Ibrido

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Ibrido è un individuo generato dall'incrocio di due organismi che differiscono per più caratteri, che nell'ambito delle scienze biologiche ha differenti significati.

  1. Un primo significato si riferisce al risultato di un incrocio tra due animali o piante di diversi taxa[1] con alcuni sotto casi.
    1. Ibridi tra specie diverse all'interno dello stesso genere, note anche come incroci o ibridi interspecifici.
    2. Ibridi tra le diverse sottospecie all'interno di una specie, noti come ibridi intraspecifici.
    3. Ibridi tra i diversi generi, noti anche come ibridi intergenerici .
    4. Ibridi tra le diverse famiglie. Sebbene estremamente rara si verifica anche l'ibridazione interfamiliare, come ad esempio capita con la faraona, nei generi Agelastes, Numida, Guttera, Acryllium.
  2. Il secondo significato di ibrido si riferisce ad incroci tra le popolazioni, razze, cultivar o varietà botaniche ma all'interno di una medesima specie. Questo secondo significato è usato in agronomia. In questi ambiti gli ibridi sono comunemente prodotti e selezionati, artificialmente, perché hanno caratteristiche desiderabili e non presenti o limitatamente presenti nella generazione genitoriale.
  3. In senso non tassonomico, in genetica, per ibrido si intende un generale caso di eterozigosi nella prole derivante dall'incrocio di genitori omozigoti, con diversi sotto casi.

In senso colloquiale, senza alcuna connotazione scientifica, per ibrido si intende un organismo, reale o di fantasia, spesso con caratteristiche mostruose, che coniuga le caratteristiche di due esseri anche completamente differenti, e per estensione si proietta metaforicamente per similitudini, il concetto anche al di fuori dei viventi come ad esempio in veicolo ibrido, motore ibrido, eccetera. Il significato colloquiale può porre errori interpretativi quando utilizzato impropriamente in ambito scientifico.

Flora[modifica | modifica sorgente]

In botanica si utilizzano i processi di ibridazione al fine di modificare alcuni caratteri, farne emergere di nuovi, costituire nuove varietà: i fiori femminili vengono impollinati esclusivamente col polline della varietà selezionata ricorrendo ad accorgimenti che impediscano l'impollinazione da parte di altre piante (nelle specie dioiche) o dalla stessa (nelle specie monoiche).

Per arrivare ad una nuova varietà o specie attraverso l'ibridazione è necessario rendere stabili i caratteri per mezzo di incroci successivi con l'obiettivo di ottenere individui omozigoti rispetto a quegli stessi caratteri.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Per animale ibrido interspecifico si intende il processo per cui due animali di specie diverse si riproducono dando vita a una progenie diversa, che, anche a seconda del sesso può essere sterile o fertile. Di solito questi accoppiamenti avvengono solo in cattività, e raramente in natura, dove l'unico caso può essere quello dell'incrocio tra l'orso polare e il grizzly, che sembra avvenire frequentemente. Esempi di ibrido possono essere il Ligre (che è una tigre, ma quasi priva di striature, molto chiare, quasi invisibili e il muso più simile a quello di un leone che di una tigre) e il tigone (una tigre con una criniera e delle striature quasi invisibili, di colore arancione-giallo ocra) che possono nascere dall'accoppiamento tra un maschio di leone e una femmina di tigre e viceversa, un altro esempio può essere il Leopone, incrocio tra leone e leopardo; nell'aspetto è praticamente uguale a un comune leopardo, ma più grande e con una specie di criniera che parte dalla nuca per poi terminare alle spalle (tipo cresta) e il Pumapardo, ibrido tra il puma e il leopardo, tenuto in cattività allo zoo di Amburgo a fine Ottocento dove un secondo esemplare fu venduto allo zoo di Berlino, (Dove sono stati mantenuti molti animali poi estintisi, come il Quagga). Anche in campo domestico sono stati artificialmente ottenuti animali ibridi interspecifici, come incroci tra felini selvatici (serval e il caracal) e razze di gatti domestici.

Lista di animali ibridi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Keeton, William T. 1980. Biological science. New York: Norton. ISBN 0-393-95021-2 pagina A9.

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