Ferrovia Macomer-Nuoro

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Linea ferroviaria
Macomer - Nuoro
Percorso della Macomer - Nuoro
Nome originale {{{originale}}}
Inizio Macomer
Fine Nuoro
Nazioni attraversate bandiera Italia
Lunghezza 57.738[1][2] km
Apertura 1888 (Macomer-Tirso)
1889 (Tirso-Nuoro)
Chiusura
Riapertura
Gestore ARST
Precedenti gestori SFSS (1888-1921)
FCS (1921-1989)
FdS (1989-2010)[3]
Scartamento ridotto 950 mm
Elettrificazione no
Diramazioni
Note
Ferrovie

La Macomer - Nuoro è una linea ferroviaria a scartamento ridotto della Sardegna, gestita dall'ARST.

Indice

[modifica] Storia

Tratta Inaugurazione
MacomerTirso 26 dicembre 1888
Due ADe in sosta ad Iscra

La Macomer - Nuoro, unica linea ordinaria attualmente attiva del compartimento ferroviario di Macomer dell'ARST, nacque nell'ultima parte del XIX secolo per assicurare un collegamento ferroviario anche a Nuoro, non lontana dal percorso del progetto della rete a scartamento ordinario della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde, ma in seguito tagliata fuori dalla scelta di un diverso tracciato passante per Macomer. Le popolazioni e le autorità locali mostrarono più volte il loro disappunto negli anni in cui la Dorsale Sarda fu costruita e successivamente messa in funzione così, quando nel 1886 venne decisa la costruzione della rete secondaria sarda, fu scontata la scelta di realizzare una linea che da Nuoro si ricollegasse alla rete delle allora Ferrovie Reali.

La costruzione della ferrovia, allora come oggi a binario unico non elettrificato con scartamento da 950mm, fu affidata alle Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, che ebbero il compito di creare un collegamento da Bosa a Nuoro via Macomer, per questo la linea era nota all'epoca anche come Bosa-Macomer-Nuoro, nonostante non esistesse un collegamento diretto tra Bosa e Nuoro, essendo la stazione delle secondarie di Macomer di fatto una stazione di testa. Il primo tronco della linea a essere inaugurato fu quello da Bosa a Macomer, e da Macomer alla stazione di Tirso (nei pressi di Illorai): i primi treni percorsero la tratta il 26 dicembre 1888. Poche settimane dopo, la linea fu completata raggiungendo prima Orotelli (26 gennaio 1889) e infine Nuoro, che vide arrivare i primi convogli passeggeri il 6 febbraio di quell'anno; complessivamente da Macomer a Nuoro la linea misurava all'epoca 62,438 km. Nel 1893 fu inoltre inaugurata un'altra linea delle SFSS che dallo scalo di Tirso si ricongiungeva alla rete a scartamento ordinario a Chilivani, creando un secondo collegamento per Nuoro con la Dorsale Sarda.

A tal proposito, la Macomer-Nuoro non terminava nella stazione delle allora SFSS di Macomer, bensì 200 metri più avanti, nella vicina stazione delle Ferrovie Reali, all'interno della quale vi era un binario appositamente attrezzato per i treni a scartamento ridotto collegato da un breve raccordo e da un sistema di scambi alla stazione delle Secondarie.

Nuoro e gli abitati limitrofi avevano ora il loro collegamento ferroviario, ma non mancarono le richieste e le petizioni, stavolta vane, per ulteriori migliorie alla strada ferrata: tra le principali fu più volte richiesta invano la riconversione a scartamento ordinario della tratta, inoltre venne auspicata in più occasioni la connessione con la Cagliari-Isili-Sorgono, prolungando quest'ultima da Sorgono alla stazione di Oniferi. Altra modifica più volte richiesta dagli amministratori nuoresi fu il prolungamento della ferrovia da Nuoro verso il mare, in modo da facilitare il traffico merci col continente: tra le proposte degli amministratori, che sfociarono in parecchie diatribe campanilistiche, si ricordano:

Passata alla gestione delle Ferrovie Complementari della Sardegna nel 1921, a metà degli anni anni trenta sulla linea a fianco delle locomotive a vapore vennero introdotte le prime automotrici Diesel (le cosiddette Emmine, entrate ufficialmente in servizio il 21 febbraio 1935), che tra le altre cose permisero maggiori velocità d'esercizio, e consentirono anche ai treni passeggeri di entrare alla stazione FS di Macomer, permettendo un rapido trasbordo dei passeggeri da un vettore all'altro. Ad esse si affiancarono poco tempo dopo 3 esemplari delle automotrici Fiat ALn 40.

Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale le due stazioni di Macomer furono bombardate, la ferrovia nell'ambito del piano di aggiornamento della rete sarda fu sottoposta a numerosi lavori di manutenzione: venne sostituito interamente l'armamento, e furono realizzate 14 varianti (per complessivi 10,4 km di nuovo tracciato) che ridussero la lunghezza della linea a circa 61 km. Oltre a questi lavori, la stazione di Nuoro negli anni cinquanta fu spostata dall'originaria sede di "Sae Marine", laddove oggi sorge piazza Italia, alla attuale stazione di via Lamarmora. Il nuovo scalo fu inaugurato il 12 maggio 1958 insieme alle nuove automotrici ADe entrate in servizio quel giorno lungo la linea. In quegli stessi anni ebbe inizio la riconversione diesel anche del materiale ordinario della linea, con la fornitura dei locomotori LDe a trazione diesel elettrica che nel tempo sostituirono completamente le vecchie locomotive a vapore. Sul finire di quel decennio, nel 1969, fu però chiusa la Tirso-Chilivani, fatto che concentrò tutti i traffici diretti da Nuoro verso la Dorsale Sarda sulla linea per Macomer.

Nel 1989 la ferrovia passò alla gestione delle Ferrovie della Sardegna (dal 2008 ARST Gestione FdS), che a metà degli anni novanta introdussero nuove automotrici (le ADe serie 90) da affiancare a quelle presenti, oltre ad effettuare in quegli stessi anni nuove modifiche di tracciato (rettifiche e varianti), che portarono la lunghezza della Macomer-Nuoro ai 58 km attuali.

Nel 2003 le FdS cessarono il traffico merci sulla linea, fatto che fu una causa della chiusura e del successivo smantellamento del raccordo Macomer FdS-Macomer FS nel 2006, ormai utilizzato solo in presenza di passeggeri diretti allo scalo della rete principale.

Completamente priva di sistemi di segnalazione e di precedenza automatizzati (si utilizzano tuttora i cosiddetti ordini di servizio), la linea nel giugno 2007 fu teatro di un grave incidente ferroviario, uno scontro frontale tra due treni tra le stazioni di Bortigali e Birori, costato la vita a 3 persone.

Nel 2010 la gestione della ferrovia è passata all'ARST in seguito alla fusione di questa azienda con la precedente società titolare della concessione della linea, l'ARST Gestione FdS[4].

Sulla linea entro il 2012 è prevista l'entrata in servizio di nuovi treni diesel prodotti dalla Firema con la collaborazione della Keller, che si andranno ad affiancare ai rotabili attualmente in servizio[5]. Inoltre è in corso l'appalto per l'ammodernamento infrastrutturale della linea[1], la cui realizzazione prevede in particolare la realizzazione di un sistema di gestione del traffico ferroviario da una direzione di movimento centrale, con la realizzazione di un nuovo sistema di segnalamento.

[modifica] Percorso

BSicon STR.svg Linea RFI per Golfo Aranci
BSicon BHF.svg Macomer FS 570 m s.l.m.
BSicon xABZrf.svg Linea RFI per Cagliari
BSicon exSTR.svg Raccordo Macomer FS-Macomer ARST (220m) Chiuso nel 2006
BSicon KBHFxa.svg 0 Macomer ARST 571 m s.l.m
BSicon ABZlf.svg Linea turistica da/per Bosa Marina
BSicon SBRÜCKE.svg Sottopasso SS 131
BSicon HST.svg 6 Birori 486 m s.l.m
BSicon BHF.svg 9 Bortigali 451 m s.l.m
BSicon BHF.svg 14 Silanus 386 m s.l.m
BSicon BS2+l.svgBSicon eBS2+r.svg
BSicon STR.svgBSicon exSTR.svg Vecchio tracciato Silanus-Lei
BSicon BS2l.svgBSicon eBS2r.svg
BSicon BHF.svg Lei 332 m s.l.m
BSicon BHF.svg Bolotana 279 m s.l.m
BSicon BS2+l.svgBSicon eBS2+r.svg
BSicon STR.svgBSicon exSTR.svg Vecchio tracciato Bolotana-Tirso
BSicon BS2l.svgBSicon eBS2r.svg
BSicon eABZrg.svg Linea per Ozieri-Chilivani Chiusa nel 1969
BSicon BHF.svg Tirso 211 m s.l.m
BSicon SBRÜCKE.svg Sottopasso SS 129
BSicon eHST.svg Rifornitore Tirso
BSicon BHF.svg Iscra 181 m s.l.m
BSicon eBS2+l.svgBSicon BS2+r.svg
BSicon exSTR.svgBSicon STR.svg Vecchio tracciato Iscra-Orotelli
BSicon eBS2l.svgBSicon BS2r.svg
BSicon eBS2+l.svgBSicon BS2+r.svg Vecchio tracciato Iscra-Orotelli
BSicon eBS2l.svgBSicon BS2r.svg
BSicon BHF.svg Orotelli 348 m s.l.m
BSicon SBRÜCKE.svg Sottopasso SS 129
BSicon BHF.svg Oniferi 371 m s.l.m
BSicon eBS2+l.svgBSicon BS2+r.svg Vecchio tracciato Oniferi-Prato Sardo
BSicon eBS2l.svgBSicon BS2r.svg
BSicon STR.svg
BSicon eBS2+l.svgBSicon BS2+r.svg
BSicon exSTR.svgBSicon STR.svg Vecchio tracciato Oniferi-Prato Sardo
BSicon eBS2l.svgBSicon BS2r.svg
BSicon BHF.svg 52 Prato Sardo 501 m s.l.m
BSicon eHST.svg Rifornitore
BSicon KBHFxe.svg 57.74 Nuoro 541 m s.l.m
BSicon exKBHFe.svg Nuoro (Vecchia stazione di Sae Marine) Chiusa nel 1958

[modifica] Traffico

Stazione di Nuoro

Attualmente[6] la linea è interessata alle relazioni passeggeri:

  • Macomer-Nuoro;
  • Macomer-Bolotana.

La ferrovia è attiva solo nei giorni feriali, dato che nei festivi viene effettuato un servizio sostitutivo tramite autobus. Nonostante la chiusura del raccordo Macomer ARST-Macomer FS, alcuni treni sono ancora posti in coincidenza con i convogli Trenitalia in transito nella stazione FS di Macomer.

Le relazioni vengono in gran parte coperte con automotrici: il compartimento di Macomer dispone di 9 automotrici ADe prodotte da Fiat, Stanga e TIBB tra il 1957 e il 1960 (sottoposte a restyling nel corso degli anni), di cui due ex FMS, oltre a 2 ADe Breda/ABB prodotte nel 1995. Per i treni a maggior affluenza vengono utilizzati anche convogli trainati da locomotive LDe Breda/TIBB prodotte tra il 1959 e il 1960, disponibili in 5 esemplari per il compartimento di Macomer. La livrea dei locomotori e delle carrozze di questa linea è bianca con fascia azzurra.

[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ a b Bando di gara - Settori speciali, p. 3. ARST Gestione FdS. URL consultato il 07-03-2010.
  2. ^ Lunghezza attuale, in origine la linea misurava 62,44 km
  3. ^ Dal 2008 al 2010 come ARST Gestione FdS
  4. ^ Cagliari 25 ottobre 2010 in ARST.it. URL consultato il 27-10-2010.
  5. ^ Automotrice Diesel a 2 casse UD6 per Ferrovie della Sardegna (FdS) (PDF). Firema. URL consultato il 07-03-2010.
  6. ^ Orario invernale: dal 15 settembre 2009 al 10 giugno 2010 in Ferroviesardegna.it. URL consultato il 02-07-2010.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • ARST. URL consultato il 6 maggio 2011.
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