Kolchoz

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Lavoro collettivo in un kolchoz, in una foto del 1941.

Kolchoz (in russo: колхоз[?] ascolta[?·info], plur. kolchozy) è l'abbreviazione di коллективное хозяйство, kollektivnoe chozjajstvo che in russo significa "economia collettiva" agricola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Erano cooperative agricole nelle quali i contadini lavoravano collettivamente la terra, condividendo anche strumenti e macchinari agricoli. Furono costituite inizialmente già dal 1918 sostituendo gli artel ma fu in seguito alla collettivizzazione avvenuta nel 1927 che vennero ufficialmente istituite. A partire dal 1929 la participazione ad un kolchoz o ad un sovchoz fu resa obbligatoria da parte delle autorità sovietiche. In quell'anno si verificò l'ingresso nei kolchozy non più di singoli contadini, ma di villaggi e, a volte, di interi circondari. Questo significava l'adesione dei contadini medi alle cooperative agricole di produzione.

I contadini del kolchoz erano chiamati kolchoznik (колхозник) o kolchznica (колхозница) al femminile. I kolchozniky erano pagati in parte della produzione del kolchoz e dei profitti fatti dal kolchoz proporzionalmente al numero di ore di lavoro; essi avevano inoltre a disposizione un appezzamento di terra ad uso privato (nell'ordine dei 4 000 m2) ed un po' di bestiame. Questi vantaggi in natura rendevano il kolchoz molto più attraente ai sovietici rispetto al sovchoz nel quale i sovkhozniky erano salariati. Non tutti però furono entusiasti della collettivizzazione: i kulaki, che avevano contrastato in ogni modo il crescente movimento contadino il quale si volgeva in favore della collettivizzazione, si rifiutarono di entrare nei kolchozy e in seguito furono sterminati secondo la politica del Comitato centrale. Il kolchoz divenne il perno della collettivizzazione agricola nell'URSS. Lo Stato acquistava i prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato. In seguito alla destalinizzazione, molti kolchozy si trasformarono in sovchozy, al fine di migliorare la pianificazione agricola, cosicché dall'84% dell'area seminativa che occupavano nel 1950, nel 1970 essi non raggiungevano nemmeno la metà della superficie coltivata (48%). A partire dal 1992 in seguito alla caduta dell'Unione Sovietica, i kolchozy sono stati privatizzati.