universelle de Genève", in quello che può essere considerato il primo lavoro scientifico nella disciplina dell'informatica: "Notions sur la machine analytique de Charles Babbage". Il testo qualche mese dopo venne ripreso per essere tradotto in inglese e notevolmente ampliato da Ada Lovelace, valente collaboratrice di Babbage.

Nel 1846 divenne professore di Scienza delle Costruzioni all'Università degli Studi di Torino, cattedra che ricoprì fino al 1860.

L'attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1848 venne eletto deputato, carica che mantenne per sei legislature (nella prima fu eletto nel collegio di Verrès, in quelle successive nel collegio di San Giovanni di Moriana), fino al 1860, quando (il 29 febbraio) venne nominato senatore del Regno d'Italia, carica che durava a vita, e che quindi mantenne per ben 36 anni (record battuto solo da Giulio Andreotti).

Partecipò come Tenente generale del Corpo del Genio alle campagne di Lombardia (1859) e all'assedio della fortezza di Gaeta (1860). Il 3 ottobre 1860 ricevette l'onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia.

In politica fu ministro della Marina nel Governo Ricasoli I (1861-62) e ministro dei Lavori pubblici in quelli Farini e Minghetti I (1862-64).

Dal 27 ottobre 1867 al 14 dicembre 1869, succedette a Urbano Rattazzi nella carica di primo ministro del Regno d'Italia, a capo di tre successivi gabinetti. In questa posizione si trovò a contrastare i tentativi di Giuseppe Garibaldi di togliere Roma al Papato. Inoltre, nel tentativo di conseguire il pareggio del bilancio, fece approvare un'imposta grave e impopolare come la tassa sul macinato, non esitando a indurre il Senato a conferire poteri straordinari al generale Raffaele Cadorna per reprimere le rivolte che agitarono l'intero Paese in conseguenza di tale iniziativa fiscale.

Il 16 settembre 1868, in qualità di capo del governo italiano, scrisse all'ambasciatore italiano in Argentina Enrico della Croce di Dojola al fine di incaricarlo di sondare la disponibilità del governo argentino a concedere all'Italia terre «totalmente disabitate» nelle regioni deserte del sud della Patagonia allo scopo di deportarvi i ribelli protagonisti del già scemante brigantaggio meridionale, reputando egli necessario accrescere «il sano terrorismo di Minghetti». Menabrea specifica all'ambasciatore che il progetto mira a rendere più efficace la repressione della delinquenza "col mezzo di stabilimenti penali in lontane contrade e colla deportazione dei rei". Menabrea aggiunge che "Limitata allo scopo poc'anzi accennato, l'occupazione territoriale non avrebbe in vista lo stabilimento di una vasta colonia destinata ad acquistare una vasta importanza politica": intende cioè rassicurare l'Argentina e gli altri stati sudamericani, garantendo che l'Italia non intende avviare una politica coloniale in Sudamerica. La Repubblica Argentina, tuttavia, preoccupata di possibili pretese territoriali italiane, replicò negando la «vendita, l'ospitalità, l'affitto e il comodato» e l'allontanamento di Menabrea dal governo qualche tempo dopo fece definitivamente naufragare il progetto[1].

Lasciati gli incarichi di governo, venne nominato ambasciatore a Londra e successivamente a Parigi. Nel 1875 ricevette il titolo ereditario di marchese di Valdora. Si ritirò dalla vita pubblica solo nel 1892.

Nonostante i suoi gravosi impegni militari e politici, Menabrea condusse una notevole attività scientifica. Fu il primo scienziato a dare una prima formulazione dell'analisi strutturale basata sul principio di lavoro virtuale, divenendo di fatto un precursore nell'introduzione di principi energetici nella meccanica dei continui. Inoltre formulò il principio ora noto come teorema del minimo lavoro, pubblicandone nel 1870, insieme a Joseph Bertrand, la prima precisa dimostrazione. Studiato in meccanica applicata la teoria dei sistemi elastici, questo principio afferma che: "fra tutti i sistemi di forze esterne, il solo che è il grado di esistere è quello che corrisponde al potenziale elastico minimo".

I modesti risultati ottenuti da Menabrea alla guida del governo impediscono forse oggi di cogliere lo spessore della sua figura, che resta quella di uno dei più grandi scienziati italiani dell'Ottocento. Ebbe probabilmente la sfortuna di ricevere la carica in uno dei momenti più difficili per il nuovo regno, alle prese con gravi problemi di natura economica e sociale, oltre a risentire dell'irrisolto rapporto con la Chiesa cattolica.

Menabrea è stato socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

In suo onore l'asteroide 1997 VA4 è stato denominato 27988 Menabrea.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 4 novembre 1866
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 6 ottobre 1866
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 22 aprile 1868
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 12 giugno 1856[2]
Commendatore dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine militare di Savoia
— 16 gennaio 1860[2]
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 3 ottobre 1860[2]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia
— 1º aprile 1861[2]
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
— 31 gennaio 1857
Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valor Militare
«Per essersi distinto durante l'assedio e presa di Capua del 2 novembre 1860.»
— 1º giugno 1861[3]
Medaglia d'Argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Argento al valor militare
Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (4 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine di San Giuseppe - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di San Giuseppe
— Firenze, 16 ottobre 1849
Commendatore dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Carlo III
— Madrid, 10 dicembre 1849
Commendatore di I Classe dell'Ordine Civile di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di I Classe dell'Ordine Civile di Sassonia
— 25 aprile 1850
Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
— Lisbona, 21 giugno 1850
Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada
— Lisbona, 8 agosto 1867
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore
— Parigi, 4 maggio 1892
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo
— Bruxelles, 26 novembre 1865
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog
— 20 ottobre 1865
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo
— 1º gennaio 1867
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
— 16 aprile 1875
Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine Nichan Iftikar - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Gran Commendatore dell'Ordine Nichan Iftikar
— 27 maggio 1867
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore
— Atene, 16 dicembre 1867
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini
— Stoccolma, 20 agosto 1873

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [Il testo integrale della nota di Menabrea e l'analisi completa della vicenda in F. Izzo, I lager dei Savoia, Napoli 1999, pp. 173-178. Lorenzo Del Boca, Indietro Savoia! Storia controcorrente del Risorgimento, Piemme, Casale Monferrato, 2003, ISBN 88-384-7040-5, pagg. 235-236.
  2. ^ a b c d Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Necrologio (1895-1896): Atti Accad. Sci. Torino 31 pp. 851–852
  • Necrologio (1910): Suppl. ai Rend. Circ. Mat. Palermo 5 pp. 21–24

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ambasciatore italiano nel Regno Unito Flag of the United Kingdom.svg Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Carlo Cadorna 1876 - 1881 Carlo Felice Nicolis, conte di Robilant
Emblema della Regno d'Italia Predecessore: Presidenti del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia Successore: Stemma dei Savoia
Urbano Rattazzi ottobre 1867 - dicembre 1869 Giovanni Lanza I
Camillo Benso, conte di Cavour (1861-1861)  | Bettino Ricasoli (1861-1862)  | Urbano Rattazzi (1862-1862)  | Luigi Carlo Farini (1862-1863)  | Marco Minghetti (1863-1864)  | Alfonso La Marmora (1864-1866)  | Bettino Ricasoli (1866-1867)  | Urbano Rattazzi (1867-1867)  | Luigi Federico Menabrea (1867-1869)  | Giovanni Lanza (1869-1873)  | Marco Minghetti (1873-1876)  | Agostino Depretis (1876-1878)  | Benedetto Cairoli (1878-1878)  | Agostino Depretis (1878-1879)  | Benedetto Cairoli (1879-1881)  | Agostino Depretis (1881-1887)  | Francesco Crispi (1887-1891)  | Antonio di Rudinì (1891-1892)  | Giovanni Giolitti (1892-1893)  | Francesco Crispi (1893-1896)  | Antonio di Rudinì (1896-1898)  | Luigi Pelloux (1898-1900)  | Giuseppe Saracco (1900-1901)  | Giuseppe Zanardelli (1901-1903)  | Giovanni Giolitti (1903-1905)  | Tommaso Tittoni (1905-1905)  | Alessandro Fortis (1905-1906)  | Sidney Sonnino (1906-1906)  | Giovanni Giolitti (1906-1909)  | Sidney Sonnino (1909-1910)  | Luigi Luzzatti (1910-1911)  | Giovanni Giolitti (1911-1914)  | Antonio Salandra (1914-1916)  | Paolo Boselli (1916-1917)  | Vittorio Emanuele Orlando (1917-1919)  | Francesco Saverio Nitti (1919-1920)  | Giovanni Giolitti (1920-1921)  | Ivanoe Bonomi (1921-1922)  | Luigi Facta (1922-1922)  | Benito Mussolini (1922-1943)  | Pietro Badoglio (1943-1944)  | Ivanoe Bonomi (1944-1945)  | Ferruccio Parri (1945-1945)  | Alcide De Gasperi (1945-1946)
Predecessore Ministro degli Esteri del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Pompeo Di Campello 27 ottobre 1867 - 14 dicembre 1869 Emilio Visconti Venosta
Predecessore Ministro dei Lavori Pubblici del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Agostino Depretis 8 dicembre 1862 - 24 settembre 1864 stefano Jacini

Controllo di autorità VIAF: 50029341 LCCN: nr94014611 SBN: IT\ICCU\SBLV\206770