Transcaucasia

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Carta geografica del Caucaso

La Transcaucasia o Caucaso del Sud corrisponde a una regione geografica del Caucaso meridionale costituita dagli stati di Georgia, Armenia, e Azerbaigian. Delimitata a nord dalla Ciscaucasia, a sud da Turchia e Iran, lambita a ovest dal Mar Nero e est dal Mar Caspio. Dopo al fine degli anni '80, la regione è stata teatro di conflitti interetnici che vide protagoniste le repubbliche dell'Azerbaigian, del Nagorno-Karabakh, dell'Abcasia georgiana e dell'Ossezia del Sud. Questi stati transcaucasici si sono avvicinati all'Unione europea aderendo al Consiglio d'Europa all'inizio del 2000. Nel 2005 il Consiglio dell'Unione europea ha concluso che fosse necessario includerle nella politica europea di vicinato.

Dall'antichità al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Armenia, Storia dell'Azerbaigian e Storia della Georgia.

Un elemento della via della seta, che collega il Mediterraneo alle grandi pianure dell'Asia centrale, è l'istmo ponto-caspico che ha favorito fin dall'antichità la circolazione di mercanzie, e anche di eserciti. È sempre stato un territorio strategico ambito dalle potenze che si trovavano alla sua periferia, come la Persia, l'impero romano, l'impero bizantino, l'impero ottomano e l'impero russo. La regione ha subito anche numerose invasioni: sciti, cimmeri, arabi, tatari, mongoli e altre ancora si sono succedute dall'antichità al medioevo. Alla fine, la regione ha visto passare mercanti di numerose nazionalità, come i veneziani e i genovesi; si sono ritrovate le tracce di caravanserragli molto antiche nei luoghi adesso inaccessibili a causa di errori (costosi) di manutenzione stradale.

Da queste caratteristiche ne ha tratto profitto la Russia zarista, in quest'epoca in piena espansione territoriale verso le sue periferie, sia verso l'Estremo Oriente, che in Asia centrale o nel Caucaso, difficilmente valicabile. La penetrazione russa è quindi innanzitutto iniziata dai margini settentrionali per estendersi poi alle coste fino ad aggirare le cosiddette Porte Caspiche (Derbent, attualmente il Daghestan), un passo montano difficile da attraversare a piedi, un territorio aspro che si presenta così anche sul versante russo, con il suo clima particolare. L'interesse strategico era chiaro : i persiani e gli ottomani erano relativamente ostili ai russi, e il massiccio montuoso dava vantaggio a chi l'avesse controllato.

La costruzione della via militare georgiana fu un fattore chiave della conquista russa del Caucaso.

Tra il 1800 e il 1870, al tempo dei diversi eventi della guerra del Caucaso, l'avanzata russa avveniva progressivamente, con difficoltà, e si concretizzava con l'installazione di guarnigioni. Degli avamposti vengono posti nella regione, particolarmente a Gyumri dove si trovava la guarnigione di Alessandropoli tenuta dai cosacchi, soldati-contadini dell'armata zarista, incaricati di rendere coltivabili queste terre. Una strada militare viene costruita attraverso le colline che va da Vladikavkaz fino a Tbilisi. Al fine di rafforzare il controllo del territorio, la Russia vi invia delle popolazioni russe settarie, principalmente dissidenti ortodossi dei quali lo zar voleva sbarazzarsi, come i molokani, autoritariamente insediati nel Caucaso.

Gli effetti di questa storia hanno dato alla regione i suo carattere attuale, mescolando aspetti orientali ed europei, anche se saranno relativamente attenuati durante l'epoca sovietica.

Dal 1909 al 1918[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni che seguono l'avvento del governo dei Giovani Turchi nell'impero ottomano (1909), il Caucaso del Sud è un luogo di tensione tra russi e ottomani, che ritroveranno in schieramenti opposti durante la prima guerra mondiale.

In seguito alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917 in Russia, le truppe russe che erano avanzate in territorio ottomano, si ritirano dal Caucaso, lasciando i tre paesi transcaucasici disorganizzati e senza governo. Il 28 novembre del 1917 armeni, tatari e georgiani si uniscono per formare l'Assemblea di Transcaucasia, chiamata Seim, a Tiflis (Tbilisi), creando così un governo unificato delle tre regioni. Poco tempo dopo, viene firmato l'armistizio di Erzinghian tra Russia e Impero Ottomano, il 18 dicembre 1917. Ostile ai bolscevichi e minacciata dall'avanzata turca, la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica si ritrova isolata e debole. Con la firma del trattato di Brest-Litovsk, la Russia restituisce alla Turchia i territori della Transcaucasia, impedendo la possibilità di un vero stato transcaucasico. Costretti ad entrare in trattative, i transcaucasici si incontrano con i turchi a Trebisonda. Il 24 febbraio del 1918, la Transcaucasia si autoproclama indipendante, e rivendica di fatto certi territori acquisiti dalla Turchia nel Caucaso. Questo nuovo stato non viene riconosciuto, né dai russi né dall'impero ottomano che prende possesso lo stesso anno dei territori negoziati a Brest-Litovsk, permettendo così di concentrare i suoi sforzi sul fronte persiano, contro i britannici.

Di fronte ai conflitti, al loro isolamento nella regione e alla loro inferiorità militare, i popoli transcaucasici non potevano mantenere una grande coesione tra loro. In effetti, gli azeri, musulmani, sono storicamente vicino ai turchi, i georgiani avevano buone relazioni con la Germania alleata dell'impero ottomano, mentre gli armeni, vittime del genocidio, erano decisamente contro i turchi. Anche il 26 maggio del 1918, il Seim riconnosceva delle « divergenze radicali sulla questione della guerra e della pace tra i popoli che avevano creato la Repubblica Indipendente Transcaucasica ». La Georgia proclama per prima la sua indipendenza in questo giorno, imitata dall'Azerbaigian (27 maggio) e poi dall'Armenia (28 maggio). Quest'ultima firma la pace con l'impero ottomano, al prezzo di una perdita considerevole del suo territorio.

Periodo sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della guerra e la sconfitta dell'impero ottomano, una parte del Caucaso, tra cui l'Armenia, passa sotto il controllo britannico e poi francese. Nel 1920, viene firmato il trattato di Sèvres che venne a stabilire le frontiere dell'Armenia. Tuttavia un'insurrezione turca non tarda a nascere, guidata da Mustafa Kemal, che rifiuta i termini del trattato. Questo movimento indipendendista riconquista rapidamente l'Anatolia, attaccando l'Armenia nel settembre del 1920, con il sostegno del suo nuovo alleato sovietico. Il 29 dicembre del 1922, i paesi del Caucaso vengono si uniscono all'URSS sotto il nome di Repubblica socialista federativa sovietica transcaucasica, mentre una grande parte dell'Armenia come stabilito dal trattato di Sèvres si ritrova sotto la giovanissima bandiera della Repubblica Turca. La Repubblica transcaucasica sovietica cede il posto nel 1936 a tre repubbliche socialiste sovietiche: le RSS di Georgia, Azerbaigian (che incorpora i contestati oblast di Nagorno Karabakh e Nakhichevan), Armenia.

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