Incrocio ferroviario

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Nella tecnica e nella regolamentazione delle ferrovie, con il termine incrocio si definisce un'operazione che avviene su un tratto ferroviario a semplice binario, quando due treni circolanti in senso opposto vengono ricevuti in opportuna stazione ferroviaria munita di uno o più binari deviati collegati da scambi[1].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gestione del traffico ferroviario#Soluzioni sul semplice binario.

Sulle linee a semplice binario è necessario prevedere delle stazioni munite di deviatoi e di binari di raddoppio allo scopo di poter immettere in linea un sufficiente numero di treni. Quelli che viaggiano nello stesso senso si susseguono distanziati l'uno dall'altro. Quelli marcianti in senso contrario dovranno avere stabilita nell'orario di servizio la fermata in apposite stazioni, individuate mediante il grafico, ove attendere il treno che arriva in senso opposto. Il treno ripartirà solo dopo che sarà arrivato il treno incrociante previsto in orario. Di solito il treno che arriva per primo viene ricevuto sul binario deviato. Vengono poi predisposte a cura del Dirigente Movimento locale o del Dirigente Centrale Operativo le manovre dei deviatoi e dei segnali perché venga ricevuto, sul binario di corretto tracciato, il treno incrociante in senso opposto[2]

L'insieme di tutte le procedure e di tutte le manovre eseguite costituisce quello che viene definito un incrocio fra treni. Tutti gli incroci tra treni ordinari e straordinari sono indicati nei fascicoli orario delle ferrovie e per essere spostati dalla stazione prevista ad altra stazione richiedono l'applicazione di precise procedure di sicurezza stabilite dai regolamenti ferroviari[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RCT, art. 26
  2. ^ RCT, art. 26, c.1-13
  3. ^ RCT, art. 27

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferrovie dello Stato, Regolamento circolazione treni (RCT), 1936.
  • Ferrovie dello Stato, Veicoli ed impianti Vol. IX, Pisa, Tipografia editrice Giardini, 1963.

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