Horcynus Orca
| Horcynus Orca | |
|---|---|
| Autore | Stefano D'Arrigo |
| 1ª ed. originale | 1975 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | sperimentale |
| Lingua originale | italiano |
Horcynus Orca è un romanzo di Stefano D'Arrigo.
Indice |
[modifica] Gestazione
Pubblicato nel 1975, il libro è l'esito di più di vent'anni di lavoro, il cui inizio può essere datato intorno al 1950. Già nel decennio successivo il progetto dell'opera attira l'attenzione dei circoli letterari, tanto che nel 1959 viene attribuito a D'Arrigo il premio della Fondazione Cino del Duca (la giuria è presieduta, tra gli altri, da Eugenio Montale, Elio Vittorini e Cesare Zavattini). Nel 1960 escono sulla rivista Il Menabò due capitoli del romanzo, il cui titolo provvisorio è I giorni della fera. In questo periodo l'opera risulterebbe già conclusa nella sua struttura narrativa, ma l'autore deve ancora affrontare una profonda revisione linguistica, che si protrae per tutti gli anni successivi, anche grazie al sostegno dell'editore Arnoldo Mondadori; il lavoro è estremamente intenso e condotto in uno stato di quasi totale isolamento tanto che rischia di compromettere seriamente la salute dell'autore. Infine, nel 1975, il romanzo esce col titolo definitivo di Horcynus Orca.
Diversi anni dopo è data alle stampe anche la "versione prima" dell'opera, col titolo iniziale I fatti della fera.
[modifica] Storia
L'azione di Horcynus Orca si svolge nei primi giorni dell'ottobre 1943, successivamente all'armistizio tra il governo italiano e le forze Alleate. Il protagonista, 'Ndrja Cambrìa, marinaio della Regia Marina, tenta di tornare a casa, a Cariddi, attraversando lo Stretto di Messina: ritroverà un paese irriconoscibile, trasformato dalla guerra e sconvolto dall'apparizione in mare di una creatura mostruosa, l'"Orcaferone" che dà titolo al romanzo, simbolo enigmatico della potenza ultraterrena della Morte.
[modifica] Forma e sostanza
Oltre che per la sua mole massiccia, Horcynus Orca si impone innanzi tutto per la sua straordinaria invenzione linguistica, in cui si intrecciano, inestricabili, almeno tre livelli: l'italiano colto e letterario, la parlata popolare dei pescatori siciliani, una gran quantità di termini originali, ideati dall'autore. L'assenza voluta di un qualunque glossario o di note a piè di pagine fanno della lettura di Horcynus Orca un'impresa ardua, per nulla facilitata dall'incessante tendenza dell'autore alla digressione e al flusso di coscienza. In ogni caso, il romanzo, pur scarsamente ricordato, risulta come uno dei maggiori titoli dello sperimentalismo italiano del dopoguerra.
Notevoli, inoltre, i richiami e i paralleli con altre opere letterarie: l'epica greca (in particolare l'Odissea), l'opera verghiana, il Moby Dick di Melville e l'Ulisse di Joyce.
In rete è disponibile il più dettagliato sommario analitico del romanzo che sia mai stato realizzato, a opera di Marco Trainito[1].
[modifica] Teatro
Dal romanzo sono stati tratti tre spettacoli teatrali realizzati della Compagnia del Teatro del Baglio di Villafrati, rispettivamente Horcynus Orca, Parte I: Paradiso (2007), Horcynus Orca, Parte II: Purgatorio (2008) e Horcynus Orca, Parte III: Inferno (2009) per la drammaturgia di Nicola Grato e Santo Lombino e la regia di Enzo Toto.
[modifica] Edizioni
- Stefano D'Arrigo, Horcynus Orca, collana Oscar classici moderni, Arnoldo Mondadori Editore, 1975, pp. 1258. ISBN 8804384271
[modifica] Note
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