Camelus bactrianus

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Cammello
BactrianCamel (1).jpg
Camelus bactrianus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Artiodactyla
Sottordine Tylopoda
Famiglia Camelidae
Genere Camelus
Specie C. bactrianus
Nomenclatura binomiale
Camelus bactrianus
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Camelus ferus
Prževal'skij, 1878

Sottospecie
  • C. bactrianus bactrianus
  • C. bactrianus ferus

Il cammello (Camelus bactrianus Linnaeus, 1758) è un mammifero della famiglia dei Camelidi [1].
Alto circa 2 metri, diffuso in Asia centrale, è utilizzato per la carne, il grasso, il latte, la lana e come animale da trasporto.

Quasi tutti i cammelli sono oggi animali domestici ma in Mongolia, e in particolare in Cina e nel deserto del Gobi, vi sono alcune centinaia di esemplari selvatici, per questo è stato inserito nella lista rossa IUCN delle specie minacciate[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Primo piano di un esemplare adulto


Fra gli Artiodattili è una delle specie più grandi. Può raggiungere i 3-4 metri di lunghezza, l'altezza da terra alla punta della gobba raggiunge anche i 2-3 metri e pesa in media 400–500 kg.
La differenza principale rispetto al suo parente più prossimo, il dromedario (Camelus dromedarius), è la presenza sul suo dorso di due gobbe egualmente sviluppate: il dromedario sembra infatti averne solo una, per estrema riduzione di quella anteriore[3]. Tali appendici sono depositi di grasso, utile come riserva nei periodi di scarsità di cibo; esse, rispetto al dromedario, presentano inoltre la caratteristica di afflosciarsi lateralmente quando sono vuote, invece di ridursi semplicemente di volume. Rispetto al dromedario ha un pelame più folto, che diventa particolarmente lungo nella zona inferiore del collo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Il cammello vive nelle zone desertiche e steppose dell'Asia centrale, tra l'Anatolia e la Mongolia. Il nome scientifico ("Bactrianus") gli fu dato da Carl von Linné nel 1758 perché lo riteneva originaria della Battriana, una regione fra l'Afghanistan e l'Uzbekistan.

Presenza in Italia[modifica | modifica sorgente]

Introdotto in Italia fin dall'epoca romana come animale da soma, da guerra e da circo, fu utilizzato saltuariamente fino al Settecento.

Attualmente allevato solo all'interno di parchi faunistici e circhi.

Affresco raffigurante dei Cammelli. Cappella Dei Magi Firenze.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

I cammelli vivono di solito in branchi di una ventina di esemplari con a capo un maschio.
Animale forte e resistente, è in grado di trasportare carichi fino a 450 kg. Per diversi giorni, circa 20, sopporta bene la mancanza di cibo e d'acqua, in quanto, quando il grasso delle gobbe viene demolito a scopo energetico, tra i cataboliti finali vi sono considerevoli quantità di acqua "metabolica". Può camminare fino a circa 24 ore consecutive, ad una velocità massima di 4 km orari percorrendo fino a circa 50 km al giorno. Come riserva idrica può bere anche 150 litri d'acqua. Sopporta escursioni termiche da -20 °C a oltre 50 °C. La gestazione dei cammelli dura 13 mesi e partoriscono di solito un solo piccolo.

2011 Trampeltier 1528.JPG

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La specie è considerata in pericolo critico in base ai criteri della IUCN.

La Zoological Society of London, in base a criteri di unicità evolutiva e di esiguità della popolazione, considera Camelus bactrianus una delle 100 specie di mammiferi a maggiore rischio di estinzione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Camelus bactrianus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ Camelus ferus (Bactrian Camel, Wild Bactrian Camel)
  3. ^ B. Lanza (a cura di), Dizionario Illustrato del Regno Animale, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1982

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Camelidi
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