Scartamento ferroviario
Per scartamento ferroviario (in inglese: gauge) si intende, oggi di norma, la distanza intercorrente tra i lembi interni del fungo delle due rotaie di un binario misurata a 14 mm sotto il piano di rotolamento.
Non è sempre stato così tuttavia: nel passato in alcuni paesi fu in uso anche il metodo di misurare lo scartamento ferroviario tra asse ed asse delle due rotaie. In Francia lo scartamento adottato fu quello di 1.500 mm misurati tra le due mezzerie, misura che non dava problemi di circolabilità dei rotabili nelle linee come quelle della Germania che adottavano la misurazione, oggi standard, dello scartamento di 1435 mm effettuata all'interno.[1]
Fu la mancanza di regole comuni che portò a molte delle differenze esistenti in quanto alcune reti misuravano lo scartamento in mezzeria, altre sui bordi interni e talvolta financo su quelli esterni. L'uso di sistemi di misura non decimali come quello inglese produceva il resto: lo scartamento Stephenson, divenuto in seguito lo scartamento normale o standard è infatti corrispondente a 4 piedi e 8 ½ pollici, diffusa in Europa, Cina, Stati Uniti, e Messico che traslato in decimale diviene di 1.435 millimetri.
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[modifica] La giungla degli scartamenti nel mondo
La maggior parte delle ferrovie del mondo, (circa il 56% dei km), oggi usa quello di 1435 mm definito come scartamento normale. Il secondo scartamento più usato è quello russo (1520/1524 mm), con il 18%; seguono con il 7-9% ciascuno gli scartamenti di 1000, 1067 e 1668/1676 mm.
È da notare che piccole differenze di scartamento non creano problemi, come ad esempio fra Portogallo (1664 mm) e Spagna (1672 mm), ora sono uniformati a 1668 mm, oppure fra ex URSS (1520 mm) e Finlandia (1524 mm).
Convenzionalmente si distingue tra:
- Scartamento largo
- Scartamento normale (ordinario o standard)
- Scartamento ridotto
I principali scartamenti usati nel mondo sono:
- India (e stati confinanti), Argentina, Cile: 1676 millimetri
- Spagna e Portogallo: 1668 mm per le linee tradizionali, 1435 mm (standard) per le linee AV
- Irlanda, Brasile ed Australia: 1600 mm
- Finlandia: 1524 mm
- Russia e repubbliche ex-URSS: 1520 mm
- Europa occidentale e centrale: 1435 mm, 1000 mm, 950 mm, 750 mm (a volte 760)
- Giappone, Australia, Sudafrica ed altri stati africani: 1067 mm
- Alcuni stati africani, Asia, Europa: 1000 mm
- Alcune linee pubbliche in Africa, India e linee industriali, circa 4000 km di ferrovie per la raccolta della canna da zucchero nel Queensland: 610mm (2 piedi)
[modifica] Scelta dello scartamento
Non è molto chiara l'origine della misura adottata da George Stephenson che scelse lo scartamento da 1435 mm per la linea ferroviaria Stockton-Darlington, ma è molto probabile che abbia fatto riferimento alla larghezza degli assali delle carrozze e dei carri in uso al suo tempo.
Si ritiene che la nascita delle prime rudimentali rotaie di legno, che erano semplicemente dei canali cavi in legno che alloggiavano la ruota, sia avvenuta nel XVI secolo in alcune miniere di carbone del Tirolo, e che in seguito, nel 1696 in Inghilterra nelle miniere di Newcastle, si sia diffusa a seguito della rivoluzione industriale. Successivamente si pensò di foderare il canale di legno con lamiere metalliche per diminuirne l'usura. I In questa fase infatti la rotaia era semplicenente un solco rinforzato per evitare lo sprofondamento delle ruote in suoli incoerenti.[2].
La presenza di ruote senza bordino permetteva il transito dello stesso carro senza problemi sia in via guidata che su normale strada, questo spiega il fatto dell'ovvio trasferimento degli stessi carri, quindi con identici scartamenti dalla normale strada alla via guidata. Di fatto poi esistevano già "rotaie" nelle normali strade coperte di lastre di pietra, dove i profondi solchi nella pietra per secoli di uso, imponevano l'uso di scartamenti delle carrozza, e quindi di assali, strettamente unificati, (la circolazione di carrozze con scartamenti diversi dallo standard era pericolosissima, dato che la vettura poteva facilmente rovesciarsi al momento di far uscire o di cadere, (da un solo lato), nei solchi del lastricato.
Con la realizzazione di rotaie rilevate dal suolo, ed interamente metalliche, fu necessario creare un ritegno affinché la ruota restasse sulla rotaia, furono tentate tutte le soluzioni, doppio bordino , bordino esterno o interno. Un certo Reynold nel 1780, produsse ruote fornite di bordino esterno[3]. L'uso di rotaie metalliche per ruote con bordino avvenne, sempre in miniera, ad opera di Jessop nel 1789.[4].
È chiaro che i veicoli comunque usati per poter circolare, dovevano avere una misura unificata, quindi uno scartamento standardizzato. La scelta della misura standard di 1435 mm, per le ferrovie, si rivelò alla prova dei fatti un buon compromesso nella applicazione della tecnologia ferroviaria, consentendo di raggiungere una buona velocità in rettilineo e contemporaneamente non doverla abbassare troppo per la presenza di curve nelle zone di montagna o con tracciato tortuoso. Oggi anche nazioni, come la Spagna, che hanno scartamento maggiore per le linee ordinarie, per le loro linee ad alta velocità hanno adottato lo scartamento standard di 1435 mm.
Furono comunque fatti tentativi per diversificare lo scartamento, la inglese Great Western Railway iniziò a costruire ferrovie con scartamento di 2140 mm, tale da permettere, con una spesa solo leggermente superiore, una capacità di carico assai superiore. L'insuccesso dello scartamento largo della Great Western Railway fu determinato tuttavia dalla necessità di trasbordare le merci nei punti di incontro fra scartamento largo e normale. Quest'ultimo si era enormemente diffuso e fu scelto come standard nel 1845 da una commissione parlamentare inglese, che ne raccomandò l'adozione per le linee ferroviarie in costruzione. La GWR fu obbligata a trasformare le sue linee a scartamento normale, operazione che terminò prima della fine del XIX secolo.
[modifica] La questione dello standard
L'adozione di uno scartamento unificato ha avuto indubbi vantaggi, soprattutto se si considera l'evidente facilità di trasporto (senza trasbordi), ma anche la facilità di costruire vagoni, mezzi di trazione, armamento, segnalazione ecc. compatibili tra loro, tale da avere prodotti collaudati e, concordando le opportune tecnologie, economie produttive di scala sempre più consistenti.
Tale sistema, codificato nella norma UIC (Union internationale des chemins de fer), è divenuto tale da permettere il trasferimento internazionale dei mezzi ferroviari, data la loro perfetta intercambiabilità, ma anche la inter-operabilità, cioè la possibilità di operare (spazi operativi, sistemi di fissaggio, segnalamento, dispositivi di sicurezza), in tutte le nazioni.
Nei tempi passati i timori nazionalistici di alcune grandi nazioni, all'epoca della installazione di sistemi ferroviari, evidenziarono il fatto che uno standard ferroviario così unificato poteva costituire una eguale agevole via di penetrazione ed invasione, in caso di guerra.
Al momento di adottare ex novo un sistema ferroviario alcuni ritennero prudente adottare uno scartamento diverso, quasi sempre, (per evitare l'adattabilità dei mezzi dello scartamento standard), notevolmente più largo; tali sono ad esempio lo scartamento russo o lo spagnolo-portoghese.
Questa non è l'unica causa della scelta di scartamenti diversi: sempre in Spagna si credette, usando uno scartamento maggiore di quello normale, di poter costruire su tale base treni più grandi e più potenti. In altri casi si sono scelti scartamenti anomali per errori di coordinamento nella progettazione.
[modifica] Scartamento ridotto
| Per approfondire, vedi la voce Scartamento ridotto. |
Viene utilizzato da molte linee secondarie, ma anche da tante principali, ed è di misura inferiore (più stretto) di quello standard di 1435 mm; per questo motivo è chiamato scartamento ridotto.
Le misure più utilizzate sono:
- 400 mm, prime ferrovie portatili di Paul Decauville
- 600 mm, ferrovie portatili, industriali, feldbahn
- 610 mm = 2', come sopra e alcune linee pubbliche in Sudafrica e India
- 760 mm, pari a mezza Wiener Klafter (tesa viennese). Questo scartamento venne utilizzato per gran parte delle ferrovie secondarie dell'Impero austro-ungarico, dall'Austria a Trieste alla Bosnia-Erzegovina alla Romania alla Polonia e spesso viene identificato col termine scartamento bosniaco
- 800 mm
- 950 mm, detto anche scartamento ridotto italiano. Usato dalla Circumvesuviana, e in quasi tutte le altre ferrovie a scartamento ridotto italiane, ma anche in quelle costruite in Libia, Eritrea e Somalia (ex-colonie italiane) dove furono esportati materiale rotabile e di armamento.
- 1000 mm, scartamento metrico, in Italia utilizzato per la linea Trento-Malè, la Genova-Casella, la Domodossola-Locarno e la Ferrovia del Renon, e diffusamente in Svizzera.
- 1067 mm = 2' 6", detto anche Cap Gauge, dalle iniziali del nome del suo introduttore (Carl Abraham Pihl), è usato a Città del Capo, ed in genere in Africa meridionale, in Australia ed in Giappone (esclusa la rete Shinkansen, che è a scartamento normale). Permette velocità minori dello scartamento normale, anche se in Australia un treno a 1067 mm di scartamento raggiunge regolarmente i 170 km/h.
Tecnicamente, uno scartamento ridotto permette di effettuare curve con raggio inferiore rispetto allo scartamento standard, e pertanto facilita la costruzione di ferrovie con percorsi tortuosi, ha inoltre spazi accessori, (come gli scambi) più ristretti e, nel complesso, abbisogna di spazi minori per il suo impianto; è in generale sostanzialmente più economico. Di contro rende il raggiungimento di velocità elevate più critico.
[modifica] Alcuni scartamenti
(La lista è indicativa e incompleta)
scartamento ridotto industriale (260 mm-643 mm): ferrovie industriali, minerarie, da giardino, Decauville
- 260 mm Isle of Mull Railway Regno Unito
- 305 mm USA (Sonora Short Line, California), Russia (Krasnojarsk, ferrovia dei bambini)
- 311 mm Regno Unito (Fairbourne & Barmouth)
- 406 mm Regno Unito (Great Laxey Mines), USA (ferrovie dei luna park)
- 558 mm Irlanda (birreria Guinness), Repubblica Dominicana, Messico (Ferrovia mineraria El Progresso)
- 600 mm Angola (Caminho de ferro do Ambohim)
- 603 mm Festiniog & Blaenau Rly Regno Unito
- 610 mm Darjeeling Himalayan Railway, altre linee pubbliche
scartamento ridotto ferrotranviario (650 mm-925 mm): piccole ferrovie di montagna, militari, secondarie, tranvie a vapore
- 750 mm Argentina (Rio Turbio), Bolivia (tram Cochabamba), ex-URSS
- 760 mm bosniaco ex impero austroungarico, Balcani, Italia (Val Gardena, Val di Fiemme)
- 762 mm Australia, Cina, Cuba, India, Indonesia (ferrovie industriali), Giappone, Corea del Nord, Pakistan, Sierra Leone, Sri Lanka, Taiwan
- 785 mm Danimarca, Germania (Rhein-Sieg-Eisenbahn), Polonia (Slesia)
- 791 mm Danimarca (Faxe Jernbane)
- 800 mm Svizzera (diverse ferrovie private)
- 826 mm Regno Unito (Volks Electric Rly.)
- 891 mm: Svezia (Roslagsbanan e ferrovie museo e private)
- 900 mm: Austria (tram di Linz), Cina (ferrovie minerarie)
- 910 mm: Spagna (tram di Soller), Uruguay
- 925 mm: Germania (tram di Chemnitz)
scartamento ridotto metrico (950 mm-1000 mm): ferrovie di montagna, secondarie, tranvie, metropolitane leggere e metrotranvie
- 950 mm metrico italiano: Italia (Ferrovie della Sardegna, Ferrovia Appennino Centrale, Ferrovia Circumetnea, Ferrovia Circumvesuviana, Ferrovie Calabro Lucane, Ferrovia Roma-Fiuggi, alcune linee FS in Sicilia (oggi chiuse) ed inoltre alcune linee di ex-colonie italiane (Somalia, Libia ed Eritrea)[5]).
- 955 mm Svizzera (funicolari)
- 980 mm Georgia (funicolare di Tbilisi)
- 1000 mm Italia (Ferrovia Domodossola Locarno, Ferrovia Genova Casella, Ferrovia del Renon, Ferrovia Trento-Malè), Svizzera, diffuso in Sud America, Africa, Asia.
scartamento ridotto "Cap Gauge"
- 1067 mm: principalmente in Africa (circa il 62% delle linee), ma anche in Giappone (tranne linee ad alta velocità), Australia, Cable Cars di San Francisco, tram di Hong Kong, alcune linee anche in altri stati
scartamento ridotto: ferrovie di montagna, secondarie, tranvie
- 1200 mm Italia (cremagliera Genova Principe-Genova Granarolo), Svizzera (cremagliera Rheineck-Walzenhausen)
- 1270 mm Russia (funicolare di Soci)
- 1372 mm Giappone (tram, alcune ferrovie private)
- 1422 mm Liverpool & Manchester (Regno Unito)
scartamento ordinario (1430 mm-1445 mm): linee principali, tranvie, metropolitane
- 1432 mm Algeria, Regno Unito (metropolitana di Londra)
- 1435 mm scartamento Stephenson: Europa, Cina, Stati Uniti, Messico, Australia, ... in km, oltre la metà delle linee ferroviarie di tutto il mondo utilizza questa misura
- 1440 mm Austria, Vienna (Tram), Francia (metropolitana di Parigi)
- 1445 mm Italia (la maggior parte dei tram), Spagna (metropolitana di Madrid)
scartamento largo russo (1495 mm-9000 mm): linee principali, tram, applicazioni particolari
- 1520 mm ex URSS, Mongolia, in passato alcune linee in America
- 1524 mm Finlandia
- 1588 mm USA (tram di Pittsburgh, Filadelfia, New Orleans)
- 1600 mm Irlandese: Brasile, Australia (Victoria), Irlanda, Irlanda del Nord
- 1668 mm Spagnolo-portoghese, Spagna e Portogallo (unificato negli anni ottanta, in origine 1674 e 1664 rispettivamente)
- 1676 mm Indiano: Argentina, Bangladesh, Cile, India, Iran, Pakistan, Sri Lanka, Regno Unito (Arbroath & Forfar), USA (BART, Missouri Pacific)
- 1760 mm Indonesia
- 1800 mm Germania (funicolare Obsfelderschmiede - Lichtenhain)
- 2140 mm Great Western Railway, Regno Unito
scartamento ferroviario per applicazioni particolari
- 3000 mm Futura rete ferroviaria del Grande Reich, immaginata da Hitler ma mai realizzata
- 5486 mm Regno Unito (Brighton and Rottingdean Seashore Electric Railway, 1896-1901)
- 6000 mm gru del porto di Charlestown (USA)
- 9000 mm Krasnojarsk HEP (trasferimento navi)
Altre misure sono utilizzate per i binari delle stazioni di lancio dei vettori spaziali, per gru portuali o industriali.
[modifica] Curiosità
Lo scartamento ridotto italiano di 950 mm fa capo alla adesione dei Savoia al proposto standard francese che considerava lo scartamento teorico agli assi delle rotaie, con misure, appunto agli assi, di 1000 mm e di 1500 mm, fatto che portava alla misura di scartamento ai lembi interni della rotaia di circa 1435 mm, (corrispondente allo Stephenson), e di 950 mm. L'Austria invece preferì aderire al sistema, ora adottato, di misurare lo scartamento ai lembi interni di rotaia, adottando però una misura metrica intera, appunto di 1000 mm, che si è riflessa negli scartamenti delle ferrovie nei territori allora sotto il suo dominio; costituisce anomalia la ferrovia Genova-Casella, che pur non essendo nata nel sistema austriaco adottò lo stesso scartamento metrico di 1000 mm.
Lo scartamento ridotto "Cap Gauge", fu recato da una unificazione delle misure inglesi, corrisponde esattamente a tre piedi e mezzo (3' e 6").
[modifica] Note
- ^ Ministero dei Trasporti-Ferrovie dello Stato-Serv.Mat e Trazione,Veicoli ed impianti Volume IX a pag.274
- ^ Ivo Angelini,Treni e ferrovie, op. cit., p.14
- ^ Ivo Angelini,Treni e ferrovie, op. cit., p.16
- ^ Ivo Angelini,Treni e ferrovie, op. cit., p.16
- ^ In Eritrea sopravvive l'ultima ferrovia a scartamento ridotto da 950 mm costruita nel periodo coloniale
[modifica] Bibliografia
- Ivo Angelini, Treni e ferrovie, Firenze, Editrice Salani, 1975.
- Ministero dei Trasporti Ferrovie dello Stato-Serv.Mat e Trazione, Veicoli ed impianti, Volume IX, 1963.
[modifica] Voci correlate
- Scartamento largo
- Scartamento ridotto
- Scartamento metrico
- Ferrovia Decauville
- Ferrovia forestale
- Modellismo ferroviario
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[modifica] Collegamenti esterni
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