Tortolì

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Tortolì
comune
Tortolì – Stemma Tortolì – Bandiera
Tortolì – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia dell'Ogliastra-Stemma.png Ogliastra
Amministrazione
Sindaco Massimo Cannas dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 39°56′00″N 9°39′00″E / 39.933333°N 9.65°E39.933333; 9.65 (Tortolì)Coordinate: 39°56′00″N 9°39′00″E / 39.933333°N 9.65°E39.933333; 9.65 (Tortolì)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 39,97 km²
Abitanti 11 076[1] (30-11-2013)
Densità 277,11 ab./km²
Frazioni Arbatax
Comuni confinanti Arzana, Bari Sardo, Elini, Girasole, Ilbono, Lotzorai, Villagrande Strisaili
Altre informazioni
Cod. postale 08048
Prefisso 0782
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 105018
Cod. catastale A355
Targa OG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti tortoliesi
Patrono sant'Andrea Apostolo
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tortolì
Posizione del comune di Tortolì nella provincia dell'Ogliastra
Posizione del comune di Tortolì nella provincia dell'Ogliastra
Sito istituzionale

Tortolì (Tortolì in sardo[2]) è un comune italiano di 11.076 abitanti[1], capoluogo (assieme a Lanusei) della provincia dell'Ogliastra in Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è situata nella costa centro-orientale della Sardegna e il suo porto, situato ad Arbatax, e l'aeroporto (Tortolì-Arbatax) ne permettono il collegamento con la penisola italiana e il resto dell'Europa. Confina a nord con Girasole e Lotzorai, a ovest con Villagrande Strisaili, Elini e Ilbono, a sud con Bari Sardo.

Il territorio si estende per circa 40 km quadrati di pianura fertilissima, creata dai depositi alluvionali del rio Foddeddu e del rio Sa Teula che terminano la loro corsa rispettivamente, il primo negli stagni di Orrì ed il secondo nel grande stagno di Tortolì.

Le colline che delimitano ad ovest il territorio comunale sono già nei confini del Comune di Villagrande, di Arzana, di Elini e di Ilbono: appartengono a Tortolì solo la collina di monte Attu ed un piccolo appezzamento sulla montagna fronte all'Istituto Agrario denominato "Is Terras de Sa Idda".

Una particolarità geologica è costituita dalla presenza di una cresta di porfido rosso che dal promontorio di capo Bellavista corre parallelo alla costa tortoliese per terminare in mare nella spiaggia di Cea: è lo stesso filone che ha creato gli scogli rossi di Arbatax.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Capo Bellavista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del toponimo Tortolì

L'origine del toponimo è controversa. C'è chi ha sostenuto che Tortueli fosse una corruzione di Portus Ilii (Giovanni Spano nel suo Vocabolario Sardo del 1872), cioè gli ilienses, con patronimico porticenses, del Sulpicius portus. Altri hanno intravisto la derivazione dal termine Portu con il suffisso Elia: Portuelie (Porto di S. Elia). I pisani lo scrivevano Tortohelie.

Neolitico e Civilta Nuragica[modifica | modifica sorgente]

Le tracce dei primi insediamenti risalgono al Neolitico, dal 6000 al 2900 a.C. Il culto pagano dei popoli prenuragici è segnalato dalla presenza di reperti megalitici quali i menhir e le domus de janas. Nell'area di Tortolì e più in generale nel territorio circostante, la presenza di oltre 200 monumenti di età Nuragica (nuraghi, tombe dei giganti, pozzi sacri) documentano il fiorire di importanti insediamenti agevolati dalla ricchezza del territorio, dall'abbondanza di risorse idriche ed alimentari.

Sulci Tirrenica[modifica | modifica sorgente]

Il poeta romano Claudiano nel IV secolo d.C. parlando della città di Sulci ne ricorda le nobili origini puniche: "pars adit antiqua ductos Carthagine Sulcos". L'arrivo dei navigatori Fenici e successivamente dei Punico-cartaginesi nel VII secolo a.C. determina la nascita dell'insediamento dell'antica Sulci Tirrenica. La posizione della città lungo la rotta dall'Africa alle foci del Rodano, la pianura circostante ricca di risorse agricole e di acqua l'orografia della costa orientale che colloca il porto di Sulci subito prima o subito dopo i terribili Montes Insani lungo la rotta marittima di levante, sanciscono l'importanza del sito e ne fanno un punto fermo per i navigatori antichi e fino al medioevo. Tracce dell'insediamento Punico sono state ritrovate nello stagno di Tortoli nel 1988 durante i lavori di dragaggio della laguna, con la scoperta di grandi blocchi in pietra squadrata appartenenti presumibilmente alle fondazioni dell'antico porto. Il castello medioevale della Medusa nella vicina Lotzorai sembra sia stato edificato sulle fondazioni di una preesistente fortezza punica.[3]

Portus Sulpicius di Sulci[modifica | modifica sorgente]

L'arrivo della Repubblica Romana è datato al III secolo a.C., al tempo della prima guerra punica. In questo periodo e precisamente nel 258 a.C., al largo della costa di Sulci Tirrenica si svolge la battaglia navale fra la flotta romana comandata da Caio Sulpicio Patercolo e quella cartaginese comandata dall'Ammiraglio Annibale Giscone. La vittoria arrise ai Romani ed il comandante cartaginese venne preso dai suoi stessi soldati e, come d'uso in casi del genere, probabilmente crocifisso. In onore del console vincitore il porto ogliastrino prese il nome di portus Sulpicius di Sulci. Nel primo secolo dell'impero Plinio certifica che in Sardegna esistevano 18 oppida, cioè città aventi diritti di res pubblica: a tal proposito E.Pais nella sua Formula proviciae approfondisce la ricerca enumerandole tutte ed individuando sulla costa orientale l'Oppidum di Sulci oltre alla più nota Sulki nell'isola di San Antioco, ed anche il grande geografo Tolomeo che ne individua la posizione in un punto della costa orientale equididistante fra la foce del Cedrino e quella del Flumendosa.

Durante la seconda guerra punica un altro episodio nel mare di Sulci del Tirreno: una flotta di 50 nuove quinquiremi al comando del console Claudio Tiberio Nerone, in viaggio verso l'Africa per congiungersi all'esercito di Scipione l'Africano viene quasi completamente distrutta al largo dei Montes Insani corrispondenti al tratto di mare fra capo Comino e capo Montesanto: "ibi superantem Insanos montes multo et saevior et infestioribus locis tempestas adortas disiecit classem". Nerone, recuperate le navi superstiti nel porto di Sulci, riuscì a condurle a Karales e da lì alla fine dell'anno consolare le riportò a Roma.

In epoca imperiale, nel 397 una spedizione inviata da Stilicone contro il comes Africae Gildone che aveva bloccato le forniture di grano fra l'Africa, la Sardegna e la Capitale, parte da Pisa e discende la consueta rotta che tocca il porto di Olbia, Porto Sulpicio di Sulci, Karales e la costa africana: all'altezza dei Monti Insani una terribile tempesta disperde le navi. Alcune trovano rifugio a Sulci, altre ad Olbia. Dopo la sosta necessaria alle riparazioni la spedizione raggiunge il porto di Karales e da qui Cartagine dove, la primavera successiva Gildone viene sconfitto. Tracce di insediamenti romani sono state trovate presso la chiesa di San Lussorio e nell'area a destra della SS 125 in direzione Girasole, adiacente all'ansa della laguna dove doveva essere l'antico porto punico e poi romano. Altre importanti vestigia sono rappresentate dagli innumerevoli ritrovamenti di relitti di navi romane e del loro carico nelle acque antistanti il golfo di Tortolì-Arbatax.

L'invasione dei vandali dal nord Africa si estese anche sulla Sardegna e pose fine alla dominazione romana nell'anno 455.

Nel 534 l'Imperatore Giustiniano sconfigge i Vandali e riconquista la Sardegna che viene amministrata da un delegato bizantino, ma l'espansionismo arabo nel Mediterraneo determina via via una sempre maggiore autonomia da Bisanzio fino alla costituzione dei Giudicati.

Il Giudicato di Ogliastra e gli Arabi[modifica | modifica sorgente]

È possibile che un insediamento arabo fosse presente in Sardegna nell'VIII secolo, e forse fin dall'inizio dell'espansionismo arabo nel Mediterraneo. L'Ogliastra fu sicuramente una base logistica per il sacco di Roma dell'anno 841. Cartografi medievali chiamavano il sud-est della Sardegna, la costa a sud di Arbatax, S'arabus, "gli arabi", e il nome stesso "Arbatax" è di chiara derivazione araba significandosi o in "ārba'a", che significa quattro, o in "arbat'asc" che vuol dire quattordici: un sicuro riferimento geografico al sistema difensivo militare della zona, indicante le fortezze e le torri di difesa dell'Ogliastra e del Sarrabus le uniche zone della costa orientale inaccessibili da ovest per la catena del Gennargentu e per il canyon del Flumendosa. La cartografia araba evidenzia ad Arbatax un importante fortezza militare costiera Altro curioso riferimento alla presenza araba nel territorio orientale è dato dalla costante citazione del termine "Liberus de paniliu" in documenti Giudicali dell'XI secolo che ne assegnano la cessione alla Diocesi assieme alla villa di Kolostrai. Il termine Liberus de paniliu, si riferiva ai servi cristiani semi-liberi nati da schiavi musulmani nella disponibilità del Giudice.[4]

La presenza di una popolazione stanziale araba sulla costa orientale motiva poi il fatto che l'Ogliastra sia stata l'unica zona della Sardegna non interessata ad insediamenti monastici, né di rito romano, né di rito orientale.

In questo quadro trova ragionevole motivazione quanto descritto nei documenti storici della Repubblica Marinara di Pisa. Lo storico pisano Raffaello Roncioni, nelle sue "Historie Pisane" racconta che nel 1003 una flotta pisana assalì l'Ogliastra, la occupò e subito dopo si diresse verso la città di Olbia che venne messa sotto assedio e conquistata. Questo episodio storicamente documentato, è importante per cercare di illuminare il periodo antecedente dei secoli VIII e IX sui quali poco si sa e che hanno visto mutare la situazione politico amministrativa della Sardegna, prima territorio Bizantino poi autonomo Giudicato ed infine dopo l'anno 1000 organizzata nei Regni Giudicali definitivi. Lo storico pisano non dice chi fossero i nemici contro cui combatté l'armata pisana ma è facile immaginare che non potessero essere che gli Arabi del Califfato omyyade di Cordoba, insediati in maniera stabile lungo gli approdi della costa orientale fin dall'inizio dell'espansione araba nel Mediterraneo i quali esercitavano la guerra di corsa nell'alto Tirreno partendo appunto dalle coste del Sarrabus e dell'Ogliastra.

La grande spedizione militare del 1004 composta da 120 navi, 10.000 soldati e 1000 cavalli, condotta dall'Emiro della Taifa di Deina, il famoso Mughaid al-Amiri, sbarcò in Sardegna con l'intenzione di conquistarla per farne la base operativa delle incursioni barbaresche contro l'Italia ed in particolare contro le Repubbliche Marinare di Pisa e di Genova. Una operazione militare di questa portata non poteva essere organizzata senza tener conto dell'aiuto e delle informazioni fornite dagli islamici, insediati lungo la costa orientale in maniera stabile, come dimostrato dalle ceramiche e dai manufatti ritrovati nella piana di Tortoli e Barisardo, così come dal reliquiario mozarabico di provenienza Al-Andalus ritrovato sotto l'altare della chiesa di Santa Maria Navarrese e risalente all'XI secolo.

La grande vittoria conseguita da Mughaid al-Amiri contro il Signore di Sardegna (presumibilmente lo Judex Provinciae Salut di Cagliari che mori in battaglia insieme alla maggior parte dei suoi funzionari e della Corte), determinò una grave crisi dinastica nell'organizzazione Giudicale della Sardegna e consentì ai maggiorenti delle altre parti dell'isola che ambivano a rendersi indipendenti dal potere centrale di instaurare i nuovi Giudicati autonomi. Nacquero così oltre a Cagliari i Giudicati di Torres, Arborea, Gallura e, come conseguenza delle campagne militari dei Pisani contro gli Arabi di Mughaid, anche il Giudicato di Agugliastra retto, per conto di Pisa, dalla famiglia dei Sismondi.

Il Giudicato di Ogliastra. e la Contea di Quirra[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai 4 Giudicati maggiori di Cagliari, Torres, Gallura e Arborea, fra il X e l'XI secolo esisteva, dunque, anche il piccolo Giudicato di Agugliastra con capitale Tortolì. Tutti gli atti documentali fno ad ora pervenuti individuano il territorio ogliastrino come " Judicato de Ollaste o Agugliastra " a differenza delle altre parti del territorio sardo che vengono appellate "Curatorias o Mandamenti " così negli annali storici delle Repubbliche di Genova e di Pisa, che ne esercitò la Signoria tramite la potente famiglia dei Sismondi, In quel periodo le due Repubbliche marinare erano impegnate, assieme ai Giudici sardi a contrastare l'espansione araba nel Tirreno. Nel anno 1579 il Libro de todas las Gracias registra che, anticamente, le riunioni della Corona de Logu del Giudicato Agugliastra si tenessero nella chiesa di San Antonio Abate a Tortolì vicino all'attuale stazione ferroviaria. Intorno al 1080 il piccolo Rennu ogliastrino venne assorbito dal Giudicato di Cagliari ed in quel regno seguì le vicende dell'espansione pisana nella parte centro meridionale dell'isola e le alterne vicende della competizione fra Genova e Pisa per il controllo della Sardegna: il Giudicato di Agugliastra fu interessato alle vicende belliche nel mese di marzo del 1166, quando una formazione di 9 galee genovesi al comando del console Oberto Recalcato venne attaccata e respinta da una flotta pisana composta da ben 17 galee nelle acque del golfo di Arbatax. Le vicende intrecciate del Giudicato di Cagliari e delle due Repubbliche marinare portarono alla fine del Giudicato di Cagliari con la distruzione di Santa Igia e con spartizione in tre parti del territorio giudicale: il Giudicato di Agugliastra venne ceduta nel 1287 al Giudice di Gallura, il pisano Giovanni Visconti. Dopo la battaglia della Meloria con la grave sconfitta di Pisa il territorio del Giudicato di Agugliastra dal 1258 al 1308 cadde sotto il controllo dei Genovesi, fortemente interessati ad istituire un fondaco commerciale nel porto di Arbatax, di quel periodo rimane traccia nella toponomastica di Cala dei Genovesi attribuita alla parte più antica del porto di Arbatax. Il Comune di Pisa riprese il controllo del territorio esercitando una gravissima pressione fiscale sulle popolazioni tale da determinarne lo schieramento con l'esercito Aragonese di Francesco Carroz sbarcato sulle coste ogliastrine per conquistare il porto di Tortolì ed il castello di Medusa a Lotzorai che venne consegnato, senza colpo ferire, all'ammiraglio di Valencia. A seguito delle successive vicende belliche ed alla capitolazione di Villa di Chiesa l'attuale città di Iglesias, il 10 maggio 1324 il Giudicato di Ogliastra fu assegnato alla contea di Quirra. Il feudo venne completato il 20 febbraio 1325, con l'atto di infeudazione delle ville di Tortolì e Lotzorai a Francesco Carroz concesso da Giacomo II di Aragona. I cento anni successivi videro le alterne vicende della guerra fra i giudici di Arborea e gli Aragonesi, fino alla definitiva conquista della Sardegna il 17 agosto 1420, che diventò così uno dei Regni della Corona di Aragona. Un ruolo determinante nelle vicende militari, ebbero le popolazioni ogliastrine schierate con gli Aragonesi che ottennero in cambio della loro fedeltà, importanti concessioni nei capitoli di grazia del feudo e particolari esenzioni fiscali.

È interessante notare che ancora intorno al 1550 l'istituzione giudicale di Agugliastra è presente nell'ordinamento amministrativo della Sardegna catalano-aragonese dove nei documenti di araldica nobiliare viene citato, col titolo di Capitano del Giudicato di Ogliastra il nobile tortoliese Antonio Puliga, così pure il figlio Don Biagio Puliga e Don Sebastiano Quigino tutti appartenenti alla nobile casata tortoliese dei Conti Quigini-Puliga.

La dominazione Spagnola durò fino al XVIII secolo. Dopo una brevissima dominazione austriaca la Sardegna fu assegnata ai Savoia, seguì il Regno di Sardegna ed infine il Regno d'Italia. Nel periodo dal 1835 al 1838 il Re Carlo Alberto promulgò le leggi finalizzate all'abolizione dei feudi: 180 comunità, fra cui Tortolì diventarono liberi Comuni.

Cronologia dall'Ottocento in poi[modifica | modifica sorgente]

1807 diventa capoluogo di provincia di un territorio che comprende 26 villaggi.
1821 cessa di essere capoluogo di provincia e lo diventa Lanusei fino al 1859.
1824 (8 nov) viene istituita, con bolla di papa Leone XII, la diocesi d'Ogliastra.
1832 il rio Foddeddu rompe l'argine e invade il rione della Chiesa (Cattedrale) di S. Andrea.
1859 entra a far parte della provincia di Cagliari fino al 1926.
1869 (aprile) giunge il vaiolo, introdotto da un carcerato tradotto in Tortolì, che dissemina morte sia in loco che nel resto del mandamento .
1881 (4 giugno) inaugurazione del primo acquedotto che porta l'acqua dalla sorgente di "Fra Locci" all'attuale piazza Cavour.
1906 si dà inizio alla costruzione del "ponte di ferro" sul rio Foddeddu che collega il centro verso sud.
1918 (ottobre - novembre) epidemia di influenza spagnola con oltre 150 morti.
1926 entra a far parte della provincia di Nuoro fino al 2005.
1927 con bolla pontificia (Papa Pio XI°) la residenza della sede vescovile d'Ogliastra passa da Tortolì a Lanusei.
1935 (10 giugno) visita di Benito Mussolini.
1943 (23 aprile, 13,30 circa) 18 aerei bombardano il porto ad Arbatax: 13 vittime. 1963 Viene istituita l'Area Industriale ed insediata la cartiera di Arbatax: la più grande in Europa

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Conferito a Tortolì col D.P.R. del 30 marzo 2004[5]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa Cattedrale di Sant'Andrea, risalente al Seicento ma realizzata su un precedente edificio di culto del XII secolo e recentemente[non chiaro] restaurata, è stata sede vescovile della Diocesi d'Ogliastra.
  • La chiesa di Sant'Anna nella piazza della Cattedrale.
  • Chiesa di Stella Maris ad Arbatax nell'area demaniale portuale. Costruita nel Novecento dal Demanio è la chiesa dei pescatori.
  • Chiesa di San Giorgio ad Arbatax Portu Frailis inaugurata negli anni 1995-96 con tre navate e cupola ottagonale.
  • Chiesa di San Giuseppe nel quartiere di Monte Attu.
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate del XII secolo di proprietà privata seppur ancora consacrata. Vi si riuniva anticamente la Corona de Logu del Giudicato di Agugliastra.

Edifici Storici[modifica | modifica sorgente]

Torre di San Miguel nel porto di Arbatax
  • Palazzo dei Conti Quigini-Puliga ex Episcopio Diocesano in via Vittorio Emanuele attualmente sede della biblioteca comunale.
  • Antica Blocchiera Falchi a fianco del palazzo comunale sede di manifestazioni culturali e di rassegne artistiche.
  • Torre di San Miguel sul lungomare di Arbatax, recentemente restaurata[in che anno/decennio?] e destinata a diventare il Museo del Mare.

Area archeologica attrezzata S'Ortali 'e su Monti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuraghe S'Ortali 'e su Monti.

Il complesso archeologico sorge a sud-est di Tortolì lungo la direttrice per Orrì. È un'area di circa 7 ettari, recintata da un muro in pietra, su cui insistono un nuraghe complesso, una tomba dei giganti, due menhir, un villaggio di capanne circolari, una domus de janas, un muro rettilineo ed un secondo nuraghe di cui residuano solo alcuni filari di base.

Il sito è recintato, custodito, ed affidato in gestione ad una cooperativa culturale che offre servizi di visite guidate.

Parchi e giardini[modifica | modifica sorgente]

Tortolì ha una buona dotazione di aree verdi attrezzate distribuite nei vari quartieri della città e tutte, in genere dotate di giochi per i più piccini, di illuminazione e di parcheggi. La più importante è senza dubbio l'area di piazza Rinascita, situata in pieno centro a ridosso delle più importanti strade commerciali di Tortolì, dotata di un grande parcheggio, vi si trovano l'ufficio postale e la stazione dei Carabinieri. Ogni venerdì si tiene il mercato delle bancarelle.

Lungo la direttrice stradale fra Tortolì ed Arbatax si trova il grande parco urbano " La Sughereta " realizzato in un reliquato della grande foresta di sughere e lecci che ricopriva la piana di Tortolì. Sette ettari di parco sono stati recintati ed attrezzati dei necessari servizi e di percorsi vita e fitness.

Leggermente più piccolo ma ubicato in una posizione importante è il " parco Batteria " ad Arbatax. Si trova sulla collina che sovrasta il piazzale degli Scogli Rossi, il porto e l'abitato di Arbatax in una posizione panoramica sul golfo e sulla pianura tale da consentire di ammirare la costa da capo Montesanto al Monteferru e di abbracciare con lo sguardo in un tutt'uno l'intera Ogliastra dai Tacchi di Jerzu al Supramonte di Urzulei Il progetto realizzato ha consentito di recuperare un sito di grande importanza storica e culturale: trattasi infatti della zona militare dove erano, durante la seconda guerra mondiale, le batterie antiaeree poste a difesa del porto di Arbatax, con le casematte, le piazzole dei cannoni ed i rifugi dei soldati addetti alla difesa.

Su logu e' s'Iscultura Museo Arte Contemporanea in plen-air[modifica | modifica sorgente]

A Tortoli è stato realizzato un importante museo di arte moderna che ha la particolarità che le opere sono posizionate in spazi all'aperto. Sono esposte opere di Mauro Staccioli, Antonio Levolella, Umberto Mariani, Ascanio Renda, Maria Lai, Nitetoski Nagasawa.

Moros[modifica | modifica sorgente]

Monumento in pietra granito opera dello scultore Italo Utzeri raffigurante i quattro mori eretto all'ingresso dell'Area Industriale sul lato di viale Arbatax.

Coste[modifica | modifica sorgente]

Baia di Porto Frailis
Lido di Orrì

Il territorio comunale a est si affaccia sul mare con le lunghe e rinomate spiagge di sabbia granitica. La prima, partendo da nord al confine con Lotzorai è delimitata dallo stagno di Tortolì e prende il nome di Riva di ponente, è lunga più di un chilometro ed è orlata, da una pregevole pineta alle spalle del canale di Baccasara.

Unico nel suo genere è il piazzale degli Scogli Rossi ad Arbatax: le grandi scogliere di porfido rosso disegnano uno scenario di grande bellezza per questo sito ubicato dentro l'abitato di Arbatax, all'ingresso del porto ed ai piedi della collina di Bellavista. Il bagnasciuga è qui costituito in parte da ciottoli di granito e di porfido rosso e per il resto da maestose scogliere che da sempre sono frequentate dai ragazzi del paese per il cimento nei tuffi.

Esposta a sud-est, protetta dal vento di maestrale dal promontorio di Bellavista è la spiaggia di Portu Frailis: costituita da sabbia e rocce levigate è totalmente inserita nel tessuto urbano della città nei pressi della torre saracena e della chiesa di San Gemiliano è una spiaggia frequentata anche al di fuori della stagione estiva, anche per la presenza di varie strutture ricettive.

Segue la grande spiaggia di San Gemiliano: lungo i suoi tre chilometri di lunghezza gli accessi al mare del Saraceno, di Sos Flores, Abbas a Oru, nota anche come Basaura, de S'Orrologiu, e degli stagni di Orrì.

Il Lido di Orrì, pur essendo il prosieguo del litorale di San Gemiliano è completamente differente essendo costituito da l'alternarsi di cale di sabbia finissima con scogli di granito grigio; sulla collina una cresta ininterrotta di porfido rosso termina in mare nell'ultima spiaggia di Tortolì: si tratta della bianca spiaggia di di Cea, lunga 4 km e circondata da macchie secolari di ginepro.

Panoramica della baia di Porto Frailis con la Torre Saracena sullo sfondo

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Tortolì sono stati rilevati 9.973 abitanti residenti, dei quali 7.428 abitanti (pari al 74%) nel centro urbano di Tortolì. Altra località abitata del territorio comunale è Arbatax con 2.202 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 343 unità.[7]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

1688 si contano 756 abitanti.(1)
1698 risultano 1.006.(1)
1728 diventano 1.065.(1)
1751 la popolazione è composta da 1.329 uomini.(1)
1777 conta 1.312 abitanti. (1)
1789 cala arrivando a 1.281 persone.(1)
1824 segna una crescita arrivando a 1.800 abitanti.(1)
1826 il villaggio registra 1.753 abitanti. (2)
1833 la popolazione è composta da 1.565 abitanti di cui 786 maschi e 779 femmine. (2)
1901 la popolazione è di 2.105 abitanti di cui 2.043 nel centro e 62 nella frazione di Arbatax. (2)
1930 è abitata da circa 3.500 persone.(2)
1936 conta 3.888 abitanti compresa la frazione di Arbatax. (2)
01.01.2005 fonte ISTAT abitanti nº 10.207
31.10.2013 fonte ISTAT abitanti nº 11.002

Religione[modifica | modifica sorgente]

Tortolì fa parte della Diocesi di Lanusei (o "dell'Ogliastra"), di cui è stata sede vescovile fino al 1927.

Le parrocchie sono cinque: Sant'Andrea Apostolo con sede nella chiesa Cattedrale in via Cagliari, Sant'Antonio Abate nella Via Vittorio Emanuele, Madonna di Stella Maris ad Arbatax, San Giorgio tra Arbatax ed il quartiere di Portu Frailis e San Giuseppe nel popoloso quartiere di Monte Attu.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

A Tortoli e nei paesi vicini viene prodotto il famoso vino Cannonau DOC, vinificato nelle versioni classico e riserva nella locale cantina sociale. Oltre trecento soci conferiscono le pregiate uve del più famoso vitigno della Sardegna per una produzione di oltre 1.500.000 bottiglie ogni anno.

I piatti della cucina tortoliese sono quelli della tradizione agricola della zona. Da segnalare i culurgiones a base di patate formaggio e menta chiusi nella classica forma a spiga, le zuppe e le minestre cucinate con le variegate verdure dei giardini e degli orti della piana, le fave con il lardo, le carni del territorio quali la vitella, il porcetto e l'agnello cucinate allo spiedo e non ultima la carne di pecora bollita con le verdure e le erbe selvatiche "a cappottu". A questa cucina tipicamente di terra si sovrappone quella di mare della frazione di Arbatax: I pescherecci di Arbatax conferiscono prodotti di qualità quali aragoste, astici, gamberi, tonni, pesci spada, dentici, orate, spigole e molte altre specie presenti nel Mediterraneo. Un discorso a parte merita la produzione ittica dello stagno di Tortoli con le sue anguille, le orate ed i cefali in particolare che attivano la produzione di una vera rarità gastronomica, una eccellenza da gourmet universalmente riconosciuta per la sua qualità, visto l'habitat dove viene allevato il cefalo: la "bottarga di muggine di Tortoli"

Persone legate a Tortolì[modifica | modifica sorgente]

  • Console Caio Sulpicio Patercolo 258 a.C.
  • Francesco Carroz: Ammiraglio aragonese signore di Tortolì e Lotzorai
  • Violante Carroz-Centelles: ultima Marchesa di Quirra
  • Antonio Puliga: nobile tortoliese Capitano del Giudicato di Ogliastra nel 1550
  • Biagio Puliga: nobile tortoliese Capitano del Giudicato di Ogliastra nel 1570
  • Sebastiano Quigini: nobile tortoliese Capitano del Giudicato di Ogliastra nel 1594
  • Emanuele Virgilio (Venosa 1868 - Tortolì 1923): vescovo d'Ogliastra e fondatore della Cassa Rurale di Depositi e Prestiti San Felice Martire.
  • Salvatore Depau: (Ulassai 1831 - Tortolì 1899): vescovo d'Ogliastra.
  • Mario Melis (Tortolì 1921 - Nuoro 2013): politico sardista, ex presidente della Regione Autonoma della Sardegna, nonché parlamentare italiano ed europeo, nato ad Arbatax.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Is Festas de Sartu[modifica | modifica sorgente]

Fra la terza domenica di agosto e la seconda domenica di settembre, ogni anno si festeggiano i tre santi ai quali sono dedicate le chiese campestri: san Lussorio (la terza domenica di agosto), san Gemiliano (ultima domenica di agosto, o, se questa fosse la terza, la prima domenica di settembre) e san Salvatore, celebrata nella seconda domenica di settembre. I festeggiamenti civili e religiosi durano dal venerdì alla domenica. Il venerdì si svolge nella piazza antistante la chiesa di Sant'Andrea il rito tradizionale Su Imbidu. Il giorno seguente il simulacro del santo posto su un antico carro trainato da un maestoso giogo di buoi rossi, viene accompagnato da una processione nella sua chiesa campestre, dove starà tutta la notte. La domenica, dalla chiesetta il santo riparte alla volta della Cattedrale, accompagnato da una processione nella quale in genere sfilano gruppi folk da tutta la Sardegna.

Festa di "Stella Maris"[modifica | modifica sorgente]

La Festa si celebra nel mese di luglio in onore della Madonna patrona del borgo di Arbatax. Sono coinvolti non solo i paesani e i parrocchiani ma anche numerosi turisti e pellegrini provenienti da tutta l'Ogliastra e oltre. L'apice della festa si raggiunge nel pomeriggio della domenica quando una solenne processione, con il simulacro della Madonna, parte dalla chiesa e passando per le vie del borgo raggiunge le banchine del porto dove viene celebrata la santa messa. È da qui che ha inizio la parte più suggestiva della Festa. Alla conclusione della messa infatti la statua della Madonna viene posta su un peschereccio messo a disposizione e preparato per l'occasione. Al seguito del peschereccio si raccolgono numerose imbarcazioni colme di fedeli che si avviano in processione per fare i tradizionali tre giri nel porto. I fedeli e pellegrini che osservano dalla banchina seguono la processione con devozione e rispetto nella preghiera fino al lancio della corona di fiori in ricordo delle vittime del mare.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia di Tortolì ha i suoi punti di forza nella varietà degli elementi che ne compongono il tessuto. È largamente diffuso il settore primario costituito dall'agricoltura, specialmente nel settore orticolo, e dalla pesca, sia quella marittima che quella lagunare. Sono storicamente radicati l'artigianato agroalimentare, meccanico, manifatturiero. È presente un'area industriale consortile dove sono insediate imprese industriali nei comparti della cantieristica navale petrolifera, dell'optoelettronica, del settore alimentare, della costruzione riparazione e rimessaggio di imbarcazioni da diporto, dell'industria ittica, della costruzione di manufatti in cemento prefabbricato, delle manutenzioni industriali e delle energie alternative. Un altro segmento importante è costituito dal terziario commerciale e dai servizi. Di importanza strategica e di livello territoriale il porto, l'aeroporto e la piattaforma intermodale trasporti ferro-gomma. Infine, ma non certamente ultimo per importanza il settore turistico ricettivo: il più importante della Sardegna centrale con oltre 5000 posti letto nel settore alberghiero con classificazione medio alta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria, utilizzata dal 1997 per il solo servizio turistico del Trenino Verde

Tortolì è attraversata dalla linea ferroviaria Mandas-Arbatax, dal 1997 chiusa al traffico ferroviario ordinario ed impiegata da allora per il solo Trenino Verde, il servizio turistico ferroviario dell'ARST.

La tratta, che è dotata di uno scalo a Tortolì, ha il capolinea nella stazione di Arbatax sita in prossimità delle banchine del porto, dopo 159 km di tragitto in siti di grande pregio paesaggistico. La tratta, stando ai dati del 2005, è quella che catalizza il maggior numero di passeggeri per il servizio: su 60771 passeggeri[8] hanno viaggiato su tutte le tratte del Trenino Verde in Sardegna, ben 40307 hanno scelto la tratta da Arbatax a Mandas.

In estate numerosi turisti intraprendono un viaggio che li porta, attraverso scenari di grande bellezza a visitare l'interno dell'isola dal mare ai contrafforti del Gennargentu ricchi di canyon, di foreste, laghi e fiumi.

Porto[modifica | modifica sorgente]

Arbatax è collegata con Genova il martedì ed il sabato con sosta intermedia nel porto di Olbia, l'altro collegamento è con Civitavecchia e con Cagliari il giovedì ed il sabato. I collegamenti sono effettuati con navi di Tirrenia Navigazione in regime di continuità territoriale.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto di Tortolì è un aeroporto di terzo livello abilitato per i voli charter e per l'aviazione generale. Attualmente è chiuso e non è più abilitato per nessun tipo di volo sia invernale che estivo.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il servizio di trasporto urbano ed extraurbano di Tortoli-Arbatax è assicurato dai minibus pollicino di un'azienda privata concessionaria.

Tortolì è inoltre collegata con le principali città della Sardegna e con i porti e gli aeroporti della regione con i mezzi dell'ARST, l'azienda trasporti regionale.

La stazione di partenza ed il deposito degli autobus sono situati nella centrale piazza Fra Locci.

Pubblica Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Consiglio e Giunta Provinciale dell'Ogliastra Ufficio di Presidenza
  • Consorzio Industriale Provinciale dell'Ogliastra

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Tortolì è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013.
  2. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 67 del 22.10.2010 [1]
  3. ^ Caterina Nieddu: il castello cosiddetto di "Medusa" a Lotzorai, relazione tecnica, storico-archeologica
  4. ^ Francesco Cesare Casula: Dizionario Storico Sardo
  5. ^ ::: Comune di Tortolì (OG) ::: Sito istituzionale del Comune di Tortolì :::
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Vedi dati ISTAT Censimento 2001 Popolazione residente - Nuoro (dettaglio loc. abitate) [2]
  8. ^ Piano dei trasporti regionale - Schema preliminare, pagina 124
  9. ^ Il gemellaggio è dovuto al fatto che mons. Emanuele Virgilio, Vescovo d'Ogliastra, nacque a Venosa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Deiana, La Diocesi di Ogliastra (1758 - 1834) : trattative ed erezione della diocesi, Roma, Libr. editrice della Pontificia Università Lateranense, 1979.
  • Albino Lepori, Tortolì: la sua storia, il suo mare, Cagliari, Tirrenide, 1991.
  • Albino Lepori, Pasquale Zucca La diocesi d'Ogliastra nelle sue sedi di Tortolì e Lanusei, 2004, Dolianova, Grafica del Parteolla, ISBN 88-88246-55-X.
  • Albino Lepori, Tortolì e la sua gente attraverso i secoli, Dolianova, Grafica del Parteolla, 2005, ISBN 88-88246-64-9.
  • Albino Lepori, Temi d'Ogliastra. Stampa, 2013.
  • Albino Lepori, Ogliastra - Miti, leggende, tradizioni. Grafica del Parteolla, 2014.
  • Virgilio Nonnis, Storia e storie di Tortolì, Cagliari, Edizioni Della Torre, 1988, ISBN 88-7343-200-X.
  • Virgilio Nonnis, Tortolì e dintorni, Cagliari, Edizioni Della Torre, 1994, ISBN 88-7343-265-4.
  • Paolo Pastonesi, Tortolì celu inferru: la storia, i luoghi, le tradizioni del territorio di Tortolì e Arbatax, Spino D'Adda, Grafica G.M., 1991.
  • Paolo Pastonesi, Tortolì saludi e trigu! Parole ed espressioni del vernacolo, giochi tradizionali, antologia documentaria, Tortolì, Collage Edizioni, 1998.
  • Arrigo Solmi in Maria Eugenia Cadeddu (a cura di), Studi storici sulle istituzioni della Sardegna nel Medioevo (PDF), Edizioni Ilisso, ISBN 88-87825-28-9. URL consultato il 5 maggio 2013.
  • Corrado Zedda, Bisanzio, l'Islam e i Giudicati: la Sardegna e il mondo Mediterraneo tra il VII e XI secolo, Sassari, Archivio Storico Giuridico. ISSN 2240-4864
  • Attilio Mastino, Paola Ruggeri, La romanizzazione dell'Ogliastra, Sassari, SACER, 1999.
  • Jordi Carbonell, Francesco Manconi, I Catalani in Sardegna, Cinisello Balsamo (Milano), Amilcare Pizzi Arti Grafiche S.p.A., 1984.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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