Mulo
| Mulo (Equus mūlus) | |
|---|---|
| Derivazione del nome | dal latino mūlus |
| Madre | Equus caballus |
| Padre | Equus asinus |
| Presente in natura | No |
| Utilizzato dall'uomo | Trasporto di carichi pesanti |
| Vitalità | 20-30 anni |
| Fecondità | no, ma le femmine in casi rari sì |
Il mulo è un ibrido sterile a causa del suo corredo cromosomico dispari (63 cromosomi), e deriva dall'incrocio tra l’asino stallone con 31 coppie di cromosomi e la cavalla con 32 coppie di cromosomi e due tris, (l'incrocio contrario, cioè tra il cavallo stallone e la femmina di asino viene chiamato bardotto). La sterilità di questo animale è dovuta al fatto che avendo un corredo poliploide dispari, alla meiosi, non riesce ad appaiare i suoi cromosomi nella maniera giusta e non riesce a formare gameti "normali".
Indice |
Distribuzione e habitat [modifica]
Già nell'antichità il mulo era allevato in Illiria.
Fino a pochi decenni fa il mulo era assai diffuso sia nel Mediterraneo sia in Africa, Asia, Palestina e nelle Americhe.
I muli francesi godevano un tempo di grande fama. Le quattro zone tipiche di produzione di muli in Francia sono:
- Poitou, da dove provengono muli di grossa taglia, assai pesanti e muscolosi;
- Cévennes (Massiccio Centrale), da cui provengono muli medio-grandi adatti per la soma e per la montagna;
- i Pirenei, dove viene impiegato l'asino catalano per la produzione;
- il Delfinato, dove vengono prodotti muli di buona taglia, di conformazione raccolta, robusti e molto vigorosi.
Fino agli anni quaranta era fiorentissima la produzione mulina anche in Puglia: incrociando cavalle murgesi con asini di Martina Franca si ottenevano i famosi muli martinesi, ideali per l’artiglieria e la fanteria alpina.
Descrizione [modifica]
Le ragioni della sua diffusione erano: costituzione assai forte e robusta, la rusticità, la resistenza alle malattie, l'adattabilità ad ambienti sfavorevoli, la sobrietà. Nasce soprattutto grazie alla selezione umana a cui in passato serviva la forza dell'asino e la velocità del cavallo.
L'aspetto esteriore varia a seconda delle razze asinine e cavalline tra loro incrociate; a grandi linee, tuttavia, si può dire che il mulo rispetto all'asino ha dimensioni maggiori, mentre rispetto al cavallo ha testa e zampe in proporzione più grandi e massicce, mentre le orecchie sono più allungate.
L'incollatura è corta, la criniera piuttosto scarsa e il ciuffo del tutto assente. Il mantello è spesso baio scuro.
I muli nell’esercito venivano suddivisi in classi differenziate a seconda delle caratteristiche dei soggetti: altezza al garrese, forza fisica, resistenza;
- I muli di prima classe erano i più grandi e robusti e venivano utilizzati dall'artiglieria per il trasporto di armi e munizioni, in particolare per il trasporto del mortaio da 120, che si compone di 3 pezzi: piastra, affusto e bocca da fuoco. Questo mortaio necessitava di almeno tre alpini per essere trasportato "manualmente".
- Quelli di seconda e terza classe erano, invece, più piccoli e meno resistenti e venivano usati dalla fanteria alpina per il trasporto di tende, munizioni e approvvigionamenti; in casi estremi, il mulo diventava esso stesso una fonte di cibo.
Comportamento [modifica]
I muli sono considerati più intelligenti e riflessivi dei cavalli[1].
Riproduzione [modifica]
I muli maschi sono sempre sterili; le femmine, invece, possono essere occasionalmente fertili se accoppiate a cavalli o asini. Dal 1527 sono stati documentati oltre 60 casi di mule che hanno concepito e partorito soggetti vivi e vitali.[2]
Conservazione [modifica]
Attualmente è molto usato in ippoterapia e si cerca di rivalutare gli ibridi con progetti ad hoc.
Note [modifica]
- ^ (FR) Serge Farissier, L'âne, Artemis, 2004, pp. 88. 2844162487
- ^ « Le plus souvent, les mules créées par croisement d'un âne (Equus asinus) avec une jument (Equus caballus) sont stériles. Depuis environ cinq siècles, la société muletière britannique a seulement enregistré 60 naissances naturelles de ces hybrides. C'est le nombre impair de leurs chromosomes (63) qui présente une difficulté majeure à la reproduction naturelle en freinant la division cellulaire. Le stade de la méiose se produit en effet normalement par paires. Chez les chevaux, les chromosomes atteignent le nombre de 64, chez les ânes 62. », cit. in Composition divers. wwwpsvt.free.fr. URL consultato in data 20 aprile 2012.
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