Leopardus geoffroyi

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Gatto di monte
Salzkatze.jpg
Oncifelis geoffroyi
Stato di conservazione
Status iucn3.1 NT it.svg
Prossimo alla minaccia (nt)[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Genere Leopardus
Specie L. geoffroyi
Nomenclatura binomiale
Leopardus geoffroyi
d'Orbigny &Gervais, 1844
Sinonimi

Felis geoffroyi, Oncifelis geoffroyi

Nomi comuni
  • Gatto di monte
  • Gatto di Geoffroy
Areale

Leopardus geoffroyi range map.png

Il gatto di Geoffroy (Leopardus geoffroyi o Oncifelis geoffroyi, d'Orbigny e Gervais, 1844), noto anche come gatto di monte è un gatto selvatico che vive nelle regioni meridionali e centrali del Sud America.Ha quasi le stesse dimensioni del gatto domestico. Mentre la specie è relativamente diffusa in molte zone, è considerato prossimo alla minaccia dall'IUCN a causa delle modificazioni dell'habitat indotte dall'uomo nelle regioni in cui vive.

Indice

[modifica] Descrizione Fisica

I gatti di Geoffroy sono quasi delle dimensioni di un gatto domestico, lunghi circa 60 cm, con una coda relativamente corta (31 cm). Pesano solo tra i 2 e i 5 kg, sebbene alcuni individui arrivino a 7 o 8 kg. In generale, quelli trovati a sud del loro areale sono più grandi di quelli a nord, ed i maschi sono più grandi delle femmine.[2]

Il loro pelo ha numerose macchie nere, ma il colore di sfondo varia da regione a regione: al nord, un mantello giallo-ocra è più comune; più a sud, il mantello tende al grigio. Come per molti gatti, il pelo sotto l'addome è più chiaro, diventando color crema o anche bianco. Sono presenti strisce scure sulla coda e sulle zampe, e simili bande sono presenti sulle guance, sul collo e sulla sommità del capo. Le orecchie sono nere con una macchia bianca. Il melanismo è comune sia in natura che in cattività.[2]

Del tutto inusuale tra i gatti, i Gatti di Geoffroy sono stati osservati alzarsi sulle zampe posteriori per scrutare il paesaggio, usando la loro coda come appoggio. Una postura simile è stata osservata nei Suricati e nei cani della prateria, ma non in altri felini.

[modifica] Ecologia e Distribuzione

Gatto di Geoffroy

I Gatti di Geoffroy abitano le Ande, la Pampa nelle sue zone di foresta rada e il territorio del Gran Chaco.Si possono trovare dal sud della Bolivia fino allo Stretto di Magellano, fino a 3300 metri di altitudine. Preferiscono le boscaglie rade o le zone arbustive con presenza di ripari, ma sono stati trovati anche in sterpaglie e zone paludose. Sebbene sono capaci di arrampicarsi sugli alberi, lo fanno raramente,a parte quando marcano il territorio.[2]

Sebbene appaia essere ben distribuito nelle regioni centrali, inclusa la Bolivia, dove è il secondo gatto più diffuso dopo l'Ocelot, è considerato in pericolo in zone come il sud del Cile.[1] L'IUCN al momento segnala le specie come "prossime alla minaccia" a causa della distruzione dell'habitat in molte regioni del suo areale. Tra gli anni '60 e gli anni '80 i Gatti di Geoffroy furono cacciati indiscriminatamente per le loro pellicce.[3] Sul finire degli anni '80 La caccia e il commercio di questi animali sono stati vietati in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay e uruguay.

Il Gatto di Geoffroy ha abitudini notturne, e caccia principalmente roditori, uccelli, piccole lucertole, insetti e occasionalmente rane e pesci;[2] è all'apice della catena alimentarenel suo areale. Come altri piccoli felini, è un cacciatore solitario, che incontra individui della stessa specie solamente durante il periodo riproduttivo.Le femmine mantengono un territorio compreso tra 2 e 6 km², mentre i maschi hanno areali più vasti, arrivando a 12 km².[2]

[modifica] Riproduzione

Gattino

La stagione di riproduzione dei Gatti di Geoffroy dura da ottobre a marzo. Durante questo periodo, la femmina và in estro per periodi di circa 2 settimane, mediamente una volta al mese. Gli accoppiamenti in questo lasso di tempo sono brevi e frequenti, spesso avendo luogo su elevate sporgenze o posti simili.[2]

Le femmine gravide sembrano avere molta cura nella scelta del luogo più adatto alla nascita dei loro gattini.Le cucciolate possono essere composte da uno a 4 gattini, sebbene sono più frequenti di uno o due piccoli.La Gestazione dura 72-78 giorni,[4] con la maggior parte delle nascite che si concentrano tra Dicembre e Maggio.[3]

I gattini nascono ciechi e dipendenti dalle cure materne, e pesano all'incirca tra i 65 e i 95 grammi, e si sviluppano alquanto meno velocemente rispetto ai gatti domestici. Gli occhi si schiudono tra gli 8 e i 19 giorni, e cominciano a mangiare a circa 6 o 7 settimane.[2]Lo svezzamento dura 8 mesi, ma non sono in genere sessualmente maturi fino ai 18 mesi per le femmine e 24 per i maschi. Recentemente il Gatto di Geoffroy è stato ibridato con successo con il gatto domestico, il cui risultato è stato la nuova razza Safari.[5]

[modifica] Tassonomia

Allo Zoo di Dudley, UK

Il gatto di Geoffroy è stato chiamato così dal nome dello zoologo francese del XIX secolo Étienne Geoffroy Saint-Hilaire (1772–1844).Seguendo i suoi viaggi attraverso il Sud America agli inizi del XIX secolo, Saint Hilaire studiò il gatto mentre era professore di zoologia a Parigi, e ne identificò 5 subspecie, basandosi sulla distribuzione geografica:

  • Leopardus geoffroyi geoffroyi; Argentina centrale
  • Leopardus geoffroyi euxantha; Argentina settentrionale, Bolivia occidentale
  • Leopardus geoffroyi leucobapta; Patagonia
  • Leopardus geoffroyi paraguae; Paraguay, Brasile sudorientale, Uruguay, Argentina settentrionale
  • Leopardus geoffroyi salinarum;Argentina Nordoccidentale e centrale.

Studi genetici hanno mostrato che il Gatto di Geoffroy è molto imparentato con il kodkod.[6]A volte è stato posto nel genere Oncifelis, insieme al Kodkod e il colocolo, ma è ora più comunemente posto inLeopardus, un genere più grande di piccoli gatti sudamericani, che include anche l'Ocelot.

[modifica] Note

  1. ^ a b Template:IUCN2008 Il Database include giustificazioni sul perché la specie è ritenuta minacciata
  2. ^ a b c d e f g Sunquist, Mel, Wild cats of the World, Chicago, University of Chicago Press, 2002, 205–210. ISBN 0-226-77999-8
  3. ^ a b Nowell, K. and Jackson, P. eds. (1996)Wild Cats. Status Survey and Conservation Action Plan. IUCN/SSC Cat Specialist Group. IUCN, Gland, Switzerland.
  4. ^ Geoffroy's Cat in Indian Tiger Welfare Society. URL consultato il 16 maggio 2009.
  5. ^ http://www.savannahcatbreed.com/breed-info/safari
  6. ^ Pecon-Slattery, J.W., et. al. (1994). Phylogenetic reconstruction of South American felids defined by protein electrophoresis. Journal of Molecular Evolution 39 (3): 296–305. DOI:10.1007/BF00160153. PMID 7932791.

[modifica] Bibliografia

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