Isola di Okinawa

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Isola di Okinawa
沖縄本島 (Okinawa-hontō)
万座毛.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Pacifico
Coordinate 26°30′N 127°56′E / 26.5°N 127.933333°E26.5; 127.933333Coordinate: 26°30′N 127°56′E / 26.5°N 127.933333°E26.5; 127.933333
Arcipelago Ryūkyū
Superficie 1.201,03 km²
Geografia politica
Stato Giappone Giappone
Prefettura Okinawa-ken
Centro principale Naha (313.970)
Demografia
Abitanti 1.384.762 (2009)
Densità 1.015,79 ab./km²
Cartografia
Okinawa.jpg
Mappa di localizzazione: Giappone
Isola di Okinawa

[senza fonte]

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L'isola di Okinawa (沖縄本島 Okinawa-hontō?, detta anche Okinawa-jima; lingua di Okinawa: Uchinaa) è la maggiore tra il gruppo delle isole di Okinawa e di quelle di Ryukyu (Nansei), in Giappone. Vi è situata la città di Naha, capoluogo della prefettura di Okinawa. Da Okinawa proviene l'arte marziale del karate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Okinawa faceva parte del Regno delle Ryūkyū, nato nel XV secolo e diventato presto vassallo della Cina. Nel 1609, le armate giapponesi del clan Shimazu, che controllava i territori dell'odierna prefettura di Kagoshima, invasero Ryūkyū, che fu da allora obbligato a pagare i tributi al dominio di Satsuma, ed allo shogunato Tokugawa. La sovranità del regno fu rispettata per non innescare un conflitto con la Cina, che continuò quindi ad imporre i propri tributi al regno. Nel 1879 l'arcipelago fu annesso al Giappone, che approfittò dell'indebolimento della Cina in seguito alle guerre dell'oppio.

Battaglia di Okinawa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi battaglia di Okinawa.

Il 1º aprile 1945 iniziò la sanguinosa battaglia di Okinawa, nel corso della quale perse la vita un quarto della popolazione civile. Gli Alleati sbarcarono sulla costa occidentale dell'isola in quella che fu l'ultima spedizione militare in Giappone. Per 80 giorni infuriò la battaglia nella quale numerosi furono gli episodi di fanatismo e disperazione. Si stima che il numero delle missioni suicide giapponesi fu di 1.900. Gli americani sconfissero i giapponesi; da allora l'isola, assieme ad altre dell'arcipelago Ryukyu, è passata sotto il loro controllo e vi è rimasta sino al 1972.

Alcuni storici militari argomentano che il grave danneggiamento della portaerei USS Enterprise (pluridecorata e quasi intatta fino allora), l'alto numero di vittime tra i civili (150.000) e soprattutto tra i militari americani, indusse il presidente Truman a decidere l'attacco con la bomba atomica su Hiroshima.

Presenza militare americana[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la riconsegna delle isole al governo giapponese, le molte basi militari che gli americani hanno disseminato nell'arcipelago sono rimaste. Ne è nato un forte movimento di opposizione della popolazione giapponese locale contro la presenza militare e navale americana ad Okinawa. Circa la metà delle 47.000 truppe americane attualmente dispiegate in Giappone si trovano nell'isola. La maggior parte dei militari sono dislocati nella base di Futenma, in prossimità del centro abitato di Ginowan.[1] Le proteste dei locali si sono acuite dopo alcuni casi di violenza sessuale ai danni di donne di Okinawa commessi da militari e tecnici americani.

Nel 2006 i governi giapponese ed americano hanno firmato un accordo per riorganizzare la presenza Usa, riducendo il personale impiegato nell'isola. Secondo tale accordo, la base di Futenma sarebbe stata chiusa, 8.000 truppe americane avrebbero dovuto essere spostate a Guam, territorio USA nel Pacifico, e gli altri militari USA si sarebbero trasferiti in una nuova base nella baia di Henoko, in una zona più isolata di Okinawa.[1] Il governo del Partito Democratico Giapponese, in carica dal 2009, ha congelato tale trasferimento e, nell'aprile del 2010, ha proposto di modificare il piano dello spostamento.[2] La delusione dei giapponesi, ai quali i democratici avevano promesso la rimozione della base americana dall'isola, è culminata in una clamorosa manifestazione di protesta nel maggio successivo, che si è tenuta nel villaggio di Yomitan, a cui si stima abbiano partecipato tra i 90.000 ed i 100.000 dimostranti.[1] Tale dimostrazione ha contribuito alle successive dimissioni del premier democratico nipponico Yukio Hatoyama.[3]

Installazioni militari statunitensi a Okinawa[modifica | modifica wikitesto]

Dislocazione delle basi militari USA nell'isola

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola occupa una superficie di 1201.03 km², è la quinta più grande del Giappone e la 287ª al mondo. Si trova a 640 km a sud del resto del paese, tra il mar Cinese orientale e l'oceano Pacifico. La parte nord dell'isola è coperta da foreste e presenta un territorio montuoso. La parte meridionale ha solo lievi pendii collinari e ospita la maggior parte dei centri abitati. Il clima dell'isola, che durante l'estate viene spesso colpita da tifoni, è umido e caldo.

La parte sud dell'isola consiste in roccia calcarea di vecchie formazioni di barriera corallina, mentre nella parte nord abbonda di più la roccia ignea. L'erosione della pietra calcarea a sud ha dato luogo a diverse caverne, la più famosa delle quali è quella di Gyokusendō, nei pressi di Nanjō, che si estende per 5 km. La parte più larga, lunga 850 m, è aperta ai turisti.[4]

A tutto il 30 marzo del 2008, nel territorio dell'isola di Okinawa erano stati istituiti tre parchi nazionali:[5]

Città[modifica | modifica wikitesto]

L'isola di Okinawa comprende 9 centri abitati che hanno acquisito lo status di città ( shi?). (Tra parentesi i nomi in lingua di Okinawa)

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Statisticamente, la popolazione dell'isola di Okinawa è la più longeva del mondo, seguita a ruota dai sardi. Alcuni medici ritengono che ciò sia dovuto all'interazione di una dieta sana e limitata (ciotola di riso, pesce crudo, vegetali, frutta e tofu), allo stile di vita rilassato e a un basso livello di inquinamento, oltre alle favorevoli caratteristiche genetiche degli abitanti [6],[7], [8]. L'introduzione di una dieta di tipo americano, grazie ai molti fast food e ristoranti di carni nei pressi delle basi americane (ricca di carni rosse, grassi sature e fritture), sta riducendo la durata e la qualità della vita dei giapponesi che vi si adeguano.[9]

Tomba "dorso di tartaruga", Kamekoubaka.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua di Okinawa.

La lingua di Okinawa, parlata anche nelle altre isole di Okinawa, è di difficile comprensione per gli altri giapponesi. Linguisti non giapponesi considerano questo idioma come una lingua a sé stante, mentre in Giappone viene considerata un dialetto. Tale lingua è in declino, con la diffusione della lingua giapponese tra i giovani. Sempre più spesso viene parlato il "giapponese di Okinawa", un dialetto ibrido che raccoglie elementi dei due idiomi e che viene erroneamente scambiato per la tradizionale lingua di Okinawa. Quest'ultima viene attualmente usata dai più anziani e viene anche rappresentata nelle canzoni folk delle isole. Un'emittente radiofonica locale trasmette un notiziario in lingua tradizionale.[10]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Per tradizione, gli abitanti di Okinawa osservano la religione ryukyuana, che ha grande rispetto per il culto degli antenati e che ha subito influenze da taoismo, confucianesimo, buddhismo e shintoismo. Attorno all'altare di famiglia, detto buchidan (仏壇,ぶつだん), che si tramanda attraverso i primogeniti, si riuniscono tutti i parenti in occasione delle festività più importanti.

Vi sono divinità di tipo animista, che le genti di Okinawa venerano o temono, a seconda se rappresentano il bene o il male. Il posto più sacro nella tradizione religiosa dell'arcipelago è l'isola di Kudaka, che si trova al largo della città di Nanjō, nell'isola di Okinawa.

Influenze culturali[modifica | modifica wikitesto]

Okinawa ha tratto influenze culturali dai diversi paesi con cui ha avuto scambi commerciali/culturali fin dai tempi antichi, tra questi la Cina, il Giappone, la Thailandia e l'Austronesia. L'arte più famosa esportata da Okinawa è quella del karate, nato nell'arcipelago come sintesi tra il kung fu cinese e le tradizionali arti marziali di Okinawa. Il karate ebbe un notevole impulso nella zona dopo la proibizione di portare armi, imposta dal governo di Tokyo nel XIX secolo, dopo l'occupazione delle Riukiu.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina di Okinawa trae le sue origini dai contatti con quella cinese e siamese. Oltreché per il largo impiego di frutta e verdura, si distingue anche per un grande utilizzo di spezie ed erbe, al contrario di quella giapponese. L'influenza della cucina giapponese si diffuse più tardi, dopo l'invasione del 1609.[11] Il piatto tipico dell'isola è la soba di Okinawa, una minestra in brodo di maiale con dei noodles di grano.[12] Un prodotto primario tra le esportazioni di Okinawa è l'awamori, il tradizionale distillato del riso indica, giunto nelle isole dalla Thailandia.[11]

Arti[modifica | modifica wikitesto]

La musica della tradizione di Okinawa comprende gli umui, canzoni religiose, il kachāshī, musica celebrativa e gli shima uta, canzoni da ballare. Un'altra danza tradizionale è chiamata eisa e si svolge con l'accompagnamento di tamburi.[13]

La musica popolare (min'yō 民謡?) di Okinawa differisce dalla corrispettiva giapponese per molti aspetti. Quella di Okinawa è accompagnata spesso dallo strumento tipico dell'isola, il sanshin, un liuto a tre corde che ha le origini in comune con il sanxian cinese, ed è antecedente allo shamisen giapponese. Altri strumenti di Okinawa sono il sanba, strumento a percussione che produce un suono schioccante come quello delle nacchere, e diversi tamburi caratteristici. Un fischietto chiamato yubi-bue, il cui suono è acuto come quello di un uccello, viene largamente impiegato come elemento ritmico. Una scala pentatonica specifica è spesso usata nel min'yō di Okinawa.

Il tradizionale tessuto chiamato bingata, con ricami tipici, è originario di Okinawa, nella cui isola principale vi sono diversi laboratori per la sua produzione.

Negli ultimi anni, la letteratura di Okinawa si è fatta apprezzare al di fuori dei confini regionali. Due scrittori locali si sono aggiudicati il prestigioso premio Akutagawa: Matayoshi Eiki nel 1995 per La punizione del maiale (豚の報い Buta no mukui?) (tradotto in italiano per le edizioni Il Maestrale), e Medoruma Shun nel 1997 per Una goccia d'acqua (Suiteki). Altri scrittori di Okinawa si erano aggiudicati tale premio in precedenza: Tatsuhiro Oshiro nel 1967 e Mineo Higashi nel 1971.[14]

Kobudō di Okinawa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kobudō di Okinawa.

Il Kobudō di Okinawa è l'insieme delle tradizionali arti marziali di Okinawa, nelle quali si usano armi improprie, di solito derivate dagli attrezzi agricoli. Queste discipline hanno avuto grande risalto dopo l'annessione delle Ryukyu al Giappone, quando il governo di Edo vietò l'uso delle armi ai civili delle Ryukyu.

Karate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Karate.

Il Karate è nato a Okinawa. È frutto dell'elaborazione locale delle arti marziali cinesi, che furono diffuse ad Okinawa nel XIV secolo. Sono stati sviluppati diversi stili, tra i quali Wado-Ryu, Shorin-Ryu, Uechi-Ryu, Goju-Ryu, Shotokan, Gohaku-Kai, Isshin-Ryu, Shito-Ryu, Shorin-Ryu e Shuri-ryū.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Una tradizionale casa di Okinawa

Okinawa conserva i resti di molti castelli tipici della sua tradizione, chiamati gusuku, che secondo alcuni sono stati il modello a cui si sono ispirati per la costruzione dei castelli giapponesi.[15]

La maggior parte delle abitazioni moderne di queste isole sono costruite con cemento armato, per poter resistere alla furia dei tifoni. Le tegole dei tetti vengono cementate tra loro per lo stesso motivo.

Sui tetti viene posta una statua dello shisa, una divinità locale dalle sembianze leonine che protegge la casa dagli spiriti maligni e favorisce la permanenza di quelli benigni. I tetti sono di solito rossi e disegnati sul modello cinese.[15]

Sistema educativo[modifica | modifica wikitesto]

Le scuole pubbliche di Okinawa sono organizzate con la supervisione del Consiglio per l'Educazione della Prefettura di Okinawa, che gestisce in prima persona diverse scuole secondarie[16] Le scuole per i residenti americani sono gestite da un'organizzazione dipendente dal Ministero della Difesa. La maggior parte di queste scuole si trovano all'interno delle basi militari.

Sono presenti 10 college universitari, tra cui l'Università internazionale di Okinawa e il distaccamento dell'Università del Maryland.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Okinawa si basa soprattutto su pesca, agricoltura e turismo. Notevole anche la produzione di legname e l'artigianato tessile e di ceramiche.

Curiosità e notizie[modifica | modifica wikitesto]

Di Okinawa era Miyagi, il personaggio interpretato dall'attore Pat Morita nel film Karate Kid - Per vincere domani e nell'intera tetralogia di Karate Kid.

Nella seconda stagione del manga Inazuma Eleven, una parte della storia è ambientata sull'isola di Okinawa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Centomila in piazza a Okinawa: «Via la base americana sull'archivio storico on-line del Corriere della Sera
  2. ^ (EN) Pomfret, John: Il Giappone instaura una disputa con gli USA sullo spostamento delle basi a Okinawa. articolo del 24 aprile 2010 sul web site di The Washington Post
  3. ^ Okinawa, la ferita ancora aperta. Giapponesi ed americani alla ricerca di un accordo. EuropaRussia, 30 settembre 2010.
  4. ^ (EN) La grotta di Gyokusendo su japan-guide.com
  5. ^ (EN) General overview of area figures for Natural Parks by prefecture sul web site del Ministero Giapponese dell'Ambiente. (PDF)
  6. ^ (EN) DIET, HEALTH AND LONGEVITY IN OKINAWA Bradley Willcox MD. su americanaging.org
  7. ^ (EN) Okinawa Centenarian Study findings: world's longest life expectancy, health, successful aging due to lifestyle su okicent.org
  8. ^ (EN) La Prefettura di Okinawa si proclama "World Longevity Region" su pref.okinawa.jp
  9. ^ (EN) Metabolic Syndrome Impairs Longevity in Okinawa, Japan su sciencelinks.jp
  10. ^ (JA) sito dell'emittente radiofonica, okinawabbtv.com
  11. ^ a b (EN) Ishige, Naomichi. "Food Forum Okinawa." sul sito della Kikkoman
  12. ^ (EN) Okinawa soba su okinawaweb.com
  13. ^ (EN) Manabu Ooshiro: Eisaa. Yui Publishing Co. Dipartimento per la cultura e per l'ambiente di Okinawa, Ufficio per gli affari culturali internazionali, Divisione di promozione culturale, Naha, 1998
  14. ^ (EN) Okinawa Writers Excel in Literature sul sito web di The Okinawa Times, 21 luglio 2000
  15. ^ a b (EN) L'architettura di Okinawa su japaneselifestyle.com.au
  16. ^ edu.pref.okinawa.jp

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]