Sachalin

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Isola Sachalin
(RU) Сахалин
(JA) 樺太 (Karafu-tō)
(ZH) 庫頁島/库页岛 (Kùyè Dǎo)
Geografia fisica
Localizzazione (nord, est) Mare di Ochotsk
(sud, ovest) Mare del Giappone
Coordinate 51°00′00″N 143°00′00″E / 51°N 143°E51; 143Coordinate: 51°00′00″N 143°00′00″E / 51°N 143°E51; 143
Superficie 76.400 km²
Dimensioni 948 km
Altitudine massima 1.609 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Russia Russia
Oblast Sachalin Sachalin
Centro principale Južno-Sachalinsk
Demografia
Abitanti 673.100 (2005)
Densità 8,62 ab./km²
Cartografia
Sakhalin (detail).PNG
Mappa di localizzazione: Federazione Russa
Isola Sachalin

[senza fonte]

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Sachalin (anche traslitterata come Sakhalin o Sahalin, in russo: Сахалин?) è un'isola dalla forma allungata che si trova nell'oceano Pacifico settentrionale, nell'Estremo Oriente russo (compresa tra i 45° 50' e 54° 24' di latitudine nord).

Insieme con le isole Curili, forma l'oblast' di Sachalin, la cui capitale è Južno-Sachalinsk. L'isola ha una lunghezza da nord a sud di 948 chilometri, con una larghezza media di qualche decina, per una superficie è di 76.400 km², fatto che la rende la 23ª isola più estesa del mondo.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome dell'isola deriva da un'interpretazione errata dell'espressione manciù sahaliyan ula angga hada (cioè "picco della foce del fiume Amur"). In lingua manciù sahaliyan significa "nero", in riferimento al fiume Amur (sahaliyan ula).

Il nome in lingua ainu dell'isola è Karafuto (樺太) o Krafuto; venne ripristinato al tempo del dominio dell'Impero giapponese sulla parte meridionale di Sachalin tra il 1905 e il 1945.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il capo Tichij, sulla costa del mare di Ochotsk.

L'isola di Sachalin si trova a breve distanza dalla massa continentale asiatica, dalla quale è separata dallo Stretto dei Tartari che, nella sua parte settentrionale, si restringe fino a circa 7 chilometri. A sud lo stretto di La Pérouse la separa dall'isola giapponese Hokkaidō. Il punto più settentrionale dell'isola è capo Elizaveta sulla penisola di Schmidt, e capo Crillon è il punto più meridionale. Capo Terpenija, all'estremità della penisola omonima, è il punto più a est, mentre capo Aniva si trova all'estremità della penisola Tonino-Anivskij nella parte sud-orientale. Le maggiori insenature sono il golfo Terpenija a sud-est e il golfo di Aniva a sud.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio dell'isola è prevalentemente montuoso, con l'eccezione della zona settentrionale dove si apre il bassopiano settentrionale, unica zona pianeggiante di una certa estensione. La parte centrale e meridionale sono prevalentemente occupate da catene montuose allungate in senso N-S, le maggiori delle quali sono la Catena Occidentale, la Catena Orientale e i Monti del Susunaj.

Nella Catena Orientale si trova il monte Lopatin (m 1609), massima elevazione dell'isola.

A causa della vicinanza degli spartiacque alla costa, non ci sono fiumi importanti sull'isola; i più importanti sono il Poronaj e il Tym'.

Clima e vegetazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Russia e Ecosistemi della Russia.

L'isola di Sachalin vede temperature piuttosto basse in rapporto alla latitudine (anomalia termica negativa), analogamente a tutto il resto della facciata pacifica settentrionale asiatica. Questa rigidità climatica è data dalla concomitante presenza di correnti marine fredde in discesa dalle acque subartiche (che fanno sì che le coste orientali siano più fredde di quelle occidentali) e dallo sviluppo, nella stagione invernale, del robustissimo anticiclone termico russo-siberiano, che induce un flusso prevalente di correnti atmosferiche nordoccidentali che veicolano le masse di aria gelida della Siberia orientale.

Come risultato, si hanno inverni molto rigidi, con medie termiche variabili, nel mese di gennaio (generalmente il più freddo) fra i −18 °C e i −25 °C nel nord e fra i −6 °C e i −12 °C nel sud; le temperature salgono molto lentamente, a causa della marittimità dell'ambiente, tanto che la primavera è molto tardiva e il mese più caldo dell'anno è generalmente agosto, quando le temperature medie si attestano fra gli 11 °C e i 16 °C al nord e fra i 16 °C e i 20 °C al sud. Le precipitazioni atmosferiche, al contrario di quanto avviene nelle zone più continentali, non mancano, e diventano localmente abbondanti; le precipitazioni cadono sotto forma nevosa per parecchi mesi all'anno e si possono osservare grandi accumuli.

Visti i lineamenti climatici, la forma vegetazionale più diffusa a Sachalin è la foresta boreale di conifere.

Un spiaggia vicino a Ochotskoe.

Isole adiacenti[modifica | modifica sorgente]

  • Tjulenij (Тюлений), una piccola isola che si trova a est, 19 km a sud di capo Terpenija, posto all'estremità della penisola omonima (Полуостров Терпения, Poluostrov Terpenija).
  • Moneron (Монерон), isola nello stretto dei Tartari, 43 km al largo della costa sud-ovest.
  • Scoglio Opasnosti (Камень Опасности, Kamen' Opasnosti), 14 km a sud-est di capo Crillon.
  • Tri Brata (Три Брата), gruppo di 3 faraglioni nello stretto dei Tartari, a capo Žonkier, vicino ad Aleksandrovsk-Sachalinskij.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le popolazioni indigene hanno abitato l'isola per diversi secoli vivendo di pesca e allevamento e passando sotto il controllo di Cina e Giappone. Un impulso netto alla colonizzazione dell'isola fu dato dall'impero russo che ne annesse il territorio trasformandola in una propria provincia. Gli scontri con il Giappone per il controllo della regione si susseguirono nel corso dei decenni. In un primo periodo la Russia trasformò l'isola in un luogo di deportazione e prigionia bloccandone di fatto lo sviluppo. Tendenza che si è chiusa all'inizio del XX secolo e che con la dichiarazione di terra libera per il popolamento volontario e con l'esenzione dal servizio di leva dei coloni i tempi dello sviluppo furono molto rapidi. Nel 1904/1905 dopo la guerra tra Giappone e Russia e con la sconfitta di quest'ultima la parte meridionale dell'isola passò sotto il dominio del sol levante. Questa situazione rimase immutata fino agli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, quando nell'agosto 1945 l'URSS attaccò la Manciuria e la parte sud di Sachalin occupandole in pochi giorni; così quando il 2 settembre 1945 la firma della capitolazione disgregò l'impero giapponese, la parte sud di Sahalin era già tornata alla Russia.

A partire dagli anni sessanta la scoperta della presenza sul territorio di enormi giacimenti di idrocarburi ha trasformato l'economia e la distribuzione della popolazione locale. Un terremoto dagli esiti catastrofici investì la regione nel 1995 e con i suoi oltre 7 gradi di intensità provocò oltre 2000 morti. Alla fine del mese di febbraio del 2006 un fatto strano attirò di nuovo l'attenzione; un manto di neve gialla e dal forte odore di petrolio coprì la città di Sabo, abitata ormai solo dagli addetti all'industria petrolifera.[1]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XX secolo circa 32.000 russi (di cui ben 22.150 erano deportati) abitavano l'isola insieme a diverse migliaia di nativi. Attualmente, Sachalin conta 673.000 abitanti, dei quali l'83% è rappresentato da russi. Tra i nativi, si contano 2000 nivchi, 1300 ainu, 750 orocioni, 200 evenchi e alcuni jakuti. I nivchi abitano la parte settentrionale dell'isola e vivono di caccia e pesca. Gli ainu, invece, popolano le coste meridionali.

I 400.000 giapponesi che abitavano la parte meridionale dell'isola furono costretti a rifugiarsi in Giappone dopo la seconda guerra mondiale.

Nella capitale Južno-Sachalinsk, che conta quasi 200.000 abitanti, vive una cospicua minoranza di coreani, portati qui durante la seconda guerra mondiale per lavorare nelle miniere di carbone.

Il museo di storia a Južno-Sachalinsk costruito durante l'impero giapponese

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le risorse minerarie maggiormente presenti e sfruttate sull'isola sono l'oro, l'argento, il titanio e soprattutto il ferro; anche importanti giacimenti di carbone hanno contribuito a formare la fiorente attività estrattiva. Le foreste coprono quasi tutta la superficie della regione facendo delle riserve di legname una ricchezza per l'economia locale. I mari che circondano Sachalin sono molto ricchi di fauna e la pesca è così una realtà occupazionale importante come l'allevamento ed in particolare quello delle renne. Infine la regione vanta acque geotermali potenzialmente utilizzabili a scopi energetici. I risultati delle ricerche effettuate sul territorio hanno permesso, a partire dagli anni sessanta, lo sfruttamento dei giacimenti interni di idrocarburi che però cominciarono ad esaurirsi dopo una ventina d'anni. Ma successivi studi di fronte alle coste di Sachalin hanno evidenziato la presenza di alcuni tra i più grandi giacimenti di petrolio e gas naturale ancora da sfruttare di tutto il mondo. Sono così nati una serie di progetti per l'estrazione denominati sahalin1, sahalin2 e così via fino al numero 6. La presenza delle multinazionali dell'oro nero e il loro impegno per lo sfruttamento di queste risorse hanno accelerato il processo di modernizzazione della regione soprattutto nel campo delle infrastrutture perché le grandi quantità dei materiali estratti dovevano essere trasportati in tempi ragionevolmente brevi. Ma le popolazioni locali legate soprattutto alla pesca e all'allevamento si trovano di fronte al problema grosso della contaminazione dell'ambiente stesso dal quale le loro attività dipendono.

I trasferimenti interni sono garantiti dalla presenza di strade asfaltate per quasi 3000 km e da una lunga ferrovia di oltre 800 km collegata a quella sulla terraferma da un servizio di traghetti. Esistono porti commerciali e turistici che offrono tra l'altro la possibilità di raggiungere anche il vicino Giappone. Ci sono diversi aeroporti che effettuano voli interni ed uno internazionale che unisce l'isola russa con le principali città della federazione ed anche con Giappone, Corea e Filippine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo su Peace Reporter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. H. Hawes, In the Uttermost East (London, 1903). (P. A. K.; J. T. BE.)

Anton Cechov, L'isola di Sachalin, Editori Riuniti 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]