Stati baltici
Con il termine Stati baltici, EstLaLia oppure Repubbliche baltiche, o ancora paesi baltici (in estone Balti riigid, in lettone Baltijas valstis e in lituano Baltijos valstybės) in senso lato, si fa riferimento alle tre repubbliche sulla costa orientale del Mar Baltico:
Si tratta di un nome convenzionale, perché non include tutti i Paesi che effettivamente si affacciano sul Mar Baltico.
Tutti e tre gli stati baltici convenzionali, fino al 1917, fecero parte per duecento anni dell'Impero Russo come governatorati del Baltico e precedentemente dell'Impero Svedese per cento anni, ma parte del territorio, durante la Prima guerra mondiale fra il 1917 e il 1918, venne occupata dall'Impero tedesco con l'Occupazione tedesca delle Province baltiche.
In seguito alla Rivoluzione Russa e alle vicende della prima guerra mondiale i tre stati ottennero l'indipendenza, nel 1918, insieme alla vicina Finlandia.
Indice |
Occupazione delle repubbliche baltiche[modifica]
| Per approfondire, vedi Occupazione delle Repubbliche baltiche. |
Dal 1940 le repubbliche baltiche vennero occupate dall'Unione Sovietica; gli Stati Uniti d'America, con la dichiarazione di Welles (23 luglio 1941), notificarono all'Unione Sovietica che essi non avrebbero mai riconosciuta come legittima tale annessione. Welles annunciò pure che il Governo degli Stati Uniti avrebbe continuato a riconoscere i Ministri degli esteri dei Paesi Baltici come inviati di un governo sovrano. [2]
La Dichiarazione rese possibile ai rappresentanti diplomatici degli Stati Baltici a finanziare le loro attività in vari altri stati ed a proteggere la proprietà delle navi battenti bandiera baltica. [3] L'aver stabilito la politica di non riconoscimento consentì, dopo la guerra, a circa 120000 profughi dagli Stati Baltici di evitare il rimpatrio nell'Unione Sovietica ed invocare dall'estero l'indipendenza dei loro paesi.[4][5]
Nel prosieguo della Seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1944 furono occupate dalla Germania nazista e dal 1944 al 1991 sono state nuovamente occupate e forzatamente inglobate nell'Unione Sovietica, che represse ogni ulteriore tentativo indipendentista, fino alla caduta della stessa Unione Sovietica nel 1991, quando sono finalmente riuscite a dichiararsi nuovamente, repubbliche, restaurando l'indipendenza sottratta con pieno riconoscimento a livello internazionale.[1]
Attualmente sono repubbliche parlamentari indipendenti, dal 2004 sono membri dell'Unione Europea e della Nato (in più l'Estonia ha adottato dal 2011 l'euro). Rivolgendosi nettamente verso le economie occidentali, ed essendo popolazioni di etnia non slava, questi paesi non hanno mai preso parte alla Comunità di Stati Indipendenti come le altre ex repubbliche sovietiche. Pur avendo caratteristiche molto diverse tra loro, sono accomunate dalle dimensioni ridotte, dal forte spirito nazionalista (dovuto a sofferenze passate), dalle caratteristiche geografiche e etniche indigene non russe e dalla occupazione straniera sovietica, che nel dopoguerra fino al 1991 provocò una forte immigrazione di russi.[6]
In tutti e tre gli stati permangono infatti forti minoranze russe, soprattutto in Lettonia.[7]
Da un punto di vista politico, linguistico e religioso sono entità differenziate. Ad esempio in Estonia viene parlata la lingua estone, appartenente al ceppo ugro-finnico, simile al finlandese e molto diversa dalle due lingue baltiche propriamente dette (lettone e lituano). Per questo motivo l'Estonia ambisce ad essere considerato più un paese nordico. Come religioni, in Estonia e Lettonia sono presenti soprattutto la luterana, l'ortodossa e vi è una certa percentuale di atei, mentre in Lituania l'80% della popolazione si professa cattolica.
La popolazione ridotta e le dimensioni piccole hanno fatto sì che nel tempo vi fossero strette interrelazioni con gli stati confinanti: la Lituania ha storicamente forti legami con la Polonia e l'Europa centrale; la Lettonia è maggiormente vicina alla Russia e si sta caratterizzando come area di transito fra tale paese e il resto d'Europa; l'Estonia è culturalmente più legata alla Finlandia e alla Scandinavia, ma anche, per antiche tradizioni teutoniche, alla Germania.
Dati[modifica]
I paesi baltici fanno parte dell'Unione Europea e solo l'Estonia ha adottato l'Euro a decorrere dal 1º gennaio 2011.[8] La Lettonia dovrebbe compiere questo passo nel 2014, la Lituania nel 2015.
| Bandiera | Nome | Superficie (km²) |
Popolazione (ultima stima) |
Densità (ab./km²) |
Capitale | Moneta | UE/Euro |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Estonia | 45.227 | 1.340.127 | 30 | Tallinn | euro | ||
| Lettonia | 64.559 | 2.248.374 | 35 | Riga | lats | ||
| Lituania | 65.300 | 3.244.509 | 50 | Vilnius | litas | ||
| Paesi baltici | 175.086 | 6.833.010 | 38 | — | — |
Demografia[modifica]
Città maggiormente popolate[modifica]
La popolazione è misurata entro i limiti della città a livello nazionale da dati forniti da ciascun ufficio di statistica. Delle 30 città più grandi per popolazione dei paesi baltici, 15 sono lituane, 10 sono lettoni e 5 estoni.
| Posiz. | Stemma | Città | Popolazione | Data |
|---|---|---|---|---|
| 1. | 706.413[9] | 1º gennaio 2010 | ||
| 2. | 560.192[10] | 1º gennaio 2010 | ||
| 3. | 412.341[11] | 1º dicembre 2010 | ||
| 4. | 378.943[12] | 1º gennaio 2009 | ||
| 5. | 184.657[13] | 1º gennaio 2010 | ||
| 6. | 133.900[14] | 1º gennaio 2009 | ||
| 7. | 113.653[15] | 1º gennaio 2009 | ||
| 8. | 104.857[16] | 1º gennaio 2010 | ||
| 9. | 84.747[17] | 1º gennaio 2010 | ||
| 10. | 81.185[16] | 1º gennaio 2010 | ||
| 11. | 70.747[18] | 1º gennaio 2009 | ||
| 12. | 65.886[19] | 1º gennaio 2009 | ||
| 13. | 61.791[20] | 1º gennaio 2009 | ||
| 14. | 54.088[21] | 1º gennaio 2009 | ||
| 15. | 47.613[22] | 1º gennaio 2009 | ||
| 16. | 46.060[23] | 1º gennaio 2010 | ||
| 17. | 44.192[24] | 1º gennaio 2010 | ||
| 18. | 42.644[25] | 1º gennaio 2009 | ||
| 19. | 41.309[26] | 1º gennaio 2009 | ||
| 20. | 38.340[27] | 1º gennaio 2009 | ||
| 21. | 34.993[28] | 1º gennaio 2009 | ||
| 22. | 33.240[29] | 1º gennaio 2009 | ||
| 23. | 31.980[30] | 1º gennaio 2009 | ||
| 24. | 29.764[31] | 1º gennaio 2009 | ||
| 25. | 28.659[32] | 1º gennaio 2009 | ||
| 26. | 28.348[33] | 1º gennaio 2009 | ||
| 27. | 27.662[34] | 1º gennaio 2009 | ||
| 28. | 27.078[35] | 1º gennaio 2009 | ||
| 29. | 26.963[36] | 1º gennaio 2009 | ||
| 30. | 25.818[37] | 1º gennaio 2009 |
Note[modifica]
- ^ a b www.baltico.it
- ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, London, Routledge, 2008. ISBN 978-0-415-37100-1, p. 39
- ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, p. 42
- ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, London, Routledge, 2008. ISBN 978-0-415-37100-1, p. 43
- ^ Esten, letten und litauer in der britischen besatzungszone deutschlands. Aus akten des Foreign office = Estonians, latvians and lithuanians in the british occupation zone of Germany, in «Jahrbücher für Geschichte Osteuropas»2005.
- ^ guide.supereva.it
- ^ Un'analisi della situazione della minoranza russa è rappresentata da questo documento dell'Unione Europea sulla tutela della stessa.
- ^ www.ilsole24ore.com
- ^ Table IE52:Resident Population by Region, City and District at the beginning of the year. csb.gov.lv
- ^ [http://db1.stat.gov.lt/statbank/selectvarval/saveselections.asp?MainTable=M3010211&PLanguage=0&TableStyle=&Buttons=&PXSId=9116&IQY=&TC=&ST=ST&rvar0=&rvar1=&rvar2=&rvar3=&rvar4=&rvar5=&rvar6=&rvar7=&rvar8=&rvar9=&rvar10=&rvar11=&rvar12=&rvar13=&rvar14= Teritorija ir gyventojų skaičius . Požymiai: administracinė teritorija, statistiniai rodikliai ir metai]
- ^ Estonian Tallinna elanike arv in tallinn.ee. 1 maggio 2011. URL consultato in data 8 maggio 2011.
- ^ 2001 Census - Lithuanian Government Department of Statistics
- ^ Population and workforce - Invest in Klaipeda
- ^ Šiauliai su lithuaniatourism.co.uk
- ^ Panevėžio miesto savivaldybė. Lithuanian Department of Statistics. URL consultato in data 17 ottobre 2009.
- ^ a b Cities and Towns of Latvia
- ^ Population by sex, age group and county, 1 January. Statistics Estonia, 22 aprile 2009. URL consultato in data 26 settembre 2009.
- ^ Population of Alytus, Lithuania
- ^ (PDF) Narva in figures 2008", Narva City Government. accesso il 2009-11-12]
- ^ Population of Jelgava, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Jūrmala, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Marijampolė, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Kohtla-Järve, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Pärnu, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Ventspils, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Mažeikiai, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Rēzekne, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Jonava, Latvia su Mongabay.com
- ^ [ Population of Utena, Latvia] su Mongabay.com
- ^ Population of Kėdainiai, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population by age of Telšiai - 2010
- ^ Population of Ukmergė, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Visaginas, Lithuania su Mongabay.com
- ^ Population of Tauragė, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Jēkabpils, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Valmiera, Latvia su Mongabay.com
- ^ Population of Ogre, Latvia su Mongabay.com
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
- Stati baltici in Tesauro del Nuovo Soggettario. BNCF, marzo 2013