Cervidae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "Cervo" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Cervo (disambigua).
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Cervidi
Red deer stag 2009 denmark.jpg
Cervus elaphus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Cervidae
Goldfuss, 1820
Sottofamiglie

I Cervidi (Cervidae Goldfuss, 1820) sono una famiglia di mammiferi artiodattili, molti dei quali sono noti con il nome comune di cervo.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'area naturale dei cervidi comprende tutta l'Europa, dal Mediterraneo alla Lapponia, praticamente tutta l'Asia, dall'Indonesia alla Siberia, e le due Americhe. In Africa invece l'areale originario dei cervidi era limitato a una striscia a nord del Sahara.

In Oceania i cervidi erano assenti prima dell'introduzione da parte dell'uomo. Oggi sono presenti tanto in Australia (sei specie introdotte a partire dal XIX secolo) quanto in Nuova Zelanda.

Caratteri fisici[modifica | modifica sorgente]

Particolarità dei cervidi è di essere dotati di palchi, strutture ossee a rinnovo annuale (raramente in alcune specie si possono registrare più cambi in un anno) analoghe e non omologhe alle "corna" propriamente dette. Nella renna, i palchi sono presenti in entrambi i sessi, nelle altre specie normalmente ciò non avviene; In alcune specie inoltre i palchi sono assenti (come nel cervo d'acqua cinese Hydropotes inermis).

I cervidi sono gli ultimi grandi ruminanti selvaggi delle regioni temperate. Ne esistono 43 specie ripartite in 17 generi.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

L’origine della famiglia dei cervidi risale all'Oligocene, circa 25 milioni di anni fa. In quel periodo erano numerose le famiglie di piccoli ruminanti primitivi che vivevano in Europa, Asia e Nordamerica. Tra queste, la famiglia dei moschidi (Moschidae) e dei paleomericidi (Palaeomerycidae) sembrerebbero quelle più strettamente imparentate con i cervi.

Palchi di Euprox furcatus

I primi veri cervi, del Miocene inferiore (20 milioni di anni fa), si rinvengono in Asia e in Europa, e appartengono alla tribù dei Muntiacini, rappresentata attualmente dai muntjak. Forme come Lagomeryx e Procervulus erano dotate di palchi estremamente semplici, e le loro dimensioni erano molto modeste. Generi successivi come Dicrocerus, Heteroprox ed Euprox, del medio e tardo Miocene, svilupparono palchi decidui e aumentarono le dimensioni, ma fu solo con la comparsa dei primi rappresentanti della tribù Cervini che questi animali assunsero un aspetto simile alle specie attuali più conosciute.

Pliocervus del Miocene superiore di Europa e Asia è un buon candidato all’origine dei cervi attuali, e lo stesso genere Cervus è di poco posteriore (Pliocene inferiore, circa 5 milioni di anni fa). I daini (genere Dama) esistono dal Pleistocene inferiore (1,8 milioni di anni fa). La tribù dei cervini comprende anche forme estinte dai palchi eccezionalmente ramificati (Eucladoceros, Croizetoceros) e altre forme dai palchi semplici e dalle forme snelle (Metacervoceros, Pseudodama), mentre i megacerini, di cui fa parte il ben noto cervo delle torbiere (Megaloceros giganteus), comprendono i più grandi cervi mai esistiti, con palchi che sfioravano i 4 metri di larghezza. Alcuni cervi megaceri raggiunsero le isole del Mediterraneo, dove diedero origine a forme nane nel corso del Pleistocene (Candiacervus).

La sottofamiglia dei capreolini (Capreolinae), che comprende i cervi americani, le alci, le renne e i caprioli, comparve nel Miocene superiore con il genere Procapreolus, affine ai caprioli attuali. In particolare si pensa che i cervidi americani si siano differenziati circa 5 milioni di anni fa nelle foreste del Nordamerica e della Siberia. Il ceppo delle alci, nel Pleistocene, diede origine al gigantesco Cervalces, mentre le renne esistono almeno dal Pleistocene inferiore in Asia, da dove migrarono in Nordamerica. Quest’ultimo continente fu terra di conquista, qualche milione di anni prima, anche dei cosiddetti cervi americani: il genere attuale Odocoileus è conosciuto a partire dal Pliocene inferiore. Appena riformatosi, l’istmo di Panama permise il passaggio dei cervi in Sudamerica, dove proliferarono nel Pleistocene (Morenelaphus, Antifer) e sono ancora presenti con forme tipiche (Blastocerus, Ozotoceros) o aberranti (Pudu puda).

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Palchi di corna di cervo all'Alpenfaunamuseum "Beck-Peccoz" di Gressoney-Saint-Jean.

Vi sono circa 50 specie di Cervidi nel mondo, suddivise in tre sottofamiglie[1]:


Importanza economica[modifica | modifica sorgente]

I cervi hanno avuto per molto tempo una grande importanza economica per gli esseri umani. Sebbene non siano facilmente addomesticabili come ovini, capre, maiali e bovini, i rapporti tra persone e cervo sono molto antichi. La carne dei cervi è la principale ragione per cui sono cacciati e allevati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Cervidae in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi