Jacobo Arbenz Guzmán

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Il Colonnello Jacobo Arbenz Guzmán (Quetzaltenango, 14 settembre 1913Città del Messico, 17 gennaio 1971) è stato un politico e militare guatemalteco.

Fu il presidente riformista, democraticamente eletto, del Guatemala dal 1951 al 1954, quando fu sostituito, con un colpo di stato organizzato dalla CIA, da una dittatura.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Jacobo Arbenz Guzmán era figlio di un farmacista svizzero emigrato in Guatemala pochi anni prima: a causa del suicidio del padre, avvenuto quando era in tenera età, non poté compiere studi regolari né svolgere la professione paterna. Nel 1935 entrò nell'esercito guatemalteco, di cui divenne colonnello, e dal 1937 fu professore di scienze e storia.

Nel 1939 conobbe la sua futura moglie, Maria Cristina Vilanova: la donna, pur essendo figlia di un ricco proprietario terriero, aveva ideali politici di estrema sinistra e convinse il marito ad aderire al socialismo. Nel 1944 Guzmán appoggiò la ribellione che depose il dittatore Jorge Ubico e fu Ministro della Difesa nel governo del riformista e progressista Juan José Arévalo.

Presidente del Guatemala[modifica | modifica wikitesto]

Guzmán fu a capo del ministero della Difesa per quasi sette anni; nel marzo del 1951 egli si candidò alle elezioni presidenziali (che si svolsero democraticamente) e vinse ottenendo il 60% dei voti circa. Il suo programma elettorale, basato sull'indipendenza economica del Guatemala dagli Stati Uniti, ricevette il sostegno soprattutto delle classi meno abbienti.

Dopo essere stato eletto, Arbenz Guzmán tentò di nazionalizzare la United Fruit Company (UFC), una compagnia situata negli Stati Uniti che controllava gran parte del terreno agricolo della nazione. In base alla legge internazionale, un giusto compenso deve essere concesso per le proprietà straniere che vengono nazionalizzate. Venne calcolato un compenso di 600.000 dollari, basandosi sul valore sottostimato dei terreni che la UFC aveva dichiarato allo scopo di non pagare le tasse e che la compagnia ovviamente non ritenne sufficiente.

Nel 1952 il Partito Comunista dei Lavoratori Guatemalteco venne legalizzato; come conseguenza i comunisti guadagnarono una considerevole influenza all'interno di importanti organizzazioni contadine, sindacati e nel partito politico al governo (Guzmán aveva deciso di allargare con loro la sua maggioranza parlamentare). Per proteggere i suoi interessi nella nazione, l'UFC e le banche che la sostenevano, collaborarono con la CIA per persuadere l'amministrazione statunitense che Arbenz era un comunista o al meglio un socialista che stava aprendo la strada a una presa del potere da parte dei comunisti. L'amministrazione ordinò alla CIA di sponsorizzare un colpo di stato, rovesciando il governo e costringendo alla fuga Arbenz Guzmán.

Al programma sotto copertura della CIA per rovesciare Arbenz venne dato il nome in codice di Operazione PBSUCCESS (Operation PBSuccess). Castillo Armas venne scelto per guidare un'"esercito di liberazione" costruito ad-hoc. Le sue forze vennero armate ed addestrate in Nicaragua. Allen Dulles era direttore della CIA all'epoca. L'esercito di liberazione invase il Guatemala passando dall'Honduras il 18 giugno 1954. L'esercito era composto da circa 600 combattenti. Guzmán si dimise il 27 giugno e si recò in esilio.

Gli ultimi anni in esilio[modifica | modifica wikitesto]

Egli trovò inizialmente rifugio a Cuba (Fidel Castro e Guzmán si stimavano a vicenda) dove rimase fino al 1965, anno in cui la sua figlia prediletta Arabella, indossatrice e fotomodella, si suicidò a Bogotà sparandosi davanti al proprio fidanzato, il famoso torero colombiano Jaime Bravo. La scomparsa della donna, che per altro era legata devastò la salute mentale di Guzmán: egli infatti si autoconvinse che solo in Messico avrebbe riacquistato la serenità e lì si trasferì nello stesso anno.

Jacobo Arbenz Guzmán morì nel gennaio del 1971, in circostanze misteriose: fu trovato esanime nel suo bagno ed il suo decesso fu dovuto o ad un annegamento o alle ustioni causate dall'acqua troppo calda. La dinamica, particolarissima, della morte ha destato numerosi sospetti e varie sono state le ipotesi che descrivono la sua scomparsa come un omicidio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Quetzal - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Quetzal

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Guatemala Successore Coat of arms of Guatemala.svg
Juan José Arévalo Bermejo 1951 - 1954 Carlos Enrique Díaz de León

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