Echeneidae

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Remore
Echeneis naucrates.jpg
Echeneis naucrates
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Echeneidae
Generi

La famiglia Echeneidae comprende otto specie di pesci d'acqua salata, conosciute principalmente come remore, appartenenti all'ordine dei Perciformes.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le remore sono diffuse in tutti gli oceani, dalle zone tropicali a quelle temperate. Abitano il mare aperto quanto le acque costiere, ovunque ci siano grossi animali a cui attaccarsi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo è allungato, sottile, con testa appuntita. La pinna dorsale e quella anale sono simmetriche e opposte, posizionate verso la parte terminale del corpo. La coda è allungata, poco lobata. La caratteristica principale di queste specie è una grossa porzione di tessuto piatto, di forma ovaloide, sulla fronte e sul dorso. Grazie a delle contrazioni muscolari il disco aderisce esattamente come una ventosa alle superfici piatte. In questo modo la remora si attacca alla pelle di grandi mammiferi marini, squali, tartarughe marine e pesci luna, facendosi trasportare velocemente.

Una remora vista dall'alto: si noti la particolare conformazione del tessuto della ventosa

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene gli squali siano i preferiti, le remore si attaccano anche ad altri animali, come mante, tartarughe marine, delfini e spesso anche alle imbarcazioni, e in antichità si credeva che questi pesci potessero impedire alle imbarcazioni di procedere.

A lungo si è creduto che la remora fosse uno sciacallo del mare, e che si cibasse dei rimasugli del pasto del suo ospite. Questo non è del tutto vero. Certo la remora può, occasionalmente, approfittare dei resti della caccia dello squalo, ma certo non può ottenere lo stesso dalle tartarughe marine o addirittura dalle imbarcazioni, su cui pure si fissa di frequente. La remora infatti è un cacciatore attivo, e si separa periodicamente dal suo ospite per andare in cerca dei pesci più piccoli di cui si nutre, e dipende dal suo ospite solo per un trasporto più agevole.
La forza della ventosa è sproporzionata rispetto alle dimensioni dell'animale, e può sostenere un peso molte volte superiore a quello della remora senza staccarsi né spostarsi.

La pesca con la remora[modifica | modifica wikitesto]

La remora non ha valore commerciale, ma alcune popolazioni della fascia tropicale hanno trovato un loro valido impiego nella pesca alle tartarughe marine, che al contrario sono un valido supporto dell'economia di alcuni villaggi costieri.
Le remore vengono catturate e mantenute vive in acqua, e alla coda del pesce viene fissato un anello metallico collegato ad una lunga lenza. Il pesce viene dunque liberato e lasciato vagare, nella speranza che si attacchi ad una tartaruga. Sfruttando la grande forza della ventosa i pescatori possono dunque recuperare la tartaruga mediante la lenza e issarla in barca, impresa altrimenti impossibile per un sommozzatore.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Comprende 8 specie in 4 generi:

Remora brachyptera
Remora remora

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Gli antichi Romani attribuivano alle remore il potere di bloccare, con la forza della ventosa, le navi.

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