Puma concolor

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Puma
Cougar 25.jpg
Puma concolor
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Puma
Specie P. concolor
Nomenclatura binomiale
Puma concolor
(Linnaeus, 1771)
Sinonimi

Felis concolor
Linnaeus, 1771

Sottospecie

Il puma (Puma concolor (Linnaeus, 1771)), chiamato anche coguaro o leone di montagna, è un carnivoro appartenente alla famiglia Felidae presente in America Settentrionale, Centrale e Meridionale. Pur essendo un animale di grande taglia, nell'ambito dei felidi è filogeneticamente più vicino al gatto domestico che non ad altri felini di dimensioni simili come i leopardi. Il suo parente più prossimo si è recentemente rivelato essere il giaguarondi[2], simile al puma in alcuni dettagli d'aspetto (colore, pupilla tonda) ma piccolo come un gatto domestico.

La parola "puma" viene dalla lingua amerindia quechua ed era considerato animale sacro dagli Aztechi e Maya del Messico. Nella lingua inglese esistono più di 40 nomi differenti per indicare il puma, spesso usati solo a livello regionale, come cougar, mountain lion, panther, catamount, e painted cat. In Brasile il puma viene chiamato suçuarana, dalla lingua tupi; da quest'ultimo termine, attraverso un complesso passaggio tra una lingua e un'altra, si è giunti al termine inglese "cougar", usato nei media statunitensi con una frequenza forse maggiore di "puma".[3][4]

Il nome "mountain lion" fa invece riferimento alla sua somiglianza estetica con una leonessa (dovuta al colore marrone-rossastro con la punta della coda nera), mentre "catamount" è derivato da mountain cat (gatto di montagna).

Nell'America del Nord, in particolare negli Stati Uniti, la parola panther ("pantera") da sola si riferisce al puma, sebbene il termine black panther ("pantera nera") sia correttamente associato solo con le varianti affette da melanismo di leopardi o di giaguari, piuttosto che di puma. In Europa e in Asia, "pantera" significa "leopardo" e si può riferire sia al leopardo maculato sia a quello nero. Nell'America meridionale, "pantera" si riferisce solo al giaguaro, sia quello maculato, sia quello nero. Il gene del melanismo si può trovare in una grande varietà di felini, compresi il leone, la tigre, il leopardo, il giaguaro, il caracal, il jaguarondi, il serval, l'ocelot, il margay, la lince rossa; non sono mai stati documentati, tuttavia, casi di melanismo nell'America settentrionale in Puma concolor, anche se persistono leggende metropolitane di "pantere nere". Tali resoconti aneddotici hanno particolare vigore sugli Appalachi degli Stati Uniti orientali, una regione dove è comunemente accettato il fatto che il Puma concolor sia completamente estinto da prima della fine del XIX secolo, e dove non sono state documentate presenze ristabilite di popolazioni in propagazione fino al 2005.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una coppia di puma

Recenti studi sui geni suggeriscono che il puma sia imparentato in modo relativamente stretto al ghepardo nordamericano estinto Miracinonyx; recenti ricerche molecolari[2] sembrano indicare una discreta affinità anche con il ghepardo moderno, con il quale presenta alcune similitudini esteriori. Per contro, il puma non è uno stretto parente dei veri grandi felini (il leone, la tigre, il giaguaro, il leopardo ecc.), e viene tassonomicamente classificato con i piccoli felini, ma, fra questi ultimi, è nettamente il più grande (anche nel caso si includesse il ghepardo tra i "piccoli" felini, il puma rimarrà comunque il membro più pesante della sottofamiglia). I puma che vivono più vicino all'equatore sono i più piccoli, e crescono in grandezza nelle popolazioni più vicine ai poli.

Il puma è alto 70 cm circa dalla spalla. La sua lunghezza, esclusa la coda, è in media di 130 cm per i maschi e 110 cm per le femmine, cui si aggiungono tra i 66 e i 78 cm di coda. Il suo peso varia dai 50 ai 70 kg circa per i maschi (ma alcuni esemplari possono arrivare anche a 120 kg) e dai 35 ai 50 kg circa per le femmine. Confrontando le dimensioni generali dei felidi di maggiore taglia[5], il puma risulta essere al quarto posto dopo leone, tigre e giaguaro ed insieme al leopardo (mentre il ghepardo, di altezza simile al puma, è molto più leggero).

Il pelo è corto, morbido, folto e dal colore uniforme e molto variabile. Le zampe anteriori hanno 5 dita, mentre quelle posteriori 4, con unghie retrattili. I puma sono tra gli animali più agili, potendo fare salti alti 4 metri e lunghi 10, e detengono il record di "salto in alto" tra tutti i mammiferi terrestri.

Colore[modifica | modifica wikitesto]

Formula dentaria
Arcata superiore
1 3 1 3 3 1 3 1
1 2 1 3 3 1 2 1
Arcata inferiore
Totale: 30
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

L'aspetto generale del puma ricorda quello di diversi altri felini: la colorazione è come quella del leone, mentre le proporzioni corporee ricordano vagamente quella di un robusto ghepardo (al quale è forse più affine). Il coguaro ha in comune con quest'ultimo la testa piccola e tondeggiante, il collo piuttosto lungo, il corpo snello e le zampe più lunghe e sottili di quelle di altri felidi di grossa taglia (benché queste caratteristiche non siano così accentuate come nel ghepardo); tuttavia le estremità delle zampe sono robuste come nei felini più tipici. Nella bocca hanno 4 grandi canini, 12 incisivi più piccoli e 14 molari, come tutti i Felidi. I puma emettono numerosi richiami, che si differenziano da maschio e femmina, ma, a differenza dei grandi felini, nessun ruggito. Il richiamo più noto di questo animale (descritto da alcuni ricercatori nordamericani come Truman Everts simile a quello dell'uomo) viene spesso attribuito nei prodotti USA ad altri grandi felidi, in particolare il leopardo e la pantera nera.

In libertà, i puma possono raggiungere dai 18 ai 20 anni d'età, sebbene la loro vita duri di solito un decennio; in cattività arrivano ai 25 anni o più. Possono anche essere addomesticati.

Il più delle volte i puma sono bruno fulvo, biondo rossiccio, o grigio argento; il mento ed il petto, comunque, sono sempre biancastri. I puma appena nati sono di colore beige, pezzati, ed hanno degli anelli sulla coda; la pezzatura sbiadisce durante i primi anni di vita. Esistono anche puma anormalmente pallidi e persino bianchi. Sono stati descritti pure puma di colore marrone anormalmente scuro con addomi bianchi, soprattutto nell'America meridionale e centrale, chiamati couguar noire da Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon. Non ci sono resoconti autenticati di puma affetti da vero melanismo nell'America settentrionale [1] [2] [3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I puma cacciano mammiferi di quasi tutte le taglie. Nel Nordamerica si annoverano cervi e renne fra le prede del puma, ma anche topi, ratti, moffette, procioni, castori ed opossum, come pure pecore e giovani bovini. Anche altri predatori come i coyote e le linci rosse possono essere sopraffatti dal puma. Oltre ai mammiferi, il puma si nutre anche di uccelli e, in alcune regioni, di pesci. Non mangia, però, carogne ed evita anche i rettili.

Per abbattere una preda più grossa, il puma inizialmente le si avvicina di soppiatto. Da una distanza più breve le salta addosso sul dorso e le rompe l'osso del collo con un forte morso alla gola. Ha una fortissima potenza muscolare nelle gambe ed è il felino che riesce a spiccare i balzi maggiori, fino a 13,5 m in lunghezza e 4,5 in altezza (ufficiosamente sono stati riportati salti di 18 metri). Arriva alla velocità di 80 km/h in corsa, ma occasionalmente può raggiungere 96 km/h, rendendolo perciò il felino più veloce dopo il ghepardo. Il puma tuttavia è molto più forte del ghepardo e a differenza di quest'ultimo utilizza la lotta corpo-a-corpo per sottomettere la preda: riesce a gettare a terra con l'aiuto della corsa animali 8 volte il suo peso (puma femmine di 45 kg hanno atterrato caribu di 360 kg) ed è diverse volte più forte di un uomo (le stime vanno da 5 a 8 volte per esemplari di 70–80 kg). A differenza del leopardo, il comportamento di mettere al riparo le prede sugli alberi non sembra essere mai stato riscontrato nel puma, il che forse indica una maggiore capacità di competere con gli altri carnivori del suo ambiente.

Cuccioli di puma

Il puma è un felino timido, che evita solitamente gli insediamenti umani. Occasionalmente, tuttavia, può attaccare l'uomo. Negli Stati Uniti si verificano, di solito, circa quattro avvenimenti del genere ogni anno; vittime degli attacchi sono perlopiù bambini. Si tratta dell'unico dei "piccoli felini" ad essere considerato potenzialmente pericoloso per le persone.

Il puma stesso, oltre all'uomo, ha pochi nemici da temere. Solo lupi ed orsi possono ogni tanto predare puma giovani o malati in Nordamerica; in Sudamerica l'unico vero competitore è il giaguaro.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Essendo solitari, i puma si incontrano solo durante il periodo dell'accoppiamento, che spesso, anche se non esclusivamente, va da novembre a giugno, per sei giorni al massimo, prima che il maschio abbandoni di nuovo la femmina alcune settimane prima del parto. Il periodo di gestazione dura circa tre mesi. Una figliata può essere composta da uno a sette cuccioli, di norma due o tre. Ogni piccolo pesa dai 230 ai 450 grammi, ed è grande da 20 a 30 centimetri. I cuccioli assumono cibo solido dopo circa 6-7 settimane e si separano dalla madre dopo circa 20 mesi.

La presenza di un mantello maculato nei piccoli coguari è considerato un tratto ancestrale ereditato dall'antenato comune dei felini e carnivori affini (anche i leoni presentano questa caratteristica), nonché un esempio di tratto infantile arcaico che si perde nell'adulto.[6]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il puma era precedentemente diffuso in tutta l'America del Nord e del Sud. Nessun altro mammifero del continente aveva una diffusione così vasta; si estendeva dal sud del Canada attraverso l'America centrale fino alla Patagonia meridionale. Al giorno d'oggi la sua diffusione è fortemente limitata e ridotta ad aree disabitate o poco popolate dall'uomo. Negli Stati Uniti i puma sono sopravvissuti alle ondate di sterminio solo sulle Montagne Rocciose, nei deserti e semideserti del sudovest e nelle regioni paludose delle Everglades in Florida. Attraverso dei provvedimenti protezionistici, il suo territorio si è nuovamente esteso, ed in alcune regione a ovest degli Stati Uniti i puma non evitano più nemmeno i dintorni delle città.

Areale del puma

Ecologicamente parlando, il puma può essere considerato l'equivalente americano del leopardo, e come quest'ultimo è capace di adattarsi in quasi tutti gli habitat del suo vasto areale; la prateria, le foreste boreali, temperate e tropicali, i semideserti e l'alta montagna fanno tutti parte degli spazi vitali di questo felino. Solo la tundra artica e i deserti veri e propri risultano essere habitat troppo ostili.

Popolazioni di puma degli Stati Uniti e del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato cacciato quasi fino all'estinzione negli Stati Uniti, il puma ha fatto la sua ricomparsa in modo considerevole, con 30.000 individui stimati negli Stati Uniti occidentali. In Canada si trovano puma ad ovest delle praterie, nell'Alberta, nella Columbia Britannica e nello Yukon meridionale. La più alta concentrazione di puma nell'America settentrionale si trova sull'Isola di Vancouver nella Columbia Britannica.

I puma stanno gradualmente estendendo il proprio territorio verso est, seguendo torrenti ed alvei, ed hanno raggiunto il Missouri, il Michigan ed attraversato il Kansas, compresa la grande area metropolitana di Kansas City. Dei puma sono stati avvistati sulla costa settentrionale del Lago Superiore con un attacco ad un cavallo ad Ely, nel Minnesota, nel 2004. Si prevede che espandano presto il loro territorio sugli interi Stati Uniti orientali e meridionali. Continuano ad esserci segnalazioni sulla sopravvivenza della popolazione rimanente del puma orientale (Puma concolor cougar) nel New Brunswick, nell'Ontario, e nella penisola di Gaspé del Quebec.

A causa dell'urbanizzazione di aree rurali, i puma vengono spesso a contatto con le persone, soprattutto in aree con grandi popolazioni di cervi, le loro prede naturali. Hanno anche cominciato a cacciare animali domestici come cani, gatti e bestiame, ma sono raramente ricorsi a umani come fonte di cibo.

La stima del 1990 circa numerava tra i 4.000 e i 6.000 puma in California e tra i 4.500 e i 5.000 in Colorado. Nell'ultima ricerca effettuata nel marzo 2011 il coguaro (o leone di montagna) è stato dichiarato estinto dall'est degli Stati Uniti, conseguentemente dalla mancanza di avvistamenti dagli anni '30.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Puma comprende l'unica specie attuale Puma concolor, suddivisa in numerose sottospecie. In passato sono vissute altre specie attribuite al genere Puma, come la pantera di Owen (Puma pardoides) vissuta in Europa tra Pliocene e Pleistocene. A volte anche lo yaguarondi (Herpailurus yaguaroundi) è attribuito al genere Puma.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

La pantera della Florida (Puma concolor coryi), una sottospecie di puma in pericolo

Si distinguono tradizionalmente tra le 24 e le 32 sottospecie di puma. Nell'America del Nord, due vengono considerate estinte. Come particolarmente minacciata è classificata la pantera della Florida (Puma concolor coryi), che nelle regioni paludose delle Everglades è sopravvissuta agli stermini. Ne esistono soltanto meno di 80 esemplari (secondo altre fonti tra 25 e 50) non in cattività. La salvezza di questa piccola sottospecie di puma, dal colore rosso intenso, è pertanto uno degli obiettivi principali delle organizzazioni locali per la salvaguardia dell'ambiente. Per proteggerli ed analizzarli, ogni animale è dotato di un collare elettronico per l'identificazione e la determinazione dell'ubicazione.

La pantera della Florida è l'unica sottospecie che sopravvive a est del Mississippi, da dove scomparve a causa della caccia abusiva dei coloni europei durante i secoli XIX e XX. L'altra sottospecie occidentale, il coguaro del Wisconsin (Puma concolor schorgeri) fu sterminata ufficialmente nel 1925, sebbene da allora si siano registrati avvistamenti non verificati. È possibile che anche il puma orientale (Puma concolor cougar) sia attualmente estinto.

Altre sottospecie esistenti sono:

Recenti studi di genetica molecolare (M. Culver e altri) suggeriscono tuttavia che in realtà esistono solo sei sottospecie:

Pumapardo dello zoo di Amburgo, in Germania (1904)

La differenziazione di più sottospecie è priva di fondamento scientifico. Con l'eccezione di una popolazione del nordovest degli Stati Uniti, i puma rappresentano tutti una popolazione omogenea. Nell'America centrale e meridionale si trova maggiore variabilità. Queste conclusioni sono state più tardi riviste, scoprendo che lo spazio vitale del puma durante l'ultima era glaciale fu limitato al Sudamerica, con l'eccezione di una piccola area circoscritta nel nordovest degli Stati Uniti. A questo studio si accompagna anche una rivalutazione delle sottospecie estinte e minacciate.

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono ibridi fra diverse sottospecie di puma in Florida, dove si introdussero animali forestieri al fine di aumentare la scarsa popolazione di pantere della Florida, decimate anni prima dalla caccia eccessiva. Questa misura controversa, giacché diluisce la purezza genetica della sottospecie occidentale minacciata, ha prodotto una nuova generazione di puma ibridi più vigorosi e che si riproducono più rapidamente di quelli di pura razza della Florida.

Nonostante il puma non sia strettamente imparentato con i grandi felini, si è riusciti a crearne ibridi con il leopardo, che sono stati battezzati pumapardi. Si è a conoscenza anche di ibridi fra puma e ozelot, ma in questo caso i cuccioli sono morti poco dopo la nascita. In alcune occasioni, infine, si sono avute notizie di ibridi di puma e giaguari, ma l'esistenza di questi esseri non è ancora stata provata.

Minaccia ed importanza per gli uomini[modifica | modifica wikitesto]

Anche se protetto, il puma viene tuttavia cacciato da alcuni contadini, preoccupati per il loro patrimonio zootecnico. La specie nel complesso, però, non è considerata in pericolo. Il puma perlopiù fugge l'uomo; solo in casi eccezionali aggredisce degli adulti.

Il puma era altamente rispettato presso gli indiani d'America. A lui venivano attribuite qualità come il comando, la forza, l'ingegno, la lealtà, l'impegno e il coraggio.

I colonizzatori bianchi nell'America del Nord hanno a lungo cacciato il puma, non solo per proteggere il proprio bestiame da questo animale, ma anche perché ambivano al suo trofeo.

Un popolo nordamericano, gli erie, trae forse dal puma il proprio nome, che viene considerato un'abbreviazione di erielhonan, in italiano "lunga coda". Per questo motivo erano chiamati dai francesi anche Nation du Chat, "popolo del gatto".

Attacchi ad umani[modifica | modifica wikitesto]

Cartello che mette in guardia da possibili incontri con il Puma

I casi di attacchi agli umani sono rari ma possono verificarsi, soprattutto quando l'intervento umano sui luoghi selvatici riduce la disponibilità di prede per il puma. Si sono verificati circa 100 attacchi ad umani negli Stati Uniti ed in Canada durante il periodo dal 1890 al gennaio 2004, con 16 morti[7]. Nella sola California ci sono stati 14 attacchi e 6 morti. Attacchi da parte di puma su umani ed animali domestici sono associati con aree urbane tra luoghi selvaggi ed altre aree urbane più sviluppate, come a Boulder, in Colorado, area che ha incoraggiato una delle prede tradizionali del puma, il cervo mulo, ad abituarsi alle aree urbane ed alla presenza di persone ed animali selvatici. I puma, in circostanze tali, possono arrivare a perdere la loro paura sia delle persone sia dei cani e a vederli entrambi come prede.

L'8 gennaio 2004 un puma uccise e mangiò in parte un ciclista in mountain bike nel Whiting Ranch Wilderness Park nella Orange County, in California; forse fu lo stesso animale ad aggredire un altro ciclista nel parco il giorno seguente, ma venne respinto da altri ciclisti. Un giovane puma maschio fu ucciso lì vicino dalle guardie forestali più tardi nello stesso giorno.

In California la caccia ai puma è proibita, eccetto in circostanze molto specifiche. Questo, insieme all'estinzione in California del lupo e dell'orso bruno, ha permesso al puma di moltiplicarsi enormemente, dato che non si trovano più altri predatori in grado di rubare la cacciagione di un puma, benché gli orsi neri potrebbero non essere abbastanza forti da farlo. La legge della California prevede che gli animali selvatici che hanno attaccato un umano debbano essere uccisi qualora siano localizzati.

Consigli di sicurezza contro i puma[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà garanzia di validità dei contenuti: leggi le avvertenze.
  • Rimuovete vegetazione bassa e densa che offre ottimi nascondigli per i puma.
  • Installate illuminazioni esterne sensibili al movimento.
  • Non lasciate andare in giro gli animali domestici e non date loro da mangiare fuori casa. Siate cauti a lasciare animali domestici fuori, soprattutto all'alba ed al crepuscolo.
  • Non fate lunghe escursioni a piedi; andate in gruppi con adulti che sorvegliano i bambini.
  • Se affrontati da un puma, non correte; questo potrebbe stimolare il suo istinto alla caccia. Rimanete, invece, fermi e affrontate l'animale, cercando il contatto visivo.
  • Prendete in braccio i bambini piccoli senza piegarvi o voltarvi dal puma, se possibile (quando attaccati da un cane, gli esperti raccomandano di non prendere in braccio un bambino, poiché questo potrebbe essere interpretato come un atto di offesa, e incoraggerebbe il cane ad attaccare a sua volta: mettetevi invece tra l'animale e il bambino; se questo si applica pure ai puma oppure no è ancora una questione aperta).
  • Fate qualsiasi cosa per sembrare più grandi o intimidenti, compreso sbracciarvi, aprire la giacca, e lanciare sassi e rami.
  • Non accucciatevi né chinatevi; questo potrebbe creare l'impressione di un'ordinaria preda quadrupede invece di una tipica non-preda bipede.
  • Rispondete all'attacco se attaccati. Alcuni puma sono stati respinti con rocce, bastoni, attrezzi da giardinaggio, calci e mani nude; è nota l'efficacia di un calcio ben piazzato sul muso.
  • Il miglior punto dove colpire un puma è sul naso.
  • Non arrampicatevi su un albero, dato che i puma possono arrampicarsi meglio degli umani.

È probabile che chi va in bicicletta o a fare jogging su percorsi in luoghi selvatici sia meno attento all'ambiente circostante e il suo movimento può innescare un riflesso del tipo "caccia ed uccidi" nell'animale, perciò attività del genere possono essere particolarmente rischiose. Consultate autorità o guardie forestali locali per assicurarvi di non esporvi ad un brutto rischio.[senza fonte]

Il puma nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nello slang inglese, il termine cougar, o cougar woman (plurale cougars e cougar women), che letteralmente significa "coguaro" e quindi "puma", è passato ad indicare una donna più che trentenne, e spesso più che quarantenne, in cerca di rapporti con uomini molto più giovani; di solito questo tipo di donne sono finanziariamente indipendenti, tali da poter mantenere anche le loro "prede".
  • "Los Pumas" è il nome con cui, nel gergo del rugby, si indica la nazionale argentina; ciò è dovuto all'errore di un giornalista sudafricano che nel 1965, durante una tournée dei Pumas, li definì così con riferimento al felino presente nel loro stemma il quale, però, è un giaguaro. Visti buoni risultati di quel tour, gli argentini mantennero il nomignolo, utilizzando il termine "Jaguars" solo per una selezione sudamericana creata per opportunità politica negli anni '80 per affrontare il Sudafrica nel periodo del bando per l'Apartheid. Altre squadre nazionali che prendono il nome da un animale sono, tra le altre, i Wallabies (nazionale australiana; wallaby è il termine con cui si indicano alcune specie di canguro) e gli Springboks (nazionale sudafricana; lo springbok è una piccola antilope).

Il puma nei media[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel videogioco "Grand Theft Auto 5", nella zona denominata Sandy Shores, controparte del deserto del Nevada, nei pressi di Los Santos, controparte di Los Angeles, è possibile individuare alcuni esemplari di puma, i quali cercheranno di attaccare il personaggio in uso.

Letture ulteriori[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David Baron, Beast in the Garden: A Modern Parable of Man and Nature, W. W. Norton, novembre 2003, copertina rigida, 320 pagine, ISBN 0-393-05807-7

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Caso, A., Lopez-Gonzalez, C., Payan, E., Eizirik, E., de Oliveira, T., Leite-Pitman, R., Kelly, M., Valderrama, C. & Lucherini, M., Puma concolor in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014. URL consultato il 15 novembre 2014.
  2. ^ a b Mammal Species of the World - Browse: Puma
  3. ^ ADW: Puma concolor: INFORMATION
  4. ^ http://www.winningclips.com/video/7KhAY5Ql-hA/animal-faceoff-wolf-vs-cougar.html
  5. ^ Adw: Felidae: Classification
  6. ^ http://www.lioncrusher.com/
  7. ^ uccisioni a partire dal 1890

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Caso, A., Lopez-Gonzalez, C., Payan, E., Eizirik, E., de Oliveira, T., Leite-Pitman, R., Kelly, M., Valderrama, C. & Lucherini, M. 2008, Puma concolor in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  • D. E. Brown, H. G. Shaw, Soul Among Lions: The Cougar As Peaceful Adversary, Univ. of Arizona Press, 2000, ISBN 0-8165-2084-4
  • R. H. Busch, The Cougar Almanac, The Lyons Press, 1996, ISBN 1-55821-403-8
  • H. P. Danz, Cougar!, Ohio Univ. Press, 1999, ISBN 0-8040-1014-5
  • J. Kobalenko, T. Kitchin, W. Hurst, Forest Cats of North America, Firefly Books, 1997, ISBN 1-55209-172-4
  • R. M. Nowak, Walker's Mammals of the World, vol. 1, Johns Hopkins University Press, 1999, S. 818f
  • M. Culver, W. E. Johnson, J. Pecon-Slattery, S. J. O'Brien, Genomic ancestry of the American puma (Puma concolor)
  • Enciclopedia Zanichelli 2003, a cura di Edigeo, Zanichelli editore

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