Irlanda del Nord

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Irlanda del Nord
Nazione costitutiva
Northern Ireland (EN)
Tuaisceart Éireann (GA)
Norlin Airlann (SCO)
Giant's Causeway
Giant's Causeway
Localizzazione
Stato Regno Unito Regno Unito
Amministrazione
Capoluogo Belfast
Primo Ministro Peter Robinson (DUP) dal 2008
Lingue ufficiali inglese, irlandese, Ulster Scots
Data di istituzione 1920
Territorio
Coordinate
del capoluogo
54°35′46″N 5°54′50″W / 54.596111°N 5.913889°W54.596111; -5.913889 (Irlanda del Nord)Coordinate: 54°35′46″N 5°54′50″W / 54.596111°N 5.913889°W54.596111; -5.913889 (Irlanda del Nord)
Superficie 13 843 km²
Abitanti 1 799 392 (stima 2010)
Densità 129,99 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
Nome abitanti nordirlandesi
Patrono San Patrizio
Motto (LA) Quis separabit? ("Chi separerà?")
Cartografia

Irlanda del Nord – Localizzazione

L'Irlanda del Nord (inglese: Northern Ireland, irlandese: Tuaisceart Éireann, Ulster Scots: Norlin Airlann) è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito. Copre un'area di 13.843 km² nella parte nord-orientale dell'isola d'Irlanda. Fu costituita nel 1920 dal Government of Ireland Act, successivamente promulgato dai parlamenti di Irlanda e Gran Bretagna nel 1921. La capitale è Belfast.

Posto davanti alle richieste divergenti dei Nazionalisti Irlandesi e degli Unionisti sul futuro dell'isola d'Irlanda (i primi volevano un parlamento irlandese che governasse l'isola mentre i secondi volevano che il controllo rimanesse sotto la corona britannica), il governo britannico, guidato da David Lloyd George, passò il Government of Ireland Act, dividendo l'Irlanda in due parti, ciascuna con il suo governo: l'Irlanda del Nord e l'Irlanda del Sud. Quest'ultima non vide mai la luce in quanto venne sostituita nel 1922 dallo Stato libero d'Irlanda, oggi Repubblica d'Irlanda. L'Irlanda del Nord ha una popolazione di 1.799.392 abitanti (2010).

Storicamente l'isola d'Irlanda, in quanto parte del Regno Unito, ha avuto come motto Quis separabit? (in latino significa Chi potrà separarci?). Dopo lo scoppio dei Troubles è stato adottato dall'UDA.

Insieme con la Gran Bretagna l'Irlanda del Nord forma il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dal 1922, a seguito dell'indipendenza proclamata dalle 26 contee che ora formano la Repubblica d'Irlanda. Fino al 1922 infatti il nome dello Stato era Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Irlanda del Nord.

L'area oggi conosciuta come Irlanda del Nord ha una storia molto variegata. Dall'essere la culla del nazionalismo irlandese, all'epoca in cui in altre parti dell'Irlanda si diffondevano gli insediamenti voluti da Elisabetta I e Giacomo I d'Inghilterra, divenne essa stessa la principale area di insediamento dei coloni provenienti dalla Scozia. Oggigiorno, l'Irlanda del Nord è un caleidoscopio di rivalità, rappresentato a Belfast da intere comunità che sventolano il tricolore della repubblica d'Irlanda o la Union Flag, che simboleggia l'identità britannica, mentre anche nelle zone meno popolate, perfino i paracarri sono dipinti di verde bianco e arancio o in rosso bianco e blu, a seconda se la comunità locale è nazionalista/repubblicana o unionista/lealista.

Il periodo dell'autogoverno[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1920 fu concesso l'auto-governo benché non fosse stato richiesto e anzi era avversato da alcuni esponenti politici locali, come sir Edward Carson. Il governo locale, guidato da James Craig e dai primi ministri che gli succedettero, avviò una politica di discriminazione nei confronti della minoranza nazionalista/cattolica, che si sentiva molto più legata alla neonata Repubblica d'Irlanda che alla corona britannica.

Usando le parole del leader unionista David Trimble (primo ministro dell'Irlanda del Nord e premio Nobel per la pace nel 1998), l'Irlanda del Nord divenne "un luogo freddo per i cattolici". I distretti elettorali vennero modellati in modo tale (gerrymandering) che il controllo dei consigli cittadini venisse assicurato ai protestanti. A questo fine vennero anche stretti accordi elettorali che davano alle imprese alcune agevolazioni in cambio di voti.

Negli anni sessanta, il primo ministro unionista moderato Terence O'Neill cercò di riformare il sistema, ma incontrò la dura opposizione dei leader estremisti protestanti come il reverendo Ian Paisley. La crescente pressione per le riforme da parte dei nazionalisti e la totale chiusura da parte degli estremisti unionisti portò alla nascita di un movimento per i diritti civili guidato da figure come John Hume, Austin Currie e altri. Gli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia britanniche (Royal Ulster Constabulary) alzarono il livello della disputa. L'esercito britannico venne inizialmente inviato nell'Ulster dal ministro dell'interno britannico James Callaghan, per proteggere i nazionalisti dagli attacchi, e all'inizio fu accolto calorosamente dalla popolazione.

Il conflitto armato degli anni settanta e ottanta[modifica | modifica wikitesto]

La situazione, però, si infiammò il 30 gennaio 1972, quando dei paracadutisti britannici uccisero a Derry tredici civili disarmati. Per reazione all'eccidio (passato alla storia come domenica di sangue o Bloody sunday), i nazionalisti si rivoltarono contro l'esercito britannico. In poche settimane, in seguito al diniego del governo unionista guidato da Brian Faulkner di cedere al governo britannico i poteri relativi a giustizia e ordine pubblico, il parlamento dell'Irlanda del Nord venne sospeso e Londra riprese il governo della provincia (Direct Rule) il 24 marzo 1972.

L'apparizione della Provisional IRA (un gruppo di fuoriusciti dall'Official IRA), e la campagna di violenza condotta da gruppi terroristici lealisti quali l'Ulster Defence Association e altri, portò l'Irlanda del Nord sull'orlo della guerra civile. Lungo tutti gli anni anni settanta e ottanta, gli estremisti di entrambi gli schieramenti portarono avanti una serie di omicidi, attentati e ferimenti, spesso ai danni di civili innocenti.

Alcuni politici britannici, soprattutto l'ex ministro laburista Tony Benn, furono fautori del ritiro della Gran Bretagna dall'Irlanda. I vari governi irlandesi espressero tuttavia un forte dissenso, prefigurando il rischio di ulteriori scontri e di esodi di massa dei nazionalisti nelle contee occidentali e dei lealisti verso le contee orientali. La paura più forte era quella di una guerra civile che avrebbe coinvolto anche Repubblica d'Irlanda e Scozia, che avevano forti legami con le comunità nordirlandesi.

La pace degli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver provato senza successo nuovi sistemi di governo, si arriva agli anni novanta, durante i quali, il fallimento della campagna dell'IRA per l'ottenimento del supporto delle masse o il ritiro britannico, e in particolare il disastro sul piano delle relazioni pubbliche seguito alla strage di Enniskillen e il cambio ai vertici repubblicani tra Ruairí Ó Brádaigh e Gerry Adams, videro un allontanamento dal conflitto armato a favore dell'impegno politico.

Questi cambiamenti furono seguiti dalla comparsa di nuovi leader a Dublino (Albert Reynolds), Londra (John Major e poi Tony Blair) e nello schieramento unionista (David Trimble). I contatti inizialmente stabilitisi tra Adams e John Hume, capo del Partito Social Democratico Laburista, sfociarono in negoziati che coinvolgevano tutte le parti in causa e produssero l'accordo di Belfast del 10 aprile 1998 (più noto come accordo del Venerdì Santo), che il mese successivo fu approvato a maggioranza da entrambe le comunità in Irlanda del Nord, chiamate ad esprimersi in referendum separati. Contestualmente, fu emendata la costituzione della Repubblica d'Irlanda, nella quale scomparve la rivendicazione dei territori nordirlandesi e fu esplicitato il riconoscimento del diritto di esistere dell'Irlanda del Nord, fatto salvo il desiderio nazionalista di una Irlanda unita.

Con l'Accordo del Venerdì Santo, fu reintrodotto il parlamento nordirlandese e si stabilì che il governo locale avrebbe rispettato nella sua composizione la rappresentatività di tutti i maggiori partiti. Il leader unionista David Trimble guidò il primo governo dell'Irlanda del Nord dopo la stipula dell'accordo del Venerdì santo. Per un presunto ritardo da parte dell'IRA nell'implementare lo smantellamento del proprio arsenale e la scoperta di una rete di spionaggio dell'IRA operante all'interno delle istituzioni, l'assemblea e l'esecutivo furono sospesi, ma la situazione tornò serena nel volgere di breve tempo.

Il cambiamento di clima venne rappresentato dalla visita di Elisabetta II alla sede del Parlamento a Stormont, dove incontrò i rappresentanti unionisti così come quelli nazionalisti, e parlò del diritto dei cittadini nordirlandesi che si sentono irlandesi di essere trattati con eguali diritti di quelli che si sentono Britannici. Similmente, il presidente irlandese Mary McAleese, nella sua visita, si incontrò con i ministri nazionalisti e con i locali rappresentanti della corona di ogni contea.

Le elezioni del 2007 hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Unionista Democratico, con il 30% dei consensi, davanti allo Sinn Féin (26%), al Partito Unionista dell'Ulster (14%) e al Partito Social Democratico e Laburista (15%). Il governo di coalizione è guidato dal leader unionista Ian Paisley del Democratic Unionist Party, mentre il vice ministro è Martin McGuinness dello Sinn Fein.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La linea costiera della regione, molto irregolare, si sviluppa per circa 530 km affacciandosi a nord sull'Oceano Atlantico, a est sul Canale del Nord e a sud-est sul mare d'Irlanda. L'interno della regione è costituito prevalentemente da un'ondulata pianura ricca di pascoli e prati al cui centro si trova il lago Neagh. I rilievi dell'Irlanda del Nord sono formati dalle basse catene dei monti Mourne. I fiumi principali sono: il Lagan che sfocia nel Belfast Lough a Belfast, il Foyle, che segna parte del confine occidentale con la contea di Donegal, della repubblica d'Irlanda, e che sfocia nel Lough Foyle a Derry ed il Bann che nasce nel monte Mourne e sfocia nell'Oceano Atlantico.

Il clima è mite e umido tutto l'anno; ciò si deve soprattutto ai venti caldi della corrente del golfo. La flora e la fauna presenti nell'Irlanda non sono molto rilevanti, l'unica pianta autoctona è una specie di orchidea selvatica presente nella valle del fiume Bann. Tra la fauna è da segnalare una specie endemica, un tipo di coregone che vive nei laghi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

L'Irlanda del Nord ha un clima temperato marittimo, più umido a ovest rispetto all'est, anche se la copertura nuvolosa è persistente in tutta la regione. Il tempo è imprevedibile in ogni momento dell'anno, e anche se le stagioni sono distinte, sono considerevolmente meno pronunciate che nel resto dell'Europa centrale o della costa orientale del Nord America. La media massima diurna a Belfast è di 6,5 °C a gennaio e 17,5 °C nel mese di luglio. Gran parte della regione è coperta da una ricca prateria verde, conseguenza del clima umido e della massiccia deforestazione durante il XVI e XVII secolo.

Temperatura massima più alta: 30,8 °C a Knockarevan, nei pressi di Garrison, Contea di Fermanagh il 30 giugno 1976 e a Belfast il 12 luglio 1983.

Temperatura minima più bassa: -18.7 °C a Castlederg, County Tyrone, il 23 dicembre 2010.[1]

Belfast[2] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 7 9 12 15 18 18 18 16 13 9 7 6,7 12 18 12,7 12,3
T. min. mediaC) 2 2 3 4 6 9 11 11 9 7 4 3 2,3 4,3 10,3 6,7 5,9
Precipitazioni (mm) 80 52 50 48 52 68 95 77 80 83 72 90 222 150 240 235 847

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Città[modifica | modifica wikitesto]

In Irlanda del Nord ci sono cinque importanti insediamenti con lo status di città:

Paesi e villaggi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportato un elenco di paesi con almeno 4.500 abitanti:

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione dell'Irlanda del Nord è cresciuta annualmente dal 1978. Si prevede che la popolazione supererà il 1.800.000 entro il 2011.[4]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'Irlanda del Nord è un'entità complessa, divisa tra due comunità culturalmente differenti, gli unionisti e i nazionalisti. Entrambe sono spesso descritte in base alla loro appartenenza religiosa; gli unionisti sono principalmente protestanti (con una predominanza della fede presbiteriana), mentre i nazionalisti sono principalmente cattolici romani. Ad ogni modo contrariamente a quanto si crede comunemente, non tutti i cattolici sono nazionalisti e non tutti i protestanti sono unionisti.

Quando venne fondata, a seguito del Government of Ireland Act, l'Irlanda del Nord fu strutturata geograficamente, in modo da avere una maggioranza unionista. Le paure unioniste su ciò che sarebbe successo loro, formavano la base della loro opposizione a un'Irlanda unita, e portarono alla creazione di due stati. Comunque da allora, la percentuale di popolazione cattolica in Irlanda del Nord è aumentata a scapito di quella protestante.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni: le Sei Contee[modifica | modifica wikitesto]

L'Irlanda del Nord viene anche detta, impropriamente, "Ulster" o, più propriamente, "le Sei Contee". L'Ulster è una delle province storiche dell'isola, ed è composta da nove contee di cui tre fanno parte della Repubblica d'Irlanda. Le rimanenti sei compongono l'Irlanda del Nord e sono:

La suddivisione storica in contee non ha però alcuna rilevanza amministrativa.

I ventisei distretti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Distretti dell'Irlanda del Nord.

L'Irlanda del Nord è suddivisa in 26 distretti; sono queste le suddivisioni amministrative principali dell'Irlanda del Nord, possedendo un'autonomia politica ed economica precisa, al contrario delle contee, il cui valore, in questo Stato, è oramai solamente simbolico.

Bandiera e inno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera nordirlandese.
La bandiera ufficiale dal 1958 al 1972

L'Irlanda del Nord non ha una bandiera ufficiale dal 1972, dopo i noti fatti del Bloody Sunday. Dal 1953 al 1972 è stata in uso ufficialmente una particolare composizione formata dalla bandiera dell'Inghilterra, con al centro una stella di Davide bianca contenente la mano rossa molto diffusa nell'Ulster sovrastata da una corona rappresentante la monarchia britannica. Questa bandiera fu sospesa come bandiera ufficiale per motivi di sicurezza e ordine pubblico, e viene usata attualmente soltanto per manifestazioni sportive o per rare occasioni internazionali.

Ad oggi, nessuna bandiera ufficiale ha preso il posto di quella precedente: i lealisti usano il vecchio emblema o l'Union Jack britannico, mentre i nazionalisti il tricolore irlandese. Alcuni proposero non molto tempo fa l'adozione della vecchia bandiera di San Patrizio, ma venne ritenuta anch'essa troppo legata all'antico impero britannico (durante l'occupazione inglese era il simbolo dell'Irlanda insieme all'arpa dorata su sfondo verde). Altri invece hanno proposto l'uso del simbolo dell'Ulster, che tuttavia non identifica bene la nazione in quanto tre contee della provincia sono parte della Repubblica d'Irlanda.

Stessa sorte per l'inno nazionale. Talvolta viene intonato l'inno britannico God save the Queen, talvolta il vecchio inno A Londonderry air e raramente Danny Boy.

Nel rugby, almeno nella versione di gioco a 15, essendoci un'unica nazionale per Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, viene eseguito dagli anni novanta un inno appositamente creato (Ireland's Call). Solo per le partite giocate nella Repubblica d'Irlanda viene eseguito prima l'inno della repubblica (Soldier's Song).

Legge[modifica | modifica wikitesto]

L'Irlanda del Nord ha un sistema giuridico e amministrativo evoluto da quello in vigore prima della partizione dell'isola e deriva quindi da quello del Regno Unito. Ha mantenuto il potere gestionale in questi ambiti dal 1921 fino al 1972. Dal 1972 al 1999 (tranne per un breve periodo nel 1974), le leggi e l'amministrazione dell'Irlanda del Nord sono stati gestiti direttamente da Westminster. Tra gli anni 1999 e 2002 (eccetto durante una breve sospensione), e dal maggio 2007, il potere è tornato al governo dell'Irlanda del Nord.

Cittadinanza e identità[modifica | modifica wikitesto]

Come parte del Regno Unito, i nordirlandesi sono cittadini britannici. Essi hanno però, anche il diritto di cittadinanza irlandese di nascita, come stabilito nell'accordo di Belfast del 1998 tra il governo britannico e irlandese, il quale, prevede che: è un diritto di nascita di tutto il popolo dell'Irlanda del Nord di identificare se stessi ed essere accettati come irlandesi o britannici, o entrambi, in quanto possono così scegliere, di conseguenza i due governi confermano questo diritto che non sarà influenzato da qualsiasi futura modifica dello status dell'Irlanda del Nord. Come risultato dell'accordo, la Costituzione irlandese[6] è stata modificata in modo che le persone nate in Irlanda del Nord possono avere il diritto di essere cittadini irlandesi sulla stessa base di persone provenienti da qualsiasi altra parte dell'isola d'Irlanda.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia dell'Irlanda del Nord è la più esigua rispetto alle altre tre maggiori economie che formano il Regno Unito. L'Irlanda del Nord ha avuto tradizionalmente un'economia industriale, in particolare nella cantieristica navale, fabbricazione di cordami e tessuti. La maggior parte dell'industria pesante è stata sostituita dai servizi, in primo luogo dal settore pubblico. Il turismo svolge un ruolo importante per l'economia locale. Più recentemente l'economia ha beneficiato di grandi investimenti di importanti multi-nazionali nel settore dell'alta tecnologia, grazie alle agevolazioni governative e alla presenza di forza lavoro qualificata.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

L'appartenenza religiosa, in base ai dati dei censimenti fatti dal 1961 al 2001, è cambiata come di seguito riportato:

Appartenenza religiosa in Irlanda del Nord 1961-2001
Religioni 1961 1991 2001 2001
Cattolici 34,9 38,4 40,3 43,8
Presbiteriani 29,0 21,4 20,7 53,5
Chiesa d'Irlanda 24,2 17,7 15,3 0,0
Altre religioni 9,3 11,5 9,9 0,0
Non dichiarata 2,0 7,3 9,0 0,0
Nessuna 0,0 3,8 5,0 2,7
Nota: Per chiarezza, il totale di tutte le religioni protestanti è posto nell'ultima colonna della fede presbiteriana

Come ambiente culturale, il 53,1% della popolazione dell'Irlanda del Nord proveniva da un ambiente protestante, il 43,8% da un ambiente cattolico, lo 0,4% da ambienti non cristiani e il 2,7% da contesti non religiosi.[7][8].

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'Ulster fry, servito a Belfast

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Con il miglioramento della sua reputazione a livello internazionale, l'Irlanda del Nord ha di recente assistito a un aumento del numero di turisti. Le attrazioni includono festival culturali, musica e manifestazioni artistiche tradizionali, paesaggi e siti di interesse geografico, edifici pubblici. Dal 1987, nonostante qualche opposizione, ai Pub è stato concesso di aprire anche la domenica.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclo dell'Ulster.

Il Ciclo dell'Ulster è un'opera in versi poetici e prosa che ruota attorno agli eroi dell'Ulaid (odierno Ulster orientale). È uno dei maggiori cicli epici della mitologia irlandese insieme al Ciclo mitologico, al Ciclo feniano e al Ciclo storico.

Il ciclo si incentra attorno al regno di Conchobar mac Nessa, che sarebbe stato sovrano dell'Ulster più o meno al tempo di Cristo. Regno da Emain Macha (ora Navan Fort vicino ad Armagh), ed ebbe come suoi acerrimi rivali la regina Medb e re Ailill del Connacht e come alleati Fergus mac Róich, ex sovrano dell'Ulster. Il principale eroe della saga è Cúchulainn, nipote di Conchobar.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è noto per aver dato i natali al gruppo musicale The Priests, composto da sacerdoti cattolici.

Il chitarrista nordirlandese Eric Bell, fece parte del gruppo irlandese dei Thin Lizzy nel suo primo periodo "Irish folk-rock", dal 1971 al 1973.

Da Belfast proviene il famoso gruppo indie rock degli Snow Patrol oltre alla band punk degli Stiff Little Fingers e al musicista e cantante Van Morrison.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In Irlanda del Nord, lo sport è popolare e importante nella vita di molte persone. Alcuni sport tendono ad essere organizzati in tornei unici per tutta l'isola, come nel caso del calcio gaelico, rugby, hockey, basket, cricket e l'hurling[9]. La principale eccezione è data dalla Federazione calcistica che ha un organo indipendente per ogni stato[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ British Meteorological Office figures. (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2005).
  2. ^ Belfast, Northern Ireland - Average Conditions in BBC Weather Centre, BBC. URL consultato l'8 ottobre 2009.
  3. ^ Derry e Londonderry sono la stessa città. Il primo nome è utilizzato dai nazionalisti, il secondo dagli unionisti. Vedi la voce per maggiori chiarimenti.
  4. ^ Statistics press notice; 2006-based population projections, Northern Ireland Statistics and Research Agency, 2006. URL consultato il 21 giugno 2010.
  5. ^ Storicamente sia la città che la contea vengono indicate con due nomi: i nazionalisti usano Derry (dal gaelico 'Doire') mentre gli unionisti, in base ai legami storici con Londra, la chiamano Londonderry. Attualmente il nome ufficiale della città è Londonderry, anche se il consiglio cittadino si chiama "Derry City Council". Nel gennaio 2003 il consiglio, dopo una votazione proposta e supportata dai principali partiti nazionalisti e opposta dai partiti unionisti, ha formalmente richiesto alla regina Elisabetta II di cambiare ufficialmente il nome della città in Derry. Il nome formale della contea comunque è e resterà Contea di Londonderry. Entrambi i nomi comunque saranno utilizzati da entrambe le comunità indipendentemente dalla denominazione ufficiale.
  6. ^ Department Of the Taoiseach, Taoiseach.gov.ie. URL consultato il 16 giugno 2010.
  7. ^ Northern Ireland Census 2001, Table KS07b: Community background: religion or religion brought up in. URL consultato il 16 giugno 2010.
  8. ^ Prof Bob Osborne, Fascination of religion head count, BBC News, 19 dicembre 2002. URL consultato il 16 giugno 2010.
  9. ^ a b How do other sports in the island cope with the situation? The Herald, 3 aprile 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Bellocchio, Irlanda del Nord. Un conflitto etnico nel cuore dell'Europa, Roma, Meltemi, 2006
  • Paolo Gheda, I cristiani d'Irlanda e la guerra civile (1968-1998), prefazione di Luca Riccardi, Guerini e Associati, Milano 2006, 294 pp., ISBN 88-8335-794-9
  • Riccardo Michelucci, Storia del conflitto anglo-irlandese. Otto secoli di persecuzione inglese, Bologna, Odoya 2009, ISBN 978-88-6288-045-9

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]