Rhincodon typus

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Squalo Balena
Whale-shark-enhanced.jpg

Rhtyp u0 white bg.gif

Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchia
Ordine Orectolobiformes
Famiglia Rhincodontidae
Genere Rhincodon
Specie R. typus
Nomenclatura binomiale
Rhincodon typus
Smith, 1828
Areale

Rhincodon typus distmap.png

Lo squalo balena (Rhincodon typus, Andrew Smith 1828), unico rappresentante della famiglia dei Rincodontidi è il più grande squalo e pesce esistente.

Classificato nel 1828, quando fu localizzato lungo le coste del Sudafrica, venne inserito come unico rappresentante dei Rincodontidi solamente nel 1984, dopo un lungo dibattito scientifico.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto è quello tipico da squalo, tuttavia presenta un corpo maggiormente largo e appiattito sul dorso, con testa smussata e bocca molto ampia. Lungo mediamente 12-14 metri, con un peso medio di 18 tonnellate, si stima che possa raggiungere anche i 20 metri di lunghezza e pesare fino a 34 tonnellate. Le due pinne dorsali non sono molto grosse e sono inserite assai indietro, la pelle presenta piccole sporgenze a scacchiera evidenziate dalla livrea a punti bianchi su fondo blu-verdastro. Il ventre è biancastro. La coda ha i lobi simili (quantunque il superiore sia un po' più lungo). La prospettiva di vita va oltre i 60 anni di età e si suppone possa arrivare fino a 100 o più anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Presente in tutti i mari tropicali e temperati della Terra:

È pelagico e frequenta soprattutto le acque vicine alle coste per quanto si possa spingere in mare aperto[1].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado la sua bocca sia munita di 310 file di minutissimi denti, questo animale è inoffensivo per l'uomo. Lo squalo balena si nutre di plancton e di piccoli pesci (pesce azzurro principalmente), gamberetti e calamari. Quando si alimenta, questo squalo si avvicina alla superficie e apre la bocca, muovendo la testa ritmicamente da destra a sinistra per far defluire l'acqua e il nutrimento alle branchie, dove degli apparati filtranti simili a setacci fermano le prede. A questo punto l'animale compie dei singulti (da 7 ai 28 al minuto), necessari per convogliare le prede all'esofago. Si stima che per nutrirsi filtri 2 milioni di litri d'acqua all'ora.

Biologia e riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Questi pesci hanno carattere solitario, tuttavia migrano annualmente nei luoghi di riproduzione . Dopo l'accoppiamento le femmine covano le uova nell'utero e partoriscono avannotti vivi di 48-60 cm: sono quindi animali ovovivipari. In entrambi i sessi la maturità sessuale non viene raggiunta fino a quando non superano i 9 metri di lunghezza; anche se non ci sono studi accertati, si pensa ciò corrisponda ad un'età di 30 anni.

Rischio di estinzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo balena è un pesce che ancora oggi viene pescato da alcuni paesi dove è consumato sia crudo che cotto, a scopi alimentari (pinne, carni), industriali (olio di fegato) e popolari (è un ingrediente della medicina tradizionale cinese).
Nel 1982 la commissione ONU sul mare lo classifica come specie migratoria bisognosa di studi scientifici per capirne il rischio estinzione. Nel 1999 la Convenzione di Bonn sulle specie migratorie la considera specie con una condizione sfavorevole di conservazione e dal 2003 si cerca di proibirne diplomaticamente il commercio nei paesi che cacciano e consumano squali balena.

Dal 2005 tre esemplari sono ospitati in cattività nell'Acquario Churami di Okinawa (Giappone) mentre una coppia è ospitata nel Georgia Aquarium ad Atlanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rhincodon typus, Whale shark : fisheries

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV (1998), "Rhincodon typus", in Gli squali, Novara 1998, Istituto Geografico De Agostini, pag. 151.
  • FERRARI Andrea - FERRARI Antonella (2000), "Squalo balena", in IDEM Tutto squali, Milano 2000, Arnoldo Mondadori, pp. 126-127.
  • LOUISY Patrick (2006), "Squalo balena", in IDEM Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Trezzano sul Naviglio (MI) 2006, il Castello, pag. 386.
  • TIBALDI Ettore (1980), "Squalo balena", in IDEM Squali e mammiferi marini, Milano 1980, Fabbri Editori, pp. a3-b3.
  • (EN) Norman, B. 2000, Rhincodon typus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  • (EN) Costello, M.J. et al. (2001), Rhincodon typus in WoRMS 2014 (World Register of Marine Species).

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