Ferrovia Mandas-Arbatax
| Linea ferroviaria Mandas – Arbatax |
|
| Nazioni attraversate | |
| Lunghezza | 159 km |
| Apertura | 1893 (Mandas – Villanova Tulo) 1893 (Ussassai – Arbatax) 1894 (Villanova Tulo – Ussassai) |
| Gestore | ARST |
| Precedenti gestori | SFSS (1893-1921) FCS (1921-1989) FdS (1989-2010)[1] |
| Scartamento | ridotto 950 mm |
| Elettrificazione | no |
| Note | dal 1997 ferrovia aperta al solo traffico turistico. |
| Ferrovie | |
La ferrovia Mandas – Arbatax è una linea ferroviaria turistica a scartamento ridotto della Sardegna, gestita dall'ARST nell'ambito del servizio Trenino Verde. Attualmente è la più lunga ferrovia turistica d'Italia[2], nonché la più lunga linea a scartamento ridotto d'Europa[3].
Indice |
[modifica] Storia
| Tratta | Inaugurazione[4] |
|---|---|
| Mandas–Nurri | 1º aprile 1893 |
| Gairo–Arbatax | 1º aprile 1893 |
| Nurri–Villanova Tulo | 16 novembre 1893 |
| Ussassai–Gairo | 16 novembre 1893 |
| Villanova Tulo-Ussassai | 20 aprile 1894 |
La Mandas – Arbatax nacque per iniziativa della Società italiana per le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna nel XIX secolo, come diramazione della ferrovia da Cagliari per Isili e per Sorgono. Realizzata a binario unico non elettrificato con scartamento da 950mm come le altre linee delle SFSS, i lavori iniziarono attorno al 1890, procedendo con due tronconi, uno partito dal capolinea di Arbatax e uno dalla stazione di Mandas, sulla linea principale.
I primi pezzi di linea vennero inaugurati il 1º aprile 1893, e collegavano Mandas a Nurri e Arbatax a Gairo. I lavori interessavano anche una breve diramazione da Gairo a Jerzu, che fu inaugurata il 16 novembre 1893 insieme alla Nurri-Villanova Tulo e alla Gairo-Ussassai. I due tronchi ferroviari vennero infine uniti con l'apertura all'esercizio della Villanova Tulo-Ussassai, così il 20 aprile 1894 l'intera ferrovia divenne percorribile, permettendo di raggiungere Cagliari dall'Ogliastra in treno. La popolazione locale poteva adesso raggiungere il capoluogo regionale in tempi decisamente inferiori rispetto al passato, ma non mancarono le critiche per il fatto che numerose stazioni furono costruite parecchio distanti dai rispettivi centri abitati.
Nel 1921 la linea passò alle Ferrovie Complementari della Sardegna, e durante la seconda guerra mondiale sulla ferrovia i convogli viaggiarono spesso a pieno carico trasportando coloro che scappavano da Cagliari, bombardata nel 1943; a tal proposito anche la stazione di Arbatax fu bersaglio degli aerei americani in quello stesso anno.
Ritornata la normalità, nel 1956 fu chiusa la diramazione Gairo-Jerzu, inoltre con il boom economico e l'avvento della motorizzazione di massa la ferrovia cominciò a dimostrare problemi di competitività: infatti per via del tracciato particolarmente tortuoso le velocità medie dei treni erano piuttosto basse, e di conseguenza anche i tempi per coprire l'intera relazione tra Cagliari e Arbatax erano relativamente lunghi. La fornitura di nuovi veicoli a trazione diesel, introdotti nella linea nel 1962, migliorò la situazione, ma ciò nonostante più volte in quei decenni fu proposta la chiusura della ferrovia.
Nello stesso tempo però iniziò a svilupparsi una forma di turismo ferroviario, attratta dai luoghi e dagli scenari attraversati dai treni lungo questa linea, che fu una delle ragioni che portò negli anni ottanta alla nascita del progetto Trenino Verde. Intanto per via della fusione tra FCS e Strade Ferrate Sarde nel 1989 la linea passò alle neonate Ferrovie della Sardegna, dal 2008 ufficialmente note come ARST Gestione FdS, confluite poi nell'ARST nell'ottobre 2010[5].
Il 16 giugno 1997[6] infine la Mandas-Arbatax venne chiusa al traffico passeggeri ordinario, diventando una linea esclusivamente turistica, inoltre con alcuni finanziamenti dell'ESIT e della CEE furono ristrutturate in quegli anni parecchie stazioni della linea. Oggi la Mandas-Arbatax è attiva principalmente d'estate e in particolari occasioni, oltre che su richiesta di comitive di turisti.
[modifica] Mezzi e relazioni
Sulla linea viaggiano sia le automotrici diesel elettriche (ADe) e i locomotori diesel elettrici LDe con relative carrozze V2D, utilizzate normalmente per i treni ordinari, sia mezzi d'epoca restaurati. Il compartimento ex FdS di Cagliari, che controlla questa linea, ha a disposizione una locomotiva FDS 400 prodotta negli anni trenta dalle Officine Reggiane, e delle carrozze Bauchiero del 1913[7]. Tuttavia i mezzi a vapore non possono essere utilizzati durante la stagione estiva, a causa delle leggi regionali in materia di prevenzione degli incendi. Durante l'estate per 6 giorni alla settimana la linea prevede due treni al giorno da Mandas ad Arbatax e altrettanti nella direzione opposta, con coincidenze a Mandas coi treni e i pullman ARST da e per Cagliari. Di fatto in questo periodo la Mandas-Arbatax funziona come una linea ordinaria, e i mezzi coprono l'intera relazione in poco meno di 5 ore.
[modifica] Percorso
I treni hanno come capolinea Mandas, da cui partono normalmente i convogli delle linee del Trenino Verde del compartimento di Cagliari. Poco dopo la partenza si giunge al punto in cui la linea lascia quella per Isili e Sorgono, e si prosegue verso est, raggiungendo i centri di Orroli, Nurri e Villanova Tulo. Da qui inizia una costante salita verso i monti dell'Ogliastra, così dopo aver valicato il lago basso del Flumendosa si giunge alla cantoniera di Palarana, posta tra due gallerie e in passato luogo di lavoro a cui venivano destinati i cantonieri indisciplinati. Il tracciato comincia a farsi tortuoso man mano che l'altitudine aumenta, e il treno, dopo aver passato la fermata di Betilli, raggiunge nell'ordine Esterzili, la stazione di Sadali-Seulo e quella di Seui, abituale punto di incrocio dei treni.
Si viaggia attorno agli 800 metri di altitudine, non lontani dal Gennargentu, e aumenta la presenza di ponti, gallerie e curve, e dopo le sperdute fermate di Anulu, San Girolamo e Niala si raggiungono i centri di Ussassai e Gairo, la cui stazione si trova nell'abitato di Gairo Taquisara, ex capolinea della dismessa diramazione per Jerzu. Dopo aver attraversato alcune gallerie e aver lambito le rive del lago alto del Flumendosa, si raggiungono le stazione di Villagrande Strisaili e Arzana, entrambe parecchio distanti dai rispettivi centri.
Da Arzana in poi inizia la lunga discesa verso il mare, e dopo aver girato di 360° nella galleria elicoidale di Pitzu ‘e Cuccu, si giunge a Lanusei, capoluogo della Provincia dell'Ogliastra, a cui fanno seguito la stazione di Elini-Ilbono e la fermata di Sella Elecci. Si giunge infine in pianura, nel territorio dell'altro capoluogo della provincia ogliastrina, Tortolì, penultima stazione prima del capolinea sul porto della frazione di Arbatax.
| Linea da/per Monserrato | |||
| 0,00 | Mandas | 491 m s.l.m. | |
| Linea da/per Isili | |||
| 19,40 | Orroli | 520 m s.l.m | |
| Strintaxolu | |||
| 24,30 | Nurri | 557 m s.l.m | |
| Galleria | |||
| 34,90 | Villanova Tulo | 347 m s.l.m | |
| Ponte sul Lago basso del Flumendosa | |||
| Gallerie e Cantoniera Palarana | |||
| 47,40 | Betilli | 518 m s.l.m | |
| 54,10 | Esterzili | 698 m s.l.m | |
| 58,30 | Sadali-Seulo | 766 m s.l.m | |
| 71,60 | Seui | 813 m s.l.m | |
| Galleria | |||
| Galleria Arqueri | |||
| 82,50 | Anulu | 865 m s.l.m | |
| 86,80 | San Girolamo | ||
| 88,00 | Niala | ||
| 93,90 | Ussassai | 716 m s.l.m | |
| 97,60 | Gairo Taquisara | 784 m s.l.m | |
| Diramazione da/per Jerzu | Chiusa nel 1956 | ||
| Galleria | |||
| Galleria | |||
| 109,80 | Villagrande Strisaili | 811 m s.l.m | |
| 113,90 | Arzana | 854 m s.l.m | |
| Galleria elicoidale Pitzu ‘e Cuccu | |||
| 125,20 | Lanusei | 555 m s.l.m | |
| Corosa | |||
| Galleria | |||
| 128,90 | Elini-Ilbono | 472 m s.l.m | |
| Gallerie | |||
| 140,40 | Sella Elecci | 220 m s.l.m | |
| 154,70 | Tortolì | 13 m s.l.m | |
| Arbatax Cartiera | |||
| Arbatax (vecchia stazione) | |||
| 159,40 | Arbatax | 3 m s.l.m | |
[modifica] Galleria
[modifica] Bibliografia
- Edoardo Altara, Binari a Golfo Aranci - Ferrovie e treni in Sardegna dal 1874 ad oggi, Ermanno Albertelli Editore, 1992. ISBN 88-85909-31-0
- Alessandro Boccone, Il Trenino Verde della Sardegna: da Mandas ad Arbatax, Edisar Editori.
- Alessandro Boccone, Il Trenino Verde della Sardegna: linea Arbatax-Mandas-Sorgono, Zonza Editori.
- Elettrio Corda, Le contrastate vaporiere - 1864/1984: 120 anni di vicende delle strade ferrate sarde: dalle reali alle secondarie, dalle complementari alle statali, Chiarella, 1984.
- Francesco Ogliari, La sospirata rete, Milano, Cavallotti Editori, 1978.
- Fernando Pilia, Il Trenino Verde della Sardegna - Un secolo di storia tra pionieri, banditi, letterati e turisti, Silvana Editoriale. ISBN 88-366-0747-9
- Paolo Solinas, La Sardegna con il Trenino Verde: Le ferrovie complementari, Maggioli Editore. ISBN 88-387-9774-9
- Il Trenino Verde della Sardegna - Catalogo dei viaggi, edizione 2008, Ferrovie della Sardegna.
- Francesco Cannas. La Mandas-Arbatax in Ilmondodeitreni.it. URL consultato il 31-08-2009.
- Info FDS - Linee di Cagliari e Macomer in Photorail.com. URL consultato il 31-08-09.
- Railtour Italia: rotabili Ferrovie della Sardegna in RailtourItalia.com. URL consultato il 31-08-2009.
[modifica] Note
- ^ Dal 2008 al 2010 come ARST Gestione FdS
- ^ Mandas-Arbatax in Treninoverde.com. URL consultato il 31-08-2009.
- ^ Edoardo Altara, Binari a Golfo Aranci - Ferrovie e treni in Sardegna dal 1874 ad oggi, Ermanno Albertelli Editore, 1992, pp. 199-200. ISBN 88-85909-31-0
- ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
- ^ Cagliari 25 ottobre 2010 in ARST.it. URL consultato il 27-10-2010.
- ^ Il Trenino Verde in L'Altra Sardegna. URL consultato il 31-08-09.
- ^ Stefano Paolini. (EN) Regional Guide to Italian Heritage Steam Part 3. International Working Steam Locomotives, 21-08-2008. URL consultato il 27-08-2008.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Ferrovia Mandas-Arbatax
[modifica] Collegamenti esterni
- Trenino Verde. URL consultato il 31 agosto 2009.
- ARST. URL consultato il 22 aprile 2011.
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Società
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