Dermochelys coriacea

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Tartaruga liuto
LeatherbackTurtle.jpg
Dermochelys coriacea
Stato di conservazione
Status iucn2.3 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukarya
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Famiglia Dermochelyidae
Genere Dermochelys
Specie D. coriacea
Nomenclatura binomiale
Dermochelys coriacea
Vandelli, 1761
Sinonimi

Testudo coriacea

La Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea Vandelli, 1761) è la più grande tra le tartarughe marine. È l'unica specie del genere Dermochelys e della famiglia Dermochelyidae.

Indice

[modifica] Riferimenti storici

Nel 1760 una gigantesca tartaruga marina, catturata nei dintorni di Ostia venne donata all'Università di Padova da Papa Clemente XIII. La catalogazione e la sua raffigurazione fu opera insigne di Domenico Agostino Vandelli che nel 1761 gli diede la denominazione Dermochelys Coriacea Testudo. La Dermochelys servì a Carlo Linneo per la sua descrizione della specie pubblicata nella XII edizione del Systema Naturae.L'esemplare viene ancora oggi conservato in originale presso il Museo di Zoologia dell'Università di Padova.[2]

[modifica] Descrizione

Alla nascita è lunga 5,5 cm. Gli esemplari adulti possono superare i 2 metri di lunghezza e i 600 chili di peso.[senza fonte] Sono tartarughe con corazza priva di placche cornee e formata da placchette ossee disposte a mosaico.

Il carapace è formato da una infinità di piccole placche ed è ricoperto da pelle cuoiosa e liscia e percorso da 7 creste longitudinali, mentre il piastrone è solcato da 5 carenature. Colore nerastro o bruno scuro con macchie chiare. Piccolo becco corneo a forma di W. Nel maschio il piastrone è concavo e la coda raggiunge e talvolta supera la lunghezza delle natatoie posteriori, nella femmina il piastrone è invece convesso e la coda è più corta degli arti.

[modifica] Distribuzione e habitat

Vive nei mari caldi e temperati. Vive in alto mare, si avvicina alle coste per riprodursi e cacciare. Non si hanno notizie di nidificazione in Italia.

Il 17 febbraio 2011 è stata trovata una tartaruga liuto sulla spiaggia di Capo Rossello, nei pressi della Scala dei Turchi (Agrigento)[3]; il 6 giugno 2011 è stato trovato un esemplare morto sulla spiaggia di Puntavagno (Genova)[4]

[modifica] Biologia

Potente e veloce nuotatrice (100 m in 10 sec.)[senza fonte], è vivace e se molestata può diventare aggressiva.

Deposita, esclusivamente a notte inoltrata, all'inizio dell'estate, tra le 50 e le 150 uova ogni volta. Le uova sono quasi sferiche (52-55 x 57-60 mm), a guscio molle, e vengono deposte in buche profonde anche più di un metro. Si riproduce ogni 2-3 anni. Dopo 50-70 giorni, nascono i piccoli, lunghi 5-6 cm e del peso medio di 3,5 g. La mortalità dei giovani è altissima: su mille nati, alla fine del primo anno di vita ne sopravvivono appena 1 o 2.

Si ciba di grandi meduse ed occasionalmente di pesci, crostacei ed echinodermi.

[modifica] Conservazione

La specie, in base ai criteri della Lista rossa IUCN è considerata in pericolo critico di estinzione.[1] La sua cattura è proibita anche in paesi che permettono la pesca di altre tartarughe.
Sensibilissima all'inquinamento marino, è in pericolo anche per l'ingestione di sacchetti di plastica galleggianti che scambia per meduse e per il disturbo ai siti di nidificazione.

[modifica] Note

  1. ^ a b Sarti Martinez, A.L. 2000. Dermochelys coriacea. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ Olotipo di Dermochelys coriacea (Vandelli, 1761) Museo di Zoologia di Padova
  3. ^ Tartaruga spiaggiata nell'agrigentino. palermo.repubblica.it
  4. ^ Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) a Puntavagno (Genova)

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