Orcinus orca

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Orca
JumpingOrca.jpg
Orca che salta
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Cetacea
Sottordine Odontoceti
Famiglia Delphinidae
Sottofamiglia Orcininae
Genere Orcinus
Specie O. orca
Nomenclatura binomiale
Orcinus orca
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Orcinus glacialis, Orcinus nanus

Areale
Cypron-Range Orcinus orca.svg
Distribuzione geografica dell'orca (in blu)

L'orca (Orcinus orca) è un mammifero marino appartenente alla famiglia dei Delfinidi (Cetacei Odontoceti). Il distacco filogenetico in una specie autonoma è avvenuto per i tassonomisti circa 5 milioni di anni fa. Il nome "orca" è stato dato a questi animali dagli antichi Romani, che a loro volta l'hanno mutuato dal greco ὄρυξ, che si riferisce genericamente a balene, grandi pesci o mostri marini. L'aggettivo orcino significa invece demone proveniente dall'inferno: Orco per i Romani era un dio sotterraneo. In inglese l'animale è chiamato killer whale, vale a dire balena assassina.

Le orche si trovano in tutti gli oceani, dalle fredde regioni artiche e antartiche, fino ai mari tropicali. Possiedono una dieta molto ampia, anche se singole popolazioni sono specializzate in particolari tipi di prede. Alcune si nutrono esclusivamente di pesci, e altre cacciano altri mammiferi marini come leoni marini, foche, balene e delfini e uccelli come pinguini anche di grosse dimensioni. Le orche sono considerate predatori all'apice della piramide alimentare, non avendo dei predatori naturali. Presentano tecniche di caccia e di comunicazione che spesso sono tipiche di una singola popolazione.

La IUCN non ha ancora valutato lo stato di conservazione attuale dell'orca perché sono presenti dati insufficienti, a causa della probabilità che due o più tipi di orche siano specie separate. Alcune popolazioni locali sono considerate minacciate o in pericolo a causa della distruzione di habitat, dell'inquinamento, della cattura per il loro utilizzo in parchi marini e per i continui conflitti con i pescatori.

In natura le orche non sono considerate pericolose per l'uomo, mentre in cattività ci sono stati attacchi nei confronti di addestratori.

Tassonomia ed evoluzione[modifica | modifica sorgente]

O. orca è l'unica specie esistente riconosciuta nel genere Orcinus, una delle molte specie animali descritte da Linneo in Systema Naturae del 1758. La prima descrizione scientifica di un'orca la si trova in Fish book, uno scritto di Konrad Gessner del 1558, basato sull'esame di un esemplare morto dopo essersi arenato nel Golfo di Greifswald. Orcinus orca è una delle 37 specie della famiglia dei delfinidi, la cui prima comparsa risale a circa 11 milioni di anni fa, il distacco filogenetico dell'orca è avvenuto circa 5 milioni di anni fa. Sebbene questa specie presente delle somiglianze morfologiche con Feresa, Pseudorca e Globicephala, uno studio sulle sequenze geniche del citocromo b condotto da Richard LeDuc ha suggerito che i suoi parenti più stretti tuttora esistenti siano i delfinidi del genere Orcaella.

Tra i nomi comuni viene spesso utilizzato il termine Balena assassina (Killer whale in inglese), anche se il termine orca è sempre più utilizzato. Alcuni studiosi sostengono che il termine orca abbia anche una tradizione, infatti il termine Orcinus significa del regno dei morti o appartenenti ad Orcus. Gli antichi romani avevano associato il termine orca a questi animali, probabilmente adottato dal greco ὄρυξ, che, tra l'altro, si riferiva ad una specie di balena. Da una parte il termine orca è preferito per evitare le connotazioni negative di assassina, e perché, essendo parte della famiglia dei delfinidi, è più strettamente associato agli altri delfini che alle balene. In inglese, per indicare l'orca, si utilizza anche il termine blackfish, termine utilizzato anch'esso per identificare un tipo di balena. Grampus è un antico nome per identificare questa specie, ma ora viene utilizzato molto raramente; questo significato di Grampus, non deve essere confuso con il genere Grampus, il cui unico membro è il grampo.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Il peso di un maschio di orca può arrivare fino a 10 tonnellate, mentre il peso di una femmina può raggiungere circa le 7-8 tonnellate. La lunghezza è di 5-9 metri per il maschio e 4,6-8 metri per la femmina. L'orca è il mammifero marino che può nuotare più velocemente e può raggiungere la velocità di 55 km/h. La sua velocità è data soprattutto dalla potente spinta della sua coda muscolosa.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'orca è diffusa in tutti i mari e gli oceani del mondo e vive sia negli abissi sia nei bassifondi vicino alle coste arrivando a volte addirittura fino alle foci di alcuni fiumi.
Normalmente però l'orca preferisce vivere nelle acque fredde del Polo Nord dove, in estate, caccia tra i banchi di ghiaccio. Solo alcune popolazioni migrano di estate verso l'equatore, in maniera molto simile alle balene grigie che migrano vicino alle coste statunitensi.
Eccezionalmente sono stati notati esemplari nel Mediterraneo. È difficile intuire il numero di individui nel mondo: le stime considerate più attendibili parlano di 100.000 esemplari totali, di cui 70-80 000 solo nell'Artide.

In genere non è considerata una minaccia per gli esseri umani: gli unici attacchi registrati sono avvenuti in cattività nei Parchi Marini e in condizioni di stress particolari.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Gruppo

L'orca vive normalmente in gruppi composti dalla femmina, i suoi piccoli, femmine più anziane e sterili e un maschio adulto. Questa è una famiglia base matrilineare chiamata anche pod.
Tutti i componenti di questa famiglia comunicano tra loro attraverso suoni di vario genere e ogni pod ha il proprio linguaggio. L'orca ha un organo specifico posto sulla fronte che può usare come sonar. Tutti gli oggetti colpiti dalle onde sonore rimandano un'eco che le orche percepiscono come un animale o come una roccia da evitare.

Riproduzione ed età[modifica | modifica sorgente]

Orca con cucciolo nel Mare di Ross

Una femmina di orca può riprodursi con maschi anche di diversi pod. Allora i maschi, non potendo riconoscere i figli, si occupano di tutti quelli presenti nel loro gruppo.
Dopo circa 1 anno e mezzo di gestazione la femmina partorisce un solo piccolo, di norma nelle acque basse, e lo porta subito vicino a uno dei suoi parenti.
Per ogni femmina l'intervallo tra un parto e l'altro va dai 3 agli 8 anni, soprattutto a causa delle prolungate cure parentali.

La maturità sessuale avviene nella femmina a 10 anni (quando è lunga dai 4,6 ai 4,8 metri); il maschio invece matura a 16 anni e 5,8 metri di lunghezza.

Dallo scheletro di Old Tom, un'orca che aiutava i balenieri a cacciare le balene (e che veniva ricompensata lasciandole mangiare lingua e labbra delle prede uccise), fu calcolata una età presunta di circa 90 anni, ma studi successivi sui resti dell'animale riducono questo dato a 35 anni. Old Tom fu trovato morto nella baia di Twofold il 17 settembre 1930.

Caccia[modifica | modifica sorgente]

Le orche sono animali fortemente sociali, e la caccia coinvolge tutto il gruppo. Il tipo di prede dipende dalle abitudini del gruppo: popolazioni dette residenti, sono stanziali e si nutrono essenzialmente di pesci; le transienti invece cacciano soprattutto mammiferi marini come foche, leoni marini e addirittura cuccioli di balene. Durante la caccia le transienti diventano molto silenziose, per cogliere di sorpresa le loro prede, ma l'attacco è ben coordinato e ogni individuo ha un preciso ruolo.

Rientrano nella loro dieta anche pinguini e altri uccelli marini. Nel 1988 in mare aperto è stato scoperto un nuovo tipo di popolazione detto Offshore, che viaggia in gruppi di circa 60 esemplari, distinto geneticamente dai transienti e dai residenti. È poco conosciuto, anche se le femmine Offshore si riconoscono perché hanno strisce che circondano le pinne. Le due popolazioni di residenti e transienti qualora frequentino lo stesso ambiente marino, evitano contatti reciproci.

Alcune popolazioni hanno sviluppato delle tecniche peculiari di caccia. Ad esempio le orche argentine si radunano in febbraio di fronte alle spiagge dove si riproducono i leoni marini per cacciare i cuccioli ancora inesperti. La tecnica è semplice: un individuo nuota di fronte alla spiaggia con la pinna dorsale ben visibile sopra la superficie del mare facendosi quindi notare, un altro individuo tenendosi sott'acqua, incrocia dalla direzione opposta. Se ci sono cuccioli distratti che riposano sulla battigia, l'orca che si è tenuta nascosta, con una impressionante rapidità, nuota verso la spiaggia cercando di catturare la preda. In quest'impresa l'animale si spiaggia, ma con decisi movimenti del corpo scivola indietro riguadagnando il mare e portando con sé l'eventuale preda.

Nei loro viaggi per mare le orche vengono spesso in contatto con altri grandi predatori del mare, fra cui lo Squalo Bianco. In genere questi due predatori tendono ad evitarsi (c'è anche da tener conto che l'osservazione nei mari non è certo completa, registra solo una minima parte dei casi). L'8 ottobre 1997 nei pressi delle Isole Farallon fu filmato l'attacco di un'orca di circa 6 metri ad uno Squalo bianco lungo poco più della metà.[2]

Verso la fine del 2009, la biologa marina Ingrid Vissen e il suo team ha documentato con diverse foto il comportamento predatorio di alcuni branchi di orche a largo della Nuova Zelanda a danno di grossi esemplari di squalo Mako e Bianco.[3] L'Orca attacca e uccide anche il Tricheco. L'unico animale in grado di sopraffarla è un Capodoglio adulto che grazie alla sua capacità d'immersione riesce a sfuggirle. Esemplari non ancora maturi possono invece rientrare nella dieta dell'orca stessa. L'orca inoltre è l'unico predatore in grado di uccidere uno squalo bianco.[senza fonte]

Orche in cattività[modifica | modifica sorgente]

Orca in cattività durante uno spettacolo presso Orlando Seaworld, Orlando, Florida

Nel 2009 sono state stimate 41 orche in cattività. Di seguito le strutture nel mondo che ospitano questi mammiferi[4]:

  • Sea World California (Corky 2, Kasatka, Ulises, Orkid, Nakai & Kalia)
  • Sea World Florida (Katina, Kalina, Tillikum, Kayla, Taima, Trua, Nalani, Malia & Makaio)
  • Sea World Texas (Takara, Kyuquet, Keet, Unna, Tuar & Sakari)
  • Miami Seaquarium (Lolita)
  • Marineland Ontario (Kiska, Ikaika)
  • Marineland Antibes, Francia (Wikie, Ionuk, Freya, Valentin & Moana)
  • Kamogawa SeaWorld, Giappone (Bingo, Stella, Oscar, Lovey, Lara, Ran 2, Earth)
  • Acuario Mundo Marino, Buenos Aires (Khsamenk)
  • Loro Parque Tenerife, Spagna (Keto, Kohanna, Skyla, Tekoa & Adàn)

Nel febbraio 2010 l'orca Tillikum del Sea World Florida ha azzannato ed ucciso una delle sue addestratrici durante uno spettacolo. Sia con quest'orca che con altre erano già accaduti in precedenza eventi simili.[5]

Media[modifica | modifica sorgente]

  • Nel film Lo squalo (1975) di Steven Spielberg, la barca con cui si intraprende la caccia allo squalo bianco si chiama Orca, proprio perché sono considerati nemici naturali. Nel sequel Lo squalo 2, viene rinvenuta sulla spiaggia un'orca marina sbranata dallo squalo bianco del film.
  • Un'orca vendicativa è l'antagonista del romanzo L'orca assassina di Arthur Herzog (portato sul grande schermo nel 1977 per la regia di Michael Anderson). Nel romanzo in questione l'orca vuole vendicarsi di un pescatore colpevole di avergli ucciso la compagna nonché il piccolo che lei portava in grembo.
  • Un celebre film con protagonista un'orca addomesticata è Free Willy (1993). Il film ha generato tre sequel e una breve serie animata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cetacean Specialist Group 1996, Orcinus orca in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) The Whale That Ate Jaws, Nature Untamed - National Geographic Channel. URL consultato il 22 novembre 2010.
  3. ^ Ingrid Vissen fotografa la caccia delle orche agli squali bianchi
  4. ^ (EN) Facilities with captive orcas
  5. ^ Orca uccide addestratrice del SeaWorld

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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