Ferrovia Fano-Urbino
| Linea ferroviaria Fano – Urbino |
|
| Nazioni attraversate | |
| Lunghezza | 50 km |
| Apertura | 1915 |
| Chiusura | 1987 |
| Gestore | FTP (1915-1932) FS (1941-1987) |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | no |
| Ferrovie | |
La ferrovia Fano – Urbino è una linea ferroviaria di proprietà statale che ha collegato la città di Fano a quella di Urbino tra il 1915 e il 1987 attraverso la valle del fiume Metauro. La linea ha una lunghezza di circa 50 km.
Dal primo decennio del XXI secolo, l'Associazione Ferrovia Valle Metauro si batte per la riapertura della linea, occupandosi con i suoi soci della manutenzione ordinaria dell'infrastruttura[1].
Indice |
[modifica] Storia
La ferrovia Fano-Urbino risulta composta di due distinte entità: la linea Fano-Fermignano e la tratta Fermignano-Urbino facente parte della linea Fabriano-Santarcangelo di Romagna. La prima confluisce nella seconda alla stazione di Fermignano.
Le due linee hanno storie diverse, ma sono accomunate da un avverso destino dopo gli eventi bellici delle due guerre mondiali, in particolare dopo la seconda.
Nel 1867 l'Amministrazione Provinciale di Pesaro aveva presentato al Ministero dei Lavori Pubblici un progetto dell'ingegner Peyron per la costruzione di una ferrovia definita dei due mari che avrebbe dovuto collegare i porti di Ancona sull'Adriatico e Livorno sul Tirreno passando per Urbino. Ma il progetto non ebbe seguito.
Il 20 settembre 1898 ad Urbino arrivò invece la tratta iniziale della linea interna pedemontana, proveniente da Fabriano e passante per Pergola e Fermignano, che avrebbe dovuto attraversare la zona del Montefeltro, passando vicino a San Leo, girando intorno a San Marino e terminando a Santarcangelo di Romagna, stazione ancor oggi esistente sulla ferrovia Bologna-Rimini. Questa linea, costruita tra Fabriano e Urbino e parzialmente costruita in direzione della Romagna non venne tuttavia mai completata. Questa linea era stata progettata per scopi militari essenzialmente come alternativa protetta alla linea costiera adriatica. I bombardamenti navali effettuati dalla marina austriaca nei primi giorni di belligeranza della prima guerra mondiale lungo la costa adriatica avevano sollecitato la realizzazione dell'intero progetto, ma la fine del conflitto sopraggiunse senza che la ferrovia fosse stata completata: i lavori di prosecuzione oltre Urbino, che erano ripresi nel 1914 e avevano avuto un repentino impulso dopo i bombardamenti austriaci, andarono però a rilento.
Un consistente movimento franoso danneggiò una galleria ed alcune centinaia di metri del tracciato ferroviario in costruzione nella zona di San Leo: ci si rese conto che sarebbe stata necessaria una variante per superare la zona della frana. Complice anche l'indecisione dei comuni della zona sul tracciato della ferrovia, i lavori tra Urbino e Santarcangelo di Romagna furono definitivamente sospesi negli anni trenta del Novecento.
La tribolata storia del collegamento pedemontano con Fabriano e Santarcangelo di Romagna non aveva scoraggiato gli Urbinati che avevano intrapreso altre iniziative, così nel 1911 con Regio Decreto fu approvata la convenzione per l'esercizio della ferrovia a vapore Fano-Fossombrone-Fermignano, stipulata con la Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane (FTP) con sede a Milano.
Il 25 aprile 1915 la ferrovia arrivò da Fano a Fermignano[2], dove si congiunse con la linea FS che da Fabriano già raggiungeva Urbino.
Nel 1932 la concessionaria FTP venne dichiarata fallita in seguito ad insuperabili difficoltà di carattere economico e costretta a chiudere. A partire dal 1º gennaio 1933 una società automobilistica sostituì il servizio ferroviario con autoservizi. Il servizio ferroviario riprese solo nel 1941, quando la linea passò alle FS per esigenze militari. La ferrovia venne distrutta qualche anno più tardi, nel 1944, dai tedeschi in ritirata. Della Fano-Urbino non rimasero che rovine.
Solo nel 1948 vennero ripristinate le tratte Fabriano-Pergola, di 32 km (che sembrava assicurare garanzie di traffico per la presenza di miniere, poi esaurite), e la Fano-Fossombrone, di 26 km. Si dovette attendere il 2 ottobre 1955 per la Fossombrone-Fermignano ed il 2 febbraio 1956 per la restante tratta Fermignano-Urbino, ridando così vita al collegamento diretto tra Fano e Urbino via Fermignano che, diventata stazione di testa, costringeva i treni ad un regresso.
Rimaneva da ricostruire il tratto Pergola-Fermignano, ma si andava già delineando lo sviluppo della motorizzazione sulle strade ordinarie, così iniziò la vendita dei caselli e dei fabbricati, ed alcuni tratti di rilevato furono usati per l'allargamento di strade nazionali e provinciali.
Le tratte sopravvissute agli eventi bellici e unificate nel "nuovo" collegamento Fano-Fermignano-Urbino sono rimaste senza significativi ammodernamenti del binario e dei sistemi di esercizio. Gli orari non furono adattati alle richieste dell'utenza e la concorrenza dei mezzi su gomma ne ridussero i volumi di traffico passeggeri e merci. La linea fu chiusa all'esercizio il 31 gennaio 1987[1].
Con decreto ministeriale 15 dicembre 2011, n. 430, è stata dichiarata ufficialmente dismessa[3]
[modifica] Situazione attuale
La linea risulta armata, ma in stato di abbandono, a parte sporadici interventi di pulizia da parte di volontari. Sono rimasti molti edifici, come stazioni e caselli, in alcuni casi riutilizzati per gli scopi più diversi. Alcuni passaggi a livello sono stati asfaltati, come a Santo Stefano di Gaifa e Fano. Vicino ad Urbino è stato temporaneamente rimosso un breve tratto di linea per consentire la costruzione del tunnel stradale della nuova statale per il capoluogo, a conclusione dei lavori stradali il binario è stato ripristinato.
[modifica] Caratteristiche
La linea era una ferrovia a binario semplice non elettrificato e a scartamento ordinario da 1435 mm.
Tra Fano e Fossombrone era armata da rotaie di tipo "americano" da 37,2 kg/m, messe in opera dal 1947. Da Fossombrone a Urbino, le rotaie erano di tipo Vignoles FS 46,3; più precisamente quelle fino a Fermignano erano in opera dal 1948, mentre fino a Urbino sono state posate nel 1975.
L'esercizio era regolato dal Dirigente unico con sede a Fano.
Altri dati:
- stazioni: n. 1;
- fermate: n. 11;
- viadotti: n. 11;
- gallerie: n. 8;
- passaggi a livello: n. 55;
- pendenza massima: 25 per mille (tratta Fermignano - Urbino);
- raggio di curvatura minimo: m. 274;
- velocità massima: (Rango B, automotrici) 70 km/h (in origine 80 km/h, poi abbassata).
Massimo peso assiale: 18 t. per asse tra Fano e Fossombrone e tra Fermignano e Urbino, con limitazione di velocità a 25 km/h - 20 t. per asse tra Fossombrone e Fermignano.
[modifica] Percorso
| Stazioni e fermate | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| linea per Bologna | ||||||||
| 0+000 | Fano | 14 m s.l.m. | ||||||
| linea per Ancona | ||||||||
| Autostrada A14 - Strada europea E55 | ||||||||
| 5+082 | Diramazione Codma | |||||||
| 6+200 | Rosciano | 40 m s.l.m. | ||||||
| 8+308 | Cuccurano | 45 m s.l.m. | ||||||
| 12+490 | Cartoceto-Lucrezia | 55 m s.l.m. | ||||||
| 15+153 | Saltara-Calcinelli | 65 m s.l.m. | ||||||
| 18+856 | Serrungarina-Tavernelle | 80 m s.l.m. | ||||||
| 21+961 | Montefelcino-Isola del Piano | 81 m s.l.m. | ||||||
| 26+259 | Fossombrone | 107 m s.l.m. | ||||||
| fiume Metauro | ||||||||
| fiume Metauro | ||||||||
| 29+726 | San Lazzaro di Fossombrone | 115 m s.l.m. | ||||||
| 32+287 | Calmazzo | 133 m s.l.m. | ||||||
| 37+396 | Canavaccio | 167 m s.l.m. | ||||||
| fiume Metauro | ||||||||
| fiume Metauro | ||||||||
| linea per Urbino † 1987 | ||||||||
| 43+164 | Fermignano | 203 m s.l.m. | ||||||
| linea per Pergola † 1944 | ||||||||
Dopo la seconda guerra mondiale, a Fermignano avveniva il regresso dei treni che collegavano Fano ad Urbino.
[modifica] Materiale rotabile
Tra Fano e Urbino sotto la gestione delle FS hanno circolato automotrici ALn 56, ALn 556 e infine ALn 668 con rimorchi LDn24 in composizione per trasporto merci. Era prevista anche una coppia di treni merci raccoglitori, con locomotiva Gruppo 740, del Deposito Locomotive di Fabriano. Sulla linea hanno circolato anche le ALDn 32 "pulcinaie", di Fabriano.
Negli ultimi anni d'attività le locomotive diesel D.343 serie 2000 hanno sostituito le locomotive a vapore.
[modifica] Bibliografia
- Silverio Maravalle. La Fano-Urbino in Voci della rotaia/12. Edizione FS, 1978.
[modifica] Note
- ^ a b Vulpio Carlo. «Tra i "giardinieri" dei binari che salvano la Fano-Urbino». Corriere della sera, 28 novembre 2010. URL consultato in data 19-05-2011.
- ^ Cfr. Sviluppo delle ferrovie italiane dal 1839 al 31 dicembre 1926, Roma, Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, 1927. Vedi Alessandro Tuzza (1997-2007). Trenidicarta.it. Consultato il 19-05-2011.
- ^ ro.da.. «Fano-Urbino, de profundis: ora il binario è davvero morto». Il Resto del Carlino - Pesaro, 17 gennaio 2012. URL consultato in data 21 gennaio 2012.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ferrovia Fano-Urbino
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale della Ferrovia Valle Metauro
- Estratto dal Fascicolo Orario 102 - p. 106 (senso dei treni pari)
- Estratto dal Fascicolo Orario 102 - p. 107 (senso dei treni pari)
- Estratto dal Fascicolo Orario 102 - p. 108 (senso dei treni pari)
- Estratto dal Fascicolo Orario 102 - p. 109 (senso dei treni pari)
- Orario viaggiatori 1973
- Orario viaggiatori 1975