Crocodylus porosus

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Coccodrillo marino
SaltwaterCrocodile('Maximo').jpg
Crocodylus porosus
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Crocodylia
Famiglia Crocodilidae
Genere Crocodylus
Specie C. porosus
Nomenclatura binomiale
Crocodylus porosus
Schneider, 1801
Nomi comuni

Coccodrillo marino
Coccodrillo d'estuario
Coccodrillo indo-pacifico
Saltie (slang australiano)
Pukpuk (nome originale aborigeno)

Il Coccodrillo marino (Crocodylus porosus, Schneider 1801) o estuarino è il più grande rettile nonché coccodrillo vivente. La sua lunghezza massima accertata raggiunge i 7 metri e il suo peso i 1300 kg. È una delle tre specie di coccodrillo presenti nel subcontinente indiano insieme al Crocodylus palustris e al Gaviale del gange, ma l'areale del coccodrillo marino include l'Indocina, la Melanesia e le coste settentrionali dell'Australia.

Areale[modifica | modifica sorgente]

Areale del C.porosus.

Il coccodrillo marino era presente in tutta la regione australo-asiatica, e precisamente in:
Australia, Papua Nuova Guinea, Bangladesh, Brunei, Myanmar (Burma), Cambogia, Cina, India (incluse le isole Andamane e Nicobare), Indonesia, Malesia, Palau (Isole Caroline), Papua Nuova Guinea, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Isole Salomone, Thailandia, Vanuatu (Isole Banks) e Vietnam.

Da alcuni decenni il suo areale si è ristretto di molto, attualmente infatti è estinto in Thailandia, Laos e Vietnam. Nel resto dell´Indocina è sempre più raro.

Questa specie non è a rischio di estinzione perché è ancora comune in Papua Nuova Guinea e nel nord dell´Australia.

Individui isolati possono essere ritrovati a notevole distanza dal loro solito habitat, anche oltre i 1000 km (ad es. in Giappone).

Storicamente presente alle Seychelles, attualmente vi è stato dichiarato estinto.

Caratteristiche distintive[modifica | modifica sorgente]

Un paio di creste vanno dalle orbite al centro del muso, diventando più pronunciate con l'età. La superficie superiore della mandibola diventa molto rugosa nei grandi esemplari adulti. Le scaglie sui fianchi sono più ovali rispetto alle altre specie. Gli osteodermi (scaglie ossee) sono confinate alla schiena e a un piccolo inserto sulla nuca. Le scaglie ventrali sono rettangolari, regolari e relativamente piccole. In alcune regioni, una piccola percentuale degli animali tende a essere più chiara. La colorazione giovanile persiste per vari anni, diventando via via più sbiadita e meno vivace. Gli adulti sono in genere scuri, con aree grigie o giallastre più chiare. Bande e strisce scure sono presenti sui fianchi bassi, ma non si estendono alla regione ventrale. Il coccodrillo marino dispone da 28 a 40 ghiandole del sale, ognuna con il suo poro di apertura sulla lingua, per smaltire efficacemente l'eccesso di sali ingeriti attraverso il cibo e l'acqua.

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

In media i maschi raggiungono i 4/5 metri per circa 800–900 kg di peso. Le femmine sono più piccole, con una taglia media intorno ai 3 m.

Come tutti i coccodrilli, cresce per tutto l'arco della sua vita, anche se a ritmo più sostenuto durante gli anni della giovinezza e più lentamente una volta raggiunta la piena maturità. La lunghezza massima accertata è di 7,1 metri (afferente a un esemplare catturato in India il 16 giugno 2006 ed attualmente vivente al Bhitarkanika Wildlife Sanctuary di Orissa)[1] Esistono vari racconti di coccodrilli di dimensioni oltre gli otto metri ma vengono spesso classificati come leggende.

I maschi di oltre sei metri sono comunque rari, particolarmente dopo la caccia intensiva della prima metà del XX secolo, che ha sterminato gli animali più grandi.

In generale, comunque, i coccodrilli tenuti in cattività e gli ibridi crescono di più e più velocemente. Ad esempio, il coccodrillo Yai, ibrido di C. porosus e C. Siamensis tenuto in cattività a Bangkok, all'età di 30 anni (nel 2000) ha toccato i 6 metri di lunghezza e i 1200 chili di peso diventando il più grande coccodrillo tenuto in cattività. Oggi la sua crescita è rallentata, ma continua (nei rettili la crescita è continua, malgrado diminuisca con l'età).

Coccodrilli giganti[modifica | modifica sorgente]

Leistenkrokodil.jpg

Esistono vari racconti di coccodrilli con dimensioni oltre gli otto metri, ma vanno valutati con attenzione. Il British Museum conserva un cranio di un coccodrillo marino che si dice sia appartenuto a un animale lungo 10,1 m catturato nel golfo del Bengala.Tuttavia, la misurazione del cranio (che è circa 1/7 della lunghezza dell'intero coccodrillo), porta a concludere che le dimensioni effettive dovevano essere in un intervallo compreso tra i 4,5 e i 5,5 metri. La famiglia Kanika di Orissa in India conserva il cranio di un coccodrillo marino ucciso, si dice, nel 1926, che pare fosse circa 7,6 m. Il dato, mancando lo scheletro, non è comunque certo. Alcune fonti indicano il ritrovamento di un esemplare di 8,90 (Filippine 1997), del quale, tuttavia, non è mai stata confermata l'autenticità. In Australia esistono racconti di vecchi cacciatori che parlano di prede di oltre otto metri di lunghezza, ma senza misurazioni precise e certificate sono destinati ad essere classificati come leggende.

Probabilmente un tempo era relativamente semplice trovare coccodrilli marini di grandi dimensioni nelle paludi dell'Australia e dell'Asia inferiore. Tuttavia, la spietata caccia della prima metà del XX secolo ha decimato questi esemplari.

Dieta e formula dentaria[modifica | modifica sorgente]

Totale denti: 64 - 68. Pre mascellari: 4; Mascellari: 13 - 14; Mandibolari: 15. I denti ricrescono.

I giovani si nutrono prevalentemente di insetti, anfibi, crostacei e piccoli pesci e rettili. La dieta si amplia man mano che l'animale cresce, benché continui a essere costituita in prevalenza da piccoli animali anche negli adulti.

Gli esemplari più grandi, occasionalmente, predano bufali, scimmie, cinghiali e animali d'allevamento, a volte anche uomini.

Habitat e comportamento[modifica | modifica sorgente]

Le aree di cova e crescita per i piccoli sono stabilite nelle aree di acqua dolce. Le femmine raggiungono la maturità sessuale alla lunghezza di 2,2/2,5 metri (circa a 10 o 12 anni), i maschi verso i 3,2 metri (circa 16 anni). Ogni anno vengono deposte in media 40/60 uova (benché questo numero possa variare da un minimo di 25 a un massimo di 90) in nidi costruiti con materia vegetale e fango.

I nidi vengono costruiti tra novembre e marzo (durante la stagione delle piogge). Ogni anno numerosi nidi vengono sommersi, uccidendo tutti gli embrioni ancora nell'uovo. È stato osservato che se il nido è invece a rischio di siccità, la femmina cerca di spruzzare su di esso dell'acqua da una adiacente "piscina", costruita allo scopo. Benché la femmina vigili vicino al nido, alcune uova rimangono vittime di predatori, come le lucertole, i maiali selvatici o umani che collezionano uova.

La femmina estrae i neonati dal nido quando cominciano a pigolare in modo caratteristico, e li trasporta in acqua tenendoli in bocca. Il sesso dei nascituri è determinato dalla temperatura del nido (il massimo numero di maschi si ha intorno ai 31,6 °C, mentre le femmine nascono prevalentemente in presenza di temperature superiori o inferiori).

Il tasso di mortalità dei piccoli si attesta intorno al 99%. Oltre alla predazione da parte di altre specie, cadono vittime di altri coccodrilli marini adulti.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il coccodrillo marino, come è semplice dedurre dal nome, è una delle specie di coccodrillo più acquatiche.
  • La pelle del coccodrillo marino ha scaglie più sottili e regolari rispetto alla maggior parte dei coccodrilli. Per questo motivo viene considerata particolarmente pregiata in pelletteria
  • Nuotando in mare aperto, può venire a contatto con squali predatori anche di grosse dimensioni, come lo squalo tigre e lo squalo martello. Almeno nel caso dello squalo tigre, è documentato che le due specie si predano a vicenda.
  • In prossimità di fiumi è stato più volte documentato con numerosi filmati lo scontro tra tigri e coccodrilli marini. Specialmente se lo scontro è su terra, la tigre riesce ad avere la meglio, infatti è stato documentato uno scontro su terra dove una tigre uccide un coccodrillo di 3 metri. In un altro filmato un coccodrillo marino in acqua ha ucciso un esemplare di tigre che probabilmente aveva deciso di rinfrescarsi. Probabilmente le tigri riescono a predare e uccidere su terra e forse in acqua coccodrilli di dimensione medio - piccola. Difficile immaginare tigri che attaccano esemplari oltre i 5 metri e pesanti più di 1000 kg in acqua; in questo caso è il coccodrillo che preda la tigre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mishra, Braja Kishore (2006-06-14) World's Largest Reptile Found in India – OhmyNews International. English.ohmynews.com. Retrieved on 2011-04-30.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Messel, H, & Vorlicek, GC (1989). Ecology of Crocodylus porosus in northern Australia. In: Crocodiles. Their Ecology, Management and Conservation. A Special Publication of the IUCN/SSC Crocodile Specialist Group. IUCN, Gland, Switzerland. pp. 163–184
  • Ortega, G, & Regoniel, P (1993). Conservation, management and farming of crocodiles in the Philippines. CFI News 6(1): 4-11
  • Solmu, GC (1994). Status of Crocodylus porosus and Crocodylus novaeguineae population in Papau New Guinea, 1981-1994. In: Crocodiles. Proceedings of the 12th Working Meeting of the Crocodile Specialist Group. IUCN, Gland, Switzerland. pp. 77–102
  • Webb, GJW, Manolis, SC & Ottley, B (1994). Crocodile management and research in the Northern Territory: 1992-94. In: Crocodiles. Proceedings of the 12th Working Meeting of the Crocodile Specialist Group. IUCN, Gland, Switzerland. pp. 167–180
  • Webb, GJW, Hollis, GJ & Manolis, SC (1991). Feeding, growth, and food conversion rates of wild juvenile saltwater crocodiles (Crocodylus porosus). J. Herpetology 25(4): 462-473
  • Webb, GJW & Manolis, SC (1989). Crocodiles of Australia. Reed Books Pty. Ltd., NSW, Australia. pp. 160
  • Webb, GJW & Messel, H (1978). Morphometric analysis of Crocodylus porosus from the North Coast of Arnhem Land, Northern Australia. Aust. J. Zool. 26: 1-27
  • Webb, GJW, Sack, GS, Buckworth, R & Manolis, SC (1983). An examination of Crocodylus porosus nests in two northern Australian freshwater swamps, with an analysis of embryo egg mortality. Aust. Wildl. Res. 10: 571-605


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