Petromyzon marinus

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Lampreda di mare
Flussneunauge.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Agnatha
Superclasse Cyclostomata
Classe Cephalaspidomorphi
Ordine Petromyzontiformes
Famiglia Petromyzontidae
Sottofamiglia Petromyzontinae
Genere Petromyzon
Specie P. marinus
Nomenclatura binomiale
Petromyzon marinus
L.

La lampreda di mare è una specie appartenente alla classe degli Agnati, predatore parassita di altri pesci.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie dimora presso i litorali marini e risale lungo i fiumi nel periodo della riproduzione (anadromo) che avviene in zone con correnti rapida e fondali ghiaiosi. È una specie diffusa lungo tutte le coste europee, sia del Mediterraneo che dell’Atlantico; la si trova anche nell'America settentrionale, da Terranova alla Florida.
In Italia è presente lungo tutte le coste marine, lungo il corso medio e inferiore del Po, Ticino, Lambro, Scrivia, Adige, Arno, Tevere, Magra.

Descrizione, vita e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Corpo lungo fino a 1,2 metri con un peso che arriva fino a 2,5 kg, cilindrico affusolato, compresso posteriormente, con una doppia pinna dorsale; bocca ovale con piastra sopraorale munita di due denti vicini tra loro, piastra suborale con 7-9 denti e 4 piastre labiali con due denti ciascuna. Gli esemplari adulti hanno una livrea bruno-nerastra sul dorso, con macchie scure su fondo giallo verdastro sui fianchi e il ventre biancastro, mentre gli esemplari giovani presentano una colorazione uniforme bruno-chiara. La lampreda di mare adulta è un parassita che attacca molti pesci marini e d'acqua dolce, compresi salmoni, trote, aringhe, sgombri e alcuni squali. Si attacca alla preda con i denti e ne succhia il sangue utilizzando la ruvida lingua. Per la riproduzione, migra dal mare all'acqua dolce. L'apertura del canale di Welland nel 1929 permise alle lamprede di mare di arrivare ai Grandi Laghi del Nord America, costringendole però a restarvi, senza più sbocco al mare, e provocandone un'enorme diffusione a spese delle specie locali.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Gli accoppiamenti avvengono tra la primavera e l'inizio dell'estate, dopo che la coppia risale i corsi dei fiumi e scava tra la ghiaia una buca in cui vengono deposte le uova di circa 1 mm di diametro.
Durante il loro viaggio nuziale, le lamprede non si nutrono e, dopo la deposizione, muoiono.
Dopo la schiusa le larve, che hanno colore uniforme e un’unica pinna dorsale, si spostano in tratti di fiume a corrente tranquilla e trascorrono nel fango da 2 a 5 anni prima di compiere la metamorfosi, dopo la quale, raggiunta una lunghezza di 10-20 cm, migrano verso il mare.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Apparato boccale

È un ectoparassita di merluzzi, sgombri, aringhe ed altri pesci, ai quali succhia il sangue, grazie al suo apparato boccale.

Specie protetta[modifica | modifica sorgente]

La convenzione di Berna (Appendice III) annovera Petromyzon marinus tra la fauna protetta. Nella lista rossa della IUCN, viene indicata attualmente come specie LC, cioè a "bassa preoccupazione".

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Sea lamprey
  • Lampreiùn (Piemonte), Sussa pèixe (Liguria), Zufflòt (Lombardia), Sucapèce (Campania, Calabria), Alàmpuia (Sicilia), Gianfrèta (Puglia)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enciclopedia delle Scienze De Agostini. Zoologia, vol. 2, Novara, De Agostini.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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