Fonni
| Fonni comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Stefano Coinu (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°7′0″N 9°15′0″E / 40.11667°N 9.25°ECoordinate: 40°7′0″N 9°15′0″E / 40.11667°N 9.25°E | ||||
| Altitudine | 1000 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 112,30 km² | ||||
| Abitanti | 4 104[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 36,54 ab./km² | ||||
| Frazioni | Pratobello | ||||
| Comuni confinanti | Desulo, Gavoi, Lodine, Mamoiada, Orgosolo, Ovodda, Villagrande Strisaili (OG) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 08023 | ||||
| Prefisso | 0784 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 091024 | ||||
| Cod. catastale | D665 | ||||
| Targa | NU | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | fonnesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Fonni nella provincia di Nuoro |
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| Sito istituzionale | |||||
Fonni (Honne o Fonne in sardo) è un comune italiano di 4.104 abitanti della provincia di Nuoro. Si trova nell'antica subregione storica della Barbagia di Ollolai della quale rappresenta il centro più importante.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Fonni. |
Il clima non è di tipo mediterraneo, come nella gran parte dell'isola, bensì un clima leggermente più freddo. L'inverno è più freddo della media isolana, con nevicate, talvolta abbondanti, mentre l'estate è fresca, con una media del mese di luglio di 21 °C. La temperatura più bassa mai registrata dal 1954 è stata di circa -12 gradi, mentre la più elevata è stata di 36 gradi. Talvolta il manto nevoso supera il metro.
[modifica] Territorio
Adagiato sulle pendici settentrionali del Gennargentu, ad un'altitudine di 1.000 metri, è il paese più alto della Sardegna. È noto in tutta l'isola come centro di turismo invernale essendo dotato dei maggiori impianti sciistici di risalita sardi situati sul Bruncu Spina (attualmente la vecchia sciovia del comprensorio sciistico Bruncu Spina inaugurata nel 1973 sta per essere sostituita da una nuova seggiovia biposto), ed ai piedi del Monte Spada.
Famoso anche per la produzione dolciaria dei tipici biscotti savoiardi di Fonni e per il palio dei comuni che si svolge ogni anno nel galoppatoio comunale la prima domenica di agosto.
[modifica] Storia
Il toponimo, che nella dizione locale si presenta come “Ònne” e “Fònne”, è di probabile origine paleosarda. Abitata sin dall'età prenuragica, fu poi sottoposta alla dominazione romana, periodo durante il quale venne fondata l'antica mansio Sarabensis. Nell'XI secolo fece parte della curatoria della Barbagia di Ollolai, nel Giudicato d'Arborea. Nel 1410 passò sotto il dominio dei marchesi di Oristano; circa sessant'anni più tardi fu conquistata dagli Aragonesi. Agli inizi del XVII secolo venne incorporata nel ducato di Mandas e ceduta in feudo ai Maza e ai Tellez Giron d'Alcantara. Tra le numerose vestigia del passato figurano: resti di età prenuragica e nuragica, tra cui la tomba dei giganti di Bidistili, del XII secolo a.C., e il particolare nuraghe di Logomache; tracce di edifici romani; la basilica barocca di Santa Maria dei Martiri, fondata nel XVIII secolo dai frati minori francescani e più volte rimaneggiata, al cui interno si possono ammirare preziose opere d'arte; la parrocchiale di San Giovanni Battista, in stile gotico-aragonese.
Centro di montagna, che affonda le sue origini nella preistoria; ha un'economia basata sull'agricoltura, sulla zootecnia e su una discreta produzione industriale. È un'importante meta di turismo invernale. La quasi totalità dei fonnesi, che hanno un indice di vecchiaia nella media, vive nel capoluogo comunale; solo pochi si distribuiscono in case sparse. Il territorio, comprensivo dell'area speciale lago di Gavossai (bacino artificiale), presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate: si raggiungono i 1.703 metri di quota. Il centro storico dell'abitato, interessato da forte espansione edilizia, è caratterizzato da tante piccole case attraversate da stretti vicoli che le danno un'aria tipicamente montana.
La guerra Fonni-Villagrande Villanova Strisaili
Tra il 1652 e il 1656 quando la Sardegna era sotto la dominazione spagnola, i pastori fonnesi che abitualmente svernavano nel campidano di Cagliari e Oristano, a causa di una grave pestilenza furono costretti a rientrare a Fonni con le loro greggi, per evitare il contagio. Per questo motivo i territori fonnesi adibiti a pascolo furono insufficienti per quell'enorme carico di bestiame perciò i pastori si spostarono nei territori limitrofi di Villanova Strisaili e Villagrande dove già vantavano diritti di promiscua. Questo fatto non fu accettato dalle popolazioni ogliastrine, fu così che ebbe inizio la diatriba che fu dapprima di tipo civile e successivamente sfociò in un vero scontro armato che durò più di un secolo.
Altre fonti parlano invece di una pestilenza che interessò l'antico paese di Onnis, ora scomparso, originariamente ubicato nei pressi dell'attuale cantoniera di Pira e' Onni, gli abitanti superstiti chiesero rifugio presso le ville ogliastrine limitrofe le quali rifiutarono di accoglierli. I rifugiati vennero invece accolti a Fonni e sistemati nell'antico rione di Tarunele, per questo motivo intorno allo sfruttamento del territorio di Onnis nacque il secolare contenzioso con Villanova e Villagrande Strisaili.
Il governo spagnolo intervenne più volte per sedare le sommosse, ma le condanne somministrate dal governo non furono eseguite perché i rei si davano alla latitanza, proprio su quelle montagne. Il 2 agosto 1674 ci fu una sentenza del governo spagnolo che, dando torto ai fonnesi, assegnò il Monte Novu alle comunità di Villanova Strisaili e Villagrande. I fonnesi non accettarono questa sentenza e occuparono con la forza altri territori arrogandosi il diritto di pascolo e legnatico, ma vennero nuovamente denunciati per abuso da parte delle ville ogliastrine. Nell'anno 1698 la Reale Udienza di Cagliari emanò un'altra sentenza, dando nuovamente torto ai fonnesi, dove si ordinava lo sgombero immediato di Monte Novu. Il consiglio comunitativo di Fonni fece ricorso, ma la sentenza del 1702, fu di nuovo favorevole agli ogliastrini.
La protesta dei pastori fonnesi continuò anche sotto la dominazione dei Savoia, ormai era una protesta che utilizzava tutti i mezzi possibili, compresi gli "archibugi e i cani mastini fonnesi". In un primo tempo, Carlo Emanuele III re di Savoia, riconfermò, con una sentenza del 10 maggio 1787, la linea politica del governo spagnolo. I disordini, a questo punto, diventarono cruenti e incontrollabili, ma grazie all'intervento del viceré Conte d'Ajes si iniziò a considerare la vertenza "Monte Novu" con maggiore riguardo nei confronti della posizione fonnese, il viceré diede una svolta in questa vicenda in quanto si rese conto della gravità della situazione e della mancanza di "spazio vitale" per gli armenti molto numerosi, tanto che i pastori erano costretti alla macellazione proprio per la mancanza di pascolo. All'ombra di "s'elihe 'e su re", ( che gli ogliastrini chiamavano "s'ilisgi de su pattu riali") in "sa sedda 'e sa tanca", secondo alcune testimonianze, il viceré si convinse delle ragioni dei fonnesi . Il 24 dicembre 1799, un decreto del re Carlo Emanuele IV destinò 2/3 di terreno ai paesi di Villanova Strisaili e Villagrande e 1/3 al paese di Fonni, questo fu possibile anche grazie all'intervento e alle sollecitazioni del teologo fonnese prof. Antonio Casula.
Il 13 maggio 1800 la sentenza divenne esecutiva e si procedette alla divisione dei terreni. Gli ogliastrini respinsero tale sentenza e con la forza rioccuparono gli ovili assegnati ai fonnesi. A questo punto scoppiò la tragedia, i fonnesi radunarono nella piazza del paese, "sa preda manna", tutti gli uomini validi che a cavallo seguiti dai fedeli cani mastini, raggiunsero Monte Novu dove attaccarono, trucidarono e depredarono gli occupanti, spostando i confini previsti dalla sentenza. Il re inviò sul posto militari e giudici che processarono, misero in cella e portarono al capestro, in località "preda ferros" alcuni pastori rei di questi fatti sanguinosi. Dopo questi tragici avvenimenti il re Vittorio Emanuele I pose fine alla "disamistade" con la carta reale del 29 novembre 1811, che assegnava al comune di Fonni, in enfiteusi perpetua, 1/3 del salto di Monte Novu, dietro pagamento di un canone di 200 lire sarde in favore delle ville d'ogliastra. I fonnesi si impegnarono sul loro onore a non oltrepassare più i limiti fissati dal sovrano.
[modifica] Patrimonio archeologico, artistico e naturalistico
La Flora
La vegetazione è ricca di specie di grande interesse naturalistico: prati di timo, ginestre, elicriso, esemplari secolari di tasso e agrifoglio, querce, roverella, boschi di leccio, noci, ciliegi e acero.
Di particolare rilievo è il paesaggio al risveglio dal letargo invernale con il fiorire della peonia mascula, (alla quale è dedicata nel periodo di maggio la” festa della Peonia”), della genziana, della rosa canina, della rosa seraphini, del crocus minimus, della digitalis purpurea, l’aquilegia barbaricina e della genista corsica.
La Fauna
Il gran rilievo naturalistico della zona è avvalorato dalla varietà di specie animali presenti fra cui il muflone, simbolo delle montagne sarde, il cinghiale,il gatto selvatico e la martora.
Grande è anche la varietà d’uccelli: l'aquila reale, il corvo imperiale, il falco pellegrino, la poiana, l'astore, la pernice sarda e il gruccione. Fra anfibi e rettili vanno infine ricordati l'euproto sardo, la raganella sarda, e la biscia.
La vegetazione
La vegetazione attuale e' costituita da stadi di degradazione molto accentuati causati oltre che dall'eccessivo carico di bestiame anche dai ripetuti incendi. In passato fino a quote di 1500 - 1600 mt nelle esposizioni sud e sud-est la vegetazione era caratterizzata dalla presenza di estese leccete montane mentre nelle esposizioni più a nord e ad ovest si sviluppavano estesi boschi di roverella. Colonie sparse di tassi, agrifogli e ginepri doveva essere la vegetazione delle quote superiori accompagnate da arbusteti montani prostrati. Attualmente le formazioni vegetali presenti sono derivate dalla degradazione delle preesistenti e sono costituite in prevalenza da macchie basse ad erica e ginestra e dominano quasi completamente il paesaggio vegetale. Alcuni lembi residuali di lecceta montana nelle quote inferiori ai 1400-1500 mt sono riscontrabili in zona Is Coviles, Sedda is Colovros, Sas Iscalas. Individui o gruppi isolati di roverella si rinvengono qua e là in varie parti del complesso accompagnate spesso da esemplari di ginepro rosso. Si tratta in genere di roverelle di grosso diametro ormai in fase senescente. Caratteristica lungo i corsi d'acqua principali e' la vegetazione riparia costituita in prevalenza da ontano nero. Nelle zone situate ad una quota superiore ai 1600 m, l'uso indiscriminato e ripetuto del fuoco ed il pascolo, ha portato al progressivo degrado delle formazioni ad arbusteto e all'insediamento di formazioni prative steppiche accompagnate da un rapido insediarsi della genista corsica, ginepro nano, timo, santolina. Dall'apertura del cantiere fino ad oggi gli interventi di rimboschimento hanno costituito la parte più importante degli investimenti e ne sono stati realizzati circa 400 ettari. Considerata la notevole quantità di bestiame che gravita nella zona per numerosi periodi dell' anno e la presenza di terreni suscettibili di interventi agronomici, anche in questo perimetro sono stati più volte previsti, oltre che interventi di carattere forestale anche interventi di tipo misto, quali prati pascolo alberati e miglioramenti pascolo.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Stefano Coinu (lista civica) dal 16/05/2011
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Fonni su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Fonni")
- Museo della cultura pastorale
- Fonni sul sito Comunas, i comuni della Sardegna in rete
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