Cetorhinus maximus

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Squalo elefante
Basking Shark.jpg
Cetorhinus maximus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Superordine Euselachii
Ordine Lamniformes
Famiglia Cetorhinidae
Genere Cetorhinus
Specie C. maximus
Nomenclatura binomiale
Cetorhinus maximus
Gunnerus, 1765
Sinonimi

Squalus maximus

Areale

Basking shark distribution.gif

Lo squalo elefante (Cetorhinus maximus Gunnerus, 1765), detto anche cetorino, è una specie di pesce unico rappresentante della famiglia delle Cetorhinidae, è il secondo pesce esistente più grande al mondo, dopo lo squalo balena. La sua lunghezza, normalmente dell'ordine dei 12 metri, può talora raggiungere i 15, mentre il peso può arrivare sino alle 10 tonnellate.

Indice

[modifica] Descrizione

Le forme, nonostante la mole, sono abbastanza affusolate ed eleganti; la coda, falcata, è assai ampia. Di dimensioni variabili sono le pinne; nel maschio le ventrali sono modificate e fungono da organo copulatore. Il muso ha forma molto allungata, specialmente negli esemplari giovani; il peduncolo caudale è carenato.

[modifica] Alimentazione

Contrariamente a quanto il suo aspetto potrebbe far pensare, lo squalo elefante non è affatto aggressivo; non è un predatore e il suo cibo preferito è costituito dal plancton marino. Per nutrirsi si serve di un interessante apparato di cui la natura lo ha fornito. Sugli archi branchiali infatti porta numerosissimi filamenti chiamati branchicteni; lunghi una decina di centimetri, la cui funzione è quella di filtrare l'acqua marina fermando il plancton.
I denti, seppur molto numerosi e disposti in cinque file parallele, sono corti e relativamente deboli; per di più affondano quasi completamente nella mucosa orale.

[modifica] Distribuzione

Diffuso in quasi tutti i mari temperati, lo squalo elefante vive anche nel Mar Mediterraneo; le zone nelle quali è però più frequente sono quelle settentrionali dell'Oceano Atlantico.

[modifica] Pesca

Questo pesce, nonostante i divieti vigenti in numerosi paesi, viene talvolta ancora catturato, non tanto per le sue carni quanto per la notevole quantità di olio che può essere estratta dal suo fegato[2]. In Islanda è usato per preparare il hákarl conosciuto come "squalo putrefatto". Capita con una certa frequenza che lo squalo elefante resti impigliato nelle reti da posta, per questo motivo non sono rari i ritrovamenti di carcasse di questi esemplari lungo le coste[3].

[modifica] Note

  1. ^ Fowler, S.L. 2005. Cetorhinus maximus. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.1. Cetorhinus maximus. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ *Tortonese E. Leptocardia, Ciclostomata, Selachii, Calderini, 1956
  3. ^ *Tortonese E. Leptocardia, Ciclostomata, Selachii, Calderini, 1956

[modifica] Bibliografia

  • AAVV (1998), "Cetorhinus maximus", in Gli squali, Novara 1998, Istituto Geografico De Agostini, pag. 151.
  • Costa Francesco (1991), "Squalo elefante", in IDEM Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano 1991, Mursia, pp. 310-311.
  • De Maddalena Alessandro (2001),"Cetorino o squalo elefante", in IDEM Squali delle acque italiane, guida sintetica al riconoscimento, Formello (RM) 2001, Ireco, pag. 37.
  • Ferrari Andrea - Ferrari Antonella (2000), "Squalo elefante", in IDEM Tutto squali, Milano 2000, Arnoldo Mondadori, pp. 138.
  • Louisy Patrick (2006), "Squalo elefante", in IDEM Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Trezzano sul Naviglio (MI) 2006, il Castello, pag. 388-389.
  • Pirino Renzo - Usai Maurilio (1991), “Squalo elefante” in IDEM Guida agli squali del Mediterraneo, Firenze 1991, Ed.A.I., pp. 108-109.
  • Tibaldi Ettore (1980), "Pesce elefante o cetorino", in IDEM Squali e mammiferi marini, Milano 1980, Fabbri Editori, pp. 8a.
  • Costello, M.J. et al. (2001). Cetorhinus maximus. In: WoRMS 2009. World Register of Marine Species.

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