Macomer

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Macomer
comune
Macomer – Stemma Macomer – Bandiera
Veduta di parte di Macomer dal quartiere Scalarba
Veduta di parte di Macomer dal quartiere Scalarba
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Nuoro-Stemma.png Nuoro
Amministrazione
Sindaco Antonio Onorato Succu (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°16′00″N 8°47′00″E / 40.266667°N 8.783333°E40.266667; 8.783333 (Macomer)Coordinate: 40°16′00″N 8°47′00″E / 40.266667°N 8.783333°E40.266667; 8.783333 (Macomer)
Altitudine 563 m s.l.m.
Superficie 122,58 km²
Abitanti 10 347[1] (31-08-2013)
Densità 84,41 ab./km²
Comuni confinanti Birori, Bolotana, Bonorva (SS), Borore, Bortigali, Scano di Montiferro (OR), Semestene (SS), Sindia
Altre informazioni
Cod. postale 08015
Prefisso 0785
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 091044
Cod. catastale E788
Targa NU
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 580 GG[2]
Nome abitanti macomeresi
Patrono san Pantaleo
Giorno festivo 27 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Macomer
Posizione del comune di Macomer nella provincia di Nuoro
Posizione del comune di Macomer nella provincia di Nuoro
Sito istituzionale

Macomèr (pron. /mako'mɛr/; Macumère /maku'mɛrɛ/ in sardo) è un comune italiano elevato al rango di città di 10.347 abitanti della provincia di Nuoro, situato a 563 metri sul livello del mare, alle pendici della catena del Marghine, di cui è il centro principale, arroccata sulle rive del rio S'Adde. Fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Macomer, arroccata sulle alte sponde basaltiche del rio S'Adde, ha una superficie di 122,5 chilometri quadrati, la casa comunale si trova a 563 m s.l.m. (Altezza minima: 390 metri. Altezza massima: 808 metri. Escursione altimetrica: 418 metri).

Il territorio macomerese è caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, da quello collinare e montuoso della Catena del Marghine e del Monte di Sant'Antonio, a quello steppico degli altipiani di Campeda e Abbasanta. La vegetazione presenta boschi misti a roverella e sughera. Nell'altopiano di Campeda sono presenti 9 entità endemiche e ben 23 specie di uccelli.

Panorama di Macomer.jpg

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Panorama di Macomer

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La conformazione geologica del suo territorio è contraddistinta da vulcaniti basiche plio-quaternarie costituite da basalti che fanno parte di diverse serie (trachiti, trachiti fonolitiche, fonoliti, trachibasalti e alcalibasalti, basalti alcalini e subalcalini, basaniti analcitiche).

Monte di Sant'Antonio[modifica | modifica sorgente]

Il monte di Sant'Antonio, che misura fino a quota 808 m s.l.m, è ricoperto da varie specie arboree, tra cui diverse querce, alcune delle quali hanno più di 100 anni. Sulla sua sommità è presente una chiesa costruita dai fedeli in onore di Sant'Antonio, e un nuraghe quasi completamente avvolto dalla vegetazione dalla cui cima si gode di un bellissimo panorama, dalla folta foresta sottostante, al Montiferru e alla Planargia, fino all'altopiano di Abbasanta e ai monti del Gennargentu. Sulla vetta sono presenti due statue una della Madonna e l'altra di Sant'Antonio e un altare per celebrare la messa all'aperto. Dal parco attrezzato per i picnic si raggiunge la chiesetta percorrendo una sentiero lastricato che rappresenta la via crucis lungo la quale delle sculture raffigurano le tappe della passione di Cristo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

MACOMER
(1951-1980)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,3 10,0 12,4 15,0 19,8 24,2 28,3 28,3 24,6 19,1 13,7 10,5 9,9 15,7 26,9 19,1 17,9
T. min. mediaC) 3,7 3,7 5,1 7,0 10,4 13,8 16,6 17,0 14,6 10,9 7,5 5,1 4,2 7,5 15,8 11,0 9,6
Precipitazioni (mm) 70 90 60 40 50 20 0 10 40 70 80 90 250 150 30 190 620
Giorni di pioggia 8 9 6 5 5 3 0 1 5 7 7 9 26 16 4 19 65
Umidità relativa media (%) 85 82 76 72 72 60 53 55 65 76 79 82 83 73,3 56 73,3 71,4

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria e periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Il sito archeologico di Tamuli

Abitato fin dalla più remota antichità, come testimonia la presenza del complesso nuragico di Santa Barbara (antecedente al 1100 a,C.), e di quello di Tamuli (un nuraghe, tre tombe di giganti e sei betili), le numerose tombe di giganti, le domus di Filigosa e una moltitudine di rovine nuragiche sparse per il territorio, Macomer, fu all'inizio un insediamento punico (l'antica Macopsissa, descritta dal geografo alessandrino Tolomeo). Nel 238 a.C. la Sardegna passò sotto il dominio romano e Macomer conservò la sua importanza strategica in qualità di luogo di passaggio obbligato tra il nord e il sud dell'isola. Sono scarse le testimonianze archeologiche lasciateci dai Romani, che per lo più si riducono a circa sei pietre miliari e a qualche lapide. Due di queste pietre miliari si trovavano di fronte alla chiesa di San Pantaleo e attualmente sono custodite nel museo archeologico Sanna di Sassari.

Bizantini e periodo giudicale[modifica | modifica sorgente]

Nella città rimangono poche tracce della dominazione Bizantina, ravvisabili nelle chiese della Nostra Signora d'Itria e di Nostra Signora del Soccorso. Di origine bizantina era anche la chiesa di Santa Barbara arroccata sul Monte Manai, ora ridotta a un cumulo di pietre. Nel 1414, Macomer, passò dal Giudicato di Torres a quello d'Arborea. Nel 1478 vi si svolse la storica battaglia tra i Sardi e gli Aragonesi, che pose fine all'indipendenza della Sardegna. Il 19 maggio di quell'anno infatti, Leonardo Alagon, Marchese di Oristano, e Nicolò Carroz, Viceré di Sardegna, si affrontarono nei pressi del castello di Macomer, di cui ora possiamo osservare solo pochi resti. Il Viceré, forte dell'aiuto del Re di Napoli, del Viceré siciliano, e soprattutto del Governatore del Logudoro, sconfisse definitivamente il Marchese Leonardo Alagon, che venne incarcerato in Spagna. Nel centro storico della città si possono osservare antiche case che presentano chiari segni del dominio aragonese nello stile degli architravi delle finestre. Risale a quel periodo anche la costruzione della Chiesa di San Pantaleo, di fronte alle rovine del castello. La costruzione del campanile della chiesa fu affidata a Michele Puig nel 1573.

I Savoia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1720 la Spagna perse definitivamente il controllo sull'Isola, che passò sotto il dominio dei Duchi di Savoia. Il 28 luglio del 1767 venne istituito dal Regno di Sardegna il Marchesato del Marghine con sede in Macomer. Il Marchesato comprendeva Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Mulargia, Noragugume e Silanus; venne abolito nel 1839. Nel 1795 Giovanni Maria Angioy giunse a Macomer con 500 cavalieri, alla ricerca del sostegno della popolazione locale. La città invece insorse contro di lui, e gli angioini penetrarono in città e saccheggiarono la chiesa di San Pantaleo. Nel 1935 ci fu la visita di Mussolini. Fino al 1948, anno in cui divenne comune autonomo, Birori risultava una frazione di Macomer. Nel dopoguerra ci furono anche le visite dell'allora Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Alcide De Gasperi e dei Presidenti della repubblica Gronchi e Cossiga.

In una grotta, situata in località Marras, in una gola del rio S'Adde, è stata rinvenuta, nel 1949, una statuetta, detta Venere di Macomer, oggi custodita nel Museo Archeologico nazionale di Cagliari. Il manufatto, raffigurante una Dea Madre risalente stilisticamente al paleolitico superiore, è alto circa 14 cm, ed è stato realizzato con pietra basaltica locale. La città vanta importanti vestigia del passato, in una delle zone con la più alta concentrazione di testimonianze nuragiche, con vari siti archeologici tra i più importanti della Sardegna, situati in varie località attigue al centro abitato, tra cui spicca il sito di Tamuli. Nell'età attuale, Macomer è meta di turisti che ammirano i paesaggi attorno a questa cittadina.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Conferito a Macomer col D.P.R. 2063 del 7 agosto 1976[3]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Macomer sono situati numerosi nuraghi. Tra questi, i principali sono quello di Santa Barbara, che consta di un complesso con numerose torri e mura difensive, poco al di fuori del centro abitato, lungo la SS 131. Circa 15 km ad Est, nel comune di Silanus, si trova invece il Nuraghe di Santa Sabina, vicino al quale è stata edificata una cappella bizantina. Nei pressi del complesso ospedaliero si trova il nuraghe Ruju e alcune "Domus de Janas" (case delle fate), scavate nella pietra calcarea utilizzate come tombe. Tra i principali edifici di interesse del centro storico, spicca la Chiesa parrocchiale di S. Pantaleo, patrono della città (1635), a tre navate, con una facciata contraddistinta da un portale a timpano, posta all'estremità sud-occidentale del centro abitato, in una posizione da cui si gode un eccezionale panorama, sino al Campidano. Recentemente, è stato realizzato un Museo Etnografico, denominato "Le arti antiche", che ospita utensili tradizionalmente utilizzati per l'agricoltura e l'allevamento, costumi folkloristici, fotografie. Di notevole importanza storica e naturalistica è il Monte di S. Antonio, dove il 13 giugno si svolge la ricorrenza del Santo di Padova, la quale richiama da tutta la Sardegna migliaia di fedeli e turisti. In piazza della Vittoria è sito il monumento ai Caduti di tutte le guerre;in piazza Caduti del lavoro è presente l'omonimo monumento,mentre in piazza Italia sorge il monumento ai Caduti del mare.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Ospita un liceo scientifico che offre i corsi: tradizionale, minisperimentale linguistico e tecnologico, e che ha annesso il liceo classico e quello delle scienze sociali. Vi è inoltre un istituto tecnico commerciale e per geometri e un istituto professionale dell'industria.

Media[modifica | modifica sorgente]

Macomer è sede di una radio locale, Radio Macomer Centrale, diffusa in varie zone della Sardegna, terza emittente dell'isola per audience.

Persone legate a Macomer[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

La posizione geografica, naturale crocevia tra le vie di comunicazione Nord-Sud della Sardegna sin dai tempi antichi, ha favorito lo sviluppo della cittadina.

Il commercio e l'allevamento costituiscono le attività principali. Ad esse si affianca l'industria tessile (tessuti in cotone e calze). Essa era arrivata a occupare fin quasi un migliaio di operai, ma oggi affronta alcune difficoltà; stesso discorso vale per le produzione casearia, comunque importante. Nella zona industriale di Tossilo è situato un grande inceneritore adibito allo smaltimento di rifiuti urbani ed è operativo dal 1993.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti due stazioni ferroviarie, una delle Ferrovie dello Stato e una dell'ARST, situate una di fronte all'altra (piazza Due Stazioni), ed attigua una di autobus.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, Ferrovia Macomer-Nuoro e Ferrovia Macomer-Bosa.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti 3 società calcistiche principali: l'Associazione Sportiva (AS) Macomer, la Polisportiva Macomerese e l'A.S.D. Pizzinnos. L'AS Macomer,fondata nel 1923, con colori sociali giallo-rossi (i colori di Macomer) vanta nel palmares varie partecipazioni alla Serie D (campionato interregionale) e all'Eccellenza sarda. La Macomerese venne fondata nel 1974,con colori sociali bianco-celesti. L'A.S.D. Pizzinnos, che si occupa di puro settore giovanile, fondata nel 2006, ha nelle sue file circa 150 ragazzi iscritti ed ha colori sociali giallo-blu. La città ospita nel quartiere Scalarba l'omonimo stadio comunale, dotato di piste di atletica e con una capienza di oltre 3500 posti. Sono presenti anche società di pallavolo (Scuola Pallavolo e VolleyBall Club), pallacanestro (Le Pleiadi), atletica (Centro Sportivo Fiamma Macomer e Atletica Macomer), tennis (Tennis Club), judo (Judo Yano e Judo Club), karate (ASD Scuola Karate Shotokan e Karate Club "Hiroshi Shirai"), ciclismo (Panif. Atzori) e numerose associazioni amatoriali e di "vecchie glorie".

Presente in città anche una piscina comunale, inaugurata nel 2010, frequentata da numerosi iscritti[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statuto comunale Macomer
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Atleti da tutta l’isola nella piscina comunale di Sertinu in La Nuova Sardegna, 25 novembre 2012. URL consultato il 22 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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