Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani
Il Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) è un'associazione tecnica e professionale senza fini di lucro, costituita nel 1899, che raccoglie al suo interno soci individuali (soci ordinari se laureati in ingegneria e soci aggregati se laureati in altre discipline o esperti del settore) e soci collettivi (società, industrie e aziende di trasporto e dipartimenti universitari).
Ha per scopi la promozione della cultura ferroviaria specialmente in Italia, il sostegno alla professione di ingegnere ferroviario e l'aggiornamento professionale del personale delle industrie e società ferroviarie.
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Storia [modifica]
Il CIFI fu fondato nel 1899 per iniziativa dell'ingegner Pietro Mallégori (Bergamo, 22 settembre 1858-Milano, 5 agosto 1908), laureato nel Politecnico di Milano nel 1881, quadro delle Strade ferrate dell'Alta Italia e poi della Rete Adriatica[1]. Il primo presidente fu Leonardo Loria, docente di Ferrovie nel Politecnico di Milano. Presidente Onorario dal 10 dicembre 1905[senza fonte] fu Riccardo Bianchi, il primo Direttore Generale delle Ferrovie dello Stato.
Tra i suoi soci individuali si segnalano gli ingegneri Uberto Bajocchi[2], Riccardo Bianchi, Ugo Cantutti, Guido Corbellini, Alfredo D'Arbela, Giulio Giovanardi, Franco Di Majo, Pietro Lanino[3], Leonardo Loria, Matteo Maternini, Lucio Mayer, Piero Muscolino, Manlio Perilli, Giovanni Robert, Giuseppe Vicuna.
Scopi dell'associazione. [modifica]
Gli scopi del CIFI sono la promozione della cultura ferroviaria in Italia, il sostegno alla professione di ingegnere ferroviario e l'aggiornamento professionale del personale delle industrie e società ferroviarie.
Conseguentemente esso raccoglie al suo interno soci individuali (soci ordinari se laureati in ingegneria e soci aggregati se laureati in altre discipline o esperti del settore) e soci collettivi (società, industrie e aziende di trasporto e dipartimenti universitari).
Organizza visite tecniche e presentazioni d'infrastrutture, impianti e rotabili.
Inoltre organizza e patrocina conferenze, seminari e congressi specialistici, anche internazionali, dei quali pubblica gli atti.
Pubblica le riviste Ingegneria ferroviaria (di livello post-universitario, edita dal 1946; seguito della Rivista tecnica delle ferrovie italiane, promossa da Riccardo Bianchi con la collaborazione di Pietro Lanino nel 1912 e sospesa nel 1944[4]), che è anche il suo organo ufficiale[5][6]e La tecnica professionale (dedicata all'aggiornamento del personale delle Ferrovie dello Stato e delle altre società ferroviarie, edita dal 1933) e testi professionali, d'aggiornamento e di alta divulgazione (anche storiografici).
Bandisce e patrocina, con cadenze annuali o pluriennali, premi per i migliori contributi scientifici editi o inediti e per tesi di laurea sulle discipline ferroviarie (il più antico è il premio Mallégori).[7]
Eroga borse di studio per studenti delle scuole superiori e universitari e per orfani di dipendenti delle Ferrovie dello Stato.
Organigramma e sede [modifica]
La sede centrale del CIFI dal 1949 è a Roma, nell'edificio della stazione ferroviaria di Roma Termini[8]
L'attuale presidente del CIFI è l'ingegner Mauro Moretti, dal 2006 amministratore delegato di Ferrovie dello Stato (nel 1905 fu scelto quale presidente onorario il primo direttore generale delle FS ingegner Riccardo Bianchi)[9].
Il CIFI è organizzato in quindici sezioni regionali, localizzate nelle città sedi delle ex Direzioni Compartimentali delle Ferrovie dello Stato, raggruppate in tre aree: Area Nord, Area Centro e Area Sud. Le attività citate sono organizzate dalla sede centrale e dalle sezioni territoriali, spesso in collaborazione con enti e aziende esterni.
Presso la sede centrale ha sede la Biblioteca "Pietro Mallégori-Manlio Perilli"[10], accessibile anche ai non soci. Nel 1943 l'archivio interno e parte della biblioteca, allontanati da Roma per le vicende belliche, furono distrutti o rubati[11].
CIFI e cultura storica ferroviaria [modifica]
Negli anni Settanta il CIFI intervenne ufficialmente per "sbloccare" l'annosa e irrisolta questione del Museo nazionale ferroviario, istituendo un gruppo di lavoro interno che contribuì al progetto del Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa[12].
Durante il convegno internazionale per il suo centenario (1999) rese nota una proposta, elaborata insieme a dirigenti della Direzione Risorse umane delle Ferrovie dello Stato, di una ricognizione dei beni culturali del comparto ferroviario, proponendo la costituzione d'una Fondazione Ferrovie dello Stato incaricata di gestirli.[13]
Note [modifica]
- ^ Pietro Mallegori, in L'ingegneria ferroviaria, 4 (1908), p. 1-2
- ^ Che nel 1946 fu nominato commissario straordinario e fece riprendere le attività del collegio, sospese a causa della Seconda guerra mondiale. Cf Michele Mario Elia, Bruno Cirillo, I 170 anni delle ferrovie italiane testimoniati dalle riviste del CIFI, in La tecnica professionale, n. s. 16 (2009), n. 9, p. 2-3.
- ^ L'ing. Pietro Lanino, in Rivista tecnica delle ferrovie italiane, a. 19, 38 (1930), n. 5, pp. 217-220.
- ^ L'ing. Pietro Lanino, in Rivista tecnica delle ferrovie italiane, a. 19, 38 (1930), n. 5, pp. 218-219.
- ^ Dal 1899 al 1901 le notizie sull'attività del Collegio furono pubblicate nel periodico Il monitore tecnico. Poi furono fondati i periodici ufficiali: la Rivista delle strade ferrate e delle tranvie, edita dal 1901 al 1903 e L'ingegneria ferroviaria, edita dal 1904 al 1917 e organo ufficiale del CIFI fino al 1911: [Corazza], 50 anni, cit., p. 417
- ^ Direttori: Giovanni Robert dal 1946 al 1951, Ugo Cantutti dal 1951 al 1980, Giuseppe Romolo Corazza dal 1980 al 2006, Renato Casale dal 2006 al 2012, Stefano Ricci dal 2012.
- ^ Oggi Premio Mallégori-Di Majo a seguito dell'integrazione della sua dotazione compiuta da Franco Di Majo.
- ^ Michele Mario Elia, Bruno Cirillo, I 170 anni delle ferrovie italiane testimoniati dalle riviste del CIFI, in La tecnica professionale, n. s. 16 (2009), n. 9, p. 3.
- ^ Nel secondo dopoguerra fu scelto quale presidente onorario l'ingegner Guido Corbellini
- ^ L'ingegner Manlio Perilli (Roma 1912-Roma 1997), dirigente generale delle FS e assistente del professor Uberto Bajocchi, dal 1948 in poi fu tesoriere, amministratore e infine segretario generale del CIFI. Cf Bruno Cirillo, Ricordo di Manlio Perilli, in Ingegneria ferroviaria, 53 (1998), n. 2-3, p. 37.
- ^ Ernesto Petrucci, Biblioteche, cit., p. III
- ^ Valter Guadagno, Il Museo di Pietrarsa e i musei viventi, in La tecnica professionale, n. s., 16 (2009), n. 9. pp. 53-63
- ^ Laganà. Valorizzare cit., Un’iniziativa per il CIFI p. 69-77.
Bibliografia [modifica]
- L'ing. Pietro Lanino, in Rivista tecnica delle ferrovie italiane, a. 19, 38 (1930), n. 5, pp. 217-220
- Antonio Laganà, Saluto del presidente del CIFI per i cinquant'anni di Ingegneria ferroviaria, in Ingegneria ferroviaria, 51 (1996), n. 7, pp. 415-416
- [Giuseppe Romolo Corazza], 50 anni di Ingegneria ferroviaria... e qualcuno di più, in Ingegneria ferroviaria, 51 (1996), n. 7, pp. 417-423
- Bruno Cirillo, I 100 anni del CIFI, "Ingegneria ferroviaria", 54 (1999), n.3, p.107-118
- Antonio Laganà, Valorizzare la cultura tecnica ferroviaria nei 100 anni del CIFI, in *”Il sistema di trasporto europeo: tempi e modi dell’integrazione. Convegno internazionale ferroviario ed esposizione per il centenario del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI), Villa Erba-Cernobbio (Como), 22-23 aprile 1999. Roma, CIFI, 1999
- Bruno Cirillo, Angela Di Cera, Manifestazione per i 102 anni del CIFI, "La tecnica professionale", n. s., 9 (2002), n.7-8, p.106-111
- Ernesto Petrucci, Biblioteche ferroviarie in Italia: il caso FS, in AIB Notizie, 17 (2005), n. 2, p. I-III
- Giuseppe Pavone, "Riccardo Bianchi, una vita per le ferrovie Italiane", CIFI, 2005, Roma.