Mulo

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Mulo (Equus mūlus)
09.Moriles Mula.JPG
Dati generali
Etimologia dal latino mūlus
Blue Mars symbol.svg Padre Equus asinus
Pink Venus symbol.svg Madre Equus caballus
Presente in natura no
Longevità 20-30 anni
Impieghi trasporto di carichi pesanti
Riproduzione
Fecondità femmine raramente fertili con cavalli o asini

Il mulo è un ibrido sterile a causa del suo corredo cromosomico dispari (63 cromosomi), e deriva dall'incrocio tra l’asino stallone con 31 coppie di cromosomi e la cavalla con 32 coppie di cromosomi. La sterilità di questo animale è dovuta al fatto che avendo un corredo poliploide dispari, alla meiosi, non riesce ad appaiare i suoi cromosomi nella maniera giusta e non riesce a formare gameti "normali".

L'ibrido derivato dall'incrocio contrario (cavallo stallone e asina) si chiama bardotto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Già nell'antichità il mulo era allevato in Illiria.

Fino a pochi decenni fa il mulo era assai diffuso sia nel Mediterraneo sia in Africa, Asia, Palestina e nelle Americhe.

I muli francesi godevano un tempo di grande fama. Le quattro zone tipiche di produzione di muli in Francia sono:

  • Poitou, da dove provengono muli di grossa taglia, assai pesanti e muscolosi;
  • Cévennes (Massiccio Centrale), da cui provengono muli medio-grandi adatti per la soma e per la montagna;
  • i Pirenei, dove viene impiegato l'asino catalano per la produzione;
  • il Delfinato, dove vengono prodotti muli di buona taglia, di conformazione raccolta, robusti e molto vigorosi.

Fino agli anni quaranta era fiorentissima la produzione mulina anche in Puglia: incrociando cavalle murgesi con asini di Martina Franca si ottenevano i famosi muli martinesi, ideali per l’artiglieria e la fanteria alpina.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Juancito.jpg
Alpino e mulo in Albania.
Roma, Villa Borghese. Monumento all'"umile eroe" degli alpini[1]

Le ragioni della sua diffusione erano: costituzione assai forte e robusta, la rusticità, la resistenza alle malattie, l'adattabilità ad ambienti sfavorevoli, la sobrietà. Nasce soprattutto grazie alla selezione umana a cui in passato serviva la forza dell'asino e la velocità del cavallo. In particolare, il mulo, data la conformazione delle scapole, come quelle dell'asino, non può andare al galoppo, e quindi può trasportare grandi pesi direttamente sulla groppa, unendo la forza del cavallo alla resistenza dell'asino. Questa caratteristica ne ha permesso l'uso in alta montagna.

L'aspetto esteriore varia a seconda delle razze asinine e cavalline tra loro incrociate; a grandi linee, tuttavia, si può dire che il mulo rispetto all'asino ha dimensioni maggiori, mentre rispetto al cavallo ha testa e zampe in proporzione più grandi e massicce, mentre le orecchie sono più allungate.

L'incollatura è corta, la criniera piuttosto scarsa e il ciuffo del tutto assente. Il mantello è spesso baio scuro.

I muli nell’esercito venivano suddivisi in classi differenziate a seconda delle caratteristiche dei soggetti: altezza al garrese, forza fisica, resistenza;

  • I muli di prima classe erano i più grandi e robusti e venivano utilizzati dall'artiglieria per il trasporto di armi e munizioni, in particolare per il trasporto del mortaio da 120, che si compone di 3 pezzi: piastra, affusto e bocca da fuoco. Questo mortaio necessitava di almeno tre alpini per essere trasportato "manualmente".
  • Quelli di seconda e terza classe erano, invece, più piccoli e meno resistenti e venivano usati dalla fanteria alpina per il trasporto di tende, munizioni e approvvigionamenti; in casi estremi, il mulo diventava esso stesso una fonte di cibo.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

I muli sono considerati più intelligenti e riflessivi dei cavalli[2].

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

I muli maschi sono sempre sterili; le femmine, invece, possono essere occasionalmente fertili se accoppiate a cavalli o asini. Dal 1527 sono stati documentati oltre 60 casi di mule che hanno concepito e partorito soggetti vivi e vitali.[3]

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Attualmente è molto usato in ippoterapia e si cerca di rivalutare gli ibridi con progetti ad hoc.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La statua del mulo, di Pietro Canonica, rappresenta un vero mulo della I Guerra mondiale, di nome Scudela (per la storia, si veda qui). Il soldato fu aggiunto nel 1957.
  2. ^ (FR) Serge Farissier, L'âne, Artemis, 2004, p. 88, ISBN 2844162487.
  3. ^ « Le plus souvent, les mules créées par croisement d'un âne (Equus asinus) avec une jument (Equus caballus) sont stériles. Depuis environ cinq siècles, la société muletière britannique a seulement enregistré 60 naissances naturelles de ces hybrides. C'est le nombre impair de leurs chromosomes (63) qui présente une difficulté majeure à la reproduction naturelle en freinant la division cellulaire. Le stade de la méiose se produit en effet normalement par paires. Chez les chevaux, les chromosomes atteignent le nombre de 64, chez les ânes 62. », cit. in Composition divers, wwwpsvt.free.fr. URL consultato il 20 aprile 2012.

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