Irlanda del Nord
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| Irlanda del Nord | |
|---|---|
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|
Quis separabit? (in italiano Chi separerà?) per sottolineare che questa regione è parte integrante del Regno Unito |
| Nome ufficiale: | Northern Ireland / Tuaisceart Éireann |
| Stato: | |
| Capitale: | Belfast |
| Superficie: | 13,843 km² |
| Popolazione: - Totale - Densità |
(2006) 1,741,600 ab. 122 ab./km² |
| Santo patrono: | San Patrizio |
| « Quando dissi alla gente nordirlandese che ero ateo, una donna durante la conferenza si alzò in piedi e disse: "Si, ma è nel Dio dei Cattolici o in quello dei Protestanti che lei non crede?" » | |
L'Irlanda del Nord è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito. Corrispondente alla zona settentrionale dell'isola d'Irlanda, della quale copre un'area di 14.160 km², fu costituita nel 1920 dal Government of Ireland Act, successivamente promulgato dai parlamenti di Irlanda e Gran Bretagna nel 1921.
La capitale è Belfast.
Posto davanti alle richieste divergenti dei Nazionalisti Irlandesi e degli Unionisti sul futuro dell'isola d'Irlanda (i primi volevano un parlamento irlandese che governasse l'isola mentre i secondi volevano che il controllo rimanesse sotto la corona inglese), il governo britannico, guidato da David Lloyd George passò il Government of Ireland Act, dividendo l'Irlanda in due parti, ciascuna con il suo governo: l'Irlanda del Nord e l'Irlanda del Sud.
Quest'ultima non vide mai la luce in quanto venne sostituita dallo Stato Libero d'Irlanda nel 1922, lo stato ora conosciuto come Repubblica d'Irlanda o Eire. L'Irlanda del Nord ha una popolazione di 1.685.267 abitanti (aprile 2001). Storicamente, l'Irlanda in quanto parte del Regno Unito ha come motto 'Quis separabit?' (Che in latino significa 'Chi potrà separarci?'), non è chiaro se sia ancora valido per l'Irlanda del Nord.
Insieme con la Gran Bretagna l'Irlanda del Nord forma il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dal 1922, a seguito dell'indipendenza proclamata dalle 26 contee che ora formano la Repubblica d'Irlanda.
Indice |
[modifica] Il territorio
La linea costiera della regione, molto irregolare, si sviluppa per circa 530 km. L'interno della regione è costituito prevalentemente da un'ondulata pianura ricca di pascoli e prati al cui centro si trova il lago Neagh. Importanti sono anche l'Upper e il Lower. I rilievi dell'Irlanda del Nord sono formati dalle basse catene dei monti Mourne. I fiumi principali sono: il Foyle, che segna parte del confine occidentale con la contea di Donegal, nello stato d'Irlanda, e sfocia nel Lough Foyle a Derry; il Bann, che nasce nel monte Mourne e si getta nel canale del Nord. Il clima è mite e umido tutto l'anno; ciò si deve soprattutto ai venti caldi della corrente del golfo. La flora e la fauna presenti nell'Irlanda non sono molto rilevanti, l'unica pianta autoctona è una specie di orchidea selvatica presente nella valle del fiume Bann. Tra la fauna una specie endemica, un tipo di coregone che vive nei laghi.
[modifica] Suddivisioni: le Sei Contee
L'Irlanda del Nord viene anche detta, impropriamente, "Ulster" o, più propriamente, "le Sei Contee". L'Ulster è una delle province storiche dell'isola, ed è composta da nove contee di cui tre fanno parte della Repubblica d'Irlanda. Le rimanenti sei compongono l'Irlanda del Nord e sono:
Antrim (Aontroim)
Armagh (Ard Mhacha)
Down (An Dún)
Fermanagh (Fear Manach)
Tyrone (Tír Eoghain)
Londonderry/Derry[1] (Doire)
La suddivisione storica in contee non ha però alcuna rilevanza amministrativa.
[modifica] Bandiera e inno
| Per approfondire, vedi le voci Bandiera nordirlandese e Inno nordirlandese. |
L'Irlanda del Nord non ha una bandiera ufficiale dal 1972, dopo i noti fatti del Bloody Sunday. Dal 1953 al 1972 è stata in uso ufficialmente una particolare composizione formata dalla bandiera dell'Inghilterra, con al centro una stella di Davide bianca contenente la mano rossa molto diffusa nell'Ulster sovrastata da una corona rappresentante la monarchia britannica. Questa bandiera fu sospesa come bandiera ufficiale per motivi di sicurezza e ordine pubblico, e viene usata attualmente soltanto per manifestazioni sportive o per rare occasioni internazionali.
Ad oggi, nessuna bandiera ufficiale ha preso il posto di quella precedente: i loyalisti usano il vecchio emblema o l'Union Jack britannico, mentre i nazionalisti il tricolore irlandese. Alcuni proposero non molto tempo fa l'adozione della vecchia bandiera di San Patrizio, ma venne ritenuta anch'essa troppo legata all'antico impero britannico (durante l'occupazione inglese era il simbolo dell'Irlanda insieme all'arpa dorata su sfondo verde). Altri invece hanno proposto l'uso del simbolo dell'Ulster, che tuttavia non identifica bene la nazione in quanto tre contee della provincia sono parte della Repubblica d'Irlanda.
Stessa sorte per l'inno nazionale. Talvolta viene intonato l'inno britannico God save the Queen, talvolta il vecchio inno A Londonderry air e raramente Danny Boy.
Nel rugby, almeno nella versione di gioco a 15, essendoci un'unica nazionale per Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, viene eseguito dagli anni '90 un inno appositamente creato (Ireland's Call). Solo per le partite giocate nella Repubblica d'Irlanda viene eseguito prima l'inno della repubblica (Soldier's Song).
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Irlanda del Nord. |
L'area oggi conosciuta come Irlanda del Nord ha una storia molto variegata. Dall'essere la culla del nazionalismo irlandese, all'epoca in cui in altre parti dell'Irlanda si diffondevano gli insediamenti voluti da Elisabetta I e Giacomo I d'Inghilterra, divenne essa stessa la principale area di insediamento dei coloni provenienti dalla Scozia. Oggigiorno, l'Irlanda del Nord è un caleidoscopio di rivalità, rappresentato a Belfast da intere comunità che sventolano il tricolore della repubblica d'Irlanda o la Union Flag, che simboleggia l'identità britannica, mentre anche nelle zone meno popolate, perfino i paracarri sono dipinti di verde bianco e arancio o in rosso bianco e blu, a seconda se la comunità locale è nazionalista/repubblicana o unionista/lealista.
[modifica] Il periodo dell'autogoverno
Nel 1920 fu concesso l'auto-governo benché non fosse stato richiesto e anzi era avversato da alcuni esponenti politici locali, come sir Edward Carson. Il governo locale, guidato da James Craig e dai primi ministri che gli succedettero, avviò una politica di discriminazione nei confronti della minoranza nazionalista/cattolica, che si sentiva molto più legata alla neonata Repubblica d'Irlanda che alla corona britannica.
Usando le parole del leader unionista David Trimble (primo ministro dell'Irlanda del Nord e premio Nobel per la pace nel 1998), l'Irlanda del Nord divenne, "un luogo freddo per i cattolici". I distretti elettorali vennero modellati in modo tale (gerrymandering) che il controllo dei consigli cittadini venisse assicurato ai protestanti. A questo fine vennero anche stretti accordi elettorali che davano alle imprese alcune agevolazioni in cambio di voti.
Negli anni sessanta, il primo ministro unionista moderato Terence O'Neill cercò di riformare il sistema, ma incontrò la dura opposizione dei leader estremisti protestanti come il reverendo Ian Paisley. La crescente pressione per le riforme da parte dei nazionalisti e la totale chiusura da parte degli estremisti unionisti, portò alla nascita di un movimento per i diritti civili guidato da figure come John Hume, Austin Currie e altri. Gli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia britanniche (Royal Ulster Constabulary) alzarono il livello della disputa. L'esercito britannico venne inizialmente inviato nell'Ulster dal segretario alla difesa britannico Jim Callaghan, per proteggere i nazionalisti dagli attacchi, e all'inizio fu accolto calorosamente dalla popolazione.
[modifica] Il conflitto armato degli anni settanta e ottanta
La situazione, tuttavia, si infiammò il 30 gennaio 1972, quando dei paracadutisti britannici uccisero a Derry tredici civili disarmati. Per reazione all'eccidio (passato alla storia come domenica di sangue o Bloody sunday), i nazionalisti si rivoltarono contro l'esercito britannico. In poche settimane, in seguito al diniego del governo unionista guidato da Brian Faulkner di cedere al governo britannico i poteri relativi a giustizia e ordine pubblico, il parlamento dell'Irlanda del Nord venne sospeso e Londra introdusse la Direct Rule (24 marzo 1972).
L'apparizione della Provisional IRA (un gruppo di fuoriusciti dall'Official IRA), e la campagna di violenza condotta da gruppi terroristici lealisti quali l'Ulster Defence Association e altri, portò l'Irlanda del Nord sull'orlo della guerra civile. Lungo tutti gli anni anni settanta e ottanta, gli estremisti di entrambi gli schieramenti portarono avanti una serie di omicidi di massa, spesso ai danni di civili innocenti. Tra i più famosi si segnalano l'attentato al Le Mon e gli attentati a Enniskillen e Omagh, eseguiti dai repubblicani, nel tentativo di forzare il cambiamento politico attraverso la guerriglia.
Alcuni politici britannici, soprattutto l'ex ministro laburista Tony Benn furono fautori del ritiro della Gran Bretagna dall'Irlanda. I vari governi irlandesi espressero tuttavia un forte dissenso, prefigurando il rischio di ulteriori scontri e di esodi di massa dei nazionalisti nelle contee occidentali e dei lealisti verso le contee orientali. La paura più forte era quella di una guerra civile che avrebbe coinvolto anche Repubblica d'Irlanda e Scozia, che avevano forti legami con le comunità nordirlandesi.
[modifica] La pace degli anni novanta
Dopo aver provato senza successo nuovi sistemi di governo, si arriva agli anni novanta, durante i quali, il fallimento della campagna dell'IRA per l'ottenimento del supporto delle masse o il ritiro britannico, e in particolare; il disastro sul piano delle relazioni pubbliche seguito alla strage di Enniskillen e il cambio ai vertici repubblicani tra Ruairí Ó Brádaigh e Gerry Adams, videro un allontanamento dal conflitto armato a favore dell'impegno politico.
Questi cambiamenti furono seguiti dalla comparsa di nuovi leader a Dublino (Albert Reynolds), Londra (John Major e poi Tony Blair) e nello schieramento unionista (David Trimble). I contatti inizialmente stabilitisi tra Adams e John Hume, capo del Partito Social Democratico Laburista, sfociarono in negoziati che coinvolgevano tutte le parti in causa e produssero l'accordo di Belfast del 10 aprile 1998 (più noto come Accordo del Venerdì santo), che il mese successivo fu approvato a maggioranza da entrambe le comunità in Irlanda del Nord, chiamate ad esprimersi in referendum separati. Contestualmente, fu emendata la costituzione della Repubblica d'Irlanda, nella quale scomparve la rivendicazione dei territori nordirlandesi e fu esplicitato il riconoscimento del diritto di esistere dell'Irlanda del Nord, fatto salvo il desiderio nazionalista di un Irlanda unita.
Con l'Accordo del Venerdì Santo, fu reintrodotto il parlamento nordirlandese e si stabilì che il governo locale avrebbe rispettato nella sua composizione la rappresentatività di tutti i maggiori partiti. Il leader unionista David Trimble guidò il primo governo dell'Irlanda del Nord dopo la stipula dell'accordo del Venerdì santo. Per un presunto ritardo da parte dell'IRA nell'implementare lo smantellamento del proprio arsenale e la scoperta di una rete di spionaggio dell'IRA operante all'interno delle istituzioni, l'assemblea e l'esecutivo furono sospesi, ma la situazione tornò serena nel volgere di breve tempo.
Il cambiamento di clima venne rappresentato dalla visita di Elisabetta II alla sede del Parlamento a Stormont, dove incontrò i rappresentanti unionisti così come quelli nazionalisti, e parlò del diritto dei cittadini nordirlandesi che si sentono irlandesi di essere trattati con eguali diritti di quelli che si sentono Britannici. Similarmente, il presidente irlandese Mary McAleese, nella sua visita, si incontrò con i ministri nazionalisti e con i locali rappresentanti della corona di ogni contea.
Le elezioni del 2007 hanno assegnato la maggioranza relativa al Democratic Unionist Party, con il 30% dei consensi, davanti allo Sinn Fein (26%), all'Ulster Unionist Party (14%) e ai socialdemocratici (15%). Il governo di coalizione è guidato dal leader unionista Ian Paisley del Democratic Unionist Party, mentre il vice ministro è Martin McGuinness dello Sinn Fein.
[modifica] Statistiche
L'Irlanda del Nord è un'entità complessa, divisa tra due comunità culturalmente differenti, gli unionisti e i nazionalisti. Entrambe sono spesso descritte in base alla loro appartenenza religiosa; gli unionisti sono principalmente protestanti (con una predominanza della fede presbiteriana), mentre i nazionalisti sono principalmente cattolici romani. Ad ogni modo contrariamente a quanto si crede comunemente, non tutti i cattolici sono nazionalisti e non tutti i protestanti sono unionisti.
Quando venne fondata, a seguito del Government of Ireland Act, l'Irlanda del Nord fu strutturata geograficamente, in modo da avere una maggioranza unionista. Le paure unioniste su ciò che sarebbe successo loro, formavano la base della loro opposizione a un'Irlanda unita, e portarono alla creazione di due stati. Comunque da allora, la percentuale di popolazione cattolica in Irlanda del Nord è aumentata a scapito di quella protestante.
L'appartenenza religiosa, in base ai dati dei censimenti fatti dal 1961 al 2001, è cambiata come di seguito riportato:
| Religioni | 1961 | 1991 | 2001 | 2001 |
|---|---|---|---|---|
| Cattolici | 34,9 | 38,4 | 40,3 | 43,8 |
| Presbiteriani | 29,0 | 21,4 | 20,7 | 53,5 |
| Chiesa d'Irlanda | 24,2 | 17,7 | 15,3 | 0,0 |
| Altre religioni | 9,3 | 11,5 | 9,9 | 0,0 |
| Non dichiarata | 2,0 | 7,3 | 9,0 | 0,0 |
| Nessuna | 0,0 | 3,8 | 5,0 | 2,7 |
| Nota: Per chiarezza, il totale di tutte le religioni protestanti è posto nell'ultima colonna della fede presbiteriana | ||||
[modifica] Città e villaggi
- Armagh
- Ballycastle, Ballyclare, Banbridge, Bangor, Belfast
- Carrickfergus, Cookstown, Craigavon
- Derry [2], Donaghadee, Downpatrick, Dungannon, Dungiven
- Enniskillen
- Hillsborough
- Limavady, Londonderry[2], Lurgan
- Magherafelt
- Newcastle, Newry, Newtownards, Newtonstewart
- Omagh
- Strabane
- Warrenpoint
[modifica] Note
- ^ Storicamente sia la città che la contea vengono indicate con due nomi: i nazionalisti usano Derry (dal gaelico 'Doire') mentre gli unionisti, in base ai legami storici con Londra, la chiamano Londonderry. Attualmente il nome ufficiale della città è Londonderry, anche se il consiglio cittadino si chiama "Derry City Council". Nel gennaio 2003 il consiglio, dopo una votazione proposta e supportata dai principali partiti nazionalisti e opposta dai partiti unionisti, ha formalmente richiesto alla regina Elisabetta II di cambiare ufficialmente il nome della città in Derry. Il nome formale della contea comunque è e resterà Contea di Londonderry. Entrambi i nomi comunque saranno utilizzati da entrambe le comunità indipendentemente dalla denominazione ufficiale.
- ^ a b Derry e Londonderry sono la stessa città. Il primo nome è utilizzato dai nazionalisti, il secondo dagli unionisti. Vedi la voce per maggiori chiarimenti.
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