Repubbliche dell'Unione Sovietica

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Evoluzione delle Repubbliche sovietiche dal 1922 al 1991

Negli ultimi decenni della propria esistenza, e precisamente dal 1954, l'Unione Sovietica consisteva di 15 Repubbliche socialiste sovietiche (RSS), chiamate semplicemente Repubbliche Socialiste Sovietiche; all'interno dell'URSS erano anche chiamate Repubbliche dell'Unione. Erano tutte repubbliche socialiste e tutte, con l'eccezione della RSSF Russa, avevano il proprio Partito comunista, facente parte del Partito comunista dell'Unione Sovietica. Ora sono tutti stati indipendenti; 11 di loro (fanno eccezione la Georgia e le repubbliche baltiche occupate: Estonia, Lettonia e Lituania) si sono riuniti della Comunità degli Stati Indipendenti.

Costituzionalmente, l'Unione Sovietica era una federazione. Secondo l'articolo 72 della Costituzione sovietica adottata nel 1977, ogni repubblica aveva il diritto di separarsi dall'URSS. Questo diritto non fu però mai tenuto in conto fino al dicembre 1991, quando si verificò l'abbandono dei Paesi Baltici, della Georgia, dell'Armenia, dell'Azerbaigian, delle Repubbliche dell'Asia Centrale, dell'Ucraina e della Bielorussia, col conseguente crollo dell'URSS.

In realtà, l'URSS era un'entità fortemente centralizzata, sin dalla sua creazione nel 1922 fino alla metà degli anni ottanta, quando la politica di Michail Gorbačëv portò alla perdita del potere centrale e al collasso dell'Unione Sovietica. Con la costituzione adottata nel 1936 e modificata fino all'ottobre 1977, la fondazione politica dell'Unione era formata dai Consigli dei Soviet dei Deputati del Popolo. Questi esistevano a tutti i livelli della gerarchia amministrativa, e l'Unione Sovietica stessa era sotto il controllo del Soviet Supremo dell'URSS, situato a Mosca.

Insieme alla gerarchia statale amministrativa, esisteva una struttura parallela di organizzazione partitica, che permise al Politburo di esercitare un grande controllo sulle repubbliche. L'uso generale nelle repubbliche al di fuori della Russia era che il capo di stato in una nazione era l'ufficiale locale quando il segretario generale del partito era fuori dalla repubblica.

Ogni repubblica aveva il proprio simbolo nazionale: una bandiera, uno stemma e, con l'eccezione della RSSF Russa, un inno nazionale.

Indice

[modifica] Le Repubbliche e il collasso dell'Unione Sovietica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Le repubbliche giocarono un ruolo importante nel collasso dell'Unione Sovietica. Con Michail Gorbačëv, la glasnost' e la perestrojka erano mirate a dar nuova vita all'Unione Sovietica; gli effetti di queste riforme però accrebbero il potere delle repubbliche. Dapprima, le liberalizzazioni politiche permisero ai governi di accrescere la loro legittimazione con la democrazia e il nazionalismo. In più, la liberalizzazione portò a fratture nella gerarchia dei partiti che ridusse il controllo dell'URSS sulle repubbliche. Infine, la perestroika permise ai governi delle repubbliche di controllare i propri assetti economici. Le repubbliche baltiche occupate, Estonia Lettonia e Lituania, di etnia non russa e forzatamente annesse all' Urss dopo la II guerra mondiale, furono le prime a dimostrare finalmente al mondo la loro volontà di ritornare libere ed indipendenti.

Verso la fine degli anni ottanta, il governo sovietico tentò di trovare una nuova struttura che potesse riflettere il potere crescente delle repubbliche. Questi sforzi si rivelarono inutili, e nel 1991 l'URSS cedette quando i governi delle repubbliche si separarono. Tutte le repubbliche divennero stati indipendenti, anche se i governi post-sovietici in molti casi rimasero quelli delle ex-repubbliche sovietiche, dando origine ai cosiddetti Stati post-sovietici.

[modifica] L'Unione Sovietica negli ultimi anni

Mappa delle Repubbliche sovietiche

[modifica] Repubbliche sovietiche

  1. RSS Armena
  2. RSS Azera
  3. RSS Bielorussa
  4. RSS Estone
  5. RSS Georgiana
  6. RSS Kazaka
  7. RSS Kirghiza
  8. RSS Lettone
  9. RSS Lituana
  10. RSS Moldava
  11. RSSF Russa
  12. RSS Tagika
  13. RSS Turkmena
  14. RSS Ucraina
  15. RSS Uzbeka

[modifica] Stati indipendenti

Armenia
Azerbaigian
Bielorussia
Estonia
Georgia
Kazakistan
Kirghizistan
Lettonia
Lituania
Moldova
Russia
Tagikistan
Turkmenistan
Ucraina
Uzbekistan

[modifica] Divise per regione

Mappa delle repubbliche dell'asia centrale

(queste tre repubbliche furono unite nella RSSF Transcaucasica fino al 1936)

[modifica] Per estensione

Posizione (nel mondo) Repubblica Area (km²)  %
1 1 RSSF Russa 17.075.200 76,62%
2 9 RSS Kazaka 2.727.300 12,24%
3 44 RSS Ucraina 603.700 2,71%
4 52 RSS Turkmena 488.100 2,19%
5 56 RSS Uzbeka 447.400 2,01%
6 84 RSS Bielorussa 207.600 0,93%
7 85 RSS Kirghiza 198.500 0,89%
- - RSS Carelo-Finlandese 172.400 0,77%
8 93 RSS Tagika 143.100 0,64%
9 112 RSS Azera 86.600 0,39%
10 119 RSS Georgiana 69.700 0,31%
11 121 RSS Lituana 65.200 0,29%
12 122 RSS Lettone 64.589 0,29%
13 130 RSS Estone 45.226 0,20%
14 135 RSS Moldava 33.843 0,15%
15 138 RSS Armena 29.800 0,13%

[modifica] Per popolazione e densità

Secondo il censimento sovietico del 1989:

Posizione Repubblica Popolazione  %
1 RSSF Russa 147.386.000 51,40%
2 RSS Ucraina 51.706.746 18,03%
3 RSS Uzbeka 19.906.000 6,94%
4 RSS Kazaka 16.711.900 5,83%
5 RSS Bielorussa 10.151.806 3,54%
6 RSS Azera 7.037.900 2,45%
7 RSS Georgiana 5.400.841 1,88%
8 RSS Tagika 5.112.000 1,78%
9 RSS Moldava 4.337.600 1,51%
10 RSS Kirghiza 4.257.800 1,48%
11 RSS Lituana 3.689.779 1,29%
12 RSS Turkmena 3.522.700 1,23%
13 RSS Armena 3.287.700 1,15%
14 RSS Lettone 2.666.567 0,93%
15 RSS Estone 1.565.662 0,55%
Posizione Repubblica Densità
1 RSS Moldava 128,2
2 RSS Armena 110,3
3 RSS Ucraina 85,6
4 RSS Azera 81,3
5 RSS Georgiana 77,5
6 RSS Lituana 56,6
7 RSS Bielorussa 48,9
8 RSS Uzbeka 44,5
9 RSS Lettone 41,3
10 RSS Tagika 35,7
11 RSS Estone 34,6
12 RSS Kirghiza 21,4
13 RSSF Russa 8,6
14 RSS Turkmena 7,2
15 RSS Kazaka 6,1

[modifica] Altre repubbliche sovietiche

[modifica] Cronologia

[modifica] Voci correlate

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