Galeocerdo cuvier

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Squalo tigre
Tiger shark(2).jpg
Squalo tigre Bahamas
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Superordine Euselachii
Ordine Carcharhiniformes
Famiglia Carcharhinidae
Genere Galeocerdo
Müller & Henle, 1837
Specie G. cuvier
Nomenclatura binomiale
Galeocerdo cuvier
Péron & Lesueur, 1822
Sinonimi

Squalus cuvier

Areale

Galeocerdo cuvier distmap.png

Lo squalo tigre (Galeocerdo cuvier Péron & Lesueur, 1822) è un pesce cartilagineo della famiglia dei Carcarinidi. Si tratta dell'unica specie nota appartenente al genere Galeocerdo.

Questo squalo è diffuso principalmente nelle acque costiere dei mari tropicali, tuttavia è localizzato anche in tutte le acque temperate oceaniche.

È stato segnalato anche nelle acque italiane e nel Mediterraneo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chondrichthyes in Italia.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il suo corpo, slanciato e affusolato, che ne denota le qualità di ottimo nuotatore, è sormontato da due pinne relativamente alte; la prima è però poco estesa in lunghezza e anche la seconda, situata in prossimità della coda e opposta all'anale, ha un'estensione piuttosto modesta. La pinna caudale si adatta perfettamente alla forma slanciata del corpo, è falcata e ha il lobo superiore assai più allungato di quello inferiore. Grandi sono le pinne pettorali, il cui margine anteriore giunge fin sotto le ultime fessure branchiali, mentre dimensioni più che modeste hanno le ventrali.

Il capo termina in un muso largo e arrotondato, al disotto del quale si apre la bocca ampia e provvista di denti che denotano chiaramente il carattere di terribile predatore proprio di questo pescecane. Essi hanno tutti eguale forma, sono grandi, con margini affilati e seghettati e presentano una robusta punta triangolare piegata lateralmente all'infuori. Lo squalo tigre raggiunge di solito la lunghezza di 4 o 5 m nelle femmine, ma è possibile trovare esemplari maschi che raggiungono e superano i 6 m.

La colorazione dello squalo tigre varia a seconda dell'età; nei giovani, essa è brunastra, segnata da numerose macchie e strie trasversali piuttosto scure, che, con l'avanzare dell'età, si vanno sempre più attenuando fino a formare una livrea bruno-grigia uniforme negli adulti.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Gli squali tigre si riproducono a mezzo di figli vivi, deposti sempre in numero elevato (da 30 a oltre 50 per ogni parto) a differenza di quanto si riscontra nella maggior parte dei Selaci.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Veloci e possenti nel nuoto, gli squali tigre cacciano banchi di pesci al largo ma sono a loro agio anche in prossimità delle coste, a volte spingendosi perfino nei porti e nelle lagune.
Predano delfini, piccoli cetacei, uccelli marini, razze, pesci, tartarughe marine, molluschi cefalopodi (anche di notevoli dimensioni), crostacei ed anche altri squali.
Nuotando in mare aperto può anche incontrare il coccodrillo marino. In questi casi è difficile dire chi sia il predatore e chi la preda, tutto dipende dalle dimensioni e dalle condizioni fisiche dei due animali. È comunque documentato che le due specie si predano a vicenda.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Particolare della mandibola

Questa specie ha una notevole importanza economica, poiché dal suo fegato si estrae un olio che, fra le diverse utilizzazioni, trova impiego nella terapeutica umana per le sue qualità analoghe a quelle dell'olio di fegato di merluzzo. Inoltre la pelle, opportunamente conciata, fornisce un ottimo cuoio. Le sue carni sono commestibili e le pinne sono ritenute una prelibatezza dalle popolazioni costiere dell'Oceano Indiano e dell'area sudoccidentale dell'Oceano Pacifico. È una specie pericolosa per l'uomo, probabilmente la seconda, dopo lo Squalo leuca; molti attacchi lungo le coste dei mari caldi sono da attribuire a questa specie e non allo Squalo Bianco, che per quanto cosmopolita è molto più raro.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

^ (EN) Summary of Large Tiger Sharks Galeocerdo cuvier, Peron & LeSueur, 1822 

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