Guatemala

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Guatemala
Guatemala - Bandiera
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Generalità
Nome completo: Repubblica del Guatemala
Nome ufficiale: República de Guatemala
Lingue ufficiali: spagnolo
Capitale: Città del Guatemala  (2.500.000 ab. / (stime))
Politica
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Presidente: Álvaro Colom (Unità Nazionale della Speranza)
Capo di governo:
Indipendenza: 15 settembre 1821
Ingresso nell'ONU: 21 novembre 1945 1
Superficie
Totale: 108.890 km²  (103º)
 % delle acque: 0,4 %
Popolazione
Totale (2004): 14.655.189 ab.  (62º)
Densità: 119 ab./km²  
Geografia
Continente: America centrale
Fuso orario: UTC -6
Economia
Valuta: Quetzal guatemalteco 2
PIL (PPA)  (2005): 57.000 milioni di $  (71º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 4.155 $  (116º)
ISU  (2005): 0,689 (medio)  (118º)
Energia:
Varie
TLD: .gt
Prefisso tel.: +502
Sigla autom.: GCA
Inno nazionale: Guatemala Feliz
Festa nazionale:

Guatemala-CIA WFB Map.png

1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all’ONU nel 1945.
2 Il dollaro americano ha ugualmente corso legale

Il Guatemala è uno stato (108.809 km², circa 12.700.000 abitanti stimati [1], capitale Città del Guatemala) dell'America Centrale.

Confina a nord e nordovest con il Messico, ad nordest con il Belize a sud e sudest confina con El Salvador e con l'Honduras. Si affaccia a ovest sull'Oceano Pacifico e a est sul Mar dei Caraibi.

Il Guatemala, la nazione più popolosa del centroamerica, è una repubblica presidenziale, da qualche anno la situazione politica è abbastanza stabile ma nel recente passato vi sono stati diversi colpi di stato e periodi di guerra civile. L'attuale capo di stato, in carica dal 2007, è Álvaro Colom Caballeros.

La lingua ufficiale è lo spagnolo.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Etimologia

Le origini del nome Guatemala non sono chiarissime. Potrebbe essere stato coniato dai soldati aztechi scesi dal Messico al seguito dei conquistatori spagnoli, e in lingua nahuatl significherebbe "paese dei tanti santi" (cuauhtemalan), un riferimento alle foreste tropicali della penisola dello Yucatàn.

[modifica] Epoca pre-colombiana (18/12.000 a.C. - 1521 d.C.)

I primi insediamenti umani in Guatemala vengono fatti risalire ad un periodo compreso tra il 18.000 e il 12.000 a.C. I primi abitanti erano cacciatori e raccoglitori. Intorno al 3500 a.C l'area entra nella fase neolitica, con la nascita e la diffusione dell'agricoltura del mais. Ai tempi in cui Roma si espandeva nel Mediterraneo (VI-I a.C), la città Maya di El Mirador, oggi sepolta nella giungla del Guatemala settentrionale, era la più popolosa dell'America pre-colombiana, con una popolazione di circa 100.000 abitanti e piramidi di 250.000 metri cubici (come El Tigre e Monos). Quello del Mirador fu il primo stato politicamente organizzato dell'America, comprendente un complesso di 26 città e conosciuto nei testi antichi come Regno di Kan. Mentre in Europa il mondo antico entrava in crisi in Guatemala la civiltà Maya visse la sua fase classica e raggiunse il suo culmine (250-900 d.C.). All'inizio del X secolo d.C. la civiltà Maya collassò sotto i colpi di siccità e di invasioni barbariche, e l'Impero Maya si frazionò in numerose città-stato sparse per gli altipiani centrali.

[modifica] Epoca coloniale (1521 – 1821 d.C.)

La conquista: Dopo la distruzione della capitale azteca Tenochtitlan (1521), nel 1523 Hernán Cortés diede a due luogotenenti, i fratelli Alvarado, il permesso di conquistare l'attuale Guatemala. Gli Alvarado, famiglia nobile di Badajoz, nell'Extremadura spagnola, guidati dal fratello maggiore Pedro, si allerarono inizialmente con il gruppo Maya dei Kaqchikel e con essi sottomisero i rivali del gruppo Quichè. In seguito sottomisero anche i propri alleati. Tra il 1524 e il 1527 i Maya del Guatemala vennero soggiogati e la conquista proseguì più a sud nell'attuale El Salvador. Il carattere violento di Pedro de Alvarado è testimoniato da numerose fonti: “impiccava o bruciava vivo qualunque capo locale che osasse opporsi a lui”[2] . Era abitudine dell'Alverado anche quella di dare gli indigeni in pasto ai cani [3]. Dopo il suo passaggio la popolazione indigena chiamò quella terra Xoaticol, la terra “sotto il sangue”, il nome con cui il Guatemala è ancora oggi chiamato dalla popolazione autoctona.

la Capitaneria Generale del Guatemala: Nel 1524 Alverado fondò Santiago de los Caballeros de Guatemala ufficializzando così il potere spagnolo nella nuova regione. Venti anni dopo Santiago era il quinto capoluogo del Nuovo Mondo, e il Capitanato Generale del Guatemala (Capitanía General de Goathemala) la più grande provincia del Vicereame del Nuovo Messico, comprendente gli attuali Guatemala, Chiapas, Nicaragua, Honduras e Costa Rica. [4] Santiago era la città centro-americana più importante dopo Città del Messico, perché era lì che i Maya avevano messo in piedi la loro gloriosa civiltà, e lì avevano lasciato un grande patrimonio e una discreta popolazione, che tradotti in spagnolo diventavano oro e manodopera, gli strumenti necessari per soddisfare l’ambizione degli avventurieri del ‘500, ovvero “raggiungere un nobile status aquisendo ricchezza, terra e signoria sugli uomini” [5]. Gli spagnoli restarono comunque molto delusi dal Guatemala: quando partivano per cercare l'Eldorado molti di loro scomparivano, inghiottiti dalla giungla, e di giacimenti aurei non si vide l'ombra. L’impatto tra la civiltà europea e quella autoctona fu drammatico, con una calo della popolazione locale del 70% circa.

[modifica] La società coloniale

La regione non offriva né metalli né condizioni geoclimatiche favorevoli alle grandi piantagioni e divenne col tempo una delle tante perdute periferie dell'impero. Proprio l'assenza di beni ambìti dai bianchi fece sì che gli indigeni, dopo il genocidio iniziale, non si estinguessero, come accadde a tanti altri, per fatica e malattie nelle miniere e nelle grandi piantagioni di canna da zucchero. Infatti la mancanza di importanti centri minerari o prodotti da esportazione rafforzò l’esigenza degli spagnoli di trarre le loro risorse direttamente dal lavoro della comunità indigena: “poiché gli spagnoli riuscivano a trovare pochi lucrosi utilizzi della terra e del lavoro indigeno, sfruttarono la popolazione rurale attraverso tasse, rendite e servizi” [6]. La restante popolazione Maya del Guatemala, appartenente al ramo Quechì, ebbe modo di stabilizzarsi e mantenere la propria cultura, e nel XX secolo era una delle comunità indigene più consistenti dell’ intera America latina.[7]

Nel corso dei secoli lo status indigeno di “subordinazione e soggiogamento fu costantemente rinforzato” [8]. Questo atteggiamento rafforzò la tendenza delle comunità locali a chiudersi 'a riccio', nel tentativo di difendere la propria identità. La sussistenza di questa identità fu in effetti accettata dall’èlite spagnola che non aveva alcun interesse a distruggere le comunità Maya perché da queste traeva le ricchezze e il potere signorile che li appagava.

La Chiesa da una parte minacciava la cultura indigena, per convertire i Maya alla "vera" religione, ma dall'altra la difendeva perché era attraverso un gioco di mantenimento e di alterazione della ritualità locale che poteva raggiungere le anime degli infedeli, e non attraverso l’annullazione o la negazione totale della loro cultura. La complicità della Chiesa, in tal senso, permetteva ai clerici di mantenere un rapporto particolare con le comunità indigene e con le loro risorse, un rapporto privilegiato rispetto alle élite spagnole.

I Ladini: Oltre agli indios, la società del Guatemala coloniale era composta dai ladini, sulla cui natura e posizione sociale molti studi soffrono spesso di una certa confusione. Il concetto si riferiva in origine agli indigeni che avevano perso i legami con la comunità ed erano andati a vivere dalle parti dei conquistatori, ovvero indios parlanti lingua spagnola. Successivamente tale termine incluse anche alcuni bianchi decaduti e soprattutto i meticci, in genere prodotti di una coercizione fisica piuttosto che di un volontario accoppiamento, visto che gli spagnoli erano “più riluttanti a sposare le donne indigene che a violentarle”[9]. I ladini andavano a coltivare terre non reclamate (numerose soprattutto nel Guatemala orientale), facevano i piccoli artigiani, vendevano cianfrusaglie nelle città, oppure diventavano gli ' scagnozzi ' dei signori della terra. Non erano proprietari di risorse minerarie o agrarie ma non erano soggetti al pagamento di tributi; erano legalmente distinti dagli indios ma non avevano uno status sociale né economico-politico superiore rispetto ad essi nel periodo coloniale. Spesso subivano le stesse discriminazioni razziali a cui erano soggetti gli indios e alcuni avevano difficoltà a dimostrare di non essere indigeni per potersi esentare dai tributi. A differenza dei Maya in genere ricevevano un salario per il loro lavoro; pochi fortunati riuscirono a possedere una modesta quantità di terra nelle pianure e raccogliere col tempo un po’ di capitale per sistemarsi in città e tentare di vivere come gli iberici purosangue; molti finirono a coltivare indaco insieme ai Maya nelle piccole piantagioni dell’est mentre i più sfortunati non riuscirono a dimostrare di avere un padre spagnolo e finirono per essere trattati come indigeni e quindi costretti ai tributi dovuti ai bianchi. A causa della loro somiglianza con la razza soggiogata i ladini hanno sempre tentato nel corso dei secoli di abbracciare valori e caratteristiche occidentali, e oggi sicuramente assomigliano alle loro madri indigene molto meno di quanto non vi somigliassero cinque secoli fa.

L'élite spagnola: Nel periodo coloniale furono molti di più i contrasti e le divisioni tra l’èlite al vertice dello Stato che non quelli tra le due categorie inferiori della società. Se indios e ladini erano accomunati dalla soggiogazione dell’elite locale, questa era indebolita dalle lotte per il potere tra i peninsulares e i creoles: i primi erano spagnoli nati in Spagna e avevano dei posti nel sistema governativo imperiale;i secondi erqano spagnoli nati in America, non gestivano l’impero ma detenevano un effettivo potere locale, ottenuto in vari modi e basato sulla loro radicazione nel territorio. Il crescente attrito tra i due gruppi fu una delle cause della corrosione del sistema imperiale spagnolo e quindi dell’indipendenza latinoamericana. [10]

[modifica] L'economia coloniale

La struttura precolombiana dell’economia locale, con villaggi proprietari di terre coltivavate in comune dai relativi membri, era inaccettabile sia per gli spagnoli che per la Chiesa, perché avrebbe creato problemi nel processo di appropriazione della forza lavoro e in quello della conversione. Si preferì allora deportare le popolazioni di vari villaggi dentro uno solo, per controllarle meglio, e la terra abbandonata andava alla Corona. (in media una ventina di villaggi venivano fusi in uno). Alla fine del XVI secolo gli spagnoli avevano già rilevato tutte le migliori terre situate attorno agli insediamenti. Solo una piccola frazione della terra dell'intera regione ebbe tuttavia un proprietario, e lontano dagli insediamenti gran parte del territorio rimase inesplorato, disabitato o ancora popolato da indigeni non-tributari. [11]

Durante '600 e '700 vennero avviate modeste produzioni di zucchero e di cacao e il maggior prodotto d’esportazione fu l’indaco, un colorante che non aveva bisogno di ingenti quantità di manodopera e che era coltivato nelle pianure del centro e dell'est. Agli inizi dell’ottocento la forza lavoro dell'indaco veniva non solo dalla manodopera coatta indigena ma, soprattutto, dalle varie castas inclusa quella dei ladini. I Quechì soffrivano molto le condizioni climatiche delle pianure: quando l'impero Maya era entrato in decadenza, per sfuggire alle 'invasioni barbariche' i Maya si erano rifugiati negli altipiani e nel corso dei secoli si erano disabituati alle condizioni ambientali della giungla tropicale e delle afose e umide pianure. Quelli che scendevano a lavorare nelle pianure per le piantagioni dei conquistadores spesso si ammalavano gravemente e a volte trovavano la morte. La maggior parte tentava sempre di ritornare al proprio villaggio alla fine di una commessa signorile, ma in alcuni casi gl'indios, per volontà o per costrizione, si stabilivano nei pressi del latifondo, perdevano i contatti con la comunità e col tempo si ladinizzavano. Alla fine dell’esperienza coloniale la distribuzione etnica del Guatemala sarà la seguente: i ladini saranno più numerosi nella fascia costiera pacifica, nella capitale e soprattutto nell'est, le zone del paese più pianeggianti; la popolazione indigena risiedeva prevalentemente negli altipiani, in particolare quelli occidentali, che erano più elevati e quindi meno accessibili, e da li scendeva per rendere i suoi servigi ai padroni bianchi.

[modifica] Dall'indipendenza alla rivoluzione democratica (1821-1944)

L'indipendenza dalla Spagna (1821):L’indipendenza del Guatemala fu il frutto di un movimento anticolonialista e non nazionalista, i creoli non si facevano portatori di un programma di ridistribuzione del potere, ma volevano semplicemente tagliare fuori la Spagna. Anzi è stata più la paura di una sollevazione della popolazione che non un vero e proprio progetto di acquisizione del potere, a muovere gran parte dell’èlite creola. Negli anni del crollo del Vicereame della Nuova Spagna (1812-1821), i creoli del Guatemala fecero perlopiù da spettatori, e proclamarono l'indipendenza solo quando ormai era chiaro che la Spagna non c'era più. [12]

Le province guatemalteche formarono le Province Unite dell'America Centrale, chiamata anche federazione centro-americana (Federación de Estados Centroamericanos). La capitale rimase Città del Guatemala, che ancora oggi è la città più grande e moderna dell'America Centrale. Seguì un periodo politicamente instabile, aggravato dal collasso del mercato mondiale del pigmento blu, l'esportazione principale verso l'Europa a causa dell'invenzione del pigmento sintetico. Questo causò la separazione di tutte le province, dal 1838 al 1840 a partire dalla Costa Rica, e il Guatemala diventò una nazione indipendente.

[modifica] Dal 1944 a oggi

La storia del Guatemala è stata significativamente marcata dalla Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l'URSS. La CIA, con un piccolo gruppo di guatemaltechi rovesciò il governo guatemalteco democraticamente eletto presieduto da Jacobo Arbenz Guzmán nel 1954, dopo che il governo espropriò terra inutilizzata posseduta dalla United Fruit Company, una società statunitense. Il nome in codice di questa operazione della CIA fu Operazione PBSUCCESS, il secondo rovesciamento di un governo straniero. Il conseguente regime militare, iniziato dal dittatore Carlos Castillo Armas causò 30 anni di guerra civile che, dal 1960, portarono alla morte di 200.000 civili guatemaltechi. Secondo la Commissione per la verità sponsorizzata dall'ONU, le forze del governo e i paramilitari furono responsabili del 90% delle violazioni di diritti umani durante la guerra. Durante i primi 10 anni, le vittime del terrore di stato furono principalmente studenti, lavoratori, professionisti e personalità dell'opposizione di qualsivoglia tendenza politica, ma negli ultimi anni vi furono migliaia di vittime fra i maya contadini e non-combattenti. Più di 450 villaggi maya vennero distrutti e oltre un milione di persone diventarono rifugiati. Questo è considerato uno dei più tremendi casi di pulizia etnica verificatisi nell'America Latina moderna. In certe aree, come Baja Verapaz, la Commissione per la Verità concluse che lo Stato guatemalteco avviò intenzionalmente una politica di genocidio contro determinati gruppi etnici.

Dagli anni cinquanta agli anni novanta (con un periodo di pausa tra il 1977 e il 1982), il governo USA supportò direttamente l'esercito del Guatemala con addestramenti, armi e finanziamenti. Le forze armate speciali degli Stati Uniti (Berretti verdi) arrivarono nel Guatemala con l'obiettivo di formare l'esercito come "forza moderna anti-insurrezione" e ne fecero il più sofisticato dell'America Centrale. Nel 1999, il presidente americano Bill Clinton affermò che gli Stati Uniti ebbero torto a supportare le forze militari guatemalteche che presero parte alle brutali uccisioni di civili. Il coinvolgimento della CIA incluse l'addestramento di 5.000 cubani oppositori di Fidel Castro e la realizzazione di aeroporti per organizzare quella che sarebbe diventata la fallimentare invasione della Baia dei porci.

Nel 1982, quattro gruppi marxisti formarono l'organizzazione di guerriglia (Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca - URNG). Una guerra sanguinosa durata 36 anni terminò nel 1996 con un accordo di pace tra la guerriglia e il governo del presidente Álvaro Arzú, negoziata dalle Nazioni Unite. Entrambe le parti acconsentirono a dei compromessi. L'esercito avrebbe dovuto controllare i centri urbani, mentre URNG avrebbe dovuto mantenere una forte presenza nelle campagne. A causa dell'uso brutale della forza, delle sparizioni e della tecnica militare di fare "terra bruciata", il paese si trasformò intenzionalmente uno stato pariah. Nel 1992 il premio Nobel per la pace venne assegnato a Rigoberta Menchú, un'attivista indigena per i diritti umani, grazie ai suoi sforzi per portare l'attenzione internazionale sul genocidio perpetrato dal governo nei confronti della popolazione indigena.

Dagli accordi di pace il Guatemala ha potuto beneficiare di elezioni democratiche, le più recenti nel 2003. Comunque la corruzione è ancora pervasiva a tutti i livelli di governo. Una grande quantità di documenti della Polizia nazionale sono stati scoperti a dicembre 2005 rivelando i metodi che gli ufficiali per la sicurezza pubblica utilizzavano durante la guerra civile guatemalteca.

Dopo il colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti nel 1954, in Guatemala si è instaurata una dittatura che ha combattuto con metodi spietati la guerriglia armata, condotta soprattutto dagli indios. Nel 1985 i militari hanno ceduto il potere ai civili ed è stato avviato un processo di democratizzazione.

L'economia, anche per i trattati commerciali sottoscritti, resta largamente legata a quella degli USA. Gli USA assorbono, per esempio, 10 volte l'importo delle esportazioni verso il confinante Messico. Questa dipendenza si riflette anche sulla grande presenza di imprese nordamericane nel paese.

Il Guatemala è uno dei paesi latinoamericani dove le differenze e sperequazioni sociali e culturali sono più accentuate. Nonostante l'impulso alla partecipazione dei popoli indigeni data dal premio Nobel alla Menchú, il concorso in politica degli indigeni, più del 50% della popolazione, e il ruolo delle donne, restano largamente emarginati dal controllo sociale ed economico delle elite locali.

[modifica] Geografia

[modifica] Morfologia

Il territorio del Guatemala è essenzialmente montuoso fatta eccezione per la zona costiera meridionale e per la parte settentrionale, corrispondente al dipartimento di Petén, una vasta zona pianeggiante ricca di foreste tropicali continuazione delle piane dello Yucatan (Messico).

I sistemi montuosi che attraversano il paese sono due, la Sierra Madre e la catena di Cuchumatanes. La Sierra Madre si estende dal confine con il Messico e attraversa il paese parallelamente alla costa occidentale fino al confine con El Salvador . Di origine vulcanica è lunga 380 km, tra le sue vette vi sono tutti i 37 vulcani (di cui 4 attivi) del paese, il più elevato è il Tajumulco (4.220 m s.l.m.). Il versante occidentale e gli altipiani della Sierra Madre, nonostante l'intensa attività vulcanica, sono la parte più densamente popolata del paese, gli insediamenti sono stati favoriti dal clima più gradevole rispetto al clima tropicale delle pianure costiere e dai fertili terreni di origine lavica.

La catena settentrionale dei monti Cuchumatanes si estende dal confine con il Messico e in direzione orientale fino al Mar dei Caraibi, i rilievi sono interrotti dall'ampia vallata del fiume Motagua.

[modifica] Idrografia

Il fiume Usumacinta

I fiumi del versante occidentale sono corti e poco profondi, quelli sul versante orientale sono invece più lunghi e profondi, tra i più lunghi vi sono il Polochic che alimenta il Lago Izabal dal quale defluisce il Río Dulce, il Motagua fiume più lungo del paese e il fiume Usumacinta, che delimita il confine tra lo stato messicano del Chiapas e il dipartimento di Petén.

[modifica] Clima

Il clima tendenzialmente tropicale, varia a seconda dell'altitudine delle diverse zone del paese. La zona costiera è caratterizzata da un periodo secco in inverno (da novembre ad aprile) e da un periodo piovoso in estate, sul finire dell'estate la costa orientale è a rischio uragani, (nel 1998 il paese fu colpito dall'uragano Mitch e nel 2005 dall'uragano Stan con oltre 1500 vittime dovute alle alluvioni).
Mentre nelle zone costiere e delle pianure la temperatura media oscilla tra i 21° e i 27° C sui rilievi e sugli altipiani il clima è più temperato con medie che vanno dai 10 ° ai 16 ° C ed escursioni sensibili nel corso della giornata.

[modifica] Popolazione

[modifica] Demografia

Evoluzione demografica del Guatemala - Fonte FAO, 2006

[modifica] Etnie

Secondo i dati del CIA World Factbook (2007) il 59,4% della popolazione è composta da popolazione di discendenza europea (soprattutto spagnola ma anche tedesca, inglese, italiana e scandinava) o mista, questi ultimi sono chiamati Ladinos.

Il rimanente 40% circa della popolazione è suddiviso fra diverse etnie[1]:

Fra le etnie di tipo ladino vi sono i Garifuna, discendenti da schiavi di origine africani residenti nell'area di Livingston e di Puerto Barrios e altri gruppi di colore o mulatti per un totale compreso fra l'1 e il 2% della popolazione. Circa il 3% dei ladinos è di origine araba (libanese o siriana) e asiatica (cinesi), in crescita la comunità coreana a Città del Guatemala e nella vicina Mixco (circa 50.000 persone).

[modifica] Religione

Mappa linguistica del Guatemala secondo la Comisión de Oficialización de los Idiomas Indígenas de Guatemala. L'area viola rappresenta lo spagnolo

In epoca coloniale l'unica religione era quella cattolica, in epoche recenti, in seguito alla dittatura del generale Efraín Ríos Montt vi è stato un progressivo aumento della componente protestante, attualmente circa il 40%[13] dei guatemaltechi è di religione protestante, soprattutto pentecostali.

Un'esigua percentuale (intorno all'1% della popolazione) pratica religioni tradizionali Maya, spesso riti tradizionali sono stati incorporati in cerimonie cristiane, fenomeno chiamato sincretismo.

[modifica] Lingue

Benché la lingua ufficiale sia lo spagnolo questo non è uniformemente diffuso tra la popolazione nativa tra la quale è diffuso il monolinguismo in idiomi indigeni. Specialmente nelle aree rurali sono parlate 21 diverse lingue maya e diverse lingue indigene amerindie non maya come lo Xinca, e il Garifuna, una lingua Arawakan parlata sulla costa caribica. Secondo il Decreto Número 19-2003, 23 lingue sono riconosciute come lingue nazionali.[14]

[modifica] Ordinamento dello stato

[modifica] Suddivisione amministrativa

GuatemalaProvs.PNG

Il Guatemala è diviso in 22 dipartimenti (departamentos) a loro volta divisi in 332 comuni (municipios).

1. Alta Verapaz (Cobán)
2. Baja Verapaz (Salamá)
3. Chimaltenango (Chimaltenango)
4. Chiquimula (Chiquimula)
5. Petén (Flores)
6. El Progreso (Guastatoya)
7. El Quiché (Santa Cruz del Quiché)
8. Escuintla (Escuintla)
9. Guatemala (Città del Guatemala)
10. Huehuetenango (Huehuetenango)
11. Izabal (Puerto Barrios)

12. Jalapa (Jalapa)
13. Jutiapa (Jutiapa)
14. Quetzaltenango (Quetzaltenango)
15. Retalhuleu (Retalhuleu)
16. Sacatepéquez (Antigua Guatemala)
17. San Marcos (San Marcos)
18. Santa Rosa (Cuilapa)
19. Sololá (Sololá)
20. Suchitepéquez (Mazatenango)
21. Totonicapán (Totonicapán)
22. Zacapa (Zacapa)

[modifica] Rivendicazioni territoriali

Da lungo tempo è in corso una disputa sui confini, il Guatemala rivendica infatti una porzione del territorio del confinante Belize, la disputa in passato ha creato tensione nei rapporti con il Regno Unito (di cui il Belize faceva parte) e in seguito, dalla sua indipendenza nel 1990, prosegue con lo stato confinante stesso. Negli anni 1980 vi sono stati frequenti casi di scontri fra le forze armate dei due paesi, gli scontri hanno coinvolto anche la popolazione civile, vi sono state perdite e distruzioni di raccolti da ambo le parti. Dal 1991 il Guatemala ha riconosciuto e intrattiene rapporti diplomatici con lo stato vicino pur sostenendo che la questione dei confini è tuttora irrisolta.

Nel tentativo di risolvere la disputa il congresso del Guatemala ha ratificato due accordi internazionali che erano in sospeso da lungo tempo e riguardanti questioni di confini terresti e marittimi. Nel 2001 i due paesi hanno accettato la mediazione dell'Organizzazione degli Stati Americani nella determinazione dei confini terrestri e marittimi fra i due paesi. Le trattative hanno subito un temporaneo arresto in occasione delle elezioni nazionali in Guatemala e sono riprese solo nel novembre 2005. Dalla sua nomina nell'agosto 2006 il ministro degli esteri guatemalteco Gert Rosenthal sembra voler accelerare la risoluzione della questione.

[modifica] Città principali

Secondo i dati del censimento del 2002 le città più popolose sono:

Città Popolazione Dipartimento
Città del Guatemala 942.348 Guatemala
Mixco 403.689 Guatemala
Villa Nueva 355.901 Guatemala
San Juan Sacatepequez 152.583 Guatemala
San Pedro Carcha 148.344 Alta Verapaz
Cobán 144.461 Alta Verapaz
Quetzaltenango 127.569 Quetzaltenango
Escuintla 119.897 Escuintla
Jutiapa 109.910 Jutiapa
Chichicastenango 107.193 El Quiché
Jalapa 105.796 Jalapa
Villa Canales 103.814 Guatemala
Petapa 101.242 Guatemala

Fonte: Instituto Nacional de Estadística (INE)

[modifica] Istituzioni

Il Guatemala è una Repubblica presidenziale. Il parlamento è monocamerale composto da 158 deputati.

[modifica] Ordinamento scolastico

Il sistema scolastico è organizzato in due cicli, un ciclo primario obbligatorio di sei anni e due cicli secondari di tre anni. Le scuole, benché siano gratuite, sono di fatto poco frequentate soprattutto dalla popolazione indigena residente in zone rurali. Da un lato vi è il problema dei costi di trasporti, libri e materiali, dall'altro gli esigui fondi statali non sono in grado di garantire l'insegnamento nelle lingue nazionali diverse dallo spagnolo, il tasso di abbandono nel ciclo primario è molto elevato.

Il sistema scolastico, sempre per questioni di scarsi fondi, soffre per la scarsa qualifica degli insegnanti, i problemi citati si riflettono in uno dei tassi di analfabetismo più elevati dell'America Centrale (solo il 69,1 per cento della popolazione sopra i 15 anni sa leggere e scrivere)[15]

Vi sono numerose scuole private la cui frequenza è riservata ad una ristretta minoranza di popolazione. La formazione superiore viene effettuata in un'università pubblica (Universidad de San Carlos de Guatemala) e 9 università private.

[modifica] Sistema sanitario

[modifica] Forze armate

[modifica] Politica

[modifica] Politica interna

Nel febbraio 2007 giunge la notizia che Rigoberta Menchú (Premio Nobel per la pace nel 1992) si candiderà con la sinistra alle prossime elezioni presidenziali, che sono in programma per il prossimo 9 settembre. La Menchú dovrebbe essere a capo di un'alleanza comprendente una nuova coalizione di leader indigeni e alcune formazioni di contadini (in caso di vittoria, sarebbe la prima donna indigena a capo del governo nel suo paese).

[modifica] Economia

Car ferry sul Rio della Passione

L’agricoltura, favorita dal fertile terreno vulcanico e dal clima, resta la base dell’economia, anche se risente dell’eredità del passato: alla fine dell’ ‘800 le grandi società statunitensi ottennero nel paese grandi concessioni di terreno. Fra queste in particolare la United Fruit Company, oggi United Brand, avviò il regime delle monocolture con vaste piantagioni di banane. Dopo lo sviluppo degli anni ’60 e ’70 il Guatemala ha condiviso con il resto dell’ America Latina la crisi degli anni ’80, cui il governo ha tentato di porre freno con la diversificazione della produzione agricola e lo sviluppo del settore industriale. Tuttavia l’economia continua ad essere legata ai finanziamenti esteri, con la conseguenza di un pesante debito estero e uno tra i redditi pro capite fra i più bassi dell’ America Latina, nonostante la situazione politica sia migliorata negli anni ’90. Con un’ esportazione basata esclusivamente su alcuni prodotti, la bilancia commerciale è costantemente in forte passivo. Si importano macchinari e mezzi di trasporto, combustibili, lubrificanti e prodotti chimici. Gli scambi avvengono innanzi tutto con gli Stati Uniti, seguiti da altri paesi latino-americani.

La moneta è il quetzal.

Sulla costa del Pacifico le grandi e moderne piantagioni producono i generi d’ esportazione: caffè(il principale prodotto del paese), canna da zucchero e banane, mentre è in decadenza la coltura del cotone, un tempo importantissima. Altre colture industriali sono il tabacco, il cacao e gli agrumi. Nelle terre alte si producono, con tecniche arcaiche, generi destinati al consumo: mais, riso. Patate e fagioli. Un ruolo rilevante hanno l’ allevamento bovino (con esportazione di carne), lo sfruttamento delle foreste che coprono più della metà del territorio e la pesca, in particolare delle aragoste. Le risorse minerarie sono scarse, vi è solo una limitata produzione di petrolio, zinco, piombo, antimonio e tungsteno.

In espansione è il settore industriale. Importanti le industrie tessili (cotonifici nella capitale e a Cantèl-Quetzaltenango) e l'agroalimentare. Vi sono inoltre raffinerie di petrolio a Hescuintla e Puerto Barrios, impianti chimici e petrolchimici, cementifici, manifatture del tabacco e della carta.

Il turismo sfrutta gli stupendi paesaggi, soprattutto quelli montani, e i monumenti Maya ha registrato una ripresa negli anni ’90 con la fine dei conflitti armati. In via di sviluppo è il sistema di comunicazione interno; il paese è percorso dalla Carretera Panamericana. Notevole è il traffico fluviale, e quello marittimo può contare sui porti di Puerto Barrios, Santo Tomàs, de Castilla e Livingston sul mar delle Antille e su quelli di Champerico e San Josè sul Pacifico.

[modifica] Turismo

Di grande interesse sono le rovine delle antiche popolazioni: Maya e Atzechi. Ma generalmente il paese è fuori dalle rotte turistiche, a causa della criminalità contro i turisti. Il flusso turistico proviene da:

  • Stati Uniti: 28%
  • Regno Unito: 23%
  • Canada: 14%
  • Europa merid.: 7%
  • Oceania: 6%
  • Altro: 22%

Le rovine Maya più visitate sono quelle di Tikal, rovine composte da vari templi immersi nella foresta Guatemalteca tra i quali spicca il tempio del Giaguaro il più alto(74m), Mentre la città più caratteristica di tutta Guatemala è Antigua; Particolare e molto interessante, è la processione del venerdì santo che si tiene nelle vie della città di Antigua, Le strade vengono ricoperte da tappeti di fiori e frutta, sui quali sfila la processione, che è composta da diversi carri portati sulle spalle da centinaia di uomini e donne.

Sotto il profilo della natura le mete più interessanti da visitare sono le cascate del fiume Izabal,(veri e propri terrazzoni di acqua cristallina divisi da fantastiche cascate; il fiume è balneabile e si possono fare bagni rilassanti immersi nella ricchissima e bellissima vegetazione. Altro spettacolo della natura assolutamente da visitare è il lago Atitlan, il più vasto e bello di tutta Guatemala; La sua caratteristica è quella di essere circondato da vulcani, e per questo motivo di avere parecchi punti del lago con Acque termali.

Altra caratteristica del lago è il nome dei paesini che lo circondano, 12 paesi portano ognuno un nome dei 12 apostoli.

Caratteristica del territorio Guatemalteco è la grande presenza di vucani ( più di trenta )che possono essere visitati con ottime guide turistiche che accompagnano i turisti fino al cratere del vulcano.

I vulcani più visitati sono: Il Pacaya(attualmente in attività, 2800m di altezza) il vulcano de Agua(non in attività, 3800m di altezza) ed il vulcano de Fuego.

[modifica] Ambiente

Il 00,0% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.

[modifica] Flora

[modifica] Fauna

[modifica] Arte

Tipici tappeti del Guatemala

[modifica] Architettura

[modifica] Pittura e scultura

[modifica] Letteratura

[modifica] Poesia

[modifica] Romanzo

[modifica] Teatro

[modifica] Musica

[modifica] Sport

[modifica] Tradizioni

[modifica] Gastronomia

Il Fiambre è un piatto tipico del Guatemala che viene consumato abitualmente nei giorni di Ognissanti e dei Defunti (1° e 2 novembre), al culmine di un ciclo di festività religiose.

[modifica] Note

  1. ^ a b CIA World Factbook 2007
  2. ^ Richard Immerman, The CIA in Guatemala: The Foreign Policy of Intervention. (Austin: University of Texas Press, 1982), p.21
  3. ^ "Conquered Conquistadors", Florine G.L. Asselbergs, First Edition, published 2004
  4. ^ La audiencia funzionava come una sorta di capoluogo regionale: era il supremo tribunale territoriale, rappresentava il volere della Corona, aveva poteri amministrativi ed escutivi, controllava i vari cabildos (consigli municipali) e risiedeva nelle città capitali delle province più grandi. Le prime quattro audiencias furono quelle di Santo Domingo (1518), Città del Messico (1529), Panama (1538) e Lima (1542
  5. ^ Edwin Williamson, The Penguin History of Latin America, p.77
  6. ^ David McCreery, “An Odious Feudalism: Mandamiento Labor and Commercial Agriculture in Guatemala, 1858-1920 ”,( Latin America Perspectives, Issue 48, Vol.13 No.1, Winter 1986), p.102
  7. ^ Jim Handy, Revolution in the Countryside: Rural Conflict and Agrarian Reform in Guatemala, 1944-1954 (The University of North Carolina Press, Chapel Hill & London, 1994) p.6
  8. ^ Jim Handy, Revolution in the Countryside, pp.6-7 e Carol Smith, “Origins of the National Question in Guatemala”, pp.73-74
  9. ^ Richard Immerman, The CIA in Guatemala: The Foreign Policy of Intervention. (Austin: University of Texas Press, 1982), p.26
  10. ^ Richard Immerman, The CIA in Guatemala, pp.25-27; Jim Handy, Revolution in the Countryside, pp.7-8; Carol Smith,Guatemalan Indians and the State, 1540-1988, p.75
  11. ^ Jones Chester Lloyd, Guatemala Past and Present , p.169
  12. ^ Walter La Feber. Inevitable revolutions , p.25-26; Carol Smith,Guatemalan Indians and the State, 1540-1988, p.76 ; Edwin Williamson. The Penguin History of Latin America, p.224-25
  13. ^ U.S. Department of State - Background Note: Guatemala
  14. ^ El Congreso de la Republica de Guatemala. (ES) Ley de Idiomas Nacionales, Decreto Número 19-2003. URL consultato il 10-06-2007.
  15. ^ . URL consultato il 2007-01-15..

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