Osteichthyes

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Osteitti
Osteichthyes-examples.png
1. Oncorhynchus mykiss
2. Pontinus nematophthalmus
3. Aracana aurita
4. Peristedion gracile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata

Il gruppo Osteichthyes o pesci ossei (Teleostei secondo una classificazione ora non più utilizzata) rappresenta la maggior parte dei pesci viventi conosciuti.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

A differenza dei pesci cartilaginei (condroitti), gli osteitti possiedono uno scheletro osseo che si viene a formare per ossificazione dello scheletro embrionale cartilagineo. Si riconoscono anche per una maggiore simmetria sull'asse orizzontale rispetto ai pesci cartilaginei, in particolare per quanto riguarda la posizione della bocca (terminale) e la pinna, questi vivono, oltre che nelle acque marine (come i condritti), anche nei bacini ad acqua dolce. La respirazione avviene attraverso le branchie, le cui fessure sono coperte da opercolo. Possiedono l'organo della linea laterale per percepire onde sonore collegato all'apparato di Weber, elettrorecettori per percepire onde elettromagnetiche, scaglie cosmoidi embricate. Hanno inoltre una vescica natatoria, una camera d'aria a funzione idrostatica che gli permette, acquistando o perdendo gas, di salire o scendere nell'acqua.
La loro età si misura attraverso l'analisi delle otoliti presenti nei canali semicircolari dell'orecchio interno.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Nella maggior parte dei sistemi di classificazione, gli Osteichthyes sono parafiletici con i vertebrati terrestri. Ciò significa che l'antenato comune più recente di tutti gli Osteichthyes include dei tetrapodi tra i suoi discendenti. Gli Actinopterigi (pesci con pinne) sono monofiletici, ma un'inclusione dei Sarcopterygii nel gruppo tasonomico degli Osteichthyes comporterebbe un cambio di considerazione del gruppo, che diverrebbe parafiletico. Paradossalmente, la classe dei sarcopterygii è considerata monofiletica, in quanto include tetrapodi. La maggior parte dei pesci ossei appartengono alla classe Actinopterygii e attualmente vi sono solo otto specie viventi di Sarcopterygii, tra cui il Celacanto. Tradizionalmente, i pesci ossei sono sempre stati classificati come classe entro i vertebrati, con Actinopterigi e Sarcopterygii come sottoclassi. Tuttavia alcuni studi recenti hanno elevato Osteichthyes al grado di superclasse, con Actinopterigi e Sarcopterygii come classi.

Actinopterygii Carassius carassius.jpg
Carassius carassius
Gli Actinopterygii costituiscono una classe o sottoclasse di pesci ossei. Vengono chiamati "pesci dalle pinne con raggi" per sottolineare la struttura a raggi o spine che regge ogni loro pinna, differenziandosi dalle pinne a lobi carnosi della classe Sarcopterygii. I raggi che sostengono le pinne degli attinopterigi sono collegati direttamente allo scheletro osseo. Numericamente gli attinopterigi sono la classe dominante di vertebrati, comprendendo il 99% delle oltre 30.000 specie di pesci esistenti[1]. Sono inoltre ubiquitari in tutti gli habitat acquatici, in acqua dolce, salmastra e marina, dalle profondità marine alle più alte sorgenti di montagna. Le specie esistenti vanno dal piccolo Paedocypris lungo solo 8 mm, al massiccio Mola mola di oltre 2300 kg fino al Re di aringhe, che supera gli 11 metri.
Sarcopterygii Coelacanth-bgiu.png
Celacanto
I Sarcopterygii sono conosciuti anche come "pesci dalle pinne lobate" e costituiscono una clade (tradizionalmente una classe o sottoclasse) dei pesci ossei, anche se un'analisi cladistica scrupolosa includerebbe in questo gruppo tutti i vertebrati terrestri. Sarcopterigi ancora oggi esistenti sono i celacanti, i dipnoi e, in generale, tutti i tetrapodi. Presentano pinne carnose, a lobi, in numero sempre pari, e collegate con un solo osso allo scheletro:[2]. queste differiscono da tutti gli altri tipi esistenti nei pesci perché non partono direttamente dal corpo ma sorgono su un prolungamento dello stesso. Le pinne pettorali e quelle pelviche hanno articolazioni simili a quelle presenti nei primi tetrapodi terrestri: queste pinne si trasformarono in zampe atte alla deambulazione nei primi anfibi. Presentano inoltre due distinte pinne dorsali. Tutti i sarcopterygii possiedono denti ricoperti di smalto.

Confronto con pesci cartilaginei[modifica | modifica sorgente]

Confronto tra pesci cartilaginei e pesci ossei [3]
Caratteristiche Pesci cartilaginei
Squatina angelus - Gervais.jpg
Pesci ossei
Anisotremus moricandi Caste.gif
Habitat Prevalentemente marini Marini e d'acqua dolce
Forma Solitamente appiattita verticalmente (dorso-ventre) Solitamente appiattita ai fianchi, con simmetria bilaterale
Pelle Scaglie placoidi superficiali Scaglie con sovrapposizione dermica di diverso tipo:cosmoidi, |ganoidi, cycloidi e ctenoidi
scheletro Cartilagineo Osseo (con l'ecccezione di alcune parti)
Pinna caudale Eterocerca Omocerca (eccezionalmente Eterocerca) o dificerca
Pinne pelviche Solitamente arretrate Solitamente avanzate, occasionalmente arretrate
Organo fecondatore I maschi presentano pinne pelviche trasformati in emipeni Non vi sono emipeni. Alcune specie presentano la pinna anale trasformata in gonopodio
Bocca Larga, a forma di mezzaluna sul lato ventrale della testa Di forma e grandezza variabili, in rapporto alla parte terminale della testa
Mascella Iostilica Iostilica e autostilica
Aperture branchiali Presentano solitamente 5 paia di aperture branchiali non protette da alcun opercolo Presentano 5 paia di aperture branchiali protette da un opercolo
Tipo di branchie Lamellari, con lungo setto interbranchiale Filiformi con setto interbranchiale ridotto
Spiracoli Presenti, solitamente dietro gli occhi Non presenti
Vasi sanguigni branchiali afferenti 5 paia Solamente 4 paia
Vasi sanguigni branchiali efferenti 9 paia 4 paia
Cono arterioso Presente nel cuore Assente
Cloaca Una vera cloaca è presente soltanto nei pesci cartilaginei e nei lobe-finned fishes. Nella maggior parte dei pesci ossei la cloaca è assente: ano, apertura urinaria e genitale sono aperte separatamente [4]
Stomaco Tipico, dalla forma a "J" Forma variabile. Alcune specie ne sono prive
Intestino Corto, con valvola spirale nel lumen Lungo senza valvola spirale
Ghiandola rettale Presente Assente
Fegato Solitamente con 2 lobi Solitamente con 3 lobi
Vescica natatoria Assente Solitamente presente
Cervello Presenta grandi lobi olfattivi, con grande cervello, ma piccoli lobi ottici e cervelletto. Presenta piccoli lobi olfattivi, cervello di piccole dimensioni ma grandi lobi ottici e cervelletto.
Restiform bodies Presente nel cervello Assente
Dotto endolinfatico Aperto in cima alla testa Non aperto all'esterno, circuito chiuso
Retina Mancano i coni Molte specie hanno coni doppi, coppie di coni uniti tra loro
Fisiologia oculare Occhi specializzati alla visione da vicino mediante spostamento del cristallino più vicino alla retina Occhi specializzati alla visione a distanza mediante spostamento del cristallino più lontano dalla retina [5]
Ampolle di Lorenzini Presenti Assenti
Condotto genitale maschile Connesso alla parte anteriore dei reni Non connesso ai reni
Ovidotto Non collegato all'ovario Collegato all'ovario
Aperture genitali ed urinarie Unite in una comune cloaca (apertura urogenitale) Separate e aperte indipendentemente all'esterno
Uova Un piccolo numero di uova di grandi dimensioni con molto tuorlo Un gran numero di piccole uova con poco tuorlo
Fecondazione Interna Prevalentemente esterna, alcune specie sono munite di gonopodio per fecondazione interna
Deposizione Molte specie sono ovovivipare, altre sono ovipare e depongono astucci contenenti le uova (Borsellino della sirena) La maggior parte delle specie sono ovipare, con piccoli che si sviluppano esternamente al corpo materno. Alcune specie sono ovovivipare

Ordini di pesci osteitti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (Davis, Brian 2010)
  2. ^ Clack, J. A. (2002) Gaining Ground. Indiana University
  3. ^ Based on: Kotpal R. L. (2010) Modern Text Book Of Zoology Vertebrates Pages 193. Rastogi Publications. ISBN 9788171338917.
  4. ^ Romer, Alfred Sherwood e Parsons, Thomas S., The Vertebrate Body, Philadelphia, PA, Holt-Saunders International, 1977, pp. 396–399, ISBN 0-03-910284-X.
  5. ^ Schwab IR and Hart N (2006) "More than black and white" British Journal of Ophthalmology, 90: (4): 406. DOI: 10.1136/bjo.2005.085571

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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