Giovani turchi

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Francesco Cossiga, capofila dei Giovani turchi
Francesco Cossiga, capofila dei Giovani turchi

Il soprannome di Giovani turchi venne coniato dalla giornalista Egle Monti per descrivere l'impresa dei giovani politici sardi che il 19 marzo 1956 vinsero inaspettatamente le elezioni per il direttivo provinciale sassarese della Democrazia Cristiana. I principali esponenti di questo rinnovamento, capeggiato da Francesco Cossiga, furono Antonio Giagu De Martini, Pietro Soddu, Paolo Dettori, Michele Corda, Pietro Pala, Angelo Solinas, Piero Are, Mario Derola e Giuseppe Pisanu; tutti diverranno politici di primo piano a livello regionale e nazionale.

Indice

[modifica] Il contesto

Antonio Segni, all'epoca Presidente del Consiglio
Antonio Segni, all'epoca Presidente del Consiglio

Al tempo era saldamente a capo della Democrazia Cristiana locale Antonio Campus detto Nino, uomo fedele e cugino di Antonio Segni; Campus sarà estromesso dalla qui descritta rivoluzione bianca, che emarginò la generazione dei "reduci", e mai più ricandidato per le cariche avute in passato.

Erano gli anni in cui arrivò a maturazione l'impegno dell'Arcivescovo Mons. Arcangelo Mazzotti, prodigatosi da decenni nel rinnovamento del cattolicesimo locale. L'attività di formazione giovanile nelle strutture associative cattoliche portò al consolidamento della DC locale all'uscita dal fascismo, durante il quale era stato il punto di riferimento per gli ex esponenti popolari, ed alla nascita nuova classe dirigente sarda, sia con i "giovani turchi" che con altri esponenti come Arturo Parisi. In questo compito affiancarano Mazzotti il parroco di San Giuseppe Giovanni Masia, ed il giovane segretario Enea Salis, a cui fecero riferimento fino al 1956 i giovani democratici cristiani, raccoltisi politicamente attorno a Francesco Cossiga. La volontà di cambiamento di quella generazione venne così descritta da Pietrino Soddu:

«Le esigenze di un rinnovamento erano molto diffuse, si avvertiva la crisi di una concezione del partito e della gestione della cosa pubblica basata solo sul prestigio personale e su una clientela tradizionale e familiare. Anche in Sardegna era sorta l'esigenza di una concezione della politica come impegno più vasto e più profondo ed il partito veniva indicato come scuola e fucina della classe dirigente. Un partito soprattutto organizzato, democratico all'interno, pervaso di nuova moralità, che si sentiva investito del compito storico di cambiare la società.»

Sul piano politico i riferimenti privilegiati furono Fanfani e la sinistra sociale di Dossetti e Lazzati, facendosi proponenti di una «linea politica rinnovata, piu` sensibile ai problemi che la ricostruzione e le trasformazioni sociali avevano posto»; all'estero guardavano al cattolicesimo moderato francese ed al New Deal di Roosevelt. Nel 1955 Giagu aveva fondato la rivista "Cronache dalla Sardegna" in cui «esprimere le motivazioni della prossima rivoluzione».

[modifica] Gli avvenimenti

Rumor fu inconsapevole degli importanti sviluppi derivanti del suo sostegno.
Rumor fu inconsapevole degli importanti sviluppi derivanti del suo sostegno.

Secondo Cossiga, un sostegno decisivo venne da Mariano Rumor, che ricorda così:

«Non so se per lui sia stato un merito o una colpa, ma la mia carriera politica è dovuta a lui quando era vice segretario del partito. Lo invitammo a Sassari in Sardegna mentre eravamo in rotta di collisione con vecchi personaggi che non concedevano alcuna libertà. Ci esortò a resistere.»

Sicuro del proprio potere, Campus aveva presentato due liste per le elezioni provinciali, in modo da assicurarsi anche la minoranza interna. Nonostante l'impegno capillare dei giovani dell'opposizione, sezione per sezione, in ogni paese della provincia, tutto faceva propendere per la rassegnazione, e Cossiga tornò a casa prima della fine dello spoglio dei voti; a scruinio ultimato lo raggiunse Giagu per comunicargli «Cappotto!» contro la dirigenza. Cossiga divenne segretario provinciale dello scudo crociato, a capo di giovani nati tutti fra il '25 ed il '30, che potereno subito esprimere nella Giunta Regionale Dettori come Assessore al Lavoro ed alla Pubblica Istruzione. [1] A livello regionale si saldo l'alleanza col gruppo dei “Giamburrasca” di Gianuario Carta, Gianoglio, Floris e Angelo Rojch a Nuoro, [2] e col gruppo cagliaritano legato ad Efisio Corrias, seppure in posizioni secondarie rispetto all'egemonia sassarese. [3] Il successo dei ‘‘Giovani turchi’’ si manifestò in una serie di profondi mutamenti nella politica regionale con l'obiettivo di uno sviluppo economico accelerato, con le iniziative dell’apertura a sinistra, del Piano di Rinascita e dell’industrializzazione dell'isola. L'unità d'intenti resse fino al 1969, quando terminò l'unità politica nel partito e nello stesso gruppo sassarese, con Cossiga e Giagu vicini alla "Sinistra di base", mentre Dettori e Soddu ai morotei; le divisioni coincisero anche con le nuove esperienze d'impegno politico a livello nazionale, molto più conosciute.

[modifica] L'attuale visione dei fatti

Stemma dell'ateneo.
Stemma dell'ateneo.

Il 15 dicembre 2005, nell'occasione del conferimento a Cossiga della Laurea ad honorem in Scienze della comunicazione all'Università di Sassari, Soddu ricoderà come questo risultato ed i successivi sviluppi fossero ascrivibili al particolarissimo carattere cittadino: [4]

«Questa città ha un codice genetico anti-autorità, non riconosce le gerarchie, ostenta indifferenza per il potere, figuriamoci per i potenti.»

A titolo di esempio, durante la discesa dei candelieri è abitudine secolare che il Sindaco di Sassari si sottoponga per tutta la durata del corteo all'approvazione popolare, senza potersi o volersi esimere qualunque sia l'accoglienza ricevuta.

[modifica] Note

  1. ^ Manlio Brigaglia. Quella notte dei giovani turchi (PDF) in La Nuova Sardegna. 05-09-2006. URL consultato il 16-12-2007.
  2. ^ Manlio Brigaglia. La Sardegna 1945-1999. 28-02-1999. URL consultato il 16-12-2007.
  3. ^ Giorgio Melis. La Dc partito-Regione di Giagu e Soddu e una stagione politica di passioni e lotta in l'altra voce.net. 05-11-2006. URL consultato il 16-12-2007.
  4. ^ Rita Fiori. I tempi dei «giovani turchi» in La Nuova Sardegna, pp. 20. 15-12-2005. URL consultato il 16-12-2007.

[modifica] Bibliografia

  • Francesco Obinu. Li chiamavano i Giovani turchi. Villanova Monteleone (SS), Soter, 1996.
  • Guido Rombi. Francesco Cossiga e la corrente dossettiana: dalla Fuci ai "giovani turchi" in Chiesa e società a Sassari dal 1931 al 1961. L'episcopato di Arcangelo Mazzotti. Milano, Vita e pensiero, 2000. ISBN 978-88-343-0097-8
  • Sergio Flamigni. 1956: Cossiga segretario della DC sassarese, con i “giovani turchi” all’assalto del potere clientelare in I fantasmi del passato. Milano, Kaos Edizioni, 2001. ISBN 88-7953-096-8
  • AA VV. Volume 8: Quattrocchi - Sibiola in Grande Enciclopedia della Sardegna (PDF). Sassari, La Nuova Sardegna, 2007. URL consultato il 2007-12-17.
  • AA VV. La CISL sarda/2: l'impegno per realizzare la Rinascita dell'isola con il lavoro in Storia di un sindacato popolare. Cinquant’anni della CISL sarda 1950-2000 (PDF). Fisgest, 2000. URL consultato il 2007-12-16.

[modifica] Voci correlate

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