Okinawa

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Isole di Okinawa
沖縄諸島
Okinawa Shotō
Naha Shuri Castle16s5s3200.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Pacifico
Coordinate 26°30′N 127°56′E / 26.5°N 127.933333°E26.5; 127.933333Coordinate: 26°30′N 127°56′E / 26.5°N 127.933333°E26.5; 127.933333
Arcipelago Ryukyu
Superficie 2.265 km²
Geografia politica
Stato Giappone Giappone
Prefettura Okinawa
Centro principale Naha
Demografia
Abitanti 1.345.000
Densità 593 ab./km²
Cartografia
Map-okinawa-pref.png
Mappa di localizzazione: Giappone
Isole di Okinawa
Mappa di localizzazione: Oceania
Isole di Okinawa

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voci di isole del Giappone presenti su Wikipedia

Le isole Okinawa (沖縄諸島 Okinawa Shotō?) formano il gruppo principale dell'arcipelago giapponese delle Ryukyu (1485 km²) e comprendono l'omonima isola ed altre minori. Fanno parte della prefettura di Okinawa, estesa su 2265 km² con 1.345.000 abitanti nel 2003, il cui capoluogo è Naha.

Tra i mesi di marzo e giugno del 1945, le isole furono teatro della sanguinosa battaglia di Okinawa, tra le forze statunitensi e quelle giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

Da Okinawa proviene la famosa arte marziale del karate, creatosi in seguito alla fusione delle arti marziali cinesi con l'Okinawa-te (all'epoca suddiviso in Naha-te, Shuri-te e Tomari-te).

Geografia e clima[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Okinawa, la più grande dell'arcipelago, è la 287ª isola per estensione al mondo.

Il clima subtropicale di queste isole sostiene una densa foresta pluviale, mantenuta dalla stagione dei monsoni che avviene nella tarda primavera.

Suddivisione geografica delle isole[modifica | modifica wikitesto]

Le isole di Okinawa sono abitualmente divise in tre gruppi: oltre al gruppo delle isole di Okinawa propriamente dette, vengono considerate parte del gruppo anche le isole Kerama e le Daito.

Isole di Okinawa[modifica | modifica wikitesto]

Isole Kerama[modifica | modifica wikitesto]

Isole Daitō[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa del territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Okinawa comprende 9 municipalità (市町村区 shichōsonku?) che hanno acquisito lo status di città ( shi?). Le altre municipalità della prefettura, le cittadine ( chō oppure machi?) ed i villaggi ( mura o anche son?), formano 3 distretti ( gun?). Nelle liste che seguono, i nomi in lingua di Okinawa sono riportati tra parentesi.

Città[modifica | modifica wikitesto]

Cittadine e villaggi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la lista delle cittadine e dei villaggi delle isole, suddivise secondo i distretti di appartenenza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Regno delle Ryūkyū[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno delle Ryūkyū#Storia.

Fino al 1300 Okinawa era uno Stato indipendente, retto da una monarchia. Tra il Trecento e l'Ottocento doveva pagare particolari tributi alla Cina. Nel 1879 fu annessa al Giappone. Il 1º aprile 1945 gli Alleati sono sbarcati sulla sua costa occidentale e hanno incominciato l'ultima spedizione militare in Giappone, che è stata molto cruenta. Dopo oltre due mesi e mezzo di lotte gli Americani hanno sopraffatto i Giapponesi: l'isola è passata sotto il loro controllo sino al 1972. Ma ancora oggi vi è un'importante base militare americana. Nella capitale di Okinawa, Naha, nacque l'arte marziale del Naha-te mentre in due attuali sobborghi di Naha, il sobborgo Shuri e quello di Tomari, nacquero rispettivamente l'arte del Shuri-te e del Tomari-te. Tutte e tre queste arti marziali gettarono le basi per la nascita del karate.

Battaglia di Okinawa, 1945[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi battaglia di Okinawa.

Per gli americani Okinawa era, durante la seconda guerra mondiale, il coronamento di quasi quattro anni di guerra nel Pacifico e per i giapponesi l'ultima battaglia prima dell'invasione della madre patria. Per 80 giorni infuriò una battaglia nella quale apparvero tenacia, fanatismo e disperazione. Uno dei dati più impressionanti fu il numero delle missioni suicide giapponesi: 1900. Alcuni storici militari argomentano che il grave danneggiamento della portaerei USS Enterprise (pluridecorata e quasi intatta fino allora), l'alto numero di vittime tra i civili (150.000) e soprattutto tra i militari americani, indusse il presidente Truman a decidere l'attacco con la bomba atomica su Hiroshima.

Presenza militare americana[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un forte movimento di opposizione tra la popolazione giapponese locale contro la presenza militare e navale americana su Okinawa, particolarmente dopo alcuni casi di violenza sessuale commessi da militari e tecnici americani. La violenza più nota avvenne il 4 settembre 1995, quando tre militari americani, il marinaio Marcus Gill della US Navy e due fanti di marina degli Stati Uniti, Rodrico Harp e Kendrick Ledet, provenienti da Camp Hansen, base USA in Okinawa, hanno rapito e violentato una ragazza giapponese dodicenne che seguiva il 6º grado delle elementari. Tutti e tre sono stati arrestati, giudicati, condannati e incarcerati per questo crimine. Nel 2006 i governi giapponese ed americano hanno firmato un accordo per riorganizzare la presenza Usa, riducendo una delle basi di Okinawa, quella di Futenma, e di trasferirla in parte alla baia di Henoko. Dopo questo momento è iniziata una lunga serie di incomprensioni con una clamorosa dimostrazione di protesta nel maggio 2010 con la partecipazione di migliaia di isolani. Il premier nipponico Hatoyama è stato successivamente costretto alle dimissioni, poiché in campagna elettorale aveva promesso rapporti diversi con Washington per Okinawa.[1]

Terremoto del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2010 un terremoto di scala 7,0 Richter ha colpito l'isola.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Statisticamente, la popolazione dell'isola di Okinawa è, assieme ai sardi, la più longeva del mondo. Alcuni medici ritengono che sia dovuto all'interazione di una dieta sana e limitata (quasi totale assenza di riso e soia, molto pesce crudo), allo stile di vita e a un basso livello di inquinamento, oltre alle favorevoli caratteristiche genetiche degli abitanti.[2][3][4] L'introduzione di una dieta di tipo americano (ricca di carni rosse, grassi saturi e fritture), grazie ai molti fast food e ristoranti di carne nei pressi delle basi americane, sta riducendo le durata e la qualità della vita dei giapponesi che vi si adeguano.[5]

Tomba "dorso di tartaruga", Kamekoubaka.

Installazioni militari statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità e notizie[modifica | modifica wikitesto]

Da Okinawa proviene la famosa arte marziale del karate, creatosi in seguito alla fusione delle arti marziali cinesi con l'Okinawa-te (all'epoca suddiviso in Naha-te, Shuri-te e Tomari-te).

Di Okinawa era anche Miyagi, il personaggio interpretato dall'attore Pat Morita nel film Karate Kid - Per vincere domani e nell'intera tetralogia di Karate Kid.

Negli ultimi anni, la cultura di Okinawa, musica e letteratura in particolare, ha cominciato a riscuotere successo anche nel resto del Giappone. Due scrittori di Okinawa, Matayoshi Eiki e Medoruma Shun, hanno vinto, uno successivamente all'altro, il prestigioso premio letterario Akutagawa negli anni 1996-1997.

Nella seconda stagione del manga Inazuma Eleven una parte della storia è ambientata sull'isola di Okinawa.

Secondo degli studi su 100 abitanti di Okinawa 33 sarebbero centenari, questo grazie alla dieta a base di pesce e allo stile di vita sano e spirituale degli abitanti dell'isola.

Ad Okinawa è ambientato, quasi interamente, il film Sonatine di Takeshi Kitano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Okinawa, la ferita ancora aperta. Giapponesi ed americani alla ricerca di un accordo. EuropaRussia, 30 settembre 2010.
  2. ^ DIET, HEALTH AND LONGEVITY IN OKINAWA Bradley Willcox MD.
  3. ^ Okinawa Centenarian Study findings: world's longest life expectancy, health, successful aging due to lifestyle
  4. ^ La Prefettura di Okinawa si proclama "World Longevity Region"
  5. ^ Metabolic Syndrome Impairs Longevity in Okinawa, Japan

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Willcox, D. Willcox, M. Suzuki, "Okinawa, l'isola dei centenari", Sperling & Kupfer 2008. ISBN 9788820044794
  • Benis M. Frank, "Okinawa l'ultima battaglia", Ermanno Albertelli editore Big Set n.10 Parma 1971

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]