Carro merci

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Carro merci è il nome usato nella bibliografia ferroviaria e nel linguaggio corrente per indicare il sottoinsieme del materiale ferroviario trainato destinato al trasporto delle merci o a usi di servizio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'introduzione dei carri ferroviari in realtà è precedente all'invenzione della locomotiva: ben prima dell'invenzione della trazione a vapore per il lavoro di miniera erano usati rudimentali carri a cassone, trainati da muli su binari a scartamento ridotto.

I primi veri carri ferroviari italiani furono costruiti nel 1856: erano interamente in legno ed erano costruiti in proprio dalle varie compagnie che li impiegavano.

Nel 1877 entrò in servizio il primo carro frigorifero, che trasportava carne congelata da Chicago e Kansas City fino a New York.

Già 50 anni dopo, nel 1905, con l'unificazione delle principali linee ferroviarie italiane da parte del Regno d'Italia, i carri erano diffusissimi, ammontando ad oltre 5 volte il totale delle carrozze per più di 52 000 unità. Nella maggioranza dei casi, però, si trattava di mezzi ormai decrepiti e non standardizzati, per cui la neonata Amministrazione Statale si trovò a dover noleggiare dei mezzi dall'estero per fronteggiare l'insufficienza dell'offerta di trasporto.

Carro ferroviario aperto tipo Eaos per uso generico

Nel 1914 i carri in servizio ammontavano a 110 000, anche grazie al piano di rinnovamento voluto in seguito ad una serie di eventi, tra cui il terremoto di Messina del 1908 e la guerra Italo-Turca, dove il supporto logistico della ferrovia si dimostrò fondamentale.

Tra le due guerre il numero di mezzi rimase sostanzialmente stabile, e durante il conflitto su oltre 115.000 mezzi posseduti, meno di 25.000 rimasero ancora liberi per l'uso civile, mentre 80.000 vennero impegnati per lo sforzo bellico.

Nel 1949 nacquero i primi carri frigoriferi, ad opera della società cooperativa Interfrigo, che gettarono le basi per la moderna catena del freddo.[senza fonte]

Con il 1950 e gli accordi europei per la standardizzazione dei mezzi cominciò la costruzione di veicoli definiti moderni, con dimensioni e caratteristiche simili e intercambiabili. Tre anni dopo si stabilì la convenzione EUROP, per creare un parco mezzi comune alle varie amministrazioni europee in modo da facilitare la reperibilità dei carri e la formazione di treni merci internazionali. Il trattato è stato sciolto nel 2002.

La domanda di trasporto di merci per via ferroviaria in Italia tra gli anni sessanta e novanta è stata segnata da un trend inesorabilmente negativo, culminata con la perdita da parte di Ferrovie dello Stato dell'importante contratto di esclusiva con Poste Italiane.

Nel 1997 la riorganizzazione del servizio ha portato ad un notevole miglioramento delle condizioni operative, riducendo il numero di fermate intermedie e specializzando il servizio cargo su tratte lunghe e medio-lunghe.

Con il 1º giugno 2000 viene fondata Trenitalia che con Trenitalia Cargo prima e con Direzione Generale Operativa Logistica, acquisisce il controllo di tutti i carri ex-FS e la direzione operativa del servizio.

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Rodiggio
I carri possono essere di due tipi: a 2 assi o a carrelli. I carri a 2 assi hanno solo 4 ruote, mentre i carri a carrelli ne possono avere 8 o più (anche se la normalità è 2 carrelli per un totale di 4 assi). Esistono anche carri speciali, come quelli a tre assi per trasporto di auto, quelli usati principalmente per il trasporto minerario, metallurgico o di carichi speciali, a 12 o più assi distribuiti su 4 carrelli o a 8 assi su 2 carrelli da 8 ruote ognuno.
Struttura
I carri possono essere semplici, articolati con uno snodo centrale, accoppiati o complessi cioè composti dall'unione di due semicarri. Inoltre possono essere costruiti con struttura più o meno rigida a seconda della loro tipologia. I tipi di carro con struttura più rigida sono i carri serbatoio e i carri tramoggia.
Velocità omologata
I carri ferroviari sono omologati per 100 km/h, con eccezioni per mezzi per le lunghe distanze omologati a 120 km/h.
Portata massima
La portata di un carro merci dipende dalla linea cui esso è abilitato e dalla sua tara. I carri più moderni sono abilitati alla linea "D" che consente una portata lorda (carico + tara) pari a 22,5 tonnellate/asse (90 tonnellate per carri a 4 assi). La tara di un carro merci a 4 assi varia, in funzione della tipologia, dalle 16 alle 35 tonnellate: ne consegue una portata in linea "D" variante tra le 55 e le 74 tonnellate. I carri a due assi (40 tonnellate lorde su linee "C") sono in numero sempre minore e vengono utilizzati per esigenze molto particolari (spedizione di piccoli quantitativi o di merci a basso peso specifico). Le prove di circolazione su carri a due assi per linee "D" (45 tonnellate lorde) non hanno dato esiti soddisfacenti.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Peso per asse.
Gancio ferroviario e respingenti
Organi di trazione
Per consentire un'unione sicura dei carri tra loro e con la locomotiva, si utilizzano specifici ganci di trazione dotati di tenditori e montati direttamente su una parte rigida del telaio denominata castelletto. I ganci possono essere continui o discontinui e si differenziano per la diversa reazione elastica del telaio alla forza di traino.
Organi di repulsione
Gli organi di repulsione, detti anche respingenti, hanno lo scopo di impedire un avvicinamento pericoloso dei carri tra di loro nel caso di decelerazioni o curve. Possono essere rigidi, a molla o elastici.
Aggancio automatico
In alcune amministrazioni ferroviarie, come ad esempio quelle degli Stati Uniti d'America, gli organi di trazione e repulsione sono unificati nel cosiddetto aggancio automatico, che integra anche le condotte pneumatiche del freno.
Sospensioni
Possono essere a balestre laminate o a molle elicoidali. Le sospensioni ad aria compressa usate sulle carrozze passeggeri[senza fonte] sono inadatte all'utilizzo su carri.

Tipologie di carri ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Carri per il trasporto di merci[modifica | modifica wikitesto]

Carro ferroviario 2 assi tipo Gs per merci generiche.
Carro aperto tipo K
Carro postale FS DU 93000

Esistono normalmente nelle versioni a 2, a 3 e a 4 assi con la stessa tipologia ma portata diversa.

  • Carro per merce varia, chiuso, con porte laterali di carico e scarico. È il carro ferroviario per antonomasia e contemporaneamente quello da più tempo in circolazione; nella sua versione più grande a 4 assi ha una lunghezza di circa 20 m, una superficie di carico utile di 53 m², un volume che raggiunge i 135 m³ ed una portata netta che può arrivare ai 50.000 kg. Recentemente hanno cominciato a diffondersi anche i vagoni con pareti laterali scorrevoli in sostituzione delle porte centrali fisse, migliorando la capacità di carico e scarico delle merci su pallet.
  • Carro per merce lunga, aperto in alto, eventualmente accessoriato con sponde di varia altezza o con piantoni fermacarico. Viene usato per il trasporto di materiali caricabili dall'alto (es. tronchi d'albero e barre di acciaio), ha misure di lunghezza, area e portata utile similari al carro chiuso. In talune versioni è fornito di teli semirigidi per la protezione del materiale trasportato.
  • Carro a temperatura controllata tipo "INTERFRIGO". Fornito di appositi compressori e grazie alle pareti coibentate consente di controllare la temperatura interna durante il trasporto, evitando di interrompere la catena del freddo nel caso di trasporti alimentari, oppure di evitare il gelo ai materiali ad esso sensibili durante i mesi più freddi dell'anno.
  • Carro a tramoggia. Consente il carico di merci sfuse dall'alto e il loro scarico tramite ribaltamento laterale del vagone stesso. Viene utilizzato per il trasporto di materie prime come ad esempio il carbone.
  • Carro cisterna. Adatto al trasporto di merci liquide, il cui esempio più classico è quello relativo ai derivati del petrolio, è fornito di appositi bocchettoni per il carico nella parte superiore e di uno o più scomparti divisori interni. La maggior parte dei vagoni di questo tipo è di proprietà privata essendo progettati per il trasporto di uno specifico tipo di materiale difficilmente compatibile con altri.
  • Carro silo. Come per il precedente ma per merci polverose e granulari, anche in questo caso, per la maggior parte, di proprietà privata.
  • Carro bisarca (per trasporto di auto). È in genere a 3 assi e formato da due livelli di carico, accessoriato con rampe alle estremità per consentire un agevole carico e scarico. Anche questo tipo di vagoni è normalmente posseduto da aziende specializzate in questo tipo di trasporto.
  • Carro porta-container. È un vagone fornito di semplice piano di appoggio ma con agganci specifici per i container. Utilizzato per il trasporto intermodale.
  • Carro ultrabasso. Utilizzato per il trasporto di autosnodati, o autotreni con rimorchio, le cosiddette autostrade viaggianti, ha carrelli di 4 assi ciascuno ed è equipaggiato con ruote di diametro ridotto onde ottenere un piano di carico molto più basso rispetto agli altri tipi di vagoni il che permette di trasportare gli autocarri rientrando nei limiti di sagoma prescritti.
  • Carro siluro o carro siviera. Contenitori a forma allungata rivestiti internamente di materiale refrattario, all’interno dei quali viene colata la ghisa fusa per il trasferimento in acciaieria.

Carri di servizio[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Fasoli, I veicoli per viaggiatori e merci, in Ingegneria ferroviaria, 16 (1961), n. 7-8, pp. 731-742
  • Ferrovie dello Stato, Servizio Commerciale e del Traffico, Servizio Movimento, Servizio Materiale e Trazione, I nostri carri per le vostre merci, Roma, Ferrovie dello Stato, 1972, testo digitalizzato: [1]
  • Michele Mingari, Dieci anni di carrozze e carri, in I treni oggi, 11 (1990), n. 100, pp. 32-43
  • Evaristo Principe, Nozioni sui veicoli FS per trasporto merci, Vicenza, Editrice Veneta, 2004. ISBN 88-8449-226-2
  • Fabrizio Acquaviva, FS carri merci 2008. I carri del parco commerciale FS, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 2008, ISBN 978-88-85068-35-3
  • I carri tipo F i quaderni di RF La rivista della ferrovia n. 7 p. 82 (2009) Acme Edizioni
  • Evaristo Principe, Il veicolo ferroviario. Carri, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 2011
  • Fabrizio Acquaviva, FS carri privati 2011, ETR Editrice Trasporti su Rotaie, 2012, ISBN 978-88-85068-43-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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